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giovedì, aprile 18, 2024

mercoledì, ottobre 03, 2012

Lo sballo: spremute d'arancia in bicchieri di cristallo


Sono tornato da Tokyo volando in business e non e' stato niente male.
Non credo valga i mille mila euro che si pagano di differenza, ma se paga qualcun altro, perche' farne una questione a riguardo. E cosi' sul mio bel lettino, servito e coccolato da hostess e hostessi, rifletto.

Mentre ero a Tokyo ho scoperto quella strana sensazione di trovarmi spiazzato, in un luogo che era casa mia e che ora non lo e'. O non del tutto.

E ne ho perso il passo.
Il passo di Londra e' diverso, deciso e ordinato secondo un caos differente da quello di Tokyo. E lo sentivo, lo si vedeva. Non anticipavo le mosse altrui. Mi trovavo sempre dal lato sbagliato.

Mi sentivo una spia che sta per essere scoperta, un rinnegato, un infiltrato.

Guardavo la gente e non erano i miei concittadini, ora sono un gaijin come un altro... o quasi. E loro sono gente che non conosco, che non riconosco.

Non resta che accettare questo ruolo.

Capivo quello che la gente diceva, ma fingevo che non fosse cosi'.
Avevo un certo distacco negli occhi, che tuttora permane.
Una nostalgia che non viene appagata ma piuttosto... delusa.

Posseggo e preferivo essere posseduto. E forse e' l'orgoglio.
Tokyo cambia, non si ferma, non sente la mia mancanza.
Faccio lo stesso.


Stronza.

martedì, maggio 22, 2012

Normali anomalie




Oggi c’è stato il venerabile pranzo del benvenuto glorioso.
Cibo surreale in un ristorante surreale in cima ad un grattacielo.
Ponti, vetri, bambù, architettura d’avanguardia, dipinti antichi, cameriere di porcellana in kimono, ornate di sorrisi lucidi e turgidi e di sguardi belli e stanchi.

Io e dieci altri fortunati spezziamo il sushi con il vice presidente senior.
Eravamo in dodici.

Il tredicesimo, Giuda, era a fare harakiri sotto la pioggia estiva e malinconica di questa Tokyo struggente.

venerdì, maggio 18, 2012

La mia nuova collega





La mia nuova collega e' coreana.
Si siede a pochi metri da me, in una scrivania immensa, praticamente da sola.
Ha sempre la gonna e le scarpe con il tacco. Non so esattamente cosa faccia, so che da subito, da brava asiatica, ha cominciato a lavorare fino a tardi. Anche se sicuramente non e' che abbia un cazzo da fare, credo.

Non ho idea di come si pronunci il suo nome. Non credo di andarci nemmeno vicino.

E sorride.

Un sorriso strano, compiaciuto quasi. Come se non gliene fregasse un cazzo.
Come se sapesse qualcosa.
Smargiasso.


Non e' bella, ma e' una ragazza carina. Forse anche in virtu' del sorriso.

Un sorriso che mi fa incazzare.

Il sorriso con il quale mi ha chiesto di cambiare la colonna di un foglio excel a lei preposta da blu in rosa shocking.

venerdì, maggio 11, 2012

Sexo in Parigi



Scendo per strada, sono quasi le nove del mattino.
Un sole audace, impavido, violento buca il vento trai palazzi colorando la strada a strisce di luce.

Persone, In strada. Intente.

Passa una scosciatina in bicicletta.
Hot pants.
E' la stagione dei polpacci e delle coscette giapponesi. Guizzano, Saettano. Non ancora terrorizzate dal sole le ragazze giapponesi si spogliano, prima di ricoprirsi per l'estate.
Gambette da caprette.
Caviglie provate da scarpe disgraziate ed eccepibili.

Di fronte a me un businessman, un salary man. Camicia bianca, vestito nero, cravatta e borsa in mano. Vestito camouflage per Tokyo. L'ABC della mimesi urbana.

Da un locale sotto casa, il tizio vi e' davanti, parte all'improvviso una canzone a tutto volume.

Il salary man ha un sossulto, ma non di sorpresa o spavento. Un sussulto strano, si volta verso la musica, verso il locale e ha l'espressione di qualcuno che si sta lentamente ricordando qualcosa. O capendo qualcosa. Un processo mentale in corso. Un paio di secondi di meningi spremute.
E poi via. Si gira verso di me e comincia a correre.
A correre come se ne dipendesse la sua vita.
A gambe levate.

Tralaltro corre piu' veloce uno che corre a capofitto o uno che corre a gambe levate?

Ma divago.

Mi fermo.


Di fronte a una scena del genere che interrompe il mio flusso di pensieri, profondi e filosofici sull'eventualita' che la camicina che indosso possa essere una ben debole difesa nei confronti dei colpi d'aria e, per estensione, dello squaraus, di fronte a una scena del genere, dicevo, ho bisogno di un veloce reality check.

Ascolto.
La canzone, rimbomba ad alto volume. Dice qualcosa come sex, sexo. Reitera. Ripete. Non capisco. Una frase ripetuta all'infinito.

Ascolto meglio.

Ora mi pare chiaramente che dica letteralmente SEXO IN PARIGI.


Improvvisamete capisco tutto.
S'e' ricordato dell'appuntamento con Thesp.
Thesp. Il tuo amichetto arriva, tranquillo.

Posso andare al lavoro tranquillo.

Tranquillo...

A meno che questa camicina non sia troppo leggera...

giovedì, maggio 10, 2012

Gocce di giapponesitudine 2


Mi voglio fare un caffe' che e' mezzogiorno e ho mal di testa e un sonno della madonna samuraia.

Mi reco alla macchinetta del mio piano. O meglio alle macchinette, ce l'angolo simpatia meccanica e riciclo, dove con soli 30 yen puoi acquistare la tua bevanda preferita e poi gettare il contenitore in uno dei 12 tipi diversi di cestino per l'immondizia, ognuno preposto a diversi materiali.

-Carta
-Umido
-Aluminio
-PET
-Tappi di plastica
-Plastica
-Vetro
-Batterie
-Medicinali
-Materiali bruciabili
-Materiali non bruciabili
-Sogni nel cassetto e gioia di vivere


Comunque, come dicevo con 30 yen puoi comprarti la tua bevanda preferita. La tua. Ma non quella del Razzi. Infatti di caffe' c'e' solo BOSS, niente GEORGIA, la fissazione del Razzi, convinto di avere stretto amicizia con il testimonial della compagnia che affettuosamente chiamava GEORGIO.

Mentre rifletto su questo fatto ecco che arrivano gli omini che riempiono le macchinette. In camicia e cravatta, ovviamente, fanno di tutto per non disturbarmi. Ninja in cravatta che riempiono macchinette.

Faccio la mia scelta, non pranzo... quindi qualcosa di finto nutriente: un buon BOSS CAFE AU LAIT.

30 yen, seleziono, vengo rifornito di caffe' bollente in lattina.

I due ninja, all'unisono, si girano, si inchinano, ARIGATOU GOUZAIMASHITA. Mi ringraziano con profusione. Ringrazio di ricambio.

Me ne vado perplesso. Dopo tre anni il Giappone riesce a lasciarmi ancora perplesso.

martedì, maggio 08, 2012

Gocce di giapponesitudine



La nuova compagnia per la quale lavoro, ogni lunedi' mattina ha la grande augusta riunione del lunedi' mattina di giada. Quello e' il momento in cui prolungo la lettura del mio libro oltre il semplice tragitto della metropolitana.
Perche' per dirlo con franca chiarezza, durante la molto venerabile grande augusta riunione del lunedi' mattina di giada, io non capisco un cazzo di quello che dicono e di quello che succede.

Me ne sto li'. Con altri 300, 400 colleghi. Ognuno con un malloppo di carte che dovra' poi distruggere prima di uscire dalla sala. Ad ascoltare dati. A vedere team che si alzano in piedi tra il pubblico, si voltano, si inchinano non si capisce bene se per ringraziare o per scusarsi. Ma in Giappone non lo si capisce mai. In Giappone e' essenzialmente la stessa cosa. Annunci. Tutto, ovviamente, in Giapponese stretto.

E mi rendo conto che sono uno dei pochi eletti. Sono fortunato. Chi altro puo' dire di aver assistito a questo rituale primario? I pochi altri stranieri presenti parlano giapponese e sanno quel che succede... Chi altro se la gode come me? Mi sento come uno di quegli studiosi accolto dal branco di gorilla.

Ma il momento piu' squisitamente giapponese non e' la riunione in se', ma l'ingresso.

Dove ci sono omini che ti chiedono di firmare un foglio.

Arrivo io, dove devo firmare? Employee number? Non me lo ricordo l'employee number. "Ah, OK, allora firma e basta".

Settimana dopo. Mi sto per recare alla riunione. Controllo il mio tesserino, quello che obbligatoriamente devo portare al collo in bella vista. Ha l'employee number! E proprio mentre sono li' che mi dico quanto cazzo e' giapponese il tipo che la settimana scorsa mi disse di lasciar stare, non volendo dirmi che ero un pirla, che il numero ce l'ho sotto gli occhi... controllo il mio badge e mi appresto a firmare e registrarmi quando...

Un sesto senso.
Negli occhi del tizio che ho davanti. C'e' qualcosa che non va. Sto infrangendo qualche regola, sto sbagliando qualcosa. Penso alla velocita' con cui ho visto entrare e direttamente seduto il mio capo... e domando "Ma se ho il cartellino, se sono gia' registrato come employee... devo firmare?"
"No."

Un mese e 4 riunioni e nessuno mi diceva un cazzo.

Ecco. Questa e' una delle tante essenze del Giappone. Una convulsione di gentilezze che sono potenze di se stesse e che finiscono per generare l'inutile.

Come mi manchera'.

venerdì, marzo 02, 2012

Prima che sia troppo tardi

Vi ricordo, cari i miei utenti, che siete sintonizzati su Aparazzi, il regno della banfa. Da noi la sovrapposizione è prassi, la cacofonia diventa eufonia, la ribellione è la norma, l'architettura è mobile, le catene giacciono a terra, spezzate.

E quindi come può un sondaggio imbrigliare la banfa, purosangue selvaggio ed indomabile? Domare gli attacchi di ispirazione di Thesp, flutti incontenibili e travolgenti? Inibire la psiche di hazey, cuore pulsante e tumultuoso?

Non può, non vuole, non deve.

Cede il passo, ma non abbassando il capo. Tradire il risultato di un sondaggio, vorrebbe dire venir meno ad un patto. Aparazzi, pur lasciandosi spesso sedurre dal dolce abbraccio della banfa, torna sempre a mantenere i propri impegni.

Cosa deve fare Ergo per celebrare il compleanno di Apa al meglio?


Compri un biglietto per il Giappone. Una volta là, sa cosa deve fare. 4 (28%)

Pubblichi la solita fotografia di un vecchio nudo, pare Apa gradisca il genere. 2 (14%)

Scriva il classico post commovente, mi piace immaginare Apa che piange. 2 (14%)

Produca un ritratto celebrativo di Apa, possibilmente includendo uno o più delfini. 1 (7%)

Mostri il filmato più imbarazzante di Apa che è in suo possesso. 4 (28%)

Lasci fare i post celebrativi a Thesp, che lui sì che ci sa fare. 1 (7%)

Solita adorabile varietà, verrebbe quasi voglia di soddisfare tutti, ma sarebbe profondamente diseducativo. Sia quindi il filmato.

Sicuramente lo ricordate, il nostro Apa, quando, con malcelato disprezzo, esprimeva quasi pietà per coloro che accoglievano quasi con gioia una tragedia che arrivava a riempire la loro monotona vita. Malati di protagonismo, ci spiegava, costoro erano quasi felici di poter parlare del terremoto in Giappone, di essere, per una volta, oggetto diretto dell'attenzione. Con la sua solita, sottile, acuta capacità analitica e il suo eloquio ricercato, tracciava il loro quadro psicologico, mostrandoci la loro piccolezza.



Alquanto imbarazzante, d'accordo, ma come può questo essere un regalo di compleanno? Come al solito gli aparazzini sono cattivelli ed amano coltivare il loro sollazzo. Tuttavia, in quanto autore di questa celebrazione, mi sembra opportuno dare un segnale concreto. Perchè, Apa, caro amico mio, in noi non c'è traccia di malizia o intento mortificatorio. E siccome siamo sicuri che anche tu ci riservi il medesimo tatto, offriamo il fianco, senza batter ciglio.



Sempre amici?

domenica, febbraio 19, 2012

My Karaoke sessions



E in genere poi finisco ubriaco e a vomitar sangue sdraiato nel cesso.


domenica, gennaio 08, 2012

Battlefield Tokyo: Fighting Hypothermia

Giappone, Dicembre 2011, io, Razzi e Thesp siamo ospiti a casa di Apa, un algido cubo di vetro e cemento. I tre piani, di cui uno sotterraneo, sono collegati fra loro da vertiginose scale di chiara ispirazione Maya che tradiscono il medesimo sanguinolento scopo. Thesp cerca di comprovarne la pericolosità ergendosi su di una traballante sedia, in prossimità del baratro, con il fittizio intento di cambiare l'inclinazione di un faretto appeso al soffito. Millanta di voler migliorare l'arredamento luminoso della stanza, in realtà è evidente che stia cercando, nel suicidio, sollievo alla glaciazione in atto in quel nudo parallelepipedo di pietra. Purtroppo Apa lo ferma, tuonandogli contro, ed è in quel momento che comincia la disperata battaglia per il calore che, suo malgrado, Thesp non riuscirà mai a vincere davvero.

Lo so bene io che, arrivato a casa di Apa già da qualche giorno, pur avendo cercato di lanciare qualche messaggio subliminale, non sono riuscito a scongiurare un principio di cancrena alle estremità degli arti superiori ed inferiori. D'altra parte, più che girare per casa con due tute addosso, cappucci compresi, e con il cappotto, non ho il coraggio di fare.

Apa ci spiega che in Giappone il riscaldamento non esiste, che ci sono solo condizionatori convertiti a termoconvettori, e stufette elettriche. Quando sottolinea che l'uso dei suddetti è, ironia della sorte, caldamente sconsigliato, a causa della scarsa convenienza in termini di consumo energetico, mi rendo conto che la guerra sarà lunga e feroce. Questo mi viene subito confermato dagli occhi di Thesp che vedo brillare quando, dopo un furtivo e frenetico saettare, individuano finalmente il telecomando del condizionatore.

Misterioso, lontano oriente, pieno di contraddizioni e segreti. Infatti, pur "non essedoci riscaldamento in Giappone", ogni volta che si entra in qualche luogo che non sia la Fortezza della Solitudine di Umegaoka, ci si ritrova in un clima subtropicale, umido ed accogliente come il ventre di una madre. Addirittura, nei viaggi verso Kyoto e ritorno, la temperatura interna dell'autobus raggiunge tale intensità da incenerirmi completamente i peli pubici. Thesp perderà due centimetri di altezza, a Razzi, invece, cresceranno rigogliose piante in testa, effetto poi scomparso in qualche ora, con sua grande delusione.

Ma torniamo alla cella frigorifera di Tokyo. Per combattere il gelo pungente io mi vedo costretto a comprare un pigiama in micropile di nutria e le ciabattone imbottite di vello; Razzi gira per casa sempre dentro al suo sacco a pelo, come se fosse un Pisolone; Thesp, invece, si appropria di tutti i sistemi riscaldanti della casa e crea un suo personale ed esclusivo termo-fortino, tanto che arriviamo a sospettare che la notte dorma con la testa sul piano cottura. La guerra fra lui ed Apa è spietata e senza esclusione di colpi fra telecomandi nascosti e stufette accese all'alba ma, alla fine, quella casa rimarrà un frigidarium. Nonostante tutti i sotterfugi che la mente di Thesp riesce a partorire per aggirare divieti e controlli, la temperatura non si alzerà mai più di mezzo grado celsius.

Così, pur avendo consumato la stessa energia che serve per muovere Mazinga, Thesp non vincerà mai la sua battaglia con il gelo. Pertanto, la mattina quando io, lui ed Apa andiamo in aeroporto per tornare in Italia, decide di lasciare il termoconvettore acceso in modo che, per sommo sfregio, riscaldi quella Ice Lounge in assenza di Apa per l'intero mese successivo.

Fermamente convinto che da tutto ciò si possano trarre importanti lezioni, mi domando quali possano essere.

martedì, novembre 22, 2011

Nuovi poteri



E' da un po' che non scoprivo nuovi poteri.
In Giappone tutto e' regolato da card magnetiche.
Bus, treni, ufficio, certe case (la mia precedente).
Acquisti una certa rapidita' di esecuzione.

Quello di cui mi sono reso conto di recente e' che passo la card e solo dopo un certo istante vedo che si attiva l'ok, quando la mano l'ho gia' levata.

I casi sono tre.

O improvvisamente sono superveloce.
O improvvisamente la capacita' di elaborazione del mio cervello e' aumentata in rapidita' e precisione (e ci sono tutti i segnali che questo caso sia al contrario)
O incontro tutte macchine rotte

C'era anche un'altra opzione, che vi avrebbe fatto sbellicare dal ridere e dato un senso a questo post, ma me la tengo per me.

lunedì, novembre 21, 2011

Il Giappone si prepara per Thesp






Con un liquorino prelibato.  (Vedi LINK)

Da degustare sul balcone. Peccato io sia astemio e con te non lo potrò bere, ma te lo preparo volentieri.

venerdì, novembre 18, 2011

Il Giappone si prepara per Ergo







Sperm donor with understanding.Ad ID 65990
Date listed  2011-11-15 11:16

Healthy, optimistic, peaceful Caucasian who is happy with his life&work, preferably 180+cm tall (but not vital) sperm donor (=sex partner) in and around Tokyo sought by an attractive and independent SJF. 

Both sperm banks and artificial inseminations are illegal in Japan - please help me become a mother.  
NO obligations required, I am not looking for a husband. Please message me with a brief self-introduction (and a pic. if you don't mind); 
strictly serious and sincere messages only please - time is precious.

giovedì, novembre 17, 2011

venerdì, novembre 04, 2011

Vola! Fagiano!

Ho sempre amato il calcio, tanto che per questo nobile sport ho donato anche un ginocchio.

Però.
L'Inter ultimamente non mi sta dando tante soddisfazioni e di conseguenza ho deciso di ampliare i miei orizzonti.
Ho deciso di cercarmi una nuova squadra in Giappone, un team che potesse in qualche modo essere anche un po' vostro.

Ed è così che ho trovato la Fagiano Okayama.




http://www.fagiano-okayama.com/index.html


Si tratta di un team di tutto rispetto, i fagianotti vantano nomi del calibro di Ryusuke Seno, noto per la sua particolare abilità nei colpi di petto.





Da notare gli striscioni completamente in italiano, esempio lampante dell'immigrazione nostrana (anzi direi interista per ovvi motivi) in Giappolandia.


Amala!
Pazza fagianotta amala!

E’ una gioia infinita
che dura una vita
Pazza Fagianotta amala!

mercoledì, ottobre 19, 2011

E komo mai



"E komo mai", che uno crede voglia dire come mai, ma invece vuole dire "benvenuto", in polinesiano o quel che e' che parlano alle Hawaii.

In questo caso sarebbe meglio "bentornato", ma conosco tre parole sole in quella lingua e "benvenuto" ci stava meglio che non "ciao" o "grazie".

Per chi si preoccupa delle cose importanti, tutto a posto.
Si sa come a volte il jet lag, i viaggi intercontinentali, il cambio di clima e regime alimentare improvviso possa comportare delle costipazioni e dei blocchi intestinali. Invece ho il piacere di comunicarvi che stamane ho prodotto copiose quantita' di sterco.
Tanto da evocare la figura del topo cagone, di benniana memoria, e da cui l'immagine sopra.

Per quanto riguarda il resto... Mi sono svegliato alle quattro e mezza del mattino, e il mio cervello pare non essere ancora "a bolla" come il mio intestino, se e' vero che nel tentativo di tenere la porta a perta a madre giappa con passeggino, nell'andare in ufficio stamane, ho quasi ripetutamente decollato, decapitato, il pargolo, premendo una decina di volte in sequenza il pulsante che comanda la chiusura delle porte dell'ascensore, invece di quella che comanda il movimento opposto.

Ma il bello di essere tornato a casa, in Giappone, e' proprio qui: la madre mi ha ringraziato con profusione.

venerdì, settembre 23, 2011

APATOUR - Giappone forza quattro



Non so quanti voi ne siano a conoscenza ma a dicembre Ergo, Razzi e Thesp (ordine rigorosamente alfabetico), mi verranno a trovare in Giappone per un paio di settimane, cogliendo l'occasione dell'assenza di LK.

Sto quindi preparando un prelibato piatto di attrazioni, viaggi, esperienze uniche e tipiche di un paese del sol levante nascosto.

Il viaggio e' iniziato nel migliore degli auspici, con Thesp che ha speso 40k mille miglia di alitalia per comprare un volo di solo ritorno.
Il tutto il giorno prima che scontassero del 50% i voli per il Giappone di quel periodo.

Insomma, ci stiamo gia' divertendo un mondo.

Tante le richieste, tante le voglie da soddisfare.
Kyoto, Beppu, Nikko, Hakone, Maria Ozawa e soapland, Karaoke e yakiniku.

Cerchero' di accontentare tutti, per ora posso dire a Ergo e Thesp che ce l'ho fatta e ho gia' prenotato loro per QUESTO.


A presto con gli aggiornamenti del viaggio.

lunedì, settembre 12, 2011

Sono un pirla`


Sono arrivato in ritardo al lavoro.

Sono arrivato in ritardo al lavoro perche' sono un pirla.

Entro in piscina e con me c'e' una vecchia.

Ovviamente devo fare i miei cacchio di giochini mentali: decido che non me ne andro' prima che se ne vada lei.

Insomma, sono arrivato in ritardo perche' ho deciso di fare una gara di resistenza con una vecchia giapponese.


L'avessi vinta almeno.

giovedì, settembre 01, 2011

Momenti





Il Giappone mi lascia ancora confuso.

Da oggi ho cominciato ad andare in piscina, a nuotare, in pausa pranzo.

La trafila per riuscire ad andare a nuotare e' stata non poco complicata.
Non puoi nuotare se hai un tatuaggio e non lo copri.
Se vuoi cominciare da meta' mese devi pagare un rate giornaliero fino alla fine del mese.
"Si ma state chiusi una settimana per ferie, la prossima..."
"Devi pagare anche quella"

Fino poi ad accettare la fantastica offerta prendi sei mesi ne paghi cinque ma alla prima visita avrai un nostro trainer che ti segue per un'ora, per illustrarti la fighezza di questa struttura.

Perfetto.

Parla inglese?
No.

Non la vedo come molto utile come cosa allora.
A monte l'ora con il trainer.

Oggi, finalmente, sono riuscito ad andare in piscina.

Con un cerotto sulla schiena per coprire il tatuaggio.

Ora, spiegare lo spaesamento e la confusione, e' difficile.
Ma non sai dove andare.
Non sai dove levarti le scarpe, dove lasciarle.
Dove prendere le salviette, dove cambiarti.

Non e' facile.

Anche perche' sei in palestra/piscina, il che bene o male vuol dire, chiappe flaccide, cazzi mosci.
Vecchi nudi o semivestiti, e la consapevolezza che la tua nudita' incombe.

Non aiuta ad aver chiarezza.

Nuoti, piu' vasche di quelle che dovresti. Ma e' una sensazione piacevole.
Anche perche' benche' ti trovi a Shibuya, la piscina e' completamente vuota.

Poi esci. Hai giusto il tuo costume, la cuffia, gli occhialini e una salvietta a nolo.
E una chiave per il tuo armadietto.

Che non funziona.
E quindi diventi il gajin paffuto e pallido che non sa bene come ma deve uscire per chiedere a qualcuno di aiutarlo con l'armadietto che ovviamente contiene TUTTA la sua roba.

E chiappe mosce e cazzi flaccidi. Vecchi nudi come se fossero coriandoli.
Qualcuno e' anche piu' in forma di me. Il pensiero ribelle che ricacci subito nell'angolino.

20 minuti buoni.
Ma ce l'ho fatta.

Poi e' finita che ho dimenticato la' gli occhiali.
E mi pare ovvio, senza scomodare Freud, che il significato inconscio sia quello di perdere la vista.

O forse cercavo inconsciamente una scusa per tornare tra quelle grigie chiappette.