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lunedì, marzo 26, 2012

Quite possibly the best biscuit ever made

Dopo molto dibattere e lungo riflettere, sono giunto alla conclusione che le Macine siano, con buona probabilità, il miglior biscotto mai creato.

Tutti in piedi, entra Sua Maestà.

Mi si consenta qui una digressione. Solo ultimamente mi sono reso conto che il piacere legato al cibo non è limitato allo stretto, seppure importante, campo del gusto. Questa realizzazione, magari per altri evidente, è in me maturata parlando con persone che hanno una particolare avversione per qualche tipo di cibo. Mi sono accorto che, molto spesso, i motivi sono di carattere tattile, piuttosto che gustativo: i funghi e le lumache sono viscidi, il polpo gommoso, il pesce può presentare una consistenza fastidiosa o generare la paura delle lische.

È stato grazie a questo nuovo punto di vista che ho acquisito le categorie valutative per poter analizzare ed infine individuare due dei tre motivi che rendono le Macine probabilmente il miglior biscotto di sempre.

DIMENSIONE
Quando il biscotto è troppo grande ci si vede costretti ad adottare due diversi approcci. Si può decidere di forzare il biscotto in bocca, ma si rischia di strisciarlo contro i lati della bocca rischiando fastidiose abrasioni. Oppure ci si vede costretti a morderlo, nel qual caso, oltre al fastidioso effetto collaterale dello sbriciolamento, subentra una certa insoddisfazione data dall'impossibilità di fare del biscotto un sol boccone. La grandezza delle Macine è invece ottimale: abbastanza grandi da essere un biscotto quantitativamente soddisfacente, ma non troppo da crear i problemi sopra citati.

MASSA
Le Macine non sono un biscotto che sparisce rapidamente. Una volta inserito in bocca, pongono una certa resistenza, richiedono una masticazione intensa ed attiva durante la quale si prova l'appagante e voluttuosa sensazione di aver la bocca piena.

COESIONE
Questo è forse il punto di forza più noto di questi biscotti. È risaputo infatti che quando vengono inzuppati nel latte, nel thè o nella cioccolata calda, le Macine non si sfaldano miseramente crollando nella tazza, ma resistono gagliarde per tutto il tragitto verso la bocca.

Che si facciano avanti dei contendenti, se ne hanno il coraggio.

giovedì, aprile 01, 2010

Cena italiana







Stasera mangio italiano.

Ordino online. Su Donnadonna. Un ristorante che fa cibo italiano, coreano, grill e consegna a domicilio. Dal nome si direbbe che facciano anche altro tipo di servizi ma sul sito non si trova niente di tutto ciò.

La più classica delle cene.

Spaghetti "puttanesca bianco".

Pizza "treforumajo".

Come dolce, un dolce coreano.

Mi sento già a casa.

lunedì, febbraio 22, 2010

Katsu






Io, lo sapete, di katsu, me ne intendo.
Non come certe mie ex, loro di katsu avevano un'esperienza molto più approfondita.
Ad ogni modo io, nel mio piccolo, me la cavo.

Vicino a casa mia c'è un posto che il katsu lo fa da dio.
Tonkatsu, katsudon.
A mio modesto parere è il katsu migliore che abbia mai provato.

Solo che è sempre pieno di personaggi strani.
Oggi c'era un trans.
L'altra volta uno con una mano sola che beveva alcool e condiva, senza mangiare, una specie di insalata di tofu, cipollotti e pomodori.
La volta prima Ryou-chan, si è presentato così, uno che mi ha parlato tutta sera.

Insomma posto strano.
Ma quando mi prende la voglia di katsu, non ce n'è.

giovedì, ottobre 01, 2009

Daltonismo esteso








Essere daltonici implica un certo livello di incertezza sul cibo che si acquista.
Vuol dire scegliere una panna cotta ai frutti di bosco e scoprire che è al cioccolato solo una volta portata alla bocca.

In Giappone si passa al livello successivo di questo fantastico gioco, non solo i colori ma anche i nomi perdono di significato.
I nomi, le confezioni, gli scaffali.

Ieri ho preso dei ghiaccioli marroni, a forma di coca cola, sono propro dentro delle "guaine" di plastica a forma di bottiglia di cocacola, che devi "stappare" con una linguetta, un anello, e poi gustare da quello che sarebbe il collo della bottiglia.
Presi ieri e me li sono tenuti per stasera.

Avevo proprio voglia di gustarmi questo... boh, ghiacciolo gelatoso al cappuccino dentro questa comoda guaina in plastica a forma di coca cola.

sabato, gennaio 17, 2009

Ultime cene









Così, per non dimenticare.
Alcune pietanze della mia ultima cena in Giappone.

martedì, agosto 05, 2008

Veganism

Sono stato in un ristorante vegan.
Ho mangiato bene.

Mi hanno spiegato, a parole, con il menu, la filosofia del posto.
C'hanno buttato dentro Sai Baba, l'India, il fatto che mangiare esseri che provano dolore corrompe la nostra spiritualità. Mi domando se contino anche gli acari.

La tizia era palesemente lesbica.
Ci prova vagamente con la ragazza che mi accompagna.

Dietro di me, seduta al tavolo, una coppia.
Discutono.
O meglio, lui discute da solo.
Su cose che non pensavo si potessero affrontare con questa enfasi e serietà, senza il minimo senso di mistero.

Il tizio sosteneva che se non apri i chakra al 100% non puoi aspettarti di ottenere la totalità dell'aroma, del profumo e della sintonia, mi pare.
Era anche abbastanza incazzato riguardo la cosa.

Mi domando se la gente provi le stesse sensazioni quando mi sente discutere dell'uomo ragno.

La conversazione poi credo sia stata portata all'attenzione della ristoratrice, che ovviamente ne rimane coinvolta. Proprio dopo che abbiamo chiesto il conto.

Tutta questa sensibilità verso il mondo animale, la sofferenza, e mi fanno aspettare venticinque minuti per darmi il conto.

Ho pagato.
Ucciso un moschino che era sulla tavola.
E sono uscito.

Abbiamo mangiato bene.

martedì, gennaio 29, 2008

Io maiala

oggi ho mangiato:

* spiedini alla griglia
* fagioli (con ketchup) per ben pettare
* un krapfen.

Poi vi ho pensato. E vi ho ripensato.
Ed ho preso la Citrosoldina perché mi si era bloccata la digestione.

lunedì, gennaio 28, 2008

Io porco

Troppa politica, ultimamente, su questo blog. E allora vorrei parlarvi di me che ieri ho mangiato in uno dei migliori ristoranti nei quali abbia mai avuto la fortuna di mangiare, e sempre in ottima compagnia.

Dall'una e mezza alle cinque.

La festa della delicata opulenza, della ricchezza sapida e intensa.

Foie gràs e piccolit, sfogliatine di guanciale, piccioni laccati, zuppette di rane e lumache che facevano piangere da piacere.

E a metà del mio "Crescendo di agnello con finale di suo carrè" ho ripensato alla polenta con tartufo di Buffoliana memoria, e alla/lo padellazio di Mak. E ho riso.

Lo ammetto. Ho riso in faccia all'ignoranza.

Perchè oltre che lussurrioso, mi piace essere, di tanto in tanto, superbo.