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martedì, dicembre 01, 2009

Lettere da un desaparecido






Mi scrive Razzi, chiedendo di pubblicare la sua lettera.
Ancora in viaggio, ancora alla ricerca di qualcosa che gli sfugge. Ma questa volta è un viaggio diverso, come lui stesso spiega.


Caro Apa,
Continua il mio viaggio, continuano le mie peregrinazioni, ma questa volta non mi perdo per le vie del mondo, piuttosto mi lascio andare per i dolorosi, scoscesi sentieri della memoria.
Basta poco, i tramonti del castello di Caporiacco, il profumo del frico, un vecchio ubriaco, ma poche cose sono poderose come una fotografia, proprio come dicevi tu.
E questa foto che ti mando ha risvegliato in me ricordi sopiti, sfogli un libro ed esce, ed eccomi qui, 15, 16 anni fa, ancora con i capelli lunghi, in un momento spaesato e felice, come ce n'erano tanti, con i miei amici di allora. Quello tatuato è Sergio, quello ricciolo è Palombo. Non li sento, non li vedo più.
Ho pensato quasi di chiamarli, quando ho trovato questa foto, ma poi non ce l'ho fatta. Voglio ricordarmeli così, voglio che Sergio e Palombo siano per me bloccati in questo momento, con Palombo che mi costringe generosamente i genitali e io che faccio altrettanto con Sergio.
Ma cosa è successo a quei periodi spensierati? L'unica risposta che so darmi è che è successa la vita. Il lavoro. Le scelte di diventare maturo, di proteggere la mia immagine, di curarla. Il lavoro. Il tempo che non ho per tutti voi, per noi.
Perchè diciamolo, se non ho avuto tempo per Sergio e Palombo, perchè mai dovrei averlo per voi stronzi?



Maledetto Razzi.
Sa sempre andare dritto al cuore.

lunedì, maggio 11, 2009

Chiome





Niente da fare.
Non so come sistemare i miei capelli.
Sono stanco di tagliarmeli corti, ma se li lascio crescere sono tanti, troppi per pettinarli, sistemarli, ho una chioma leonina, selvaggia incontrollabile.

Hanno fusti rigogliosi, robusti, eppure sono morbidi, lisci, lucenti, con quel colore biondo castano, quei ricci accennati, le donne li adorano, mi chiedono sempre di farli crescere.

Ne parlo qui, perchè so che c'e' gente che mi puo' capire.




E anche un po' per chiudere questa storia sulla calvizie del Razzi, cioè, dai, diciamolo, è stata fin troppo cavalcata e comincia a non far ridere.