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giovedì, maggio 06, 2010

Ho sognato Thespian



Ho sognato Thespian.
Diceva un sacco di fesserie, cose assurde, alcune vagamente offensive o insensibili. Per questo sul momento non mi sono reso conto subito che fosse un sogno.

Mi aveva rubato un maglione.
Un maglione nuovo, che ho preso da poco, qui in Giappone.

Niente di che, un maglione della GAP come tanti, a righe, aperto sul davanti. Ma non è questo il punto.

Thesp mi aveva rubato il maglione e lo indossava, davanti a tutti.
Al che glielo faccio notare, quello era il mio maglione.
La risposta di Thesp mi lascia di sasso, comincia a dire "visto, lo sapevo" e "l'avevo detto agli altri che l'avresti fatto notare, che sei proprio quel tipo di persona che fa notare queste cose".

Continua allora ad accusarmi, lo mortifico, di maglioni ne ho tanti, quello stava meglio a lui e nell'ordine delle cose il valore della bellezza, dell'ordine estetico, dell'edonè è superiore al semplice valore della mera proprietà di un bene effimero, posseduto da un essere temporaneo quale ogni uomo è. All'universo non interessa di chi sia il maglione, ma la bellezza è un valore supremo e se qualcosa ha un valore, forse è proprio quella. Posso però avere i suoi guanti. Perchè quelli stanno meglio a me.

Mi mortifica davanti a tutti.

Ecco, Thesp, ti voglio dire una cosa.

Se vuoi il mio maglione, non devi rubarmelo, basta chiedermelo.
E i tuoi guanti non li voglio.

lunedì, agosto 04, 2008

I sottotitolini in MSN, come in Facebook

A cosa servono?
Ne sono tremendamente affascinato e provo l'impulso costante di scrivere qualche cosa di sagace e intrigante.
Ma a cosa servono.
Voglio dire, c'è chi fa una telecronaca della giornata.
"Pizza, merenda, lavoro, esco a far la spesa."
Chi cerca un brand da mantenere il più a lungo possibile, in cerca di definizioni di sè.
Chi manda messaggi in codice, privati, segreti.
Chi messaggi chiari, diretti a qualcuno.
Chi squarci inintellegibili di un mondo misterioso che dovrebbe appartenergli e forse non esiste del tutto.
Chi vi lascia traboccare il proprio entusiasmo e parla dell'ape, di St. Moritz, della cena, degli amici e di quante cose fighe fanno o impegnati siano.

Ed è pensando a quest'ultimi soprattutto che mi sono reso conto di una cosa.
Bene o male servono per prolungare l'illusione che la nostra vita abbia un senso e un peso per qualcun altro al di fuori di noi stessi.

Perchè alla fine, se non siamo trasmessi, visti, percepiti, se la nostra vita non è un film, una tragedia, una commedia... Che senso ha?

L'evoluzione ci ha portato a sviluppare il nostro nostro intelletto, il nostro io e un'ansia inspiegabile di conferma del reale. Il nostro bisogno di comunicazione è diventato un sonar, l'eco delle nostre parole, dei nostri gesti, ci conferma che esistiamo.
E viviamo nel periodo storico in cui questo comincia ad essere facile e fattibile.

Immagino l'estinzione o un salto evolutivo siano necessari, a breve.