Fantastico finale
La parte piu' interessante e' nel finale, dove spiega il processo creativo. Dedicata a Ergo.
E l'eclettica dattilografia della canna e della banfa.
ALLE ORE: 04:02
ALLE ORE: 18:10
ALLE ORE: 06:01
ALLE ORE: 11:59
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ALLE ORE: 20:48

Jamie Livingston.
Regista, fotografo, circense.
Qui trovate un sunto della storia
Nel 1979 decide di cominciare a fare foto, una polaroid al giorno.
E le colleziona.
E traccia un segno, della propria vita.
Non di quella che vorrebbe fosse. Non quella che vorrebbe che gli altri pensassero che fosse.
Non è facebook.
Non è la manifestazione forzata di noi stessa, non è la sua ansia di esistere e di esistere in un certo modo.
Non sono foto in pose bizzarre per sembrare fighe o fighi, con la bocca corrucciata, l'inquadratura di tre quarti dall'alto. E no non sono foto del cazzo fatte ai gatti, magari con quel tocco di filtro digitale che fa tanto "ho un anima d'artista".
Non è neppure la reiterata copia giorno per giorno di se stesso.
E' un documento.
E' qualcuno che aveva qualcosa da dire, non da gridare.
Qualcuno che ha pensato al messaggio, al contenuto prima che al mezzo, che ha trovato uno strumento che si confacesse al messaggio.
Qualcuno che poi l'ha portato avanti fino alla fine.
Non come chi si compra la reflex figa, e poi fa foto del cazzo o non ha niente da dire.
L'accesso alla produzione artistica poteva creare il paradiso, ma la diseducazione all'intelligenza e ai contenuti ha creato un mostro. La nostra generazione.
E mi fa ribrezzo. Questa generazione di artisti del cazzo, ognuno un artista, ognuno con qualcosa da urlare, di significativo.
Chi si crede un grande autore, chi un fotografo, chi un musicista, un pittore o chi solo un grande animo sensibile.
La sovversione del principio artistico.
Ognuno in cerca di uno spazio, in cerca di qualcosa che ne attesti l'esistenza, come se guardare in faccia le persone non bastasse più.
E devi dirlo a tutti che musica ascolti, e più oscura e peculiare è meglio è.
E devi dirlo a tutti che cosa fai, devi farlo sapere a tutti quanto sei sagace.
Perchè altrimenti godi solo a metà, o forse anche per nulla.
Sì, oggi ho le palle girate.
ALLE ORE: 08:49

Parlavo con Ergo, il nuovo curatore del sondaggio che sta facendo, lasciatemelo dire, un lavoro impeccabile non facendo rimpiangere il Razzi neppure un po'.
*Nota che questa voleva essere una frecciatina, questo post è stato "confezionato" prima degli ultimi ergonomici aggiornamenti
Parlavamo di sensi, gusti e, di riflesso, di arte in senso generale.
È un discorso che spero coinvolgerà anche il già citato Razzi.
La questione fondamentale, il cosiddetto nocciolo, è come la musica, tra tutti i gusti, i piaceri, abbia un aspetto unico e che la contraddistingue.
La gente, la gente si mette le magliettine con i gruppi musicali, si veste per il genere che predilige, sceglie come atteggiarsi e che gente frequentare anche in base alla musica.
Chi ascolta punk si veste come uno skater, così i metallari, con le magliette con i 666 e i capelli lunghi, o comunque le camicie nei pantaloni e le cinture di cuoio. E fra i vari gruppi, fra i vari ambienti, circolano anche certi dissapori, disprezzi, sfottò, per chi non apprezza il proprio genere, oltre alla voglia di imporre il proprio gusto.
La musica, insomma, crea un senso di comunità, di appartenenza.
E mi domando, com'è che non succeda lo stesso per i gusti in fatto, che ne so, di cucina.
Mai vista gente che indossasse una t-shirt con scritto "Foie gras" o "Pizza ai funghi". E neppure uno che amasse alla pazzia la crème brulée avercela a morte con chi predilige quella catalana o, dio ce ne scampi, la panna cotta.
Ma soprattutto non mi spiego come uno che si compra i sushi surgelato al discount disprezzi la musica metal.
ALLE ORE: 09:39
Me piase i bìgoli con le lugàneghe, Marièta damene per caritààààà!!!
ALLE ORE: 10:40
Non posso esimermi dal divulgare questi capolavori in pillole.
Sono 9 puntate: ecco la prima.
ALLE ORE: 13:23
Arte.
Arte pura.
Arte che non si insegna.
Arte che però insegna, insegna la vita, arte catartica, terapeutica, mitopoietica.
Arte che si percepisce.
Arte.
Arte, porca puttana.
ALLE ORE: 08:57