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mercoledì, gennaio 19, 2011

Facebook e le generazioni future


Giusto ieri ho ricevuto un sms dalla mia fidanzata del liceo.
E la cosa mi ha fatto riflettere.
Tutti noi abbiamo fatto la nostra quantita' di cazzate in passato.
Le nostre fesserie, le nostre cattiverie, le nostre allegre minchiate.
Cose che se ci pensi ora la tua stessa mente ti censura con un "ma che coglione".

Ma appunto, la parola chiave e'"passato", qualcosa che, dopo essere passata, e' solo parzialmente qui con noi.

A testimonianza del fatto che a 13 anni io e mio cugino Bebo facevamo le mosse di Remo Williams per schivare i proiettili, o che Ergo ha rischiato di decapitarsi in palestra per troppo zelo nell'andare a recuoperare il registro di classe, rimangono solo le nostre memorie fallaci, bucate, ricamate con il dorato filo della nostalgia. Addolcite. Altre memorie, altre sconfitte dell'anima, invece vengono sepolte, rimosse.

Al contrario, invece, a ricordare di quanto sia stato emo un mio giovane cugino di adesso, per esempio, ci sara' la perenne memoria collettiva di Facebook.
A testimonianza rimarranno le sue frasi di status sciocche e deprimenti, i suoi gusti scialbi, ogni fidanzatina, ogni flirt, ogni parola detta a sproposito, quelle che dimentichi per tua stessa coerenza. Ogni spremuta di sentimenti sciocchi, ogni esaltazione scema.

Mi domando che effetto possa avere questa cosa. Se vorra' dire la morte di FB in futuro, se vorra' dire il deperimento dell'eta' adulta, ognuno costretto a rimanere coerente alla propria adolescenza. Se il senso di vergogna cambiera'. Se ci sara' invece la vittoria della maturita', se chiunque potra' indifferentemente diventare l'adulto che merita di essere in pieno vigore mentale.

O se semplicemente vorra' dire che potro' sfottere con cognizione di causa e carte alla mano, per i prossimi trent'anni, chiunque abbia citato Vasco o Ligabue, o fatta qualche posa o mossa da bimbominkia.

giovedì, giugno 24, 2010

Nuove vette nella bestemmia




Troppo bella raga!

Ogni ginocchio si piegherà.

La cosa bella della religione Cattolica è che è talmente palese come sia uno strumento di schiavitù e di controllo basato sulla paura e sulla perversione del concetto di amore che la cosa passa in secondo piano.
L'essere che sa tutto che ti vede e giudica.
Il genuflettersi.
Tornerà quando meno te l'aspetti.
Ha una serie di indicazioni, una lista, di cose che vuole che tu NON faccia.
Bada, non consigli, non cose che tu dovresti fare.
Solo cose che NON devi fare.
Che poi è il concetto base dell'idea e della psicologia del controllo.
Chiede una sola cosa, l'obbedienza.
Primo comandamento? L'obbedienza.
Però ti ama.