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sabato, luglio 16, 2011

Verrry busy



Scusate la mia prolungata assenza, sono stanco, spossato, occupato da lavoro e quel pizzico di malanni che lo stress procura e che non passano mai di moda.

Ma tanto l'assenza è parte stessa di questo blog, parte della sua formula. Ridondanza e assenza.
Apa e Razzi.

Vorrei quindi giustificare la mia mancanza ma anche quella di un altro grande assente.
No, non il Razzi, quello non è giustificabile.

Thesp.
Dov'è Thesp?

Sono sicuro che molti di voi se lo staranno domandando.

Beh, Thesp stava facendo un viaggetto in Russia, tracciando le proprie origini, quando gli è capitata una piccola disavventura.

Cliccando qui potete leggere il resto.

martedì, maggio 04, 2010

La natura




Ci sono delle lezioni, a scuola, che non so perchè mi sono rimaste dentro.
Dei concetti, delle frasi, dei momenti.
Alcuni sono ridicoli, altri quasi significativi.
Tra i primi ricordo la mia professoressa del liceo di italiano, ovviamente di destra, che odiava i comunisti, che disse "Perchè per Foscolo, la morte, non è lo scheletro con la falce e il martello.". Freud avrebbe detto qualcosa.

Tra i secondi ricordo invece il professore di tecnica delle medie che un giorno disse "la natura aborre il vuoto".
Doveva averlo letto da qualche parte, d'altronde era l'inventore dello SRF, saluta, realizza e fuggi, di cui forse vi parlerò un'altra volta.

Quelle parole, la natura aborre il vuoto, mi rimasero impresse e le ricordo spesso tutt'ora.
Quello che voleva dire è che la natura è fatta da sistemi, da caselle, se vogliamo, caselle che se svuotate, abbandonate da una forma di vita, vengono presto riempite da altro. Topi, scarafaggi, insetti, riempiono i vuoti lasciati dagli esseri umani, sono la risposta al nostro vuoto.

Un po' come Ignazio è la risposta alla mia assenza in questi giorni.

Perdonatemi.

mercoledì, aprile 28, 2010

La mancanza delle cose e la loro assenza



Un bel titolo che non vuol dire un cazzo.
O meglio che sembra non voler dire un cazzo.
Come me.
Io sembro non voler dire un cazzo ma in realtà dico un sacco di cose.

O forse è il contrario.

Ad ogni modo.
La mancanza delle cose e la loro assenza hanno uno stretto rapporto.

Erano mesi che non giocavo con dei videogiochi, qui in Giappone non ho la TV, non ho console, ogni tanto giocavo con il DS, ma quella è un'altra cosa, o quasi.

Non mi mancava. Cioè, sì, un minimo, nella testa, il concetto di avere qualcosa da fare rilassandosi, ma non ne sentivo la mancanza, ecco, quello no.

Invece sono tornato a casa, trovo la mia PSP, cincischio, metto su due giochi e bum, ci ricado dentro, che bellezza, che piacevolezza, che lussuria ludica, un bel rpg coinvolgente.

La mancanza delle cose e la loro assenza.

L'assuefazione all'assenza provoca la morte della mancanza, la dimenticanza, l'oblio.

Mi domando per quante e quali altre cose in me ci siano lampadine spente, pronte a riaccendersi, fuochi la cui fiamma fioca bruci sotto le ceneri.

E quanto l'assuefazione alla mia assenza corroderà coloro ai quali, per ora, in Italia, manco.