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lunedì, giugno 07, 2010

la babuinette dell'anno, di qualsiasi anno



ho sempre ammirato gli abissi in generale, per morbosità mia più che altro.
in effetti cosa c'è alla fine dell'abisso?

un emerito cazzo.
(@ignazio: nel senso figurato eh).

sabato, gennaio 24, 2009

Exploding head

Ci sono. Eccomi ci sono arrivata.
Proprio a quel punto, temuto da anni, abbandonato con la speranza che si dissolva nel tempo, un pò coscientemente atteso ed incoscientemente ignorato come un uragano in florida. Devo prendere una decisione importante. La Decisione. Quella vera cazzo. Il Rischio, great and scary at the same time; e Il Buonsenso, comodo e soffice.

Il Rischio
La scelta del Rischio mi porterebbe in Sudafrica, dove ho un lavoro che mi piace tantissimo, che mi motiva, che mi fa viaggiare, paga bene, mi realizza come persona e fa del bene alla società. Allo stesso tempo è un lavoro che parte bene ma non si sa dove, e soprattutto se, arriva. Un paese che adoro per la sua difficoltà e la sua energia, per la bellezza soffocante dell'oceano e delle valli immense, per la motivazione intrinseca nella società che ti porta a 'voler cambiare le cose'. Un paese allo stesso tempo instabile, che non offre sicurezze. Il Rischio comporta alto livello di sbattimento: trovare una casa, comprare una macchina, star dietro a tutta la burocrazia della vita (sanità, visto lavorativo, banche, etc.), pensare che la pensione me la sogno. Last but not least, il Rischio mi porta a riabbracciare colui che, dopo tanti anni, forse sta riuscendo a farmi innamorare (ma anche qui siamo sul 'parte bene ma non si sa dove, e sopratutto se, arriva').

Il Buonsenso
La scelta del Buonsenso mi fa fermare in Trentino, dove ho un lavoro che mi piacerebbe pure nonostante il suo essere totalizzante in ore e responsabilità e paga super bene. Allo stesso tempo è un lavoro che mi chiude in un ufficio e indirizza la mia mente ad una sola cosa: profitto. Il Buonsenso implica una vita che mi offre già una casa mia mia, una macchina mia mia, un sicurezza solida offerta non solo dal fatto di avere una famiglia a due passi (e degli amici di cui mi posso fidare sempre e comunque) ma anche dal fatto di avere 'the holy' Provincia Autonoma di Trento, che mai mi lascerà su di una strada. Il livello di sbattimento qui è zero. E, da non dimenticare, il Trentino è una regione certamente un po' noiosa, ma anche piena di natura, montagne, laghi. Il Buonsenso mi porta all'accettazione del piccolo spazio intorno a me, della mia 'bella vita', e probabilmente mi renderà cieca del resto. O meglio, non cieca, ma disimpegnata. Last but not least, il Buonsenso farebbe di mio padre un uomo felice, che vede in me, l'unica persona di cui si fida veramente, la sola capace di contitnuare il lavoro per cui ha sputato sangue per anni.



Io in realtà ho già deciso, nonostante le mie continue titubanze.
Però vi pongo questo dilemma, questo rompicapo esistenziale, per avere un giudizio 'unbiased', ovvero obiettivo, senza pregiudizi (a differenza dei giudizi dei miei amici o familiari).
Secondo voi, qual'è la scelta più folle?

domenica, febbraio 18, 2007

Le grandi inchieste di Aparazzi - Parole vere - II

. APA scrive:In realtà ho scelto il tuo contatto grazie ad un'accurata ed attenta selezione del tutto casuale.
. giusina scrive: :) cosa vuol dire grazie ad un'accurata ed attenta selezione del tutto casuale.
. APA scrive: Se mi dai cinque minuti me lo invento. E poi te lo spiego.

(passano due minuti)

. APA scrive: Ok, ci sono.
. APA scrive: E' puro nonsense.
. APA scrive: Perchè in fin dei conti, a chi piace il nonsense è per forza una persona interessante, è un modo per scremare chi risponde.
. giusina scrive: scusa ma nn capisco cosa dici
. giusina scrive: xfavore spiegati
. APA scrive: Quella frase.
. APA scrive: Non ha senso, è nonsene. Un mezzo paradosso.
. giusina scrive: e cs vuol dire
. APA scrive: Nulla. Serve solo a stuzzicare l'immaginazione. A far sorridere.
. giusina scrive: a me nn fa ridere.

.APA scrive: I rest my case.

giovedì, ottobre 12, 2006

Le grandi inchieste di Aparazzi: Elegia Ambrosiana

Ricostruiamo i fatti:
La stanza è occupata da due persone. Giacinto Facchetti, steso sul letto, e Massimo Moratti, in piedi accanto al letto.
Massimo sta facendo visita all’amico morente. È di buon umore, come al solito, ma si sforza di assumere un’espressione grave e compunta, anche se non è nelle sue corde. Il problema è che non sa cosa dire, lui si trova sempre in difficoltà nelle situazioni ufficiali.
Il povero Giacinto, la cui sensibilità è affilata dalla vicinanza della morte, si rende conto del disagio dell’amico e decide di correre in suo soccorso. Gli chiede dell’Effecì Internazionale Milano, così, soltanto per rompere il silenzio.
Massimo coglie la palla al balzo e parte in quarta. Parla del budget (?), della nuova campagna acquisti, del suo pupillo Recoba e del figliol prodigo Ronaldo, non ancora tornato nella casa del Padre. Si infervora, si fa prendere dall’eccitazione, e giù con Calciopoli, gli arbitri corrotti, la Juve, i punti di penalizzazione…
Massimo, ormai, ha il fuoco dentro. Si lamenta degli arbitri, che non hanno mai favorito la sua Inter, piange le ingiustizie subite e gli scudetti persi e in un impeto di rabbia, singhiozzante e (a suo dire) un po’ scherzoso, chiede all’amico: “Ma cazzo, Cipe, possibile che siamo gli unici a non essere stati capaci di farci amici gli arbitri, porca di una puttana!”
Facchetti è allibito. Si pente amaramente di avere introdotto l’argomento, scatenando il delirio di Moratti. Sta per morire, quelle sono le sue ultime ore, Calciopoli e gli arbitri sono l’ultima cosa di cui vorrebbe parlare. O meglio: NON sono l’ultima cosa di cui vorrebbe parlare. Con un sorriso imbottito di anestetici e sgomento guarda l’amico e, con un filo di voce, implora: “Massimo, per favore, non puoi chiedermi questo, non adesso…”

Ora, invece, leggetevi il racconto di Massimo Moratti su quella notte.
L’estremo saluto morattiano all’amico Giacinto che lui apprezzava innanzitutto come uomo e, secondariamente, come dirigente. Dal sito ufficiale dell’Effecì Internazionale Milano, un’elegia Ambrosiana traboccante di delicatezza e stile. Come se io onorassi la memoria di Apa parlando dei problemi legati alla traduzione di Champions League…

domenica, ottobre 08, 2006

Le grandi inchieste di Aparazzi: dove prende le foto Apa?



Nell'inchiesta precedente molti affezionati si saranno arrovellati il gulliver cercando di capire DOVE il capo-redattore delle rubriche Aparazziche abbia preso cotale prezioso materiale fotografico.

Abbiamo aumentato il personale, coinvolto il RIS e fatto numerosi turni di notte, ma abbiamo il risultato:

CLICCA...

Hem... E ora passiamo allo sport...

sabato, ottobre 07, 2006

Le grandi inchieste di Aparazzi: il limbo

La chiesa ha parlato: il limbo non va più bene, hanno deciso di chiudere e sbaraccare tutto. Ovviamente è comprensibile perchè Raztinger veda il limbo come una cosa pericolosa.




Eppure, è notizia di oggi, la chiesa frena... Il limbo non verrà abolito subito, ma entro due anni.(link all'articolo de La Repubblica.it)


E fin qui, pare nulla di strano. Ma sono in molti a domandarsi il perchè di questo, seppur parziale, dietrofront. Quali sono i poteri forti che sono intervenuti, perchè è chiaro che QUALCUNO è intervenuto?


Noi vi sveliamo chi. Via con il servizio.