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venerdì, luglio 15, 2011

Strali di gufo: Meglio di così...

Fu anni fa, eppure ricordo ancora distintamente quando Apa mi domandò quali motivazioni mi spingessero a tifare Inter. Al momento mi parve una domanda semplice, se non fosse che si affrettò subito ad entrare nelle specifiche del caso. "La Juventus," mi fece l'esempio " rappresenta le virtù umane della dedizione, del sacrificio, dell'impegno, dell'orgoglio; il Milan è la squadra che più di ogni altra incarna, in Italia, gli ideali del bel gioco d'attacco, del fascino dei grandissimi campioni. L'Inter, invece, cosa rappresenta?" Alla domanda fece poi seguire quello sguardo attento ma perplesso che hanno i canidi quando inclinano la testa di lato, quasi cercassero veramente di capire quel che gli si dice.

Il motivo per cui sono nerazzurro mi venne in mente subito: alle elementari la maggior parte dei miei compagni di classe era interista ed io, che mi sentivo lo sfigato ostracizzato, decisi di cercare di recuperare punti tifando Inter. Nessun profondo motivo, nessun valore morale o affine virtù umana mi spinse a quella scelta, solo mera emulazione e senso di sopravvivenza.

E mentre Apa mi guardava con quel suo fare interrogativo e puro di chi è solo genuinamente interessato alla risposta e non ha alcun secondo fine, alcun desiderio di provare la propria superiorità, mi resi conto che non avevo il coraggio di ammettere la verità, quindi improvvisai:

"Perchè tifare per l'Inter non è facile. Le sconfitte, gli sfottò, l'umiliazione ti temprano. E anche perchè il ruolo del giullare è fondamentale, serve a capire che le cose non vanno prese sul serio."

Era il periodo prima di Calciopoli e l'Inter non vinceva nulla. Apa si limitò ad accettare la mia risposta senza contestarla, chi lo conosce sa che è per lui un atteggiamento del tutto inusuale. Non capii mai se fosse perchè si era accorto del mio bluff, della mia risposta inventata sul momento, o se invece avesse interpretato le mie parole come un segnale di resa, alla stregua del cane che infila la coda fra le gambe, facendogli ottenere una prematura quanto insipida vittoria.

Col tempo ho capito che le sue motivazioni eran certo fighe ed altisonanti, ma tanto posticce quanto quelle che avevo inventato lì su due piedi. Anche lui ha cominciato a tifare Juve per qualche input esterno e solo dopo, in un processo psicologico chiamato "razionalizzazione", ha deciso di fare l'upgrade a motivi più consoni al suo ego.

Oggi, però, posso finalmente rispondere a quella domanda che tanto mi spiazzò, e la risposta è "Scudetto 2006". Perchè sarà anche tutto un "magna magna", ma noi l'abbiamo fatta franca.


Live with it.

lunedì, giugno 13, 2011

Compagno Briatore








...qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c'è in Italia.


Flavio Briatore


Sei tutti noi, compagno Briatore.
Pensa al futuro di tuo figlio Nathan Falco Aran Banjo.


E' bello scoprire che, oltre al fisico e alla passione per la Juve, condivido con il grande Flavio anche una certa idea politica e consapevolezza sociale.



mercoledì, aprile 07, 2010

Revisioni







"I sorteggi non li devono fare!"
"Vinciamola assieme!"
"Passo a salutare l'arbitro prima della partita, gli porto un saluto."
"Questo clima di cordialità, che sappiamo solo noi"

« Caro Cipe,

non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile. Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me. Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili. Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane. Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace. Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi. »

Beh, una persona muore e Moratti scrive una lettera pubblica che dovrebbe essere di condoglianze ma invece parla dell'inter. Della loro onestà.

Già mi parve qualcosa di squallido allora.
Alla luce di queste "nuove" intercettazioni... non so più cosa pensare del "signore" Moratti.

Se non "fantastico".

martedì, febbraio 03, 2009

Intercettazioni






Parla anche di Moggi e della Juve, cose molto interessanti che possono anche levare qualche interrogativo che le prime sentenze possono aver posto.