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venerdì, dicembre 18, 2009

Gioco Google traduction: Cuore di spurgo e Carme - culatta Mandingo



"...Di un muro idrorepellente, mentre tutto su e giù per i quattro margini di questa roba..."
"...uno straziante bel giovane paolo con testi d'amore per la gola nel suo epos, una pianura - vice riff di Tannerò, un nome duca di un centinaio e trentadue..."
"...Carme - culatta Mandingo, tagliando un trattino grande in una nuovissima due Guinea abito da sera e un hogsford burla assunto per una venia..."

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Il signor Thesp (che mi invitò a partecipare a questo strano blog) mi ha raccontato che un tempo si divertiva con un certo traduttore automatico scrauso, a fargli tradurre dei testi rock dall'inglese all'italiano, ottenendo, per esempio, "cuore di spurgo":

Il mio cuore di spurgo

Quando sveglio di mattina l'odore del vostro odore
Il dio sa che non sto facendo bene
Siete la mia clementina, il mio sole dolce
Un diamante scintillante nel vostro occhio

Cuore di spurgo, il mio cuore di spurgo
Non taglierete il mio cuore di spurgo?
Sopra le montagne dal mare e dal puntello
Spero che veniate battendo al mio portello

Il bambino del bambino viviamo in un pattino
E gli dirò alcune cose che usi fare
Siete un libro rotto, un truffatore del truffare
Avete rubato il mio cuore con appena uno sguardo

Cuore di spurgo, il mio cuore di spurgo
Non taglierete il mio cuore di spurgo?


(non mi ricordo assolutamente di che canzone si tratta).

... mi diceva anche che adesso purtroppo i traduttori automatici sono "migliorati", e non è più così divertente, la traduzione non è più così surreale.
Stamattina al lavoro mi son messo un po' a giocare con Google traduction, "traducendo" un certo passaggio di un certo libro abbastanza famoso, abbastanza surreale di suo, e "passandolo" in seguito per il correttore automatico di Word.
Ne ho messo dei pezzi all'inizio del post.

Chi indovina che razza di libro è, vince tantissimo, anche perché non è per niente facile. (Signor Thesp, tu lo sai! non dirlo.)
Buon gioco.

martedì, ottobre 06, 2009

Esportazione di deficienza






Riunione ufficiale in sede di agenzia governativa giapponese.
C'è l'avvocato/notaio/commercialista giapponese, e due adette della suddetta agenzia, che curano la mia azienda e me personalmente.
Una è un cesso. L'altra bellina. Ma ha un nonsochè. Quella tipica entropia genetica giapponese, si nota un certo disfacimento, un certo depauperimento del DNA. Nonostante rimanga una ragazza carina, questo la rende poco attraente. In compenso hanno entrambe ampi sorrisi, e capita persino che ridano, imbarazzate subito dopo.

Ad un certo punto mi consegnano una lettera, che mi servirà all'ufficio immigrazione.
Chiedo dunque, nel silenzio effimero di una stanza piena di mobili asettici e di area ionizzata, una busta. Gentilmente.

Una delle due ragazza, il cesso, si alza e se ne va. Cerimoniosamente. Austeramente

Passano i minuti in silenzio.

Mi accingo dunque a piegare la lettera, cosa per nella quale ho sempre trovato qualche difficoltà. Manco di precisione manuale, di calma, di ordine.

Goffamente, comunque, come dicevo, mi accingo.
Per rendere la cosa meno impacciata, comincio un piccolo spettacolino, spiegando a parole e pure con i fatti di essere incapace, che quindi non sarei portato per l'origami, che è sempre stato un mio limite ma mi voglio lo stesso impegnare.

Sorrisi.
Silenzio.
10 minuti di amrmeggiare.

Il FFFFFFT delle mie dita che tracciano una cazzo di piega perfetta, precisa, millimetrica lungo una linea dritta solcata perfettamente lungo il foglio e contemporaneamente la tizia che entra nella stanza.

Ovviamente con una busta formato A4, enorme.

Ilarità generale, grasse risate, risate vere, sonore, riempiono la stanza.

Tizia basita che chiede compassata se per caso desideravo una busta più piccola.