lunedì, gennaio 16, 2012
domenica, maggio 15, 2011
Sono una puzzona!

E non sono Casini..
Avete letto questa notizia?
E' inaccettabile che politici che entrano nelle case di milioni di italiani si permettano di fare dichiarazioni tanto ottuse e ignoranti.
Questi politici sono molto pericolosi, minacciano i testicoli dei cittadini, la diffusione dei loro blablabla ha risvolti di carattere igienico-sanitario (nel senso che fa davvero venir voglia di diventare di sinistra - e quindi puzzoni).
Ora scusatemi ma mi è venuto un certo languorino..
(per il barbecue ci vuole un oggetto hacked, giusto per dovere di cronaca).
ALLE ORE: 17:05
martedì, luglio 14, 2009
Malmostoso

Mi sento fuori forma. Gonfio come neppure le amiche della Marcuzzi nelle pubblicità, stanco, pallido e brutto. Mi vedo negli specchi e ciò che vedo riflesso è persino meno gratificante della ben modesta immagine mentale di me stesso che mi concedo. La vita fondamentalmente mi dimostra il contrario, ma non riesce a convincermi. E se convivere con i propri limiti è difficile, frustrante, farlo con quelli degli altri mi risulta al limite con l'impossibile.
La gente, la gente italiana, quella massa mobile composta di persone ognuna convinta di essere più furba delle altre, più in gamba. Che non valga la pena ascoltare, che non sia proprio il caso di stare a guardare, di rispettare spazi e opinioni altrui, che chi non è d'accordo vuole fregarti ed è un bastardo.Ognuna convinta che la loro è una buona idea. Che deve proprio superarti, anche se davanti c'è un semaforo, anche se magari è pericoloso.
ALLE ORE: 09:43
domenica, giugno 07, 2009
Sul momento
Arrivato sul momento, un pensierino l'ho fatto.
Voglio dire, alla fine tra poco parto, me ne vado, addio a questo paese di merda. E a ben vedere pure dall'Europa, dalla comunita' europea.
Fare qualcosa del genere, ma piu' sottile. Tirare un colpo gobbo, mancino, una pugnalata alla schiena.
Entrare nell'urna... e votare Berlusconi.
ALLE ORE: 18:44
sabato, marzo 21, 2009
Prends la vie du bon côté
ALLE ORE: 15:19
venerdì, marzo 20, 2009
La dimensione ludica della violenza
Le cronache, nostrane quanto internazionali, ne sono piene, discussioni su quanto sia stretto il legame tra fatti violenti e videogiochi.La mia personalissima opinione è che i videogiochi semplicemente diano, o almeno tentino di dare, ai clienti quel che preferiscono, e soprattutto una sublimazione del senso di impotenza verso la realtà, e la verità è che la violenza, essendo la nostra natura, soffocata, sopita, vende.
Stamane leggo dei tifosi del Brescia che hanno organizzato un attentato, per fortuna sventato, ai tifosi del Modena in trasferta.
Un agguato in piena regola, pianificato. Ora, mi pare ovvio che a nessuna persona con una vita emotivamente soddisfacente ed intellettivamente stimolare possa passare la settimana pianificando un assalto ad un pullman di persone, qualsiasi sia il motivo della rivalità, mi verrebbe da dire. Io almeno non mi riesco a figurare una persona che tra un libro, un film, un problema di lavoro, una discussione con un amico, si metta a fare un giro di telefonate per recuperare mazze da baseball, tubi di metallo e per scoprire il percorso del pullman dei tifosi avversari.
Magari si fossero fatti qualche partitina in più a qualche gioco, si fossero guardati qualche cartone animato in più, un film senza fastforwardare tra una tetta e l'altra... o semplicemente avessero imparato ad apprezzare e a godere sia dei primi, che degli altri, forse, ma forse, non avrebbero tutto questo vuoto da riempire. Anche se poi non è che tutti diventino violenti, alcuni diventano anche alcolisti, tipo il Razzi.
E comunque sempre Modena merda.
ALLE ORE: 09:29
giovedì, novembre 06, 2008
Vogliamo parlarne?
Vogliamo parlarne?
Parliamone.
Un nero presidente degli stati uniti.
Un uomo di sinistra.
Un idealista.
Un'icona.
Una maggioranza schiacciante in parlamento.
E non so voi, ma io mi ritrovo a sforzarmi di non crederci, di non lasciarmi andare a quell'entusiasmo che sento nascere. A quella speranza, che al mondo ci sia ancora qualcosa che possa funzionare. Leggo di Berlusconi, di Napolitano, della Gelmini, di Gasparri. Dell'estabilishment italiano. Dell'ignoranza atavica di un popolo per cui corruzione, mafia, furto, violenza ormai non rappresentano più grossi scandali.
Un paese in cui la politica ormai si risolve quasi solo su scontri tra tifosi beoti e rincitrulliti. I "comunisti". "Silvio". In cui i media sono legati e sotto controllo. In cui la democrazia non è nemmeno più un miraggio.
In cui nessuno fa nulla per le cose che contano e di fronte alla merda come lodo alfano, conflitti di interesse, impunità, anticostituzionalità si fa spallucce, si ride, si attacca "gli altri".
E Ergo direbbe "E tu cosa fai?"
Mi verrebbe da dire "E io cosa posso fare?"
Io ne parlo. Io penso. Se posso e se riesco qualcosa qui lo scrivo, non servirà a un cazzo, probabilmente. Non faccio nulla. Mi dico che non sta a me. Ma sinceramente mi domando se davvero sia così.
E allora vedo l'America lontana. Vedo l'immagine di un uomo che per me già, fallacemente senz'altro, rappresenta molto.
E sento l'amarezza della nostra condizione. Della crisi economica che ci attende se non ci salverà nessuno.
Ma poi.
Poi.
Poi Del Piero segna una cazzo di doppietta al Real Madrid, al Bernabeu. E quando esce, così come è successo all'Old Tratford, la gente tutta si alza in piedi. Lo applaude. Caressa "Uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, possiamo dirlo?"
Possiamo dirlo.
Anche se in Italia nessuno lo dirà mai. Nessuno dei tifosi avversari, nessuno dei rivali.
Ma lui è lì.
Segna due pere.
Sorride.
E dai, allora è possibile. Anche contro l'odio di tutti, contro l'italietta fascista e totalitarista che non sta nascendo ma che è già qui.
Andate tutti sinceramente a fare in culo. Ma col sorriso, e con la vita che faccio.
ALLE ORE: 06:15
venerdì, aprile 18, 2008
Il tibet
Non so a voi ma a me il Tibet ha rotto un po' il cazzo.
Premessa, i cinesi mi stanno tendenzialmente sul cazzo. Di primo acchito. Antipatici.
Non mi piacciono loro, il loro governo, la loro politica.
Nonostante ciò con 'sta storia del Tibet mi hanno rotto il cazzo.
"Free Tibet". Come se il Tibet fosse una cazzo di democrazia che si vuole affrancare e non un paese dominato da un'oligarchia religiosa. Certo, sono buoni, bellini, innocui, vanno in giro mezzi nudi, sono amici di Richard Gere, ci si è andato ad allenare batman, e un po' tutti ce li immaginiamo come persone che spostano gli oggetti con la mente e che conoscono qualche segreto importante. Tutte cose belle e positive, lo so. Cose che quasi convincono anche me.
Poi però mi rendo conto che tendenzialmente non è che un'oligarchia religiosa sia una cosa tanto bella per sé... e che quello stesso gruppo ha mantenuto il Tibet in condizioni di vita paragonabili al medioevo. Con la Cina le condizioni di vita per la popolazione sono migliorate drasticamente. Alfabetizzazione, servizi sanitari, abbattimento della mortalità.
Insomma, GRAN CALMA.
ALLE ORE: 14:37
