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domenica, febbraio 26, 2012

Fantastico finale


La parte piu' interessante e' nel finale, dove spiega il processo creativo. Dedicata a Ergo.

martedì, settembre 27, 2011

Qui ci vedrei bene Thesp




A cosa vuoi giocare?

venerdì, settembre 02, 2011

Awareness



Leggevo di questa artista, quella del post byflo incontra ergo, credo. In pratica si e' messa in una stanza e ha detto ai propri spettatori "Ci sono degli oggetti sul tavolo, fate di me quel che volete con quegli oggetti".

Una pistola, una rosa, una piuma, un proiettile, delle forbici, uno scalpello.

Il risultato e' stato che pian piano la gente e' diventata sempre piu' aggressiva. Lo spettacolo, per la cronaca, durava sei ore. Alla fine delle sei ore lei si e' alzata, e sono scappati tutti. Fuggiti.

Crollato il loro mondo di regole condivise, la sospensione dell'incredulita' morale, sono rimasti spaventati dall'idea di un confronto.

Interessante esperimento socio e psicologico direi, anche se non sono del tutto convinto si tratti di arte.

Una storia che ho letto, una scuola d'arte, il professore chiede di mettere in scena una performance art session.

Uno studente si alza, prende una scala, prende l'orologio che era appeso al muro e gli cambia le batterie.

Applausi e discussione.

Durante la discussione arriva il bidello, prende la scala, prende l'orologio appeso al muro e gli cambia le batterie, e poi va avanti con il suo giro, nella prossima aula.

Sconcerto e discussione che si accende in aula, ma allore era arte?
Si lo era, perche alunno X e' un artista e bidello Y invece no.

La consapevolezza rende la cosa differente.

E sono combattuto, perche' da un lato ritengo che la consapevolezza sia l'unica vera virtu' dell'essere umano e forse l'unico valore.

E capisco che sia la consapevolezza del gesto ad attribuire il messaggio all'azione.
Ma ritengo pure che esistano messaggi che esulano dall'intenzione. Soprattutto nell'arte moderna, ma e' vero che e' per questo che mi fa schifo.

Come ritengo pure che esista la consapevolezza dello spettatore.

E inoltre sono convinto che non ci siano limiti al livello di consapevolezza che uno o l'altro puo' avere e che quindi non esista l'atto perfetto, ma solo sciocche approssimazioni. In fin dei conti siamo scimmie ignoranti che si illudono di avere una percezione perfetta di se' e del mondo.

Pensa a me, che sto ragionando e scrivendo una cosa del genere, e poi mi leggera' solo Ignazio.




venerdì, agosto 26, 2011

Ergo e Byflo, worlds collide



Arte.
Ed eroticismo.

Si incontrano in questo bellissimo gioiello di pura arte che vede anche il nostro eroticissimo byflu come guest star nel secondo episodio, sotto la pioggia.

mercoledì, agosto 03, 2011

Varcare la soglia o "uscire allo scoperto?



"Varcare la soglia" e' il nome di una scultura in marmo esposta all'ingresso dei musei Vaticani a Roma.
Opera di Giuliano Vangi, pittore, scultore, italiano.
Piuttosto famoso ed apprezzato a quanto pare.

Il titolo credo faccia riferimento al fatto di essere all'ingresso dei Musei Vaticani, o, immagino, anche ad una specie di soglia spirituale.

Poi pero' vista dall'angolo giusto:




Mi fa pensare che il papa li' stia varcando un altro tipo di soglia.
Che ci sia sotto un segreto messaggio polemico?

Mi piace molto la mano, in questa inquadratura, a meta' strada tra una carezza, uno schiaffo e un ti prendo per i capelli mentre ti monto.

sabato, luglio 30, 2011

With or without you




Leggo. Life without art is stupid.
Rifletto.

Vero.

Poi vedo il filmato di cui sotto.

E mi vien da pensare che life, even with art, is pretty stupid anyway.





Anche se il tipo sullo skate, mi comunica qualcosa.

lunedì, agosto 02, 2010

Mille anni avanti



Jamie Livingston.
Regista, fotografo, circense.

Qui trovate un sunto della storia
Nel 1979 decide di cominciare a fare foto, una polaroid al giorno.
E le colleziona.
E traccia un segno, della propria vita.
Non di quella che vorrebbe fosse. Non quella che vorrebbe che gli altri pensassero che fosse.

Non è facebook.
Non è la manifestazione forzata di noi stessa, non è la sua ansia di esistere e di esistere in un certo modo.
Non sono foto in pose bizzarre per sembrare fighe o fighi, con la bocca corrucciata, l'inquadratura di tre quarti dall'alto. E no non sono foto del cazzo fatte ai gatti, magari con quel tocco di filtro digitale che fa tanto "ho un anima d'artista".
Non è neppure la reiterata copia giorno per giorno di se stesso.
E' un documento.
E' qualcuno che aveva qualcosa da dire, non da gridare.
Qualcuno che ha pensato al messaggio, al contenuto prima che al mezzo, che ha trovato uno strumento che si confacesse al messaggio.
Qualcuno che poi l'ha portato avanti fino alla fine.

Non come chi si compra la reflex figa, e poi fa foto del cazzo o non ha niente da dire.
L'accesso alla produzione artistica poteva creare il paradiso, ma la diseducazione all'intelligenza e ai contenuti ha creato un mostro. La nostra generazione.
E mi fa ribrezzo. Questa generazione di artisti del cazzo, ognuno un artista, ognuno con qualcosa da urlare, di significativo.
Chi si crede un grande autore, chi un fotografo, chi un musicista, un pittore o chi solo un grande animo sensibile.
La sovversione del principio artistico.

Ognuno in cerca di uno spazio, in cerca di qualcosa che ne attesti l'esistenza, come se guardare in faccia le persone non bastasse più.
E devi dirlo a tutti che musica ascolti, e più oscura e peculiare è meglio è.
E devi dirlo a tutti che cosa fai, devi farlo sapere a tutti quanto sei sagace.
Perchè altrimenti godi solo a metà, o forse anche per nulla.


Sì, oggi ho le palle girate.

giovedì, agosto 20, 2009

Gusti, arte e quelle cazzate là





Parlavo con Ergo, il nuovo curatore del sondaggio che sta facendo, lasciatemelo dire, un lavoro impeccabile non facendo rimpiangere il Razzi neppure un po'.
*Nota che questa voleva essere una frecciatina, questo post è stato "confezionato" prima degli ultimi ergonomici aggiornamenti

Parlavamo di sensi, gusti e, di riflesso, di arte in senso generale.

È un discorso che spero coinvolgerà anche il già citato Razzi.

La questione fondamentale, il cosiddetto nocciolo, è come la musica, tra tutti i gusti, i piaceri, abbia un aspetto unico e che la contraddistingue.

La gente, la gente si mette le magliettine con i gruppi musicali, si veste per il genere che predilige, sceglie come atteggiarsi e che gente frequentare anche in base alla musica.

Chi ascolta punk si veste come uno skater, così i metallari, con le magliette con i 666 e i capelli lunghi, o comunque le camicie nei pantaloni e le cinture di cuoio. E fra i vari gruppi, fra i vari ambienti, circolano anche certi dissapori, disprezzi, sfottò, per chi non apprezza il proprio genere, oltre alla voglia di imporre il proprio gusto.

La musica, insomma, crea un senso di comunità, di appartenenza.

E mi domando, com'è che non succeda lo stesso per i gusti in fatto, che ne so, di cucina.

Mai vista gente che indossasse una t-shirt con scritto "Foie gras" o "Pizza ai funghi". E neppure uno che amasse alla pazzia la crème brulée avercela a morte con chi predilige quella catalana o, dio ce ne scampi, la panna cotta.

Ma soprattutto non mi spiego come uno che si compra i sushi surgelato al discount disprezzi la musica metal.

sabato, luglio 04, 2009

Storia Minima Dell'Arte - 9



E concludiamo la saga.

Niente, vado va', cià, cià!

venerdì, luglio 03, 2009

giovedì, luglio 02, 2009

mercoledì, luglio 01, 2009

Storia Minima Dell'Arte - 5




Varda ti... che vita demmerda!...

martedì, giugno 30, 2009

Storia Minima Dell'Arte - 4




Me piase i bìgoli con le lugàneghe, Marièta damene per caritààààà!!!

lunedì, giugno 29, 2009

domenica, giugno 28, 2009

Storia Minima Dell'Arte - 2



Alla via così.

sabato, giugno 27, 2009

Storia Minima Dell'Arte - 1




Non posso esimermi dal divulgare questi capolavori in pillole.
Sono 9 puntate: ecco la prima.

domenica, dicembre 07, 2008

Stapelfahrer Klaus





Guardatelo. Tutto.

giovedì, luglio 24, 2008

Un nuovo, ennesimo, mito

Arte.
Arte pura.
Arte che non si insegna.
Arte che però insegna, insegna la vita, arte catartica, terapeutica, mitopoietica.
Arte che si percepisce.

Arte.





Arte, porca puttana.