Visualizzazione post con etichetta Storia di Aparazzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storia di Aparazzi. Mostra tutti i post

giovedì, luglio 12, 2012

Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno

Oggi 12 Luglio 2012, sono passati sei anni e mezzo dalla nascita di Aparazzi. Il movente: offrire un punto di contatto ad un variegato gruppo di conoscenti-colleghi-amici che si trovava nelle fasi iniziali di una diaspora. Col tempo ci sono state aquisizioni e defezioni, ma, per chi è rimasto, questo luogo ha sempre adempiuto a quella sua promessa iniziale.

Duemilaottocentosettatasette post più tardi, dopo un paio di tentativi andati a vuoto, Apa mi ha confidato che presto si chiuderanno i battenti. Mi è sembrato stanco, Alessandro, ormai proiettato mentalmente in una nuova fase della sua vita, sempre più carica di impegni, responsabilità, doveri, impossibilitato a dare al blog quel che vorrebbe. Addolorato nel vedere Aparazzi diventare saltuario, in lui il rifiuto di questa nuova, ridotta realtà.

E mi son reso conto che sarebbe egoismo voler prolungare questo suo spossato dolore, costringerlo a trascinare qualcosa che è vissuto, per sei anni e mezzo, prevalentemente sul suo impegno e sulla sua dedizione. Ogni storia degna di essere raccontata deve giungere ad una fine, concludersi infine, quasi a provare di essere esistita. È giusto, rispettoso, maturo farsi da parte e lasciare che The Apa & Razzi Show esca di scena con dignità.

Let it go.



Per un'ultima volta, però, incontriamoci. Che sia AparazziFest per un'ultima grandiosa volta. E che ci sia più gente possibile, che ci siano Razzi e Thesp, Byfluss e Byflussino, Apa, Ergo, Hazey, Scarlet, Montag, Diable, e tutti coloro che vorranno partecipare, magari addirittura Ignazio. Concordiamo la data e il luogo, mangiamo e festeggiamo, non la fine di Aparazzi, ma il fatto che sia esistito.

Che non sia un gemito, ma un'esplosione.

giovedì, gennaio 12, 2012

Sessennale

Photobucket

Il tempo passa e, dopo un po', ci scorre addosso senza che noi ce se ne accorga. Col tempo neanche quei promemoria che sono le ricorrenze sono più sufficienti a risvegliarci dal torpore in cui si cade vivendo la vita. Eppure proprio quello è il loro compito, sono momenti per fermarsi e guardare indietro, per allontanarsi di qualche passo e gettare uno sguardo d'insieme.

Con oggi sono sei gli anni che son passati dal quel primo post del 12 gennaio 2006. In questo tempo Aparazzi ne ha viste di tutti i colori. Ci sono stati bei momenti, altri di stanca, ma riguardando indietro, rileggendolo a singhiozzo qua e là, mi sono reso conto che questo blog è uno splendido diario, un sorprendente album di fotografie, una traccia indelebile nel tempo, una illuminante finestra sul passato. Mi sono reso conto che più investirò in questo luogo, più ne potrò trarre piacere, anche in futuro. Quando, fra altri sei anni, darò una rapida ripassata ai suoi momenti migliori, sono sicuro che mi stupirò e sorriderò ancora di fronte all'istantanea di come eravamo, di come siamo.

Aparazzi è e rimane punto d'incontro e di banfa, in questi giorni, tuttavia, ho scoperto che può anche essere memoria storica e che, in quanto tale, restituisce ciò che gli si dona. Qui anche un post di due righe, col tempo, può diventare una piccola gemma da rimirare.

giovedì, marzo 24, 2011

Analisi e sfogo sullo sviluppo del blog





Molti si aspettavano probabilmente che scrivessi qualcosa, su queste pagine, dei giorni del terremoto. Delle paure radioattive, dei casini.
Non e' affatto facile.

Non e' affatto facile perche' il blog si e' pian piano trasformato. Ha cambiato i toni, le modalita'. Il ridicolo diventa necessario, sotteso, indispensabile.

Il finalino frizzante, la battuta nascosta.
Una volta non era cosi', ma il tutto e' dovuto all'allargamento del pubblico e dei lettori.

Diventa difficile rimanere serio, parlare di se stessi, delle proprie percezioni. Perche' se pure "APA" qui rimane un personaggio fittizio, un espediente letterario, non sempre chi legge e' in grado di scindere, di capire e apprezzare la differenza.

Ecco scemare la serieta' e seriamente aumentare la scemenza.

E non e' tutto, visto che il pubblico si allarga, diventa difficile parlar male, sfottere, prendere per il culo. Non sia mai che l'oggetto delle nostre critiche, delle nostre invettive se ne abbia male, si offenda, leggendo.

Non rimane che, quindi, prendersela con chi possiamo essere sicuri che non legga questo blog. Questo il margine di liberta' che ci rimane. E quindi usiamolo...
Vaffanculo Berlusconi.
Vaffanculo Razzi.

lunedì, settembre 20, 2010

Nove chiarimenti



Una serie di chiarimenti e spiegazioni.
Le dispari dovute, le pari non dovute ma, si sa, sono un'anima gentile.

1 - Mi è bastato leggere "mi sembri il bassi" per cambiare idea. Non volevo fare sensazionalismo, anzi proprio il contrario, ma in effetti a rileggermi mi sono sembrato un po' un emo kid borderline mitomane.

2 -Il superego, Mak, non è un ego smisurato, ma una delle tre componenti della struttura psichica freudiana. A meno che tu non volessi intendere che fosse il mio superego, staccato dal resto della mia psiche, a postare sul blog, citando un mio celeberrimo romanzo, "La paura del tempo", edizioni Vigasio. Ma temo che tu volessi dire altro. Tipo che il mio io ingombrante ha preso possesso di queste pagine e per questo me la sono presa con te o altri. Il mio personaggio ha di sicuro un io ingombrante, ma si mette in piazza anche per mettersi in ridicolo. E parliamoci chiaro, non è questo che ti fastidia o che ha "danneggiato" il blog, non confondere le tue invidie, gelosie o quel che ti anima con la realtà. Ma divago, volevo solo specificare questo per dire due cose, Mak. Che le parole sono importanti. E che sei un coglione.

3 - Non volevo assolutamente intendere che FB fosse una specie di concorrente o antitetico al blog o lamentarmi di questo blog e della sua qualità, due punti che sembrano siano stati fraintesi. Il paragone con FB era puramente esplicativo su quelle che erano le finalità di questo blog. E aparazzi non ha deluso le mie aspettative, semplicemente è un grosso impegno e ho paura di vederlo svanire, spegnersi e sfiorire. Non che sia mai stato particolarmente un fiore, ma tant'è.

4- Luciferasi ha lasciato il blog in seguito ad una mezza discussione con il Razzi sulla libertà di espressione su queste pagine. Dopo un post di RP un manipolo di individui, tra i quali NON c'era Luci, le diede della troia schifosa per aver raccontato di aver fatto la smorfiosa con un vigile. Razzi, che allora sentiva ancora molto l'appartenenza a queste pagine, si infuriò per questa mancanza di stile o comunque era una cosa che non gli piaceva. Le malelingue potrebbero dire che lo fece perchè RP era donna e Razzi era a caccia grossa, la suddetta e Icarella avevano postato foto del proprio deretano, e Razzi si aggirava estasiato e con un sorrisino compiaciuto mormorando "Fantastico. Aparazzi. Fantastico. Fighetta.". Ma noi non siamo malelingue.
Per tornare ai fatti, Luci era pro libertà smodata di postaggio, Razzi difendeva il diritto di censurare e ammonire quel che veniva scritto sul blog, visto che era suo, c'era il suo nome. Io non intervenni neppure, mi pare. A posteriori direi che aveva ragione Luci. All'epoca spalleggiai il Razzi. Questo per dire, Mak, due cose. La prima, know your facts. La seconda, sei un coglione.

5- Grazie Ergo. Rivorrei il mio admin. Quando credi sia il caso, non prima.

6- Igny, questo è un blog di spocchiosi. Perchè la spocchia è bella. Perchè siamo intelligenti, vagamente colti, sagaci, sardonici, sarcastici e cazzoni. Cattivi quanto basta, buoni quando conta. E abbiamo un certo gusto, per le cose e per una sorta di onestà, e quindi quando vediamo merda, merda la chiamiamo. Quando vediamo un coglione, coglione lo chiamiamo. Io se posto merda e me lo fanno notare, ne sono solo contento, è capitato, a volte mi ha fermato, altre no. Serve per crescere, se lo si vuole fare, qualsiasi sia il modo in cui si prenda la cosa. E se si è superbi o snob con certe cose, lo si fa perchè è nel personaggio, perchè ci va, e perchè questa non è una gara di popolarità, nè di bontà, nè di bon ton. A me piace dire le cose in faccia, questo per dire due cose. La prima è che il blog è sempre stato così, magari meno strutturato, ma sempre così. La seconda è che Mak è un coglione.

7- Grazie e sorry, posterò ancora quel che mi viene, supererò l'imbarazzo di sentirmi ancora più bimbominchia dopo questo "ritorno". Un piccolo patto, se potete, scrivete ogni tanto o condividete qualche cazzata, qualsiasi meme anche vecchio di secoli, siamo una decina qui e il senso dell'umorismo e gli interessi di circa l'ottanta percento di noi mi va proprio a genio. Basta un post ogni due settimane, non serve molto. Ma evitatemi di sentire queste pagine troppo come un onere, più che un piacere.

8 - Oggi credo di aver cagato grigio a pois neri. Sembrava hmmm... La polpa del frutto del drago. Cliccate sul nome per un'immagine.
Del frutto.
Scrivetemi in email se volete invece l'altra immagine.
Questo per dire due cose.
Ma si capiscono già.

9- Il matrimonio, per chi non avesse risolto l'indovinello, è il dieci ottobre.


E che sia, che questo blog muoia di morte propria e non per scelta, anche perchè viva la mia incoerenza, parlo di spazio condiviso, poi mi metto a chiudere a nome di tutti. Deve essere il mio superego, scusate.

domenica, settembre 19, 2010

Stop, the banf, can't stop the banf, you can't stop, the banf,
can't stop the banf.

Siamo fermi da un po', nel silenzio. Ed è già da un po' che la guida fissa il terreno, assorto, quando alza la testa e dice: "Signori, ormai questa marcia non mi è più utile e mi sono anche accorto che non è come la volevo, quindi ci fermiamo qui, saluti a tutti."

Inizialmente ritengo sia il caso rispettare la sua decisione, sembra averci pensato a lungo, è così serio, marziale.... però non mi sembra che abbia delle motivazioni così stringenti e poi, a volte, succede che arriva la banfa. Irrimediabilmente si impossessa di me quando la gente si prende troppo sul serio. Non guardatemi male, sono solo un araldo. E allora, mentre il trombone è ancora lì che discute con gli altri, mi alzo con uno strano sorriso sulle labbra e mi lancio in una corsa forsennata, senza nè capo nè coda, ridendo come un matto.

Posso solo sperare che gli altri, dopo un primo momento di disorientamento, si mettano a correre con me, a perdifiato. Una corsa a tutta forza, ridendo di gusto, con spensieratezza. Non importa se percorreremo due metri o sette chilometri, l'importante è arrivare sfiniti, arrancando.
Il finale epico lo lascio volentieri a chi si è fermato.

Sempre in tema di banfa grassa, grassissima, a qualcuno sono stati revocati i diritti di amministratore. Causa: precoce crisi di mezza età.

Tana Libera Tutti!

Dopo un'iniziativa di questo tipo, so che mi toccherà andare a scusarmi in Giappone. Per fortuna ho già comprato il biglietto.

That's all folks...?



E cosi venne il giorno in cui mi resi conto di una serie di cose, pensando a questo angolino di web.
Non grazie al precedente post di Ignazio, erano giorni che mi frullava in testa questa cosa, ma quando persino lei, cioè, una innamorata DI MAK, si rende conto di certe cose... beh, vuol dire che il re è nudo e il popolo già sghignazza.

La prima cosa di cui mi sono reso conto è che nulla dura per sempre.
E la mia idea a riguardo è che è sempre meglio scegliere quando qualcosa finisce, piuttosto che lasciarla finire.
Spesso capito su blog a caso. Tanti sono defunti.
In genere l'ultimo post è una variazione sul tema "So che ultimamente ho scritto poco, ma prometto di rimettermi a scrivere con costanza" - Data: giugno 2008.
Voglio troppo bene a questo progettino per vederlo finire così.

La seconda, Aparazzi si è snaturato.
Nato come un salotto, un luogo virtuale dove tenere contatti con amici, gente, anche sconosciuti con qualcosa da dirsi e sparsi per angoli di mondo, è pian piano diventato un mezzo assolo, quasi una sola voce, la mia.
E non mi piace. Certo, è un luogo che sento come mio, ma non ho mai voluto riempirlo, soffocarlo.
Colpa mia, assolutamente.
E del Razzi, ovviamente.
Ma ultimamente accedo ad Aparazzi solo per scriverlo, quasi mai per leggerlo.
I commenti mi arrivano per posta, sul cellulare, i post altrui ci sono, ma sono estremamente rari.
E poi mi è venuta a noia la socialità digitale esasperata, Facebook e companatico, le foto da bimbiminkia, gli status, i gatti, le amicizie tascabili, i complimenti, i commentini, l'auto propaganda idiota e positiva della propria vita.
Per come la vedevo io questo posto doveva essere un piccolo antifacebook.
La gastronomia che resiste al megasupermercato.
Per come la vedo io abbiamo perso.

La terza, quella naturale predisposizione che avevo per leggere quel che mi capitava, i pensieri che mi balzavano in testa, in chiave "post", mi capita ancora... ma mi domando, avrò già parlato di questo argomento? Avrò già espresso questo concetto?
E ancora, intiresserà? Chi mi legge? Devo essere più divertente? Più scanzonato? PIù serio e attento?
E non volevo fosse così.
Volevo che fosse caos e quel che viene.
Non volevo lettori che fossero altri che quelle persone che volevano parlarsi.
Aparazzi è partecipazione, ci si diceva ai tempi io e l'altro fondatore di questo blog che non ricordo chi fosse.

A scanso di equivoci, a parte le battute, non biasimo assolutamente Razzi per la sua assenza.
Aparazzi gli è sempre servito per procacciarsi donne, esaurita quella necessità, ne è conseguito l'abbandono di questi lidi.
Ho sempre ammirato l'integerrima coerenza del Razzi.
Friulana e solida.
Materialistica e poetica.

La quarta, ci sono altri modi per tenermi in contatto con le persone alle quali tengo e che tengono a me, le quali già ora non mancano di farsi sentire, vicine o distanti che siano.


Chiudere questo salotto è doloroso.
Non è una cosa che faccio a cuor leggero.
Mi piacerebbe cambiare idea, e anche non cambiarla affatto.
L'idea è quella di tagliare.
Di riprendere in mano tutto a mente fredda, selezionare i post migliori, i commenti più interessanti, in pratica ripulirlo dai post di Mak, e stampare, rilegare ed eccolo lì.
Aparazzi.
L'annale di questi tre anni e mezzo della mia vita, in parte della vostra, da tenere comodamente in libreria o su di un disco fisso.

Is that truly all folks?
No.
Per nulla.

Ma in fin dei conti un momento è buono come un altro.
E vivo in Giappone.
Mi sto per sposare.
Il lavoro va bene.
Ergo e Rebo stanno per venire a trovarmi.
Sparo spesso con Montag e Thesp e spotto bradley che è un piacere.
Insomma, il momento è molto buono.

Posso farcela, intendo. A separarmi da qualcosa alla quale tengo molto.

Niente finalino a sorpresa e battutina finale.
Ma... provo un certo fastidio a cliccare publish post.

martedì, marzo 02, 2010

Nessun Dorma

E così risorge Radio Aparazzi, grazie alla dedizione e alla voglia di un Apa instancabile che porta sulle spalle il destino di un blog di cui è co-fondatore ma sempre più unica ed insostituibile colonna portante. Non si può dire sia un bravo motivatore, il nostro amico, un po' perchè ci tiene così tanto, ad Aparazzi, che i suoi standard sono un po' fuori scala e forse un po' perchè del suo blog è anche un poco geloso. Ciononostante avanza portandoselo sulle spalle, anche quando il peso lo piega fino a fargli sentire i denti sulle ginocchia. Sbuffa ma non demorde forse perchè non può fare altrimenti, perchè Aparazzi fa parte di lui, una parte alla quale non vuole rinunciare, ma certo è che ne beneficiamo tutti, da chi legge occasionalmente, a chi segue i post snobbando i commenti, fino a chi commenta senza però mai postare. Se non ci fosse lui Aparazzi non avrebbe un'anima, non avrebbe un sapore, o, più semplicemente, non sarebbe.
Anche nel giorno del suo compleanno il contributo che posso dare è di ben scarsa rilevanza ma credo che, per quanto poco, ogni piccolo momento regalato a questo luogo-non-luogo sia il regalo più azzeccato che gli si possa fare. Ecco quindi un altro piccolo pezzo volto ad arricchire la ben più vasta epica in formato tascabile che è Aparazzi.



Purtroppo si tratta di un regalo incompleto, una creazione orfana. Inizialmente avevo pensato di corredarlo con un video composto da una breve serie di illustrazioni. Avendo dovuto abbandonare l'idea per motivi di tempo, riporto il canovaccio di seguito:

Pomeriggio soleggiato in un quartiere di periferia di una piccola cittadina italiana, un bimbo appena uscito da scuola entra di fretta in una fumetteria e guarda freneticamente gli espositori dei nuovi arrivi. Trovato rapidamente quel che cerca, lo solleva come stesse tenendo fra le mani una preziosa reliquia, il suo volto si illumina di soddisfazione e meraviglia. Si tratta del nuovo, sfavillante numero delle avventure di "Capt. Daltonic" in missione speciale a Tokyo. Avvolto nella sua sgargiante tuta arcobaleno e in constante conference call con il quartier generale di Neo Akihabara, "Capt. Daltonic" e il suo simpatico sidekick "Ryou-chan", il transessuale di Shinjuku, affrontano l'invasione dei Gaijin brutti, sporchi e arroganti per difendere la bellezza, l'armonia e la raffinatezza della cultura giapponese.
Il bimbo, estasiato, gli occhi lucidi di colui che stringe fra i pugni un sogno, piuttosto che un semplice fumetto, si reca alla cassa. Qui trova il padrone del negozio, un possente babbuino con in bocca una canna e sulla testa un lussureggiante copricapo indiano. L'animale lo scruta un attimo e poi si china a cercar qualcosa in un cassetto del bancone dietro al quale è seduto. Dopo un breve rovistare, porge al bimbo un volumetto vecchio, grigiastro ed un poco impolverato. Il bimbo guarda la copertina per una frazione di secondo quindi, fatta un'espressione di disgusto, paga il suo fumetto ed esce di corsa. Il babbuino lo guarda con un'espressione indecifrabile, quindi ripone il vecchio fumetto nel cassetto scuotendo le spalle.
L'ultima inquadratura ci mostra la copertina del volumetto: "Il Brigadier Razzi e il mistero del castello fantasma di Caporiacco."


Long live Aparazzi.

mercoledì, gennaio 13, 2010

Amarezza






Ieri era il compleanno di Aparazzi.
E nessuno che ha fatto post celebrativi, auguri, nulla.
Neppure un post che alludesse alla labilità della memoria umana.

Mi avete deluso tutti.
Ma soprattutto Razzi.

martedì, dicembre 22, 2009

I galantuomini

Nonostante le continue vessazioni di cui sono vittima su queste pagine, mi sono fatto il culo per partecipare allo Strachì Paràt, passando mezze giornate intere nelle stazioni d’Italia, con 10 gradi sotto zero e treni che accumulavano fino a 425 minuti di ritardo (probabilmente la vettura su cui viaggiava Ignazio). Treni e uomini congelati in un mondo diventato uno stupido freezer. Ma ne è valsa la pena, perché ho avuto l’onore di sedermi al fianco di Byflussino e ricevere in dono un costume Cutie Summer Sailor, da sexy marinaretta giappo, che mi fa sognare la bella stagione.


Tralasciando gli altri invitati, poiché soggetti del tutto insignificanti, la mia curiosità antropologica pregustava soprattutto l’incontro con Apa, Byfluss e Thesp. Tralasciando anche quest’ultimo, che non si è degnato di presentarsi, devo ammettere che gli altri due mi hanno fatto un’impressione ottima quanto sorprendente.

Della brutale irruenza che Byfluss senior sfoggia su questo blog non c’era traccia. Mi aspettavo che mangiasse con le dita, imbrattandosi la faccia, e sbattesse il pugno sul tavolo ridendo fragorosamente. Cose così. Invece niente, al suo posto c’era un amabile padre di famiglia, dai modi persino compiti. Un uomo affabile e sereno. In compenso, Byflussino si è comportato molto male: non voleva mai starsene al suo posto, se non per ingozzarsi di cotolette.

Anche il vecchio Apa mi ha stupito. Niente cinismo, nessuna sopraffazione. Si è divertito a giocare con l’ingordo Byflussino e distribuire regali. Aveva un portamento armonioso che non gli avevo mai visto addosso prima, non privo di un filo di fascinosa malinconia, il portamento di chi ha stretto con il mondo un patto onorevole e soddisfacente per entrambe le parti. Sarà che Ergo era troppo lontano per stuzzicare la sua verve pestifera e il Mak troppo assente per fare da capro espiatorio, ma sembrava addirittura una persona buona.

Tutti e due insomma, sia lui che Byfluss, avevano l’aspetto di gente perbene. Con queste parole spero di non offenderli. Ma possono sempre difendersi dicendo che ho frainteso, che ritrovandosi nel lato sfortunato della tavolata, ovvero nei miei paraggi, si stavano semplicemente annoiando, che la loro vera natura è altra.

Possono accampare molti alibi, perché mi rendo conto che la mia conclusione contiene i germi dell’eresia e rischio di non rivederli mai più, ma voglio proclamarla comunque e con forza: signori, Apa e Byfluss, dal vivo, sono dei veri galantuomini. Che meraviglia.

lunedì, novembre 30, 2009

Il motore del duemila







Grazie Hazey per aver sottolineato il fatto. Circa un mese fa. Quando erano ancora 1900 e rotti.

Ma ora.
Sono duemila.
Ora.
Duemila post.
Duemila episodi di questa sit-com ipotetica, duemila numeri di questo romanzo a puntate dell'idiozia sagace.
Estetico, eidetico, fintamente radicale, radicalmente finto, sostanzialmente vero.
Una piazza virtuale, un punto di incontro, un diario, un insieme incoerentemente coeso di puttanate.

Duemila.
L'anno in cui da piccolo vedevo il futuro.
In cui mi immaginavo ventunenne immerso in una fantascienza oscura e misteriosa.
Duemila, l'anno che significava cambiamento, moderno, il giro di boa del secolo.
L'anno in cui Thesp era ancora vergine e il mondo era ignaro del terrorismo.

E cade a fagiolo, il duemila.
Il blog è seguito, letto, ma abbandonato dai suoi scrittori abituali. Cerca di cambiare forma e rimane uguale a se stesso, si ripropone, fallisce, vive, arranca, si ribella. E giusto mi domando quando, se, e come raggiungerà una fine, se è giusto che venga naturale, se è giusto che un bel giorno invece chiuda tutto a doppia mandata, salvi il blog su di un disco, e butti via le chiavi.
Il traguardo dei duemila arriva propizio.
La vita di tutti noi è, per chi più, per chi meno, a un bivio.
Alla ricerca di un lavoro, di conferme, di nuove esperienze, di crescere finchè si può, di staccarsi dal proprio passato.

Dei Peter Pan al contrario, che si scuciono l'ombra da sotto i piedi e, tra il demenziale possibile e il bellissimo raggiungibile, sfidano a duello le proprie vite.

Ghigni mangiamerda, teste di cazzo, anime disilluse, bambini mai cresciuti, feticisti del pensiero, coacervo di nevrosi, assenti ingiustificati, liberi pensatori e terzini riflessivi.

Questo il motore dei duemila post, il popolo aparazzino.

Grazie a tutti.

sabato, ottobre 10, 2009

Un pegno che io ritorno


GDC, mi dice.

Io penso subito si tratti dell’acronimo di “Gala Dei Cazzoni”. Invece no, a quanto pare si tratta della meno intrigante “Game Developer Conference”. Grande delusione, questi cinesi non sanno proprio divertirsi.

E dire che Shangai è un posto così evocativo. Fa venire in mente “Tokyo Decadence”, ma senza Tokyo.

Il problema è che il governo di Pechino non sembra gradire internet. Aparazzi invece gli sta proprio sul cazzo: troppo controverso, troppo babbuino. Lo vorrebbero edulcorato, prono, allineato. Lo vorrebbero calvo. Il popolo cinese non deve sapere e quindi il blog rimane proibito ed inaccessibile. Per un’interminabile settimana sarà dunque carestia di suoi post. Mi ha pregato di avvertire tutti onde evitare allarmismi e isterie. L’assenza di gustosi aneddoti, sfiziose pillole, illuminanti pensieri e ficcanti analisi potrebbe portare certuni a compiere gesti inconsulti. Nello specifico teme che il Razzi si strappi quegli ultimi tre peli che ha in testa.

Sotto il peso di responsabilità che non lo fanno dormire la notte e che lo fanno dimagrire a vista d’occhio, mi prega di postare, in sua vece, un piccolo presente che spera allevierà l’attesa.



Un cadeau impreziosito dall'inestimabile lavoro di editing di LK. Dopo aver visto la fotografia originale ho capito perchè Apa ha deciso di sposarla.

mercoledì, aprile 08, 2009

The EAnd




Va bene, parliamone.
Stanno chiudendo l’ufficio localizzazione di EA, questo e’ bene o male il segreto, l’oscura vicenda che aleggia in questi giorni e che sta rallentando, in qualche modo, la vita del blog.
Devo sempre ringraziare, ad ogni modo, Razzi. Che mantiene fede alla passione che ha per queste pagine. Un po’ come quando, preso da ira funesta, cacciava questo o quello dal blog con la frase, ormai entrata negli annali: “c’e’ il mio nome su quella pagina”.
Nonostante sia ormai passata quella sua febbrile ossessione, che lo portava a dire “chissa’ quanta figa raccattiamo grazie al blog, ma piu’ tu di sicuro!”. Certo la storia gli diede torto. Non sul primo punto, piuttosto sul secondo, tanto da diventare consuetudine, per me e Thesp, associare un aparazzifest con una nuova conquista del Razzi.
Nonostante io abbia cercato di oscurare la sua immagine, postando quasi ogni giorno, dandogli compitini di contorno di difficile esecuzione, quale la creazione di nuovi sondaggi.

Nonostante tutto.

Razzi e’ ancora qui che veglia su di noi, con la benevolenza di un padre, dimostrando come questo piccolo punto di contatto tra la vita di tutti di noi, sparsi per il mondo, presi dalla vita, gli stia davvero a cuore. Come a tutti noi, capite, come se fosse uno di noi, che cinque minuti al giorno li dedicano a queste pagine.

E contemporaneamente riesce a trovare l’energia, la forza creativa, per aggiornare con esemplare frequenza le sganascianti frasette che mette come sottotitolo su msn.

Alzo al cielo questa birretta a te, Razzi. E a noi.

martedì, marzo 17, 2009

Latenze - Comunicazione di servizio





Scusate la mia assenza, ultimamente sono molto preso dal cercare di non fare andare completamente a puttane la mia vita e quella dei ragazzi del mio ufficio.
Non mi perdonerei mai se non dedicassi a quel che ci sta succedendo la quasi totalità delle mie attenzioni, per questo mi vedete poco qui, per fortuna c'è sempre il Razzi che mi sostituisce alla grandissima. Il suo problema è che sta lavorando tanto, cinque minuti li troverebbe pure ma ha paura di rovinare la propria immagine, avendo così poco tempo a disposizione, e si blocca.

Quella che non si blocca, di questi tempi, invece, è la mia vita onirica.

Probabilmente sfrutterò quella per un paio di post, in questi giorni.

A presto, e se potete, datemi una mano. Come?

O scrivendo qualche post e tenendo vivo questo "posto" a cui tengo.
O trovando qualche posto di lavoro per me e i miei compari, per esempio a me piacerebbe fare il pirata ai caraibi.
O mandando cinque euro al cc postale 12345PAPPESATAN666

mercoledì, gennaio 28, 2009

Auguri dolci e amari







È difficile. Per nulla facile.
Uno di quei momenti in cui non sai se ridere o se piangere.
Oggi è il compleanno di Razzi.
Ieri è morto Mino Reitano.

Come non notare le somiglianze, le amare somiglianze.
Entrambi cantanti, personalità carismatiche, la passione per la bella musica, per l'Italia. Lo splendido sorriso.

Eppure.
Uno muore. Lo celebriamo.
Uno invecchia. Lo festeggiamo.

Uomini di cuore. Uomini d'amore.

Muore il cantante calabrese.
Ma innalziamo i calici per l'ugola friulana o, come più gli piace essere chiamato, quell'arido figlio di puttana di Razzi.

Auguri!

lunedì, gennaio 19, 2009

Centomila







Abbiamo superato i centomila contatti. Ok, sono farlocchi, ok il contatore è attivo da meno di due anni, ok, non sono tantissimi.

Però non vedo l'ora che arrivi il bellissimo post celebrativo che il Razzi sta di sicuro preparando!

lunedì, gennaio 12, 2009

Il compleanno





Gennaio e' storicamente un periodo morto per Aparazzi. Paradossalmente è anche il mese in cui è nato. È lecito dunque dedurre che Aparazzi nasce morto. O muore nato. Abortisce in se stesso. Si supera, è antitesi ossimorica di se stesso, si rifiuta, si odia e si ama.
Sono tre anni.
Un bambino di tre anni è abbastanza intelligente per battere Mak a tic tac toe (tris, filetto, come lo volete chiamare).

Sono tre anni di banfe.
Di minchiate.
Di mie depressioni squisitamente illustrate.
Di assenze di Razzi.
Di evoluzioni deliranti di Hazey.
Di cotillions di Ignazio.
Di rudezze di Byfluss.
Di interventi a gamba tesa di Ergo.
Di apparizioni di RP da ogni angolo del globo.
Di sparizioni di personaggi.
Di miti.
Idee.

Di nulla, fondamentalmente.
Avanti così.

venerdì, dicembre 05, 2008

Understanding Apa - Christmas Special



Cominciamo senza troppi preamboli che Apa scrive, scrive e io son rimasto indietro col lavoro. Ecco quindi spiegati un paio di termini usati in precedenza dal nostro, uno un po' datato, l'altro, una freschissima primizia.

Aufhebung: "Superamento". Nella filosofia hegeliana, la sintesi che oltrepassa il contrasto fra tesi e antitesi.

Parossismo: condizione di forte tensione psicologica e nervosismo, esasperata eccitazione emotiva; con rif. a un fenomeno sociale o politico, grado massimo di intensità.

Ed ora un termine anglofono che non appartiene al vocabolario di Apa ma che, in qualche modo, credo calzi perfettamente in una rubrica intitolata "Understanding Apa".

Womanizer: a man who likes many women and has short sexual relationships with them.

Sì, d'accordo, ma per quale motivo questa puntata si fregia della specifica "Christmas Special"? Beh, perchè fra qualche settimana Apa rientrerà in italia per le vacanze natalizie e quindi mi sembra il caso di mostrare qui i tre motivi per i quali non vede l'ora di imbarcarsi alla volta del Bel Paese.

martedì, novembre 25, 2008

Voci nella notte





Ho un russo in casa.
Vado a dormire. Tardi.
Gli dico "devo assolutamente dormire, domani ricomincio a lavorare".
Mi metto mascherina.
Tappi per le orecchie.

E provo a dormire.
Passa tipo mezz'ora.
A un certo punto una voce...
"Mi senti?"
E io "Sì"...
e lui "vedevo se mi sentivi anche con i tappi"
e io "sì, ti sento."
"Ah ok, vabbè, volevo telefonare a Ljuba."
E io dico "come?"
"niente".
Al che penso vabbè, alla fine è un bravo ragazzo.
E' pazzo ma coscienzioso.
Si sincera per il benessere degli altri, mette i propri desideri in secondo piano.

Un minuto dopo è lì che telefona a Ljuba.

Dopo mezz'ora di telefonata mi alzo e lo guardo.
Mi sorride.
Evidentemente il mio sguardo non è abbastanza eloquente. O lo sa.
Lo sa.

Riappoggio la testa.

Dopo altri quindici minuti, visto che la conversazione non finisce, comincio ad accendere e spegnere la luce.
ClicCliClicClicClicClicClicClicClic

Dopo un po' la conversazione notturna scema. Onestamente sarei un cretino se credessi di avere in qualche modo influenzato la cosa.

In realtà la mia idea era quella di alzarmi e accendere una sigaretta in camera da letto e domandargli "Ah, ti dà fastidio?" continuando a fumarla.

Purtroppo le mie migliori idee rimangono inespresse.

mercoledì, ottobre 22, 2008

Gli angoli di aparazzi




Ho creato un nuovo TAB, "Mitologia Aparazzin". Un po' per tenere presente quei miti che ogni tanto fioriscono su queste pagine. Tipo Spitty Cash, la nonnina, Bobbe Malle, Metal Carter. Gente di questo calibro.


Ho poi cominciato un viaggio a ritroso nel blog, per segnare i post relativi.

Mi sono fermato a leggere qua e là.

Cose.
Parole.

E certi angoli di Aparazzi sono davvero geniali. Brillanti, amari, sagaci, tristi, divertenti. In certi angoli di aparazzi, io ci metterei un tavolino, ci servirei il caffè, in altri mi ci sbronzerei, in altri ci vorrei passare del tempo con una donna.

Secondo me alcuni angoli di Aparazzi valgono davvero.

E li ho scritti quasi tutti io.


E se eliminiamo i post del Mak, secondo me questo blog è un capolavoro.

giovedì, ottobre 02, 2008

Aparazzi Contest: Jordan vs Razzi

Essere di sinistra significa amare chi ce l'ha piccolo. Gli ultimi, i poveri, i matti, gli sconfitti. Significa desiderare che per loro ci sia giustizia e allegria.

Io sono uno di loro, e sono di sinistra. Quindi era inevitabile che perdessi il sondaggio, specialmente contro un tipo ingombrante come Jordan.

La maggior parte di voi sa chi è Jordan, ma voglio spiegarlo lo stesso ai nuovi lettori e alle nuove lettrici.

Jordan è il cazzo di Apa. Si chiama così in onore di Michael Jordan, fuoriclasse del basket, che portava il numero 23 sulla maglia. Perché 23 è “l'altezza” in centimetri di Jordan.

Il suo proprietario è teneramente, deliziosamente timido a riguardo, non ama farsi pubblicità. Ma io ci tengo a mettere le cose in chiaro per dimostrare di aver perso contro una creatura imbattibile.

I risultati:

Jordan 13 voti
Razzi 9 voti

Il prossimo è un meta-sondaggio dall'esito più incerto e di grande importanza per il futuro di questo blog. Partecipate!