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giovedì, marzo 26, 2009

L'approccio razionale








L'anno scorso un aereo della compagnia libica è ammarato a Palermo.
16 morti.
L'indagine ha detto che si è trattato di un errore umano.

Infatti a quanto pare, alle prime avvisaglie di problemi i piloti, invece di mettere in atto le procedure di emergenza si sono messi a pregare.

Vorrei anche precisare come la compagnia libica, sia bandita da qualsiasi aeroporto europeo, tranne quelli italiani, ovviamente.

venerdì, agosto 29, 2008

giovedì, agosto 07, 2008

Soliti sproloqui

Gli incontri migliori oramai li faccio in aereo.
Sono seduto di fianco a un rotore che fuori dal finestrino fa il suo dovere tenendoci alla velocità costante che ci permette di sfidare la legge di gravità.
Di fronte a me un tizio dai capelli orrendi si dimena inclinando la sedia e non trovando pace.
Credo siano le piattole.
Mi auguro siano le piattole perché se le merita tutte.

Seduto di fianco a lui c'è un cretino.
Ha l'aria un po' new vintage. Ovvero quell'aria che non vuol dire un cazzo. Quell'aria senza personalità ma esasperata alla ricerca di una definizione.
E' stato quello che stava salendo sull'aereo con la sigaretta in bocca.
Quello che si è beccato un "Vuole farci saltare in aria tutti?!" dal tizio che portava i carburanti.
E un "Coglione" sospirato dalle turgide ma pur sempre morbide labbra della hostess, pardon, assistente di volo.
Perchè per quei tre metri che ha fatto all'aperto non poteva proprio camminare senza accendersi una "siga".
E sorridendo cattivo come se fosse lui l'ispirazione per i film anni '90 di Mickey Rourke, e non il contrario, l'ha spenta.

Dio, noi fumatori a volte siamo così ridicoli nell'accentuare una cazzo di assuefazione bastarda e ridicola.
Deboli, poveri, stronzi.

Schiavi del catrame, della puzza e di mille scuse che ci inventiamo su un bisogno che non c'è ma che ci rende così tremendamente new damned, preconfezionati, already shipped and comfortably delivered to your home.

Benjamin avrebbe detto qualcosa.

venerdì, luglio 25, 2008

Byfluss vola Ryanair





Now I know.

venerdì, giugno 27, 2008

'cause I'm leaving, on a jet plane

Di viaggi assurdi ne ho fatti parecchi.
Lunghi, sfiancanti, devastanti.
Ma mai nella mia vita mi sarei aspettato cose del genere da un semplice volo Brescia-Roma.
Sveglia alle 4.46. Doccia, auto, via.
Arrivo all'aeroporto, parcheggio.

Prime avvisaglie del surreale che avanza, la tizia al check in davanti a me, si volta, fa due passi, mi vede all'ultimo e si spaventa.
Terrorizzata trema e grida. Poi quasi mi abbraccia.

In fila per il controllo bagagli c'è una sfigopanzona che cerca di saltare la fila.
Ora, che cazzo di vita puoi avere se spendi e sprechi così tante energie solo per saltare uno o due posti in fila? Che cazzo di persona di merda sei?

Esce un poliziotto che consegna a due napoletani fuori dalla zona passeggeri due snack nutella, quelli con l'estathè. Dice qualcosa sulle normative, i due palesemente non capiscono, ma uno, ovviamente, finge che sia così.
Si gira verso il secondo che ha quella faccia che solo gli italoamericani nei film di mafia fanno. Quella di "Non ho capito".
"Gaetà! Il volume! Superano il volume, te l'avevo detto, o no? Superano il volume della normativa!"
"E che ne saccio io di 'sta normativa".

Finalmente la sfigopanzona riesce a superarmi. E' una di quelle che ha l'ambizione di essere decente, ma fallisce terribilmente e non ha speranze. La odio.

Un poliziotto mi squadra cattivo. Mi chiede di accendere il pc, non si fida.
Lo accendo. E lui è sparito. Lo cerco.
Chiamo un collega.
"Te l'ho chiesto io?"
"Beh, no il suo collega..."
"E allora!"
Aspetto fino a che un poliziotto mi chiede cosa faccio lì.


Riecco la sfigopanzona.
Il mio odio si riconferma quando comincia l'imbarco, con circospezione, ammantata dalle nebbie della sua insignificanza, si intrufola, sagace come una scrofa, tra una fila e l'altra.
Sto diventando emotivo.
Non mi fa bene.

Saliamo sull'aereo.
Ed è qui che comincia il vero delirio.
Accendono i motori, li spengono, spengono l'aria condizionata.
Non c'è l'OK di fiumicino.
Passa mezz'ora.
L'aereo è un forno, un forno pieno di teste di cazzo.
Quanranta minuti.
Fa caldo. Non ci muoviamo. Gli assistenti di volo fanno il possibile per gestire la situazione che all'improvviso sfugge di mano.

Gente che si alza, grida partono dal fondo.
SEQUESTRO DI PERSONA.
Improvvisamente tre o quattro individui decidono che vogliono fare loro la parte di Spartaco.
Scatta la rivolta, si va dal lei non sa chi sono io, al io spacco tutto, al vi denuncio.
Saltano fuori teorie di cospirazioni parallele.
La crisi petrolifera, la carta dei diritti dei passeggeri pare che ormai la conoscano tutti. Si vocifera persino di pompini dovuti dalle hostess al maschio alfa dell'aereo.
Voci incontrollabili si diffondono di fila in fila.
Mi alzo in piedi e grido un porco dio, tanto per fomentare gli animi.
Eh no. Una signora.
Eh no un cazzo. Un omone.
Ha ragione. Un ometto.
Eh no. La signora.
Eh no un cazzo. L'omone.

Parla il capitano.
Ha le proprietà oratorie di un muratore afgano sordomuto.
E' palesemente analfabeta, si perde in consecutio modorum ardite e in subordinazioni della frase vietate dalla convenzione di Ginevra. Non si capisce un cazzo ma dice "aria condizionata" ed è già il mio migliore amico e contemporaneamente vince il sondaggio di Aparazzi.

Grido un forza Juve.
Eh no. L'omone.
Eh no un cazzo. La signora.

Torna al posto uno Spartaco, seda una piccola rivolta interna, una tizia infatti ha finito le carammelle alla mela e il marito prima piange e poi quasi la sbrana.

E poi succede, l'aereo si muove, parte, una lepre ci attraversa la strada, decolla.
E in 25 minuti sono a Roma.

Solo un dubbio.
Avrò spento i fari dell'auto?