Visualizzazione post con etichetta lamentele. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lamentele. Mostra tutti i post

martedì, aprile 03, 2012

Le lamentele




Riprendo delle recenti lamentele di due membri di spicco del gruppo.

-Ergonomico ha detto... Ho cambiato l'intestazione del blog con un titolo più vicino alla realtà. 09:56  


-byfluss ha detto... Ben fatto. E' già un po' che volevo dire qualcosa al riguardo. Tra l'altro di Banfe se ne leggono sempre meno, con un incremento di post stile mestizia&vecchiaia, con un retrogusto malinconico. La Canna, quella invece la porto io la prossima volta che ci vediamo, ecchecazzo!




Come prima cosa vorrei parlare del cazzo.

Il cazzo è una parte del corpo maschile. Ce l'abbiamo tutti, tranne Hazey, che ne noleggia uno, ma soprattutto manca a Ignazio, che manco ha la tessera del BlockBuster vicino a casa sua ed era solita chiederlo al Mak, telematicamente.

Riassumendo. C'è chi ce l'ha e chi non l'ha ma lo vuole.

Cos'è questa paura per questa parte del corpo? Cosa vi disgusta?
Cos'è questo momento che sta passando Ergo, soprattutto, la voce più forte, portatrice di questa omofobia, di questo odio per il cazzo.

Ergo, cos'è che ti turba.
Tu, che fosti autore di svariati post quali:
-Il primo post che sottolineava il bisogno di controparti maschili alla Babuinette.
-O questo...
-O ancora questo...

Colui che introdusse [Non Lett.] Jordan sul blog e che ne cominciò a parlare e inventare nomignoli, come "Jordan", appunto, che ne scrisse post, che inventò sondaggi con J23 come protagonista.

Colui che prima di venire in Giappone insistette perchè si andasse tutti a fare un bel bagno nella onsen. Tutti nudi. E che si fece trovare all'appuntamento in forma smagliante.

Ecco. Cosa è successo, Ergo, per farti dire basta cazzo? Cosa ti ha rovinato così? Non sarà solo gelosia?

Per quanto riguarda le banfe... Mi sembrava quasi il contrario, Byflo, che il blog fosse ormai diventato un fiorire di micro post ed endechomenon a raffica, dove hai notato i post di mestizia e vecchiaia?
Mi sembrava un po' che il pericolo fosse che si diventasse come quegli sfigati che postano i link di 9GAG su FB. 9GAG... A questo punto perchè non prenderli da MEMEBASE... Ma divago.
Aiutaci a rendere Aparazzi un posto migliore. Questo volevo dire.

martedì, febbraio 08, 2011

Punto fermo: .

Sentite, io in questi giorni non vi seguo molto, anche perché non ho ancora capito chi è cosa, se Apa è interista o juventino, chi è morto, se Moccia ha scritto davvero la storia del puzzone, se Ergo è biondo, se io vorrei non vorrei ma se vuoi, chi fischia se non deve fischiare?, se Montag vuole ammazzarmi col minipimer, se byfluss va sul tetto o no, se il Razzi. E poi Ignazio, Indifendibile Igny.
Però questo continuo cambio di titoli mi sta veramente uccidendo, ho bisogno di punti fermi, ogni giorno un nome diverso, insomma che cazzo qua c'è gente che lavora e non sa che pesci pigliare e voi cambiate il titolo proponendo diverse specie di uccelli. Un casino.

mercoledì, luglio 07, 2010

Apa no natsu




La mia prima estate in Giappone.

Umidità al 95%.

Non ne posso già più.

sabato, luglio 25, 2009

L'onda





La sento, arriva.
L'onda.
Mancano ancora almeno quindici minuti di treno prima di arrivare a destinazione ma si diffonde una sorta di agitazione. L'ansia dell'arrivo.
Il treno per l'italiano medio è ancora una bestia non domata, un mistero.
Fa paura, e se non riuscissi a scendere? L'angoscia dell'immortale lotta dell'uomo contro il mondo, la natura, la realtà.
Il primo cede, si alza, è l'inizio.
Come capre, come lemming, la gente comincia ad alzarsi, uno dopo l'altro. Una reazione a catena.
Siedo vicino al corridoio e il mio compagno di sedile comincia a farsi prendere, non siamo manco a Lambrate, ma comincia a non riuscire a stare seduto, la sedia sembra scottare. Non si può alzare se non faccio altrettanto. Si sente bloccato.
Si agita, sbuffa, si guarda attorno, guarda fuori, guarda la gente che si alza e cammina. Negli occhi riconosco lo sguardo del cane che vede il padrone uscire di casa. Chiudo gli occhi ma quella immagine non mi abbandona.
Ok, porca troia, mi alzo.

E mi faccio quei cazzo di 15 minuti in piedi, in fila, lungo il corridoio.

martedì, febbraio 03, 2009

Back to reality




Ok, finalmente direi che sono tornato sul serio.
Niente più abbonamenti settimanali, si passa al mensile. Alla routine. A nuove routine viste le simpatiche rivoluzioni regionali di trenitalia.
Acquisto comodamente l'abbonamento da casa.
Ovviamente non me lo posso stampare io, sarebbe troppo.
Ma posso, sempre comodamente, ritirarlo presso le postazioni SELF SERVICE delle principali stazioni. Un link bugiardo mi promette l'elenco delle stazioni in cui queste fantastiche postazioni dovrebbero essere attive, invece mi conduce ad altre pagine, ma non importa. Brescia di sicuro è una città attrezzata.
E infatti ce ne sono ben 4.
La prima smette di funzionare proprio quando la tocco.
La seconda è fuori servizio.
Faccio la coda per la terza,davanti a me un tizio cerca tutti i treni possibili per peccaccia. Che ovviamente non esiste.
Allora sfoglia ogni singola città.Pescara. Era Pescara.
Si studia l'orario. Per circa mezz'ora. E' uno di quei personaggi di cui intuisci l'intelligenza dalla nuca.
Decide che ne ha abbastanza degli orari per Pescara, si studia quelli per Bologna. Ma, ad un certo punto, come preso da una foga misteriosa, abbandona la postazione.
Ovviamente nel momento in cui preme ESCI, lo sportello, che sarebbe diventato mio, si trasforma in uno schermo rosso. SPORTELLO CHIUSO.
Chiuso? In Italia anche gli sportelli automatici fanno la pausa caffè. Infatti la prima postazione ha ricominciato a funzionare.
Ed è dove, dopo aver lottato con due saraceni, un lanzichenecco e un corsaro per la difesa della mia posizione nella nuova coda che si era venuta a formare, mi procaccio il biglietto. Il mio comodo, simpatico, tascabile biglietto cartaceoo di 30 per 10 centimetri. Giusto quei due cm in ogni direzione per non entrare in un qualsiasi portafogli. 110 euro ben spesi.

Il treno ovviamente è in ritardo. D'altronde nevica, ci saranno ben 4 cm di neve. E lo sanno tutti: "Neve" è solo il simpatico nome che diamo alla terribile piaga della "ACQUA GHIACCIATA". Fenomeno devastante, imprevedibile. Capace di mettere in ginocchio quasi qualsiasi sistema. E infatti il treno si ferma in mezzo al bianco, mentre, per contrasto, due posti accanto a me un giovane vecchio cambia sedile perchè non gradiva di essere seduto di fianco a una negra.

E la gente si domanda com'è che preferisco il Giappone.

martedì, gennaio 27, 2009

sabato, novembre 22, 2008

si, di merda.

venerdì, novembre 21, 2008

Kubla Khan



Con un certo tipo di timore mi appresto a scrivere due righe sull'Italia.
Mi si taccia, infatti, di essere quello che sputa sul paese che l'ha cresciuto, dall'estero.

Vorrei far presente come tra tre settimane tornerò in Italia.
In un paese di merda.

Un paese in cui succedono cose come il caso Villari e il caso La Torre. Un paese in cui, a seguito di questi, non succede nulla. Il niente.
Le chiacchiere.
Le polemiche.
E chiedo a voi, ma la gente, che dice?
Non voi. La gente.
Le proteste? Le reazioni? "Indignazione" ormai è diventata una parola che si legge solo sui giornali o sbaglio?
E Floris, quello di ballarò, che dice che non è poi un dramma se succedono cose sottobanco (parlando di La Torre), che poi l'importante sono le azioni politiche.
Quella E' un'azione politica.
Questo è un golpe. Neppure in Sud America si permetterebbero di fare cose del genere e non punire nessuno.
Io non ce la faccio più, è una vergogna.
SIAMO un paese di merda. Non gli altri, lo siamo tutti.
E al peggio aggiungiamo il peggio, sostenendo Berlusconi, che oltre alla casta protegge sé stesso, quindi la Mafia. Ma va bene così. Tanto gli altri sono uguali, ed è forse quasi vero. Forse. Quasi.
Ma un forse e un quasi che nonostante sembrano valere poco, sono immensi.

Paese di merda.
Noi, il nostro campalinismo, la nostra pasta, la nostra pizza, la nostra mozzarella. Il nostro si vive bene qui. Il nostro cortile. Il nostro vino, il nostro orgoglio. Il nostro cartolaio che ci vuole bene, la nostra vituncola che va bene così. E i nostri sabati con Inter-Juve, le nostre giornate di sole, i nostri comici del cazzo, la nostra libertà fittizia e le canzoncine d'amore. Il nostro discutere su noi stessi prendendoci per il culo, sanremo, i tg, i finti giornalisti, l'odio per persone come travaglio "un po' saccenti", il nostro dimenticare Falcone e Borsellino, il nostro ricordare Falcone e Borsellino.
Aida. Come sei bella.

Vergognatevi.
Vergognamoci.

martedì, novembre 04, 2008

Ad personam - Byflo, Ignazio




Quale parte di "Tenete il BR tra <> che appare nel form dei post" non avete capito?

Poi Byflo fa anche le battutine, "avrà pensato Brigate Rosse".

Dai ragazzi, ce l'ha fatta anche Ci-pi.



Si capisce che vorrei dormire ma non ci riesco?

martedì, settembre 09, 2008

Il Razzi ha anche un po' rotto i cazzi

E il plurale è per far capire che non sono solo in questa battaglia, non solo per amor di rima.

Il Razzi ha rotto il cazzo.
Non solo mi beve tutte le birrette e non me ne lascia una. Neanche una.
Non solo perchè fiuta le patatine in casa mia e le rastrella tutte.

Ma soprattutto perchè dobbiamo sorbire una serie di donnine che si lasciano andare a "Ma che bello che è il Razzi", "Ma che figata che c'era il Razzi", "Razzi è l'anima della serata", "Che figata se c'è il Razzi", "Questi occhiali sembrano fatti per te, Razzi", "Ma che bello il tuo balletto, Razzi", "Ma come canta il Razzi".

E noi chi siamo, i figli della serva?
Noi siamo quelli che vestiamo il Razzi, che lo scarrozziamo, che accendiamo le sigarette di queste donnine, che versiamo loro da bere, e lo facciamo solo per un fugace grazie.

Razzi, sta' attento. Fino a quando ci rubi le patatine, scoli la birra o ti mangi la fetta più grande possiamo chiudere un occhio.

Ma questa tua popolarità ha rotto le palle.
Cerca di non pisciare fuori dal vaso:

Firmato:

Un manipolo di violenti

giovedì, marzo 27, 2008

Le gente

Dai, parliamoci chiaro. Ci sono due gruppi di persone.
Quelli che sanno quello che fanno e quelli che non lo sanno.
I primi sono quelli che quando fanno qualcosa cercando di avere la maggior consapevolezza possibile, di rendersi conto di quanto la singola azione coinvolgerà altre persone e che tipo di ripercussioni avrà.

I secondi sono soprattutto egoisti, sprovveduti, scellerati, inconsapevoli, stronzi, capricciosi. Non sono cattivi. Solo fanno quello che fanno e la massima consapevolezza che ne hanno è il loro piacere.

A me piacciono i primi.

Dei secondi fino a poco fa ne avevo due che mi piacevano.
Poi le gocce, i vasi, il traboccare, quelle cose là.
Ora rimane solo Thespian.

Tieni duro Thesp.

sabato, ottobre 06, 2007

Una maschera di bellezza

Apa, perché già che ci siamo non incorniciamo tutta la pagina di video pubblicitari? O magari facciamo un videowall come sfondo invece di questo noioso nero?
Ma dimenticavo che tu vai in Giappone e qui non ci starai più, non te ne potrebbe fregare di meno.

Comunque, per puntualizzare, la domanda del sondaggio avrebbe dovuto essere: Prediligi l'alano o il caimano?

Non è la stessa cosa.