lunedì, ottobre 08, 2012
lunedì, febbraio 13, 2012
Do the evolution
Ho assistito a tante discussioni, animate tra Razzi e Ergo. Razzi ha parole dure per i daltonici, minorati sensoriali.
Mi fa sempre ridere la situazione, pensare come alla fine il daltonismo sia frutto di un'evoluzione altamente selettiva che prende strade strane.
L'evoluzione, concetto che noi diamo per scontato, non e' ovunque accettata nel mondo. Molte fazioni cristiane, molte sette, la confutano. Dicono e' solo una "teoria". Cosa che e', ma confondono cosa significhi "teoria" in un contesto scientifico o nella lingua parlata. Non vuol dire "in teoria", non vuol dire che e' una possibilita' campata in aria.
Dicono anche che non ci siano prove, nessuno ha assistito o misurato la crescita evolutiva. Per cui mi sono messo a leggiucchiare qua e la'. Per vedere se avessero ragione. Non si sa mai.
A quanto pare, ho scoperto, una delle tante prove del processo evolutivo e' propria dell'essere umano.
Infatti l'essere umano non e' "nato" in grado di digerire ed apprezzare latte e latticini nella fase adulta, all'alba del genere umano, passati i primi mesi o anni di vita, si perdevano gli enzimi e i processi digestivi per il latte. Come i vitelli o gran parte degli altri animali, il latte era solo per lo svezzamento. L'essere umano invece negli ultimi diecimila anni si e' evoluto ed e' diventato in grado di metabolizzare e digerire e per questo amare il latte anche da adulto.
Tutti.
Tranne il Razzi che appunto odia e non sopporta i latticini ed e' rimasto a diecimila anni fa. Poco piu' in la' di un Cro Magnon, e infatti e' pure piccoletto.
E ripenso a quelle discussioni tra Ergo e Razzi.
ALLE ORE: 05:20
mercoledì, dicembre 21, 2011
La soluzione
Faccio colazione in un caffe'.
Col Razzi. In Giappone.
Mi mangio una pancacke, lui un caffe' camerunense, io un succo di arancia.
"Sai perche' siamo bianchi?"
Mi chiede Razzi. E me lo spiega.
Da una parte l'aumento del consumo di frumento.
Perche' il frumento blocca l'assimilazione della vitamina D, che pero' tramite il sole possiamo sintetizzare. Ma cio' non succede se il sole e' poco e la pelle troppo scura, e' per questo che al nord solo la gente sempre piu' chiara e' riuscita a sopravvivere, un misto di storia, evoluzione, scienza.
Siamo "nati" tutti neri, ma questo processo ci ha resi bianchi.
Se solo la gente lo sapesse, se solo la gente lo capisse, potremmo finalmente risolvere il problema del razzismo, in modo tanto, tanto semplice.
Non resterebbe altro poi che prendere un po' tutti i negri, portarli per cento anni al polo sud, e tenerli ad una dieta ferrea a base di fette biscottate.
ALLE ORE: 06:11
venerdì, ottobre 14, 2011
I temi dei bambini (ovvero piccoli razzisti crescono)

Anni fa è stato condotto uno studio presso le scuole italiane (elementari e medie) sulla "diversità"del colore della pelle. I bambini in pratica dovevano scrivere un tema basandosi sui titoli: Se i miei genitori fossero neri" e "Immagina di vivere in Africa".
Ecco alcuni dei risultati:
(potete comunque trovare tutto a questo link).
Se i miei genitori fossero neri io penso che anche io ero nera. Però i miei genitori non sono neri e anche io non sono nera. Se i miei nonni erano nati neri sarebbero nati in Africa però non sono nati lì vuol dire che non sono neri e se i miei zii fossero marroni forse si sono abbronzati. Non era tanto bello però i miei zii non sono marroni, se le mie maestre fossero nere e erano nate in Africa, però erano sempre i miei zii però loro sono neri e io e i miei genitori siamo bianchi. Però per fortuna non sono neri e tutti i miei nonni e i mie zii e genitori e anche io però mia nonna sta all'ospedale.
A me non piacerebbe avere dei genitori neri, perchè quando mi sveglio sembra che sia circondato da due cannibali.
Se i miei genitori fossero neri mi dispiacerebbe perchè devo essere nero anch'io e non mi piacerebbe perchè sono neri e sporchi, hanno degli stracci addosso di pelle di bue, cervi, capre, e non hanno la casa e hanno dei grandi lucertoloni.
Se i miei genitori fossero negri io e la mia famiglia vivremmo in africa. lo mi divertirei molto salendo sugli alberi e andando sopra gli animali con gli altri bambini e a correre per tutta la foresta incontrando giraffe leoni tigri pantere elefanti ecc. A me piace vedere i leoni e gli elefanti perchè i leoni hanno la pelliccia bella e gli elefanti perchè sono alti e hanno l'aproboscide lunga. I negri mangiano le prede che ammazzano
Se i miei genitori fossero neri noi avremmo i capelli crespi, il corpo nero e assomigliamo ai marucchini e si parlava straniero e cambiavamo scuola. E noi bambini saremo tutti neri e anche le mie maestre e il mondo sarebbe diverso dal Italia. I vestiti sarebbero diversi da questi e il mangiare diverso e la mia famiglia sarebbe tutta nera. E la casa dipinta di nero, i quadri neri, la porta nera, i muri neri, i letti neri, le finestre nere, il balcone tutto nero,il nero.
lo sono un bambino comunista e mi sarebbe indifferente un padre o una madre neri.
Se il mio papà fosse marocchino ed andasse in campagna con il trattore a dare i fitofarmaci della Bayer come fanno gli agricoltori non riuscirebbe neanche a salire sul trattore.
Se venisse ad abitare una famiglia di neri vicini a casa mia, ci farei amicizia. I neri sono diversi da noi perchè tutti hanno i capelli riccioli, gli orecchini nel naso e le palme delle mani bianche. Alcuni neri mangiano diversamente da noi perchè non ci hanno le forchette e i coltelli. Se venisse ad abitare un negro vicino a casa mia, gli insegnerei come si fa a mangiare e gli regalerei un servito di posate e dei bicchieri e i piatti, le scodelle, la tovaglia con i tovaglioli. Se un nero venisse sotto casa mia, lo inviterei a casa mia e gli insegnerei la vita degli esseri umani, gli darei i vestiti e il mangiare. Gli insegnerei a leggere, a scrivere gli insegnerei i segnali stradali e gli insegnerei le strade e i viali.
Se i miei genitori fossero neri mi racconterebbero tante storie e poi dopo avermi raccontato le storie andrei nelle gelaterie, a prendere tutti i gelati e li spalmerei sulla sua pelle.
Se vivessi in un Paese dell' Africa mi immagino di essere un cannibale che va a caccia di animali. Caccerei diverse prede tipo: zebre, leoni, coccodrilli del Nilo. E le caccerei non per prendere pelli ma per mangiarli. Mangerei gazzelle e cavalcherei banane. Dopo mi farei una capanna con i legni e le foglie, accenderei il fuoco per arrostire gli animali nel fuoco, andrei a cercare funghi e verdure selvatiche. Abiterei davanti al Nilo così potrei cacciare molta selvaggina che viene ad abbeverarsi al fiume. Non caccerei col fucile ma con la lancia.
ALLE ORE: 09:53
domenica, settembre 18, 2011
Esempi di intelligenza americana
Professore di sociologia all'universita' di York, inizia l'anno accademico spiegando la forza delle idee e smentendo il classico detto qualunquistico che "ognuno ha diritto alle proprie opinioni". Le lezioni si baseranno su fatti.
E' falso e sbagliato, dice, dare valore a qualsiasi opinione. Alcune non sono accettabili, come l'idea, prendiamone una estrema per far capire il concetto, "tutti gli ebrei dovrebbero essere sterilizzati", e' chiaro che non sia in qualsiasi modo sostenibile.
A questo punto, Sarah Grunfeld, che mi piace immaginarmi bionda, si alza e lascia la classe.
Dove va?
Va nella propria stanza e comincia a scrivere a mille organizzazioni ebraiche di come il professor Johnston insegni concetti antisemiti alle proprie lezioni.
Gia' qui ci sarebbe da essere abbastanza contenti da questo esempio di idiozia, ma la parte che mi e' piaciuta di piu' e' stata quando, scoppiato il caso, salta fuori che il suddetto professore sia ebreo e su come chiunque sostenga che il suo esempio fosse appunto di una cosa negativa.
Le risposte della studentessa Sarah Grunfeld, che mi piace immaginarmi bionda:
“The words, ‘Jews should be sterilized’ still came out of his mouth, so regardless of the context I still think that’s pretty serious.”
(Hmm qualcuno dovrebbe farle notare che le parole "Jews should be sterilized" sono appena uscite dalla sua, di bocca)
o anche ha detto che non crede che Johnston sia ebreo davvero.
Quindi crede stia mentendo? Questa la sua risposta:
“Whether he is or is not, no one will know,” she said. “. . . Maybe he thought because he is Jewish he can talk smack about other Jews.”
ALLE ORE: 00:52
giovedì, settembre 01, 2011
L'impero dell'ignoranza
La vicenda: una card con audio parla di una laurea/diploma e i due tizi dicono che ora conquisteranno il pianeta.
Poi la apri e dice perche' fermarsi al pianeta, conquisteranno l'universo, pianeti, arriviamo! Stelle, vi sistemiamo noi. Buchi neri, occhio alle spalle.
Buchi neri.
Black holes.
Black hoes.
Come si dice, il peccato e' nell'occhio di chi guarda, no? Ecco, la NCAAP sente che dicono BLACK HOES, puttane nere, e via, conferenza stampa e chiedono di ritirare la cartolina.
Scusate ma va bene capire male, va bene voler sentire quel che si vuole, ma che senso ha che si parli di pianeti, stelle, universi e di mignotte di colore? Vuol dire che siamo all'ignoranza a tutto tondo, all'impero della deficienza. E le facce? E le facce deluse e affrante? Indignate. Addolorate.
Never again.
"Questa card offende e denigra l'immagine delle donne nere d'America".
Non credo proprio. Ma grazie per averci pensato voi...
ALLE ORE: 13:30
martedì, agosto 23, 2011
La morte della Fantasia
Ultimamente mi metto a letto e niente.
Nessuna idea.
Nessuna storia.
Nessun viaggio con il pensiero.
Nessuna pagina di parole che scrivo nella mente.
E' come se fossi talmente spossato e preoccupato, come se la mia vita avesse preso il sopravvento sulla mia attivita' cerebrale e cognitiva.
Penso al lavoro.
Alle cose da fare.
Al mettere le cose in fila.
E se solo provo ad evitarlo, bastano pochi secondi e ci ricado.
Come se fossi invecchiato, cresciuto si potrebbe dire, di colpo.
Come se avessi fatto come Razzi.
Sto diventando Razzi?
Sto lasciando alle spalle la mia infanzia? Rinnegando le gioie fanciullesche della fantasia?
E se davvero stessi diventando Razzi?
Mi passo la mano nei capelli.
Sono tutti ancora li'.
A volte mi preoccupo per niente.
Nel buio del mio letto guardo LK che dorme.
ALLE ORE: 08:13
giovedì, agosto 18, 2011
Nuovo video del Razzi
Basta con tutto questo odio nei confronti del Razzi, poi succede che la gente gli tira le macchine.
Tanto poi vedete pure che non e' che lo turbate piu' di tanto.
ALLE ORE: 18:17
martedì, agosto 02, 2011
Worldwide Razzi
E' da un po' che non vedo il Razzi. Lo sento, di tanto in tanto.
Quando mi manca particolarmente lo cerco, online, lo chiamo.
E ha sempre qualche nuova avventura da raccontarmi.
Ultimamente, mi dice, la sua calvizie e' peggiorata, ma ne e' contento, dice che cosi' risalta lo sguardo fiero.
Si sta poi concentrando sulla sua arte marziale preferita, di cui e' maestro e fondatore.
L'arte marziale si chiama MADRAC e sotto potete vedere, nel filmato che mi ha mandato, il Razzi in azione.
Alla fine poi intervistano i suoi amici e allievi, solo che e' tutto in friulano stretto e si capisce poco. Si capiscono poche parole, tipo "prosiutt".
ALLE ORE: 18:47
mercoledì, giugno 22, 2011
Benoit.
All'asilo con byflussino c'era un bambino di colore di nome Benoit, di qualche nazione francofona dell'Africa nera.
L'abbiamo rivisto un paio di mesi fa ad un giardino pubblico con i suoi genitori ed Andrea ha giocato con lui.
Ecco, stamattina in centro, mentre portavo mini-byf all'asilo ho incrociato in centro
i genitori di Benoit ed automaticamente ho esclamato:"Guarda, Andrea, il papà e la mamma di Benoit!...".
La frase mi si è smorzata in gola, in un misto di stupore e prostrazione.
Bene.
Se comincio a distinguere i negri tra di loro, è finita.
ALLE ORE: 13:27
venerdì, luglio 09, 2010
Strali di gufo special: Mistero transalpino
La prima, eclatante, saporosa defezione di questa "Coppa del mondo dei pipponi" è stata quella dei mangiarane. Un po' di rammarico, per non averli potuti sfottere a dovere, mi rimane, ma i tempi non erano maturi.
In questa sede vorrei invece gettar luce sul misterioso regno di Raymond "Frate Indovino" Domenech. Com'è possibile che quest'uomo, che anche l'occhio di un distratto passante riconoscerebbe per il cretino che è, sia diventato il CT della Francia e, soprattutto, lo sia rimasto per sei anni sei? Pure il fatto (innegabile) che egli rappresenti l'archetipo del francese , non giustifica come quest'uomo non sia stato cacciato a gran pedate nel culo anni orsono. Poi capita di vedere per caso una fotografia del presidente della Ligue de football professionnel e vice-presidente della Fédération française de football: Fredric Thieriez...
... e i contorni si fanno più nitidi.
ALLE ORE: 09:07
giovedì, giugno 17, 2010
"Che è meglio!"
I più arguti l'avranno capito dalla citazione nel titolo.
A Ignazio sarà servita anche la vignetta.
A Mak lo spiego, ho messo gli occhiali.
Dopo una vita a vantarsi della propria vita perfetta, vado dall'ottico per un paio di occhiali riposa vista e scopro di essere astigmatico, dove credevo di essere solo antipatico.
Non devo portarli sempre, anche se mi danno un tono affascinante.
La mia vita sta cambiando pian piano.
Porto gli occhiali.
Bevo alcool sempre di più.
Prendo psicofarmaci.
Mangiucchio patatine, nutella, cose che disdegnavo fino a qualche tempo fa.
...
Cazzo, non sto solo invecchiando, mi sto trasformando nel Razzi!
Ci penso, rido.
La natura aborre il vuoto, la sua assenza si sta rivelando per me fatale, mi sto inrazzendo.
La prendo sul ridere ancora, poi abbasso lo sguardo.
L'effetto ottico delle lenti degli occhiali mi fa sentire, sembrare, significativamente più basso...
Cazzo ma allora...
Meglio che mi vada a controllare se sto perdendo anche i capelli va'.
ALLE ORE: 04:45
sabato, maggio 29, 2010
Razzismo - Macro
E così riprendo il discorso.
Si è parlato di razzismo mio, si è parlato di razzismo altro. Si è parlato di superiorità intellettuale che porta alla compiacenza e di stereotipo e meccanismi invisibili che sulla pigrizia mentale pongono le fondamenta. Ora parlerei di quel razzismo macroscopico, quello che ci coinvolge.
Chi di voi sa cos'è il White Privilege?
Io fino a poco fa non ne sapevo nulla. Si tratta di un saggio che descrive per punti ed esamina tutti i privilegi della razza bianca, privilegi che le altre razze, non hanno.
Scritto negli anni 60, credo, è comunque ancora abbastanza attuale. Traccia una serie di punti che lasciano emergere interrogativi, soprattutto legati alla cultura italiana, che è giunta al punto di fare i conti con la scelta di diventare interraziale o meno.
Alcuni, sono interessanti, altri meno.
1. I can if I wish arrange to be in the company of people of my race most of the time.
2. I can avoid spending time with people whom I was trained to mistrust and who have learned to
mistrust my kind or me.
3. If I should need to move, I can be pretty sure of renting or purchasing housing in an area which I can
afford and in which I would want to live.
4. I can be pretty sure that my neighbors in such a location will be neutral or pleasant to me.
6. I can turn on the television or open to the front page of the paper and see people of my race widely
represented.
15. I do not have to educate my children to be aware of systemic racism for their own daily physical
protection.
16. I can be pretty sure that my children's teachers and employers will tolerate them if they fit school and
workplace norms; my chief worries about them do not concern others' attitudes toward their race.
18. I can swear, or dress in second hand clothes, or not answer letters, without having people attribute
these choices to the bad morals, the poverty or the illiteracy of my race. (Vedi Fiodor, russo di merda)
20. I can do well in a challenging situation without being called a credit to my race.
22. I can remain oblivious of the language and customs of persons of color who constitute the world's
majority without feeling in my culture any penalty for such oblivion.
24. I can be pretty sure that if I ask to talk to the "person in charge", I will be facing a person of my race
33. I am not made acutely aware that my shape, bearing or body odor will be taken as a reflection on my
race.
34. I can worry about racism without being seen as self-interested or self-seeking.
36. If my day, week or year is going badly, I need not ask of each negative episode or situation whether
it had racial overtones.
37. I can be pretty sure of finding people who would be willing to talk with me and advise me about my
next steps, professionally.
38. I can think over many options, social, political, imaginative or professional, without asking whether
a person of my race would be accepted or allowed to do what I want to do.
39. I can be late to a meeting without having the lateness reflect on my race.
50. I will feel welcomed and "normal" in the usual walks of public life, institutional and social.
E questi sono solo alcuni privilegi della razza bianca.
Sono veri, e sono differenze dalle altre razze, dalle altre razze nella nostra cultura.
Sono cose che si applicano solo all'America? Non credo.
Sono cose normali.
Sì, lo sono.
Trovo tutte queste cose assolutamente terribili e normali.
Su alcune non avevo mai riflettuto, su altre invece sì.
Molta gente legge questo essay e pensa voglia dire "i bianchi sono razzisti". Non credo fosse questo l'intento, credo piuttosto fosse svelare alcuni di quelli che ho chiamato "stereotipi".
Poi ho letto chi ha scritto questo essay.
Una donna.
Allora ho provato a rileggere i punti cambiando da Razza a Sesso.
E funzionano tutte o quasi.
E allora non si tratta di razzismo.
Si tratta di branco.
Di forza e di manifestazione di un potere ottenuto per imposizione storica.
ALLE ORE: 02:51
lunedì, maggio 17, 2010
Razzismi - meso
Questa è una di quelle cose, di cui parlavo nel post precedente, che mi ha fatto pensare di dedicare una serie di post al razzismo.
Se come primo post ho portato una serie di elementi personali, qui parlo di qualcosa che non mi appartiene.
La serie di vignette qui sopra appartiene a The Brightest Day, miniserie DC.
Per rassicurarvi, subito dopo quella scena un eroe biondo e bianco prende a calci in culo tutti i pirati somali.
Vista così, uno direbbe, un pessimo fumetto e nulla più.
Ma c'è chi ci vede dell'altro. Razzismo.
Lì per lì mi viene da dire che si tratta di negri troppo suscettibili.
Ma riflettendoci bene.
Mi domando... se davvero è così, o se non sto mettendo da parte il discorso troppo facilmente.
C'è un motivo se ho citato il mio professore di filosofia nel primo di questi post, ed è che una delle parecchie cose che mi sono rimaste delle sue lezioni, una cosa che forse all'epoca non capii neppure appieno, paradossalmente fermandomi al livello "pigro" della comprensione, l'intuizione che poi blocca il vero processo conoscitivo, era lo stretto legame tra razzismo e stereotipo.
Stereotipo inteso come pensiero pigro, appunto. Il prendere un concetto, assegnarlo a una categoria senza processarlo, il non pensare.
Ed è una droga potente, il non pensare. Il dare per scontato, il processo meccanico, automatico, che ti fa dire no, o sì, e poi giustificarlo.
Droga potente perchè non te ne liberi se non con molta fatica.
Ed io, a fatica, molta fatica, riesco a capire che sì, dietro questo fumetto c'è un'idea razzista.
Io non voglio dire che l'autore di questo fumetto abbia arbitrariamente voluto offendere le persone di colore, ma che abbia stereotipatamente propugnato un sotteso razzista a cui noi tutti, sì soprattutto tu, Razzi, partecipiamo. La consolante e terrorizzante idea del negro bestiale.
Avrei molto altro da dire, per spiegare meglio quel che voglio dire.
Ma non voglio fare un post alla Thespian, e chi mi capisce bene, chi non mi capisce è un razzista di merda. O un negro.
ALLE ORE: 06:05
martedì, maggio 11, 2010
lunedì, maggio 10, 2010
Razzismi, parte prima
Sono un po' di giorni che ho in mente di scrivere una serie di post sul razzismo.
Mi girano in testa alcuni episodi, alcuni concetti, alcune domande.
Invece di fare il finalino a sorpresa a Thesp tanto caro, vorrei sbugiardarmi subito e dire qui, nell'incipit del primo post, almeno l'ottanta percento del concetto fondamentale che vorrei esprimere.
Ovvero che il razzismo è una brutta bestia. Infida. C'è anche quando non si vede, c'è anche se incosapevole e non arbitrario. Il razzismo c'è ed ha mille forme. E fino qui, tante banalità. La domanda è, e spero meno banale: potrebbe il razzismo non esistere?
Organizzando le idee nel più classico, per me, dei micro, meso, macro (una tassonomia alla quale mi abituò un torturatore professionista nonché docente di filosofia) vorrei cominciare parlando di un evento a me vicino, capitatomi in un relativamente recente passato.
E' la storia di una coppia di sorelle mediorientali che ho conosciuto online.
Qui Ergo si starà umettando le labbra, ma mi tocca deluderlo. No, non è la storia delle due sorelle modelle israeliane.
Queste di cui parlo erano due ragazze arabe, beccate per caso su Skype, quando ero ancora in Italia, che tra una cosa e l'altra si mettono a parlare di Corano, chiedendomi se lo conosco.
Dico loro di sì, che anzi ce l'ho pure in casa.
Lo vado a prendere e glielo mostro.
Ecco che queste si mettono ad applaudire, a ridere, a piangere copiosamente, vogliono chiamare il resto della famiglia, dei parenti, sono felici per me e in un certo qual modo che non capisco bene per loro stesse.
Sorrido.
Le saluto.
Rifletto.
Quello che penso, quello che provo, a distanza di tempo ancora non lo riesco a mettere a fuoco.
Quella simpatia, empatia, comprensione.
Ma è malsana.
Fossero state due sorelle cattoliche che si fossero messe a piangere perchè avevo il vangelo in casa, avrei impiegato circa trenta secondi per mandarle a cagare.
Cos'è che invece mi ha spinto a "capire", accettare questo comportamento, sorridere persino. Si tratta di apertura mentale o di un razzismo che verrebbe da definire "al contrario" ma in realtà è dritto e preciso come un fuso.
Sì perchè è in realtà un senso di superiorità che ti spinge ad accettare cose che da un tuo "pari" non sopporteresti mai.
Come faresti con un animale, che personifichi con proiezioni che dicono più di te che di lui, con un bimbo, o tuttalpiù con uno sciocco o un demente.
Compiacenza.
Supponenza.
La superbia di chi perdona la sciocchezza di chi ritiene a sè inferiore.
ALLE ORE: 06:19
venerdì, aprile 02, 2010
Dietro la maschera

E va bene facciamo questo sforzo.
Il problema vero non è non avere niente da dire è averne troppo e non riuscire a trattenersi.
Mi han detto di non diventare un secondo Razzi, ma solo essere la sua metà mi basterebbe. Occhio non la sua metà in quel senso, intendo nel valore, nel contegno, in qualità insomma.
Volevo come al solito parlare di morte ed era un po' che immaginavo come scrivere un post intitolato Il primo funerale in cui raccontavo come a trent'anni ho assisto alla mia prima celebrazione, come tutto pimpante e ben vestito da primo giorno di scuola sono andato alla messa e ho visto tutti i parenti che non conoscevo e in finale ho avuto le mie aspettative brutalmente deluse.
Ma mi rendo conto che se voglio essere almeno la metà di qualcuno non posso permettermi questo profilo, perché qua pochi la prenderebbero nel verso giusto. O devo sbattermene del pubblico come faccio di solito?
La prossima volta magari, c'è un sacco di tempo.
Per adesso pensavo al destino e ieri proprio su questo pensiero ho gettato il sale in pentola e sul fondo i grani hanno formato un teschio. Una bella forma di teschio come nei fumetti.
Non è che mi sono spaventato, un po' me l'aspettavo che prima o poi sarebbe successa una cosa del genere.
Per deviare il messaggio ho pensato ai tarocchi, quando ti dicono che la carta della morte può anche portar bene, la torre è quella brutta cattiva. Fortuna che non ho lanciato il sale a forma di torre fiuuu.
Ma avevo detto la morte no. Ok.
Allora io qui vivo nel quartiere nero, little africa.
Tra le varie peculiarità della cultura locale la mia attenzione si è focalizzata su un dettaglio speciale.
E' speciale perché è una di quelle tipiche cose che mi portano istantaneamente a sviluppare una brillante teoria quasi certamente falsa.
Dico brillante perché quando raggiungo la fine del ragionamento mi sento illuminato, è una piccola soddisfazione che mi dò da solo, un micro seghino.
Condividere questa cosa non è una grande idea, quando l'ho raccontato alla mia ragazza mi ha guardato proprio come se lì davanti a lei mi stessi facendo un micro seghino.
Allora ecco qua.
Ho notato che molti bambini di colore adorano l'Uomo Ragno.
Hanno lo zainetto dell'uomo ragno, le scarpette dell'uomo ragno, il cappellino dell'uomo ragno, la felpina dell'uomo ragno, l'astuccino dell'uomo ragno, il quadernino dell'uomo ragno, hanno proprio tutto dell'uomo ragno, gli manca solo di sputare dai polsi.
Ma perché l'Uomo Ragno?
Perché non Superman? Perché non Batman? Perché non Wolverine o Hulk?
L'idea che mi sono fatto è che inconsciamente questi bambini possono identificarsi più facilmente con un supereroe mascherato, completamente rivestito da capo a piedi, senza un centimetro di pelle scoperta.
Superman è il prototipo del dominatore bianco tutto impettito e leccato, Batman è un altro borghesotto che fosse vissuto tempo fa sarebbe stato colonialista, Wolverine anche lui troppo bianco e Hulk dal canto suo cangia verso il colore sbagliato.
Cosa ci resta tra i supereroi classici? Capitan America? Magari no.
La Cosa potrebbe candidarsi, ma chi vuole identificarsi con un ammasso di pietre dalla fisionomia paleolitica?
Poi non venite a parlarmi di Blade o di qualsiasi altro stronzo supereroe di questa lista (che mi sono informato prima di scrivere stronzate), perché capite anche voi che a confronto con l'Uomo Ragno chi cazzo sono questi?
Vi dicono qualcosa nomi come Afro Samurai, The Brown Hornet, Afrikaa Ngala?
No? Strano.
Allora il bambino di colore si concentra sull'Uomo Ragno perché non è un fighetto col ferrarino e gadget multimilionari, non ha un mantellino floscio appeso al collo e non si spara tante pose.
Finché l'atletico e sinuoso Spiderman continuerà a saltare da un palazzo all'altro ondeggiando come un orango sui fili di ragno, scalando grattacieli e combattendo i cattivi, i bambini del mio quartiere lo ameranno. Perché se possono ignorare il fatto che quello che fa è impossibile allora possono anche ignorare che dentro a quella calzamaglia integrale c'è Peter Parker.
E poi pensateci: i ragni sono neri.
Tutto questo per dire che i fumetti sono razzisti, soprattutto i classici.
Dove sono i supereroi Cinesi? E i supereroi gay? Ma sì, sono sicuro che adesso me ne tirerete fuori qualcuno, ma non saranno mai all'altezza dell'Uomo Ragno.
Mi sa che ho sforato anche stavolta.
ALLE ORE: 15:31
venerdì, gennaio 29, 2010
Holy Shit! That's Razzi!
Quante volte abbiamo punzecchiato il Razzi? Quante volte lo abbiamo bacchettato per la sua latitanza? Una latitanza che, ci tengo a dirlo, fin troppo spesso aveva il sapore del menefreghismo. Che fossero richieste gentili o feroci sfoghi, lui ha sempre continuato sulla sua strada, insensibile ai richiami, strafottente. Neanche il disperato grido "Razzi merda" l'ha scalfito, continua con il suo distacco, con la sua assenza fatta di silenzi, di non-post. E che amarezza dover subire questo vuoto, questa gelida indifferenza.
Oggi, 29 Gennaio, in corrispondenza del suo compleanno, si squarcia il velo di falsità e finalmente molte cose cominciano ad avere un senso. Il Razzi si serve di un artificio, simula distacco ed apatia per non dover confessare ben altro segreto. Per lungo tempo, grazie all'alto livello culturale del blog, la dissimulazione è riuscita, ma oggi cala il sipario sulle sue bugie, oggi sappiamo.
Il Razzi non può partecipare assiduamente al blog in quanto sta partecipando al Grande Fratello sotto il falso nome di "Mauro". Si trucca per apparire più bello, indossa una parrucca e imita l'accento veneto, ma le espressioni, il savoir faire, la classe, l'eleganza lo tradiscono. Quello è il Razzi.
Auguri Razzi, da oggi tiferò per te.
ALLE ORE: 02:06
martedì, dicembre 22, 2009
I galantuomini
Nonostante le continue vessazioni di cui sono vittima su queste pagine, mi sono fatto il culo per partecipare allo Strachì Paràt, passando mezze giornate intere nelle stazioni d’Italia, con 10 gradi sotto zero e treni che accumulavano fino a 425 minuti di ritardo (probabilmente la vettura su cui viaggiava Ignazio). Treni e uomini congelati in un mondo diventato uno stupido freezer. Ma ne è valsa la pena, perché ho avuto l’onore di sedermi al fianco di Byflussino e ricevere in dono un costume Cutie Summer Sailor, da sexy marinaretta giappo, che mi fa sognare la bella stagione.
Tralasciando gli altri invitati, poiché soggetti del tutto insignificanti, la mia curiosità antropologica pregustava soprattutto l’incontro con Apa, Byfluss e Thesp. Tralasciando anche quest’ultimo, che non si è degnato di presentarsi, devo ammettere che gli altri due mi hanno fatto un’impressione ottima quanto sorprendente.
Della brutale irruenza che Byfluss senior sfoggia su questo blog non c’era traccia. Mi aspettavo che mangiasse con le dita, imbrattandosi la faccia, e sbattesse il pugno sul tavolo ridendo fragorosamente. Cose così. Invece niente, al suo posto c’era un amabile padre di famiglia, dai modi persino compiti. Un uomo affabile e sereno. In compenso, Byflussino si è comportato molto male: non voleva mai starsene al suo posto, se non per ingozzarsi di cotolette.
Anche il vecchio Apa mi ha stupito. Niente cinismo, nessuna sopraffazione. Si è divertito a giocare con l’ingordo Byflussino e distribuire regali. Aveva un portamento armonioso che non gli avevo mai visto addosso prima, non privo di un filo di fascinosa malinconia, il portamento di chi ha stretto con il mondo un patto onorevole e soddisfacente per entrambe le parti. Sarà che Ergo era troppo lontano per stuzzicare la sua verve pestifera e il Mak troppo assente per fare da capro espiatorio, ma sembrava addirittura una persona buona.
Tutti e due insomma, sia lui che Byfluss, avevano l’aspetto di gente perbene. Con queste parole spero di non offenderli. Ma possono sempre difendersi dicendo che ho frainteso, che ritrovandosi nel lato sfortunato della tavolata, ovvero nei miei paraggi, si stavano semplicemente annoiando, che la loro vera natura è altra.
Possono accampare molti alibi, perché mi rendo conto che la mia conclusione contiene i germi dell’eresia e rischio di non rivederli mai più, ma voglio proclamarla comunque e con forza: signori, Apa e Byfluss, dal vivo, sono dei veri galantuomini. Che meraviglia.
ALLE ORE: 12:53
martedì, dicembre 08, 2009
La caratura di un uomo
Razzi.
Razzi è persona modesta e sincera.
Razzi ha il sapore della sua terra sulle dita.
Razzi ha l'integrità dei grandi uomini, di uno Sgarbi, di un Violante, di n Capezzone.
Razzi sa sempre darti soddisfazione.
A Razzi fai un post elogiativo, gli dedichi un video e che fa?
Apa "Visto il video?"
Razzi "L'ho fatto partire, poi non partiva, ho lasciato perdere."
C'è chi griderebbe "Merda!", come Ergo. Ma non io. Io grido "modestia." E applaudo.
Applaudo un uomo che cerca i propri limiti procedendo per difetto.
ALLE ORE: 00:01

