mercoledì, giugno 23, 2010
sabato, giugno 12, 2010
mercoledì, febbraio 20, 2008
Dubbio atroce
Ci sono due che stanno chiavando nelle scale.
Sono tipo al piano di sotto.
Unico accesso di questo edificio.
Devo uscire a ritirare i panni alle lavatrici a gettoni, ho paura di Marla Singer.
Stanno ululando.
Non so che cazzo fare.
ALLE ORE: 18:56
mercoledì, febbraio 13, 2008
Stato di emergenza - omaggio a Ci-Pi
Sono le 15:27 di un mercoledì, e sono ancora in pigiama.
Il mio mese sabbatico si sta ripiegando su un lassismo proccupante.
Nonostante mi stia battendo strenuamente per evitare che il mio loculo di casa (17 mq) si trasformi in una succursale di un qualunque caravanserraglio, la moquette ha iniziato a luccicare. Per arrivare alla scrivania devo farmi largo tra fogli, pezzi di cartone, taglierini affilatissimi ovviamente aperti, gusci di nocciola, tappi misteriosi, pacchetti di sigarette vuoti e brandelli di cartine, colla. Credo di aver bisogno di una badante.
Fuori, nel frattempo, brilla una giornata blu e arancione.
Oggi questo palazzo ho raggiunto il suo 7° trasloco nell'arco di 2 mesi. Lo si capisce dalle bestemmie dei facchini che filtrano attraverso i muri di cartapesta, non c'è l'ascensore e le scale sono lì dalla rivoluzione francese, dettaglio apparentemente insignificante ma che prende un sapore tutto diverso quando si rischia di rompersi il collo a causa dell'irregolarità del rapporto alzata/pedata.
Detto ciò, corro grattare via quella colata di sugo di curry che si sta allargando sempre di più sul tavolo.
ALLE ORE: 14:57
mercoledì, gennaio 30, 2008
*io maiale (permettetemi uno libero sfogo)
Oggi ho lavorato per 15:09 ore consecutive. Pur avvicinandomi da tempo a questo jackpot, oggi credo di aver sfondato tutti i record. Il preludio di questo tragico destino è stato stamane, quando Monicà (capa suprema, svizzera sosia di Andy Warhol) ha esordito dicendo “Ci sarebbero due cosine da cambiare nelle piante”. E non si riferiva né all’orchidea morta irreversibilmente sulla mia scrivania, né al bambù non proprio morto ma che invoca pietà a chiunque soggiorni in terrazza per fumare una sigaretta. Erano i piani esecutivi del progetto che mi sta facendo vincere sempre più rughe di sbigottimento sulla fronte e borse sotto gli occhi da ospitare un piccolo di canguro.
Caffè.
Sigarette.
Dall’inizio dell’universtà l’uso di queste due sostanze si è conciliato perfettamente col mio rendimento scolastico, bisognerebbe dirlo agli indiani di qualche post fa. E diventa un fedele amico per gli esordi della carriera.
I vicini di studio hanno ascoltato in loop lo stesso cd -a volume immenso- per tutto il pomeriggio. Più volte ho accarezzato il catalogo Poltrona Frau tarando il suo peso specifico nel rapstus di lanciarlo contro un loro monitor. E poi una strana telefonata.
-Alò?
-Oui, alò, Monicà?
-No, sono Camillà. Monicà è in riunion.
-Ah, aveté la vocé uguale
-Ah.
-Può dire a Monicà che Isabella ha chiamato?
-Si, certo, Isabella come?
-Rossellini.
-…
Ah. Cazzo proprio l’altroieri ho visto un film di tuo padre. Guarda tua madre era veramente figa. Oh ma è vero che tuo fratello non si dice ma si sa che in realtà è culo e l’hanno beccato a letto col fratello di Carolina di Monaco e che invece per casa tua volevi una nicchia in bagno per la doccia del cane.
Intanto i lavandini continuano a cambiare. Le tende se prendono fuoco colano catrame come goccioline di pioggia. Sono stanchissima.
ALLE ORE: 03:21
lunedì, settembre 24, 2007
Un eroe nazionale (francese)
Vi presento Sébastien Chabal, terza linea della nazionale francese di rugby.
Al mattino si nutre di corn flakes e teschi. Il suo letto è verticale.
Malgrado il suo aspetto decisamente primitivo, Sébastien è un fine dicitore. Cliccate sull'immagine per saperne di più.
ALLE ORE: 15:01