Visualizzazione post con etichetta Luna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luna. Mostra tutti i post

giovedì, settembre 01, 2011

La fine del mondo



Ok. Dall'alba dei tempi l'uomo e' sempre stato ossessionato dalla fine del mondo.
Apocalisse nucleare, giorni del giudizio, menate varie.

Quella che mi pare piu' attuale deve ancora propriamente prendere forma, anche per una questione di nostro orgoglio. Per nostro, intendo del mondo occidentale.

Siamo ancora convinti che America ed Europa contino qualcosa, mentre pian piano la Cina, l'India, il Brasile, diventano sempre piu' ricchi, robusti, forti. E noi deboli.

Questi paesi basano la propria ricchezza e forza su elementi diversi da quelli che hanno fondati gli ultimi decenni di predominio occidentale, ma probabilmente molto simili a quelli che ne hanno dato origine.
Schiavitu', mancanza di regole e diritti, aggressivita'.

Il problema e' che l'attuale sistema tecnologico, mal si accosta con altri elementi, quali il pressapochismo, la corruzione, l'entropia etica.
Nel senso che c'e' il potenziale per del danno serio.

Ma bisogna essere ottimisti, per questo accolgo con entusiasmo la notizia che gli scenziati cinesi stanno pensando di dare un paio di colpetti ad un asteroide per spingerlo verso la terra e metterlo nell'orbita del nostro pianeta.

Mi sembra infatti un'idea geniale.

Voglio dire, cosa puo' andar male?
E soprattutto, come non fidarsi dei cinesi per una cosa del genere?

mercoledì, maggio 25, 2011

Guardarsi il dito



Sono qui, febbricitante, disidratato, assonnato e stanco.
Ho i brividi e gli occhi mi pulsano e dolgono nelle orbite, come se fossero aggeggi vecchi, stanchi. Arrugginiti.
Sono qui.
Per terra, in sala. Sono lei sei del mattino. Il sonno e' un lontano ricordo, mi pare di rammentarne un'eco, verso le tre, poi si e' persa pure quella, assieme alle mie viscere e alla mia salute.

Sono qui, per terra, in sala. Che organizzo il lavoro per la giornata, che sposto riunioni, che do indicazioni ai colleghi perche' tutto funzioni, mentre le mani, le dita, premono un po' incerte sui tasti.
I muscoli si contraggono per i brividi.

Poi guardo in alto, fuori dalla finestra, la grande finestra, l'enorme finestra che sovrasta la mia sala.
E vedo il cielo.
E vedo la luna, nonostante sia giorno.

Mi pervade un banale senso di piccolezza.
Seguito da una consolatoria consapevolezza di assenza di significato.
L'idea del tempo, dello spazio e di qualcosa di insignificante sono come un rilascio di endorfine.

Infatti vorrei dire qualcosa, per fissare questa rivelazione, questo concetto, ben conscio che altrimenti si perdera' nella memoria e ne rimarra' solo un'impronta. Falsata.

Probabilmente la mia realizzazione e' solo che dovrei rotolare nel letto.

martedì, febbraio 02, 2010

Sempreverdemente (cit.)




Montag in tedesco significa lunedì. Anche in tedesco, come in italiano, Montag è il giorno della luna.
In effetti Montag, il nostro, lunare lo è. Prima di tutto la sua carnagione testimonia l'evidenza: Monty ha aspettato molti anni prima di accettare l'idea di esporsi al sole. Finalmente l'estate scorsa ci è riuscito e l'ha presa seriamente, tanto che in una sola settimana si è guadagnato da mio padre il soprannome di "uomo d'acciaio", quasi un titolo d'onore, detto da un veterano del sole e dello scirocco come lui.
Ma Montag è una strana luna. Si sa che la luna, oltre a fare cantare i pastori e fare addormentare le pecore, è vaga e nasconde. Cela, anche a se stessa, una parte di sé. Anche Montag fa così. A volte ti inganna e ci credi.
Ma quando hai finito di contare le pecore e poi anche loro si sono contate e addormentate, lui si sveglia e ti scuote, ma piano. È lieve, gentile. E si sveglia anche lui.
Certo, è un tipo difficile. Intransigente, radicale. A volte mi fa venire il prurito alle mani ed è insopportabile, peggio di byfluss.
Preferisco specificare che a volte non lo sopporto, perché poi Montag dice che io faccio revisionismo storico e mi dimentico tutte le nostre liti e il fatto che fondamentalmente siamo due opposti.
Ma che vuoi farci, la luna è vaga e ti rende vago. Cioè te ne invaghisci.

Lui l'ho conosciuto proprio un lunedì, due anni fa. Montag di nome e di fatto.

Oggi è il suo compleanno e vorrei festeggiarlo insieme a voi. A proposito di revisionismi, cose vere e nascoste, avevo pensato di rivelarvi la sua vera età. La leggenda narra che abbia 14 anni, o 75. Altri dicono che è da 13 anni che ne ha 21.
Ma in realtà non me la sento, sarebbe come guardare davvero dall'altro lato. E che resta della luna se le togli quello che non si vede, disegnando ciò che vedi?
Lasciamo a Montag il suo profilo sconosciuto, i suoi numeri e i suoi soprannomi. Ci piace già quello che vediamo, ci piace ancora di più quello che a volte si può solo intuire.

Buon compleanno, Monty mio.

mercoledì, luglio 15, 2009

Guarda che è l'una




Interessante inchiesta di uno dei più storicamente agguerriti settimanale italiano, Sorrisi e Canzoni.

"Cosa facevano i VIP quando l'uomo sbarcò sulla Luna?"

Per un attimo mi fermo a pensare all'idiozia su molteplici livelli, un'idiozia che si propaga ad ondate attraverso ogni strato di senso, del titolo "Sorrisi e canzoni". Rischio di perdermi, ma è solo un attimo.

E così scopro che che Mike Bongiorno quel giorno bevve tanta birra.
Che Baudo litigò con Calindri. Che Sandra Milo protestò vigorosamente, perchè stavano rubando la Luna a "loro innamorati". Ricordo che la NASA fu lì lì per annullare la spedizione e tutto quanto, prima di ricordarsi che non sapevano chi cazzo fosse Sandra Milo. Personaggio che, tralaltro, non riesco a non immaginare come una vecchia laida e platinata, l'ispiratrice di Platinette, fin da bambina.

Ma soprattutto leggo come Barbareschi quella notte "fece per la prima volta all'amore" e "quella notte i miei genitori si separarono".

La mia mente cerca di ricostruire immagini sguaiate di un giovane Barbareschi infoiato, trame edipiche che possano ricollegare i due eventi narrati.

E penso.
Penso che Barbareschi morirà tra il 2009 e il 2010.


Ma al momento non riesco a capire se si tratta di un pensiero, di un'intuizione o di una vana, intensa speranza.