Visualizzazione post con etichetta Razzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Razzi. Mostra tutti i post

lunedì, marzo 05, 2012

Contraccambiare




Ecco, dopo questa serie di post e regali uno cosa deve fare?
Tra un mese  c'è Thesp.
Poi Ergo.
Poi Hazey.

Razzi per fortuna è già passato.

Complenni a raffica.

E io mi devo preparare un poco, organizzare, non posso farmi trovare a mani vuote.

Per fortuna la rete mi aiuta: ho già qualche idea.

venerdì, marzo 02, 2012

Apaversario 2012

Arriva quel giorno di festa e di gioia che viene una volta all'anno.

In quel giorno vorremmo condividere le emozioni con i nostri amici, quelli più cari.
A volte i nostri amici sono lontani e ci troviamo come api sparpagliate in apili che non sono i nostri.

E poi una forza, una ispirazione: nell'occhio della mente appare una visione completa.
La potenza della volontà è una potenza invincibile e unisce quelle vite che erano scritte per essere intesse inseparabilmente.

Questa è la nostra visione, questa è la nostra forza.
Celebriamo l'unione celebrando la vita del nostro eroe.

Tutto gridi BUON COMPLEANNO APA!

in hd peraltro


giovedì, marzo 01, 2012

Musica ergonomica: Au revoir

Quanto e perchè ci tocchi la morte di una persona famosa, non è facile spiegare. Immagino che, in parte, a forza di sentirne parlare, il personaggio famoso esca dalla schiera degli sconosciuti, diventando familiare. Così la sua esistenza lo rende parte integrante di un presente che, alla sua dipartita, mostra tutta la sua natura effimera, ricordandoci che siam tutti diretti lì. Chi poi si appassiona alla vita, alle opere di un'altra persona, probabilmente sente un legame più profondo, sebbene ovviamente univoco. Per certi aspetti, sopratutto nel campo artistico, la tristezza può anche esser giustificata dalla consapevolezza che non ci sarà più una nuova opera da scoprire, da godere. Lo show è finito, non ci saranno bis.

Certo, le sue canzoni più famose probabilmente le conosco, se non altro per averle sentite da qualche parte, alla radio, o di sfuggita, come sottofondo di uno spot televisivo o di un servizio, ma non posso dire di aver mai seguito l'artista che era Lucio Dalla.

Eppure egli ha creato un suono che riverbera nell'infinito, un afflato di trasporto assoluto per la musica, impossibile da verbalizzare. Senza di lui non avrei mai potuto sentire Razzi appropriarsene e cantarlo a squarciagola, e il mondo avrebbe un sorriso di meno.

Grazie Lucio.

DUBIDUDÀ.

domenica, gennaio 29, 2012

Felicitazioni per un compleanno illustre


Oggi è il compleanno di Razzi, non un giorno qualsiasi.
Oggi è un giorno rock. Un giorno blues.

E così la Juve e il pacato Conte decidono di fargli un regalo, quello di riportare l'udinese alla realtà. E il Razzi lo sappiamo non c'è nulla che ami di più che la serietà e sarà solo felice che la sua squadra ora non abbia più grilli per la testa e possa pensare a fare il suo onesto campionato senza tanto rompere i coglioni.

Ma torniamo al vero uomo del match, Razzi. Che altro si può dire di quest'uomo ormai più che celebrato in queste pagine, persino con la sua assenza.

Un uomo di peso, di spessore, di qualità se non di altezza. Umile, onesto, generoso. Forse persino il più umile, il più onesto, il più generoso che conosca. Tranne quando di mezzo ci sono patatine e birrette, lì generalmente l'anima del Razzi trasmuta nell'animale Razzi.

Mi piacerebbe poterlo celebrare degnamente, in sua presenza questo giorno speciale. So che piacerebbe anche lui, ma che, nella sua umiltà, riuscirà persino ad accontentarsi di passarlo con la sua bella.

Sei un grande Razzi.

Voglio imparare da te, e mi accontenterò di poterti augurare da lontano il migliore dei compleanni e di dedicarti la tua canzone preferita.


domenica, gennaio 08, 2012

Battlefield Tokyo: Fighting Hypothermia

Giappone, Dicembre 2011, io, Razzi e Thesp siamo ospiti a casa di Apa, un algido cubo di vetro e cemento. I tre piani, di cui uno sotterraneo, sono collegati fra loro da vertiginose scale di chiara ispirazione Maya che tradiscono il medesimo sanguinolento scopo. Thesp cerca di comprovarne la pericolosità ergendosi su di una traballante sedia, in prossimità del baratro, con il fittizio intento di cambiare l'inclinazione di un faretto appeso al soffito. Millanta di voler migliorare l'arredamento luminoso della stanza, in realtà è evidente che stia cercando, nel suicidio, sollievo alla glaciazione in atto in quel nudo parallelepipedo di pietra. Purtroppo Apa lo ferma, tuonandogli contro, ed è in quel momento che comincia la disperata battaglia per il calore che, suo malgrado, Thesp non riuscirà mai a vincere davvero.

Lo so bene io che, arrivato a casa di Apa già da qualche giorno, pur avendo cercato di lanciare qualche messaggio subliminale, non sono riuscito a scongiurare un principio di cancrena alle estremità degli arti superiori ed inferiori. D'altra parte, più che girare per casa con due tute addosso, cappucci compresi, e con il cappotto, non ho il coraggio di fare.

Apa ci spiega che in Giappone il riscaldamento non esiste, che ci sono solo condizionatori convertiti a termoconvettori, e stufette elettriche. Quando sottolinea che l'uso dei suddetti è, ironia della sorte, caldamente sconsigliato, a causa della scarsa convenienza in termini di consumo energetico, mi rendo conto che la guerra sarà lunga e feroce. Questo mi viene subito confermato dagli occhi di Thesp che vedo brillare quando, dopo un furtivo e frenetico saettare, individuano finalmente il telecomando del condizionatore.

Misterioso, lontano oriente, pieno di contraddizioni e segreti. Infatti, pur "non essedoci riscaldamento in Giappone", ogni volta che si entra in qualche luogo che non sia la Fortezza della Solitudine di Umegaoka, ci si ritrova in un clima subtropicale, umido ed accogliente come il ventre di una madre. Addirittura, nei viaggi verso Kyoto e ritorno, la temperatura interna dell'autobus raggiunge tale intensità da incenerirmi completamente i peli pubici. Thesp perderà due centimetri di altezza, a Razzi, invece, cresceranno rigogliose piante in testa, effetto poi scomparso in qualche ora, con sua grande delusione.

Ma torniamo alla cella frigorifera di Tokyo. Per combattere il gelo pungente io mi vedo costretto a comprare un pigiama in micropile di nutria e le ciabattone imbottite di vello; Razzi gira per casa sempre dentro al suo sacco a pelo, come se fosse un Pisolone; Thesp, invece, si appropria di tutti i sistemi riscaldanti della casa e crea un suo personale ed esclusivo termo-fortino, tanto che arriviamo a sospettare che la notte dorma con la testa sul piano cottura. La guerra fra lui ed Apa è spietata e senza esclusione di colpi fra telecomandi nascosti e stufette accese all'alba ma, alla fine, quella casa rimarrà un frigidarium. Nonostante tutti i sotterfugi che la mente di Thesp riesce a partorire per aggirare divieti e controlli, la temperatura non si alzerà mai più di mezzo grado celsius.

Così, pur avendo consumato la stessa energia che serve per muovere Mazinga, Thesp non vincerà mai la sua battaglia con il gelo. Pertanto, la mattina quando io, lui ed Apa andiamo in aeroporto per tornare in Italia, decide di lasciare il termoconvettore acceso in modo che, per sommo sfregio, riscaldi quella Ice Lounge in assenza di Apa per l'intero mese successivo.

Fermamente convinto che da tutto ciò si possano trarre importanti lezioni, mi domando quali possano essere.

giovedì, novembre 17, 2011

mercoledì, settembre 07, 2011

Worldwide Razzi

Razzi non e' sempre stato l'arido bastardo che tutti amiamo oggi.

Da giovane fu anche un tenero romanticone.

Eccolo in un filmato di qualche anno fa.



Mi piace quando si inanellano tre-quattro post orrendi.
Mi da' quel senso di apocalisse e rovina imminente.

venerdì, settembre 02, 2011

Il viaggio di Razzi in Indonesia



Ormai e' saltato.

Non ha piu' senso che ci vada, quindi mi ha detto che forse verra' in Giappone.

Il fatto che qui di orango non ce ne siano, un po' mi preoccupa.

mercoledì, agosto 17, 2011

Strali di gufo: De Scempsions

L'anno scorso, in occasione di Brescia-Udinese ed Udinese-Brescia io e il Razzi ci siamo scambiati reciproca ospitalità con tanto di scambio di maglie. Quest'anno, con il Brescia tristemente ed ingiustamente retrocesso in serie B, il programma prevedeva di seguire l'Udinese nel girone di Champion's League. Purtroppo i friulani, da teste di minchia quali sono, hanno pensato bene di pescare per il preliminare una squadra abbordabile: l'Arsenal. I più svegli di voi penseranno: nella sfiga una combinazione favorevole, essendo l'Arsenal una squadra di Londra poteva ripetersi il magico scambio di ospitalità. Purtroppo, come è ormai tristemente noto, Razzi ha l'innata predisposizione ad ignorare e deludere coloro che a lui si affidano. E così il Kerouac di Caporiacco mi ha sbattuto in faccia un doppio due di picche, negando, senza batter ciglio, la disponibilità sia per l'andata che per il ritorno.

Ed è per questo che l'altro ieri mi sono recato all'Emirates Stadium e, sedutomi in mezzo ai tifosi dell'Arsenal, ho tifato per i Gunners.



Chissà se davvero, anche al ritorno, il Razzi sarà impegnato con i suoi amici a giocare a bocce.

venerdì, luglio 22, 2011

Il frutto preferito del Razzi



Il cocomero.

venerdì, luglio 08, 2011

Una clip che piacera' al Razzi


Per il bambino dietro.

Perche' al Razzi piacciono queste cose che ci ricordano la semplicita' della vita, come l'erezione mal compresa, gioiosa, simpatica e inopportuna di un bimbo.


Nel video completo le due ragazze si girano, vedono il bambino e gli dicono "Va' a vedere i cartoni animati, va'".

venerdì, aprile 01, 2011

Il destino del Razzi




Era qui un momento fa, chissa' dov'e'.

Il Razzi.

Figura effimera, volatile, del nostro tempo.

Volatile in senso di uccello.
Uccello in senso di cazzo.

Figura del cazzo. Razzi.
Mi manca.
Vi manca.
Manca a tutti, Razzi.

Ma si deve capirlo, sempre pieno di nuovi progetti, di nuove idee, ambizioni. Mi dicevo, possibile che se a 13 anni decise che era troppo vecchio per i cartoni animati, a 35 decida che sia troppo vecchio per non usare dentiera e starsene in poltrona con le ciabatte e un bal plaid.

E invece no.

Era troppo impegnato a farci le scarpe.



(l'ultima frase e' un link, per chi fosse un demente tanto da non accorgersene.)

domenica, gennaio 30, 2011

Strali di gufo: Scontro fratricida, quando l'amicizia non ha più dignità

I fili con i quali la storia tesse la sua tela non si intrecciano mai in maniera scontata, formano trame a volte tragiche, a volte poetiche, spesso memorabili. La storia non si cura dei concetti ai quali l'uomo così disperatamente si aggrappa, non riconosce morale, giustizia, pietà. È così che ci regala storie di profonda, ingiusta, inebriante umiliazione.

Due fili, uno vorrebbe intrecciarsi, disegnar un mirabile arazzo, complesso, lussureggiante, grandioso; l'altro si nega, latita, ignora. A niente valgono i richiami, le preghiere, i punzecchiamenti, sordo ad ogni supplica, si eclissa.

Quando si presenta l'occasione della rivincita, essa arriva con i colori del bianco e del nero. La storia, cieca di valori, infierisce senza malizia e senza gioia. I doni che porta non li può assaporare, l'umanità sola può percepire il gusto agrodolce della comicità che scaturisce dalla mortificazione finale.


Uno dei due è un vincente bianconero, l'altro solo uno juventino

sabato, gennaio 29, 2011

Elogio dell'assenza uguale a se stessea


Come un'eco.
Come quelle assenze che straniscono, che feriscono, che fanno crescere.
Come il muro bianco, su cui puoi dipingere, scrivere.
Come quel mondo di fantasia, in cui la notte, prima di addormentarti, trovi rifugio.
Come quei personaggi di fantasia, mitologici, che sono patrimonio di tutti, ispirazione per tutti, che non invecchiano mai, ma semplicemente resistono al tempo.

Come guarire dalla calvizie.
Come Razzi.

Come cento di questi agiorni amico assente, spunto, musa per tutti noi.
Brindo all'assente ingiustificato, all'umile e al saggio, al gaudente e al risparmiatore.
Al degustatore di sushi surgelato, al musicista, al lettore accanito e al bambino rinnegato.
Al pavido impavido, all'onesto e sincero amico che pero' non c'e'.
Al potenziale.
All'antitetico.
Al latente.

Auguri Razzi. Buon compleanno.

lunedì, settembre 20, 2010

Strali di gufo: terza di campionato

(Day One After Apa)

Ritornano gli strali. Tornano per tener caldo il blog, in attesa della seconda venuta di Apa; tornano per mantenere promesse mai fatte; ma soprattutto tornano per scaldare i motori in vista di due eventi epocali che si verificheranno nei prossimi trenta giorni. Il primo altri non è che il pirotecnico Inter-Juventus del 2 Ottobre, che seguirò per voi al fianco di Apa, il giorno stesso del mio atterraggio in Giappone. Il secondo è il fratricida Brescia-Udinese del 17 Ottobre, che seguirò (tornato di fresco dal Giappone) allo stadio Mario Rigamonti in compagnia del Razzi. Due eventi volti ad unire idealmente, in questo difficile momento, Apa & Razzi.

Gli "Strali di gufo" danno il loro meglio in regime di eliminazione diretta, ma lo spirito che li anima è applicabile, con qualche aggiustamento, anche al campionato. Ce lo dimostra brillantemente l'Udinese, squadra di Razzi, che si becca quattro sganassoni in salsa umiliazione, piatto ancor più gustoso se si sottolinea che sono ultimi in classifica (cosa, fra l'altro, nell'ordine naturale delle cose, quando si sono accumulati la bellezza di zero punti).

L'allenatore dell'Udinese in un raro momento di lucidità.

Anche la Sampdoria non vuole essere da meno e ci omaggia con uno spettacolo memorabile. In casa, di fronte ai suoi tifosi, va in vantaggio su rigore, e poi come nelle migliori candid camera, ad una manciata di minuti dalla fine si fa infilare due volte, senza vaselina. Immaginare trentamila persone, basite, che si guardano negli occhi, sperduti, lucidi e increduli, toglie il fiato dal ridere.

La vita è una tempesta, ma prenderlo in culo è un lampo.

È la dura legge del gol: fai un gran bel gioco, però se non hai difesa gli altri segnano e poi vincono.

venerdì, luglio 09, 2010

Strali di gufo special: Mistero transalpino

La prima, eclatante, saporosa defezione di questa "Coppa del mondo dei pipponi" è stata quella dei mangiarane. Un po' di rammarico, per non averli potuti sfottere a dovere, mi rimane, ma i tempi non erano maturi.
In questa sede vorrei invece gettar luce sul misterioso regno di Raymond "Frate Indovino" Domenech. Com'è possibile che quest'uomo, che anche l'occhio di un distratto passante riconoscerebbe per il cretino che è, sia diventato il CT della Francia e, soprattutto, lo sia rimasto per sei anni sei? Pure il fatto (innegabile) che egli rappresenti l'archetipo del francese , non giustifica come quest'uomo non sia stato cacciato a gran pedate nel culo anni orsono. Poi capita di vedere per caso una fotografia del presidente della Ligue de football professionnel e vice-presidente della Fédération française de football: Fredric Thieriez...

Ho vinto qualcccheccossa?

... e i contorni si fanno più nitidi.

giovedì, giugno 17, 2010

"Che è meglio!"



I più arguti l'avranno capito dalla citazione nel titolo.
A Ignazio sarà servita anche la vignetta.
A Mak lo spiego, ho messo gli occhiali.

Dopo una vita a vantarsi della propria vita perfetta, vado dall'ottico per un paio di occhiali riposa vista e scopro di essere astigmatico, dove credevo di essere solo antipatico.

Non devo portarli sempre, anche se mi danno un tono affascinante.
La mia vita sta cambiando pian piano.
Porto gli occhiali.
Bevo alcool sempre di più.
Prendo psicofarmaci.
Mangiucchio patatine, nutella, cose che disdegnavo fino a qualche tempo fa.
...

Cazzo, non sto solo invecchiando, mi sto trasformando nel Razzi!

Ci penso, rido.
La natura aborre il vuoto, la sua assenza si sta rivelando per me fatale, mi sto inrazzendo.

La prendo sul ridere ancora, poi abbasso lo sguardo.
L'effetto ottico delle lenti degli occhiali mi fa sentire, sembrare, significativamente più basso...

Cazzo ma allora...
Meglio che mi vada a controllare se sto perdendo anche i capelli va'.

martedì, aprile 13, 2010

Smoke





Qui vicino a casa mia, a pochi passi, c'era un negozio che mi ricordava il Razzi.
Un negozietto di dischi e cd, piccolino ma pieno di articoli, qualche dvd, molta musica.
Non ci sono mai entrato, ma lo immaginavo fornito degli artisti più disparati, un rifugio per i veri amanti della vera musica, quelli che sentono a orecchio la differenza tra un MP3 e un CD, gente come il Razzi o il Beretta, insomma.
In un angolo poi, che dava sull'esterno, vendevano sigarette e accendini.
Era il Razzi shop, per me.

L'hanno poi chiuso per qualche giorno, una settimana al massimo.
Non capivo se per ferie o per cos'altro, quando ogni giorno vi passavo davanti per andare al lavoro.

Scopro ora che è stato ristrutturato.
Niente più musica, ora vendono solo sigarette in questo grande spazio vuoto, un po' freddo, qualche lavoro ancora in corso qua e là e in un angolo una serie strana di statuette che paiono della dea Kalì, tutte uguali, messe in esposizione, che vanno dalla bianca alla colorata, e non capisco bene cosa stiano lì a fare.

Ma la cosa più strana?
Mi ricorda ancora il Razzi.

venerdì, febbraio 26, 2010

Specchio onirico






Ho fatto un incubo, al solito.
Di quelli angoscianti ed infidi.
Di quelli che non è che lo capisci che è un incubo, non fino a quando non ti svegli e metti assieme, lentamente, i frammenti di realtà che il sogno e il sonno hanno disperso e nascosto nel tuo cervello, e reso irriconoscibili.

Pian piano capisci chi, dove sei, e anche i lati non materialmente riconoscibili della tua esistenza diventano più nitidi.

Di fatto ho sognato che LK non esisteva. Cioè, sapevo che mancava qualcosa, ma non capivo cosa, non mi rendevo conto di chi, era come se ci fosse un disequilibrio che mi attanagliava il cervello, la mancanza di una figura importante. E questo cresceva la mia angoscia, il mio affanno, fino a quando non mi sono svegliato con questo senso di soffocamento, la paura della mia mente che perde il controllo della realtà.

E a fatica ho ricomposto i pezzi.
Sono in Giappone, siamo ne 2010, LK esiste. E' il razzi ad essere sparito!
Come ho fatto a confonderli, proprio non so.

venerdì, gennaio 29, 2010

Holy Shit! That's Razzi!



Quante volte abbiamo punzecchiato il Razzi? Quante volte lo abbiamo bacchettato per la sua latitanza? Una latitanza che, ci tengo a dirlo, fin troppo spesso aveva il sapore del menefreghismo. Che fossero richieste gentili o feroci sfoghi, lui ha sempre continuato sulla sua strada, insensibile ai richiami, strafottente. Neanche il disperato grido "Razzi merda" l'ha scalfito, continua con il suo distacco, con la sua assenza fatta di silenzi, di non-post. E che amarezza dover subire questo vuoto, questa gelida indifferenza.

Oggi, 29 Gennaio, in corrispondenza del suo compleanno, si squarcia il velo di falsità e finalmente molte cose cominciano ad avere un senso. Il Razzi si serve di un artificio, simula distacco ed apatia per non dover confessare ben altro segreto. Per lungo tempo, grazie all'alto livello culturale del blog, la dissimulazione è riuscita, ma oggi cala il sipario sulle sue bugie, oggi sappiamo.

Il Razzi non può partecipare assiduamente al blog in quanto sta partecipando al Grande Fratello sotto il falso nome di "Mauro". Si trucca per apparire più bello, indossa una parrucca e imita l'accento veneto, ma le espressioni, il savoir faire, la classe, l'eleganza lo tradiscono. Quello è il Razzi.



Auguri Razzi, da oggi tiferò per te.