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giovedì, settembre 01, 2011

La fine del mondo



Ok. Dall'alba dei tempi l'uomo e' sempre stato ossessionato dalla fine del mondo.
Apocalisse nucleare, giorni del giudizio, menate varie.

Quella che mi pare piu' attuale deve ancora propriamente prendere forma, anche per una questione di nostro orgoglio. Per nostro, intendo del mondo occidentale.

Siamo ancora convinti che America ed Europa contino qualcosa, mentre pian piano la Cina, l'India, il Brasile, diventano sempre piu' ricchi, robusti, forti. E noi deboli.

Questi paesi basano la propria ricchezza e forza su elementi diversi da quelli che hanno fondati gli ultimi decenni di predominio occidentale, ma probabilmente molto simili a quelli che ne hanno dato origine.
Schiavitu', mancanza di regole e diritti, aggressivita'.

Il problema e' che l'attuale sistema tecnologico, mal si accosta con altri elementi, quali il pressapochismo, la corruzione, l'entropia etica.
Nel senso che c'e' il potenziale per del danno serio.

Ma bisogna essere ottimisti, per questo accolgo con entusiasmo la notizia che gli scenziati cinesi stanno pensando di dare un paio di colpetti ad un asteroide per spingerlo verso la terra e metterlo nell'orbita del nostro pianeta.

Mi sembra infatti un'idea geniale.

Voglio dire, cosa puo' andar male?
E soprattutto, come non fidarsi dei cinesi per una cosa del genere?

sabato, ottobre 31, 2009

La cina è vicina - part faiv - I ban bao







Durante la conference in Cina uno dei tizi ci parla di COPIGN. Dice che in Cina non si copia solamente, ma è un misto di COPY e DESIGN. COPIGN, appunto.

Abbiamo riso della cosa per giorni. Il concetto in sè ci faceva un po' ridere, ma soprattutto il relatore si chiamava Pon Pon.

Lo smog ci dava alla testa, i ravioli cinesi pieni di zuppa bollente ci urticavano il palato, facevamo a botte con i tassisti, evitavamo sputi e ambulanti. Le nostre giornate trascorrevano così.

L'ultima sera in un centro commerciale sono entrato in un Toys'r us.

E lì ho capito il COPIGN.

Lì ho incontrato i Ban Bao.

I Ban Bao sono i cugini figli di puttana dei lego.
Sono identici, costano un decimo, e sono bastardi. Violenti, maschilisti, militaristi. Se dei lego puoi trovare la casa, la villa, l'ambulanza, la macchina di formula uno, tra i ban bao trovi i carriarmati con cento cannoni, le portaerei, gli elicotteri, i jet, i bombardieri, tutti con un vago sapore di orgogliosamente armata cinese.

Ma i migliori erano i ban bao poliziotti, le illustrazioni sulle scatole, a partire dal logo, violenti, incazzosi, spaccaossa. Vedi quello che scende dalla camionetta, manganello in mano, che ha già un'erezione, lo si capisce dal sorriso, o quelli che trascinano il prigioniero in catene dal motoscafo, una specie di COPIGN del waterboarding, immagino.

Inutile dire che i ban bao sono entrati nella mia personalissima mitologia abbastanza velocemente.

Cosa interessante è che sul sito dei ban bao, ci sono le stesse foto di qui sopra, ma edulcorate.
Nella fattiscpecie, per esempio, il logo è meno incazzoso, e non pare che stiano cercando di affogare il criminale, ma che gli lancino la corda per salvarlo.


venerdì, ottobre 23, 2009

La cina è vicina - part for - Razzi's take on the issue






Razzi ma quanto stai lì in Cina?
Apa Fino a venerdì
Razzi ti immagino mangiare roba fritta, farti strada tra migliaia di persone in mezzo ai fumi dello smog, respingendo le lusinghe di piccole puttane cinesi da marciapiede
Razzi per poi riparare stravolto nella tua sontuosa stanza d'albergo, e scattarti foto da megalomane
Razzi ma in Cina anche skype è controllato???
Apa Perchè?
Razzi se bloccano aparazzi magari controllano skype
Razzi curiosità. per sapere a che punto è la censura
Apa Ah beh, controllano tutto.
Razzi che schifo
Apa Ecco per esempio..
Apa Ora hai detto "che schifo"
Apa e mi è arrivata una telefonata e mi hanno detto
Apa "Di' al tuoi amico di fare poco lo spiritoso."
Razzi Dì a quei figli di puttana che io non stavo scherzando e che tu essendo mio amico ti assumi la responsabilità di tutto ciò che dico!
Apa CHINA E BELLA
Apa BELLA CHINA
Apa IO APA TI DICO A TE RAZZI
Apa CHINA BELLA
Apa VIVA IL GLORIOSO SISTEMA DI CIVILTA'
Apa VIVA IL SUPER ECCELLENTE STILE DI VITA
Razzi LOLOLOL
Razzi CHINA MARTINI BONA!


Nota, avrei potuto eliminare la penosa battuta finale di Razzi, tutelare la sua immagine, ma così impara a darmi del megalomane.
Io sono "onestamente consapevole", è diverso.

giovedì, ottobre 22, 2009

La cina è vicina - part tfri






Il cinese è sì Napoletano, ma è privo della naturale simpatia dei nostri campani. Ha un po' l'esuberanza di un bolzanino autistico, il sorriso di un varesotto depresso, il senso estetico di un abitante di Bari vecchia e l'affabilità di un coatto romano.

Guida contromano, scatarra ogni due minuti, urla, ti tocca il braccio per parlarti, anche per chiederti cosa vorresti ordinare, suona il clacson.

Suona il clacson come se fosse una sorta di potere magico.
Come se il suono del clacson avesse la capacità di modificare la realtà.
Come se le vibrazioni sonore fossero un'onda di energia da fumetto giapponese.
Tipo, camion di traverso blocca il traffico? Hai preso la strada sbagliata? Ci sono lavori in corso e quindi non puoi passare? O anche non succede niente, la strada è vuota e a quanto pare semplicemente la cosa non ti va?
Tieni pigiato il clacson per dieci minuti, con forza, trasmetti la tua energia all'universo, vedrai che qualcosa succede.

Ma nonostante tutte queste caratteristiche, inaspettatamente, il cinese è anche persona che conosce il valore dell'onestà. Certo, pensa che magari tu sei un po' coglione, per questo ti spiega le cose per benone.

Camminando per piazza del popolo ci fermano milioni di persone.
Armani Jeans.
La pennetta che spara raggi laser fino a duecento mesi ed acceca innocenti passanti.
L'accendone, ovvero un accendino identico ad un bic, ma grande come un braccio.

Ma soprattutto due cose.
"Lolex? You want Lolex watch?"
"No thanks."
"One dollar, Lolex watch."
"No thanks, we are fine."
"It is fake, eh?"
"Oh really?"

Per un attimo avevo pensato fosse un LOLEX originale, e che stavo per fare l'affarone.

Oppure il tipo che guardingo si avvicina.
"Massage?"
"No thanks."
Più guardingo, con fare esplicativo.
"LADY, massage."
"No thanks."
Guardingo alla terza, con fare come dire, non avete capito, bisbigliando, mano ai lati della bocca
"SEXY, massage."
"Abbello, l'avevo capito al primo giro, NO THANKS."

Ma soprattutto il cinese, ha inventato i BanBao. Ma ne parlerò un'altra volta.

martedì, ottobre 20, 2009

La Cina è vicina - part ciù






I Cinesi oltre a questo gusto estetico per l'oro, il velluto rosso, il posticcio e le luci a intermittenza colorate, hanno il piacevole vezzo dell'esagerazione.

Giunti al ristorante, infatti, ci accoglie un menu che è ordinato in "Best dishes", "Superexcellent dishes", "Top dishes".
Mi conoscete, I won't settle for anything below superexcellent.
Quindi ordiniamo a caso da quelle pagine.

Ci versano con l'eleganza di un ubriaco con la diarrea il furbo succo di cetriolo che ho ordinato per curiosità, e si avvicinano con un secchio rosso. Di Plastica. Quello che useresti normalmente per pulire un cesso.
Un cesso a cui non vuoi particolarmente bene.

Piccolo rewind, siamo in un centro commerciale di lusso e in un ristorante che vuole essere di lusso.

Nel secchio rosso c'è un granchio. Vivo.
Mi basta annuire e in pochi minuti me lo ritrovo morto, fatto a pezzi, sistemato su un letto di spaghetti di soia, verdurine, cose che non capisco e un pezzo di bacon che ci convinciamo sia finito lì per caso.

Il ritorno in hotel è tranquillo.
Veniamo solo disturbati da cinesi che fanno ci cinesi e che cercano di vendere cinesate lungo le strade.
Da betoniere enormi, puzzolenti e imbufalite che seguono il traffico assolutamente caotico e privo di senso di questa città maleducata.
E da una serie di scooter stealth, ovvero scooter elettrici che viaggiano silenziosi nella notte, senza fari, contromano.

Anche se alcuni hanno imbellito il proprio scooter.
Non indovinerete mai.
Con sbuffi d'oro e mille lucine colorate a intermittenza.

sabato, ottobre 17, 2009

La Cina è vicina - part uan






Vi dirò quest'espressione, usata fino al parossismo in Italia, comincia a sembrarmi una concreta minaccia, piuttosto che una simpatica constatazione.

Ho sempre avuto una certa idea della Cina e dei Cinesi. Devo dire che hanno superato le mie aspettative.

Arrivo bello e fresco avendo dormito sia sul Narita Express (svegliato al capolinea da un omino a treno vuoto e spento) che sull'aereo.

Mi accoglie un tassista che mi pare un folle. Guida come un cretino. Mette in pericolo me, sè, il mondo intero.
Scoprirò poi che era uno dei più tranquilli.

L'albergo è ottimo. Elegante, alto, si staglia in un mare di inquinamento.
Ovviamente c'è quel tipico senso estetico cinese.
Quello che una volta finito un edificio, ce li vedo, fa dir loro "Hmmm qui ci vorrebbero un po' di stucchi d'oro a forma di onde, delle luci colorate a intermittenza e qualche oggetto dall'aspetto chiaramente posticcio".

La stanza è spettacolo puro. Letto a TRE piazze e mezza. Vasca da sei. Doccia olimpionica.
Chiaramente la stanza è da orge.

Scendiamo, per vedere la città.
Appena attraversata la strada, ecco che sciabattando si avvicina una guardia.

Appena pochi metri da noi si gratta la pancia ed emette un rutto.
Poderoso.
Intenso.
Riecheggia per Pudong, la zona ovest di Shangai.
Poco più avanti un altro tizio raccatta rumorosamente ogni tipo di mucosa che ha nei bronchi e scatarra, rovinosamente, a terra.

E Shangai ci accoglie così, amorevolmente tra le sue braccia, con quella che sarà poi la colonna sonora di questa nostra settimana cinese.

sabato, agosto 01, 2009

Soddisfazioni





Ciao a tutti.
Io domani vado a mare, avrò una connessione lenta e non potrò vedere i video, quindi volevo chiedervi se per il mese di agosto potete evitare di postare video interessanti. Roba simile all’ultimo video di Ignazio andrà bene.
Inoltre, per lasciarvi un bel ricordo di me volevo raccontarvi di un sogno che ho fatto tempo fa, un bel sogno. Ho sognato Nabokov in persona. Lui faceva il bibliotecario dei libri smarriti. Mi avevano rubato la borsa con tutto dentro (non ero sul taxi, però), tra cui un libro di filosofia e due suoi romanzi. Ma doveva essere stato solo uno scherzo, perché li ritrovavo. Allora mi portavano in un ufficio dove Nabokov registrava tutti i libri smarriti e poi ritrovati, e misurava il grado di attaccamento ai libri. Io ero un po’ piccata per lo scherzo, ma cercavo di fare vedere che ero molto attaccata ai miei libri e facevo pure la mollicona con lui, nonostante fosse un attempato signore scorbutico. Poi, senza neanche rendermene conto, mi trasformavo in una donna inglese. Una specie di spia. Dovevo fuggire da un luogo e scendevo in ascensore con una bicicletta. Le porte si aprivano all’improvviso e mi trovavo davanti uno schieramento di donne coreane o giapponesi, un agghiacciante esercito di donne mute con i pantaloni neri e dolcevita fucsia. Terrorizzata spingevo il bottone per chiudere le porte, ma una donna riusciva a entrare nell’ascensore. Io allora l'ammazzavo di botte con dei pugni in faccia.
Credo tutto sommato di aver dormito bene.
Per vendicarmi dello scherzo che il signor Nabokov mi ha fatto in sogno, ho postato questa foto. Una bella foto di lui in braghe corte mentre dà la caccia alle farfalle. Così ti impari, vecchio russo.

giovedì, giugno 05, 2008

L'importanza del gesto

Pranzo. Fuori diluvia. Sono a Cadorna. Dovrei uscire ma ci sono rivoli d'acqua che scendono le scale, lo scenario fuori è da apocalisse. Me la prendo con calma, studio il percorso migliore, rimanendo al coperto.

Si avvicina un cinese. Un po' titubante. Ha un post it in mano.
C'è scritto Cardona. Non Cadorna. Cardona.
Mi prende la manica e mi porge il fogliettino giallo, rovinato, spiegazzato.
Non dice una parola. Mi guarda supplichevole e fermo.
Guardo il foglietto.
"Cadorna?"
Stesso sguardo. Più intenso in entrambi gli aspetti.
"Siamo a Cadorna. We are in Cadorna." E faccio ampi gesti.
Lo sguardo rimane identico, apre un poco di più gli occhi, a colpi.
Indico per terra. Indico la scritta sul muro. Con un gesto abbraccio tutta la zona della stazione.
Una punta di disperazione si affaccia nell'occhio scuro e mandorlato.
Mi sta ancora porgendo il post-it, lo afferro e lo guardo meglio.
Me lo strappa di mano, stizzito.
Poi torna nella stessa posa. E mi guarda. Non dice una parola.

Al che gli indico una scala e gli dico "Da quella parte".
Mi sorride e se ne va.

venerdì, aprile 18, 2008

Il tibet

Non so a voi ma a me il Tibet ha rotto un po' il cazzo.

Premessa, i cinesi mi stanno tendenzialmente sul cazzo. Di primo acchito. Antipatici.
Non mi piacciono loro, il loro governo, la loro politica.

Nonostante ciò con 'sta storia del Tibet mi hanno rotto il cazzo.

"Free Tibet". Come se il Tibet fosse una cazzo di democrazia che si vuole affrancare e non un paese dominato da un'oligarchia religiosa. Certo, sono buoni, bellini, innocui, vanno in giro mezzi nudi, sono amici di Richard Gere, ci si è andato ad allenare batman, e un po' tutti ce li immaginiamo come persone che spostano gli oggetti con la mente e che conoscono qualche segreto importante. Tutte cose belle e positive, lo so. Cose che quasi convincono anche me.

Poi però mi rendo conto che tendenzialmente non è che un'oligarchia religiosa sia una cosa tanto bella per sé... e che quello stesso gruppo ha mantenuto il Tibet in condizioni di vita paragonabili al medioevo. Con la Cina le condizioni di vita per la popolazione sono migliorate drasticamente. Alfabetizzazione, servizi sanitari, abbattimento della mortalità.

Insomma, GRAN CALMA.