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martedì, gennaio 19, 2010

Superamento di limiti






Nella mente umana esiste di sicuro un concetto di limite, e di suo superamento, legato ai piaceri, ai vizi, alle lordure.
Spesso non chiaro, spesso non palese, ma basta farlo emergere.
Tutti noi abbiamo esperienza di cose, azioni, che mai avremmo pensato di provare in vita nostra.
E la nostra moralità, la nostra abitudine si spostano di passo passo con esso.
Per dire, la prima volta che si mangia qualcosa, che si scopre un gusto e al quale poi ci si affeziona.

O la prima volta che Razzi ha pisciato nel lavandino, evoluzione della storica pisciata nella lattina, o Rudy nella doccia di Ergo, con fatali conseguenze.
O la prima volta che Fiodor si è defecato in mano per tastarne la consistenza.
Tutte cose che di sicuro li avranno disgustati, fatti sentire in colpa le prime volte, ma che con il tempo sono diventate viziose abitudini. Quel colpevole senso di piacere e carnalità che li ha spinti a riprovarci.
Inconsapevolmente.

Io, ieri, ho vissuto uno di questi momenti con lucidità. Malato, senza posate, in assenza di cibo.
Ho cenato seduto a terra mordendo direttamente la forma di grana che mi sono portato dall'Italia, bevendo birra dalla bottiglia. In un attimo mi ha colpito tutta la consapevolezza del momento.

Sarebbe interessante vedere che sorta di "uomo nuovo" potrebbe emergere da un continuo sondare di nuovi abissi e di nuovi slittamenti morali.

Da questo punto di vista il berluscanesimo e Buffoli sono dei fenomeni apprezzabili.

venerdì, luglio 17, 2009

Rassegnazione






Arrivando in stazione vedo un tizio che uscendo da una rotonda investe un ragazzo in bici, che aveva la precedenza. Non si fa niente, si rialza, si sitema la borsa, le cuffie, l'autista scende dall'auto, per dieci secondi o poco meno è preoccupato, spaventato, poi comincia ad assalire il giovane, preso da una specie di paura, da una forma di ansia e da quello spirito che mi pare oramai tipicamente italiano di discolparsi incolpando gli altri.

Non c'è nulla da fare, siam un popolo di solipsisti morali, abituati a ricondurre l'etica e la morale, la divinità stessa a noi stessi, al nostro vissuto, alle nostre esigenze.

Posso guidare anche se bevo, va bene se non pago il biglietto, va bene se non pago l'IVA, va bene se passo con il rosso, va bene se supero il limite di velocità.

Ricostruiamo Dio non solo a nostra immagine ma a nostro vantaggio, non è mai colpa nostra, le regole che infrangiamo sono secondarie.