Visualizzazione post con etichetta oro del giappone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oro del giappone. Mostra tutti i post

giovedì, aprile 18, 2024

venerdì, settembre 23, 2011

APATOUR - Giappone forza quattro



Non so quanti voi ne siano a conoscenza ma a dicembre Ergo, Razzi e Thesp (ordine rigorosamente alfabetico), mi verranno a trovare in Giappone per un paio di settimane, cogliendo l'occasione dell'assenza di LK.

Sto quindi preparando un prelibato piatto di attrazioni, viaggi, esperienze uniche e tipiche di un paese del sol levante nascosto.

Il viaggio e' iniziato nel migliore degli auspici, con Thesp che ha speso 40k mille miglia di alitalia per comprare un volo di solo ritorno.
Il tutto il giorno prima che scontassero del 50% i voli per il Giappone di quel periodo.

Insomma, ci stiamo gia' divertendo un mondo.

Tante le richieste, tante le voglie da soddisfare.
Kyoto, Beppu, Nikko, Hakone, Maria Ozawa e soapland, Karaoke e yakiniku.

Cerchero' di accontentare tutti, per ora posso dire a Ergo e Thesp che ce l'ho fatta e ho gia' prenotato loro per QUESTO.


A presto con gli aggiornamenti del viaggio.

martedì, febbraio 23, 2010

Non ci sono parole


Spero che non l'abbiate già postato, mi son fatto passare un paio di pagine di commenti ma non l'ho visto. In caso, crocifiggetemi pure in sala mensa.



Oddio, forse anche se fosse inedito vorrete comunque crocifiggermi...

In realtà lo sto postando per un solo, semplice motivo. Quella maledetta maghetta dai capelli azzurri è stata una dei miei primi sogni erotici di ragazzino pre-pubere. Rivederla così, oggi, interpreta da Kirsten "ce ne sono di ben più fighe di me, e tante, ma quante hanno una tale espressione da porca?" Dunst... Non so, mi ha provocato un brivido. Devo ancora capire se di lussuria, schifo o entrambe le cose.

Ai poster hentai del filmato l'ardua sentenza.

Il primo che risponde "torni a postare per farci vedere 'sta merda? Era meglio se continuavi a lurkare!" vince una bambolina della suddetta maghetta. Usata.

martedì, novembre 17, 2009

Le sgarsuline






Le ragazze giapponesi sono per lo più sgarsuline.

Non so cosa voglia dire sgarsuline, in bresciano, con esattezza, ma la parola mi piace. E nella mia testa dà assolutamente l'idea precisa di quel che voglio dire.

E sono abbastanza sicuro che veicoli.

It delivers.

Comunque.

Gambette ignude, introverse, magre.
Hot pants, minigonne, stivali.

Capelli lisci lunghi.
Sempre tendenti al tiratissimo zoppiccano goffamente per le strade di Tokyo.

Durante le mie permanenze in loco ho elaborato una serie di postulati, o assiomi se volete, che vi potrebbero essere utili.

Primo postulato, viste da dietro il 67% delle giapponesi sembra figa, ma è fondamentale vederle anche da davanti. Quella che può sembrare l'agile ventenne, può risultare un'infida quarantenne vestita con i pon pon.

Secondo, quelle belline, sono belline solo se stanno ferme, nel momento in cui si muovono cominci a notare le ginocchia iperstorte e l'incapacità di camminare decentemente.
Hanno quasi tutte un particolare stonato. E non di quei particolari che danno personalità o verve.
Proprio qualcosa che non va, e spesso emerge in movimento.

Quel che se ne conclude è che non bisogna farsi ingannare da immobili sgarsuline che vi danno le spalle. Anche se tirano fuori due metri di coscia e da chiappa a chiappa sono larghe una spanna.

Capito Razzi?

martedì, novembre 10, 2009

Oedo Line






La odio.

Oedo line di merda.

Dieci rampe di scale mobili per entrare, dieci per uscire.

Il dubbio è che si arrivi al centro della terra, si facciano due metri in treno e poi si risalga a destinazione.

E ovunque si vada, si deve tenere a mente che ci vogliono altri 10 minuti per uscire dalla stazione.

Il mio attuale appartamento si trova proprio sopra una fermata della suddetta linea.

Un motivo in più per cambiare casa.

martedì, novembre 03, 2009

What's love got to do with it







Qualcuno potrebbe pensare che, vista la scelta di vita che ho fatto, io abbia una cieca passione per il Giappone.
Beh, ci sono cose che invece mi fastidiano, mi addolorano, mi colpiscono profondamente.

Come certi movimenti razzisti, certe manifestazioni di disprezzo verso la cultura occidentale, per esempio leggete cosa è successo la notte di halloween in occasione di una festa organizzata sulla yamanote line.

Da rimanerne sconcertati, affranti.

Ma ci sono cose che odio ancora di più di questo paese.

Come la loro maniacale, sistematica ossessione per impacchettare singolarmente i singoli biscotti.
La quantità di cartacce e rifiuti che produci per mangiarti un cazzo di biscotto o merendina è impressionante.

Oltre al fatto di aprire una confezione di Oreo e trovarsi con CINQUE e dico CINQUE biscotti.



lunedì, novembre 02, 2009

Rapimenti giapponesi






Certi giapponesi ti rapiscono.
Chiedi un'informazione, e la loro lentezza, la loro attenzione alle regole, la loro affettata disponibilità ti ruba il resto della giornata. I bancari. Le poste. I tassisti che si perdono REGOLARMENTE e che non sanno usare il navigatore satellitare.
Credo che in Giappone per fare il tassista basti avere dei guantini bianchi.

In banca. Ore a parlare.
Solo per scoprire alla fine che quello che mi interessava di più, non potevano offrirlo.
O che i documenti che ho, forse non sono sufficienti. FORSE.

Ma la volta migliore è stata quando sono finito per sbaglio al municipio di meguro o sarcazzo invece che all'ambasciata italiana.
Ho chiesto quindi, dov'è?

Il tizio mi ha preso per il braccio, tirato, portato nel suo ufficio. Ogni mio tentativo di liberarmi era inutile, se solo dicevo "ma non serve grazie", mi afferrava, per lui ero un gaijin pazzo che non capiva che mi stava aiutando.
Come se fossi un animale spaventato e lui un veterinario, qualcuno che sapeva molto meglio di me cosa fosse giusto per me e io quasi incapace di intendere e di volere.

Mi sorrideva con accondiscendenza, mi teneva saldamente il braccio.
Ha chiamato tutto il suo team a raccolta, evidentemente era un pezzo grosso, hanno aperto una mappa della città, e hanno tracciato un itinerario. Mi hanno poi dato un indirizzo che avevo già.

Il mio avvocato mi aspettava venti minuti prima.

Ci metto due ore a uscire dal tentacolare municipio, esco, vedo un taxi, salvezza.

Salgo sul taxi e gli dico dove devo andare.
Gli mostro l'indirizzo scritto in giapponese sul mio cellulare (l'avevo dall'inizio).
Gli mostro la mappa.

Mi guarda.

Con quello sguardo da tassista giapponese che non ha capito esattamente un cazzo.
Ha degli splendidi guantini bianchi e mi guarda scoppiare a piangere sul sedile posteriore.