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lunedì, ottobre 24, 2011

La vostra fobia



Pensavo al Razzi.
A Ergo.
A quello che spinge molti di noi a non postare piu' su questo blog.
Quella paura della visibilita', quell'insicurezza, indecisione.
Quel metterci ore a scrivere un post per paura del giudizio altrui.

Beh scopro oggi che questa paura esiste ed ha un nome.
Non e' figa come la mia fobia delle statue, automatofobia, ma anche la vostra ha un bel nome altisonante.

Si chiama SCOPOFOBIA.
Ecco, cari amici, siete tutti scopofobici, sappiatelo.

venerdì, luglio 22, 2011

Prenderla bene



Onestamente, pur essendo calcio.
Pur essendo Giappone.
Pur essendo donne.

Pur tutto cio', non me ne fregava molto della vittoria della Coppa del Mondo femminile di calcio da parte delle blu samuraiesse.

Qui, qualche bandiera qua e la', qualche fischietto, una scusa in piu' per bere, festeggiare, un po' di vago nazionalismo e quella voglia, palpabile in Giappone, di dimostrare di far parte del mondo. Quel dire, dai che ci siamo anche noi, con voi. E dopo secoli di "noi siamo unici e diversi", e' un bel passo in avanti.

E comunque, poco me ne importava.

Poi leggo cose come questa qua sotto.



Ecco. Dopo questa cosa posso solo sperare che succeda qualcosa che porti l'umilta' e l'intelligenza negli USA.
Ma anche ridere, ridere fortissimo, perche' la mia risata e la mia gioia crescono con il crescere del rumore delle loro rosicate da trogloditi.

mercoledì, settembre 29, 2010

Odio l'iPhone



Ce l'ho, posseggo l'oggetto in questione. Per lavoro, non propriamente per scelta.
Quindi se ben ho capito, posso dirlo.
E' un telefono del cazzo.

Un esempio fra mille, ricevo una chiamata, da un numero che non conosco, lo voglio aggiungere ai contatti, posso, ma poi non me lo ritrovo in rubrica, perchè è un tipo di contatto diverso. Se poi in rubrica creo un contatto con lo stesso nome, allora mi compare, ma comunque me lo "gestisce" in maniera leggermente diversa.
Di sicuro sono io a sbagliare qualcosa, ma rimane il concetto: vaffanculo.

Ma oltre a ciò, oltre a costare uno sfacelo, mi sta anche proprio sul cazzo.
E no, non mi riferisco al fatto che normalmente lo ripongo nella tasca davanti dei pantaloni.

Recentemente un sondaggio ha svelato come i possessori di iPhone facessero più sesso dei possessori di altri telefoni. O almeno così è stato presentato.



In realtà, il discorso è leggermente diverso, innanzitutto numero di partner e quantità di sesso non è che siano la stessa cosa.
In secondo luogo, per come è stato fatto il sondaggio, il risultato andrebbe letto in modo differente.
Ovvero "i possessori di iPhone affermano di avere avuto più partner dei possessori di altri telefoni", se poi sia vero, è tutto da verificare. Anche perchè sarebbe in linea con un certo... "trend".

Perchè se c'è una cosa che ho notato di chi ha uno dei suddetti aggeggi, è che ci tiene a farlo sapere. Un mondo. E ovviamente allo stesso tempo che però lui/lei non l'ha fatto per moda, figurati.
Però improvvisamente, fino al giorno prima ti dicevano "chiamami al cell" ora dicono "chiamami sull'iPhone". Non lo chiamano più "telefono", non lo chiamano più cellulare, cellu, cell. No. "iPhone". Ho dimenticato l'iPhone a casa. Mai sentito nessuno dire "ho dimenticato il mio n82 a casa".

Come mai questa improvvisa nuova metonimia?
Questo è hype che si autoalimenta, che si propaga per osmosi.
La differenza tra possedere, apprezzare, anche, un oggetto e di contro il sentire di aver "conquistato" un oggetto, di far parte di una elite, di un successo.
Qualcosa che ti fa spendere soldi su soldi e sentire la cosa come giustificata, anzi, una vittoria. Tanto che hai appena speso un rene, fatto una fila di km per qualcosa che non ti serviva, ma che ti hanno convinto che dovessi avere e ti ritrovi a ululare come il coglione qui sopra. Con tanto di coglioni appresso che applaudono pagati.
Welcome, my son, welcome to the machine.

Nulla di male, anzi, ad apprezzare il superfluo e la banfa, sono il primo che vive di ciò, ma è quando è inconsapevole che è rischioso.


Un rapido pensiero, quante persone che conoscete sapete che hanno l'iPhone?
Ora, quante di queste invece hanno un nokia?
In genere sapete rispondere in parte alla prima, ma quasi per nulla alla seconda.
Chi aveva il primo iPhone, ve lo dice che ora ha il 4. In qualsiasi modo possa, qualsiasi scusa, anche inconsciamente, magari soprattutto inconsciamente.
Perchè appunto, nessuno ti dice "sono schiavo delle mode" e se te lo dice, lo dice pensando di mentire, per essere doppiamente anticonformista invece che doppiamente coglione.


Il motivo è che chi ha un iPhone, vorrà farvelo sapere, in qualsiasi modo, anche con finta ritrosia.
E se non ci credete, se non ne siete convinti, leggete l'incipit di questo post.

mercoledì, agosto 19, 2009

Sei come la mia moto






Potrei commentare.

Ma veramente, non saprei da dove cominciare, su cosa concentrare l'attenzione del post.


Hazey, tu che sei al momento da quelle parti, non potresti andare a trovarla e portarle l'affetto di Aparazzi?

sabato, giugno 20, 2009

L'estate






Non mi ha mai convinto, l'estate.
L'estate italiana, quella che sa di spring break americano, quella che sa di idiozia, di bevute, sesso, sole, mare.
Quella che sa di spensieratezza, trasgressione ed eccessi.
Quella che sa di gente che si prepara all'estate, all'alcool, al divertirsi per forza, al non stare soli, al tradire, al ridere, al fare l'alba.
Questa adolescenza adulta che io non ho mai vissuto, che ho saltato in qualche modo, sempre preso da qualcosa di diverso, e mi domando se il difetto non sia in me, in qualche forma di invidia, o se sia in qualche tipo di idiozia generazionale esterna al mio senture.
Quella punta di disprezzo, compatimento e confusione che provo di fronte a questi entusiasmi, da dove mi deriva? Sono il malinconico Tonio Kroger, sono un nerd superbo, sono una persona bloccata sulla soglia tra serietà e intima filosofica idiozia, sono un invidioso? Dove giace l'errore. Dove si nasconde il germe del difetto che corrode e rosicchia quel senso di armonia al quale la natura umana in qualche modo sembra tendere.
Sono io sbagliato? Sono io che mi separo, supponente. È quel mondo che la fa troppo semplice, troppo stupida, sciocca.
Come mi definisce l'indefinito rigetto che provo, il trovare in qualche modo abietta e nauseante l'abitudine eccessiva al godere di incontri pubblici, feste, festine, festini.

Ma soprattutto, ne avete mai viste di tette così in inverno?

martedì, aprile 07, 2009

Mai incrociare i flussi






Ve ne ho parlato.
Ho due maledizioni.
La prima, è che perdo i cappelli. Il Razzi perde i capelli, io i cappelli.
La seconda è che da almeno cinque anni non riesco a finire un libro.
Due flussi di sfiga.

Serata allegra, birra, sake.
Ho messo il mio cappellino e il mio libro nella stessa borsa.
La mia borsa preferita. Che conteneva la mia videocamera. Alcuni vestiti, tra i miei peferiti.

L'ho dimenticata su un taxi.

Mai incrociare i flussi.

sabato, gennaio 24, 2009

Ritorsioni





Il mondo fa schifo.
Le immagini di Gaza, dell'Africa, quelle più intime di certi ricordi del sud est asiatico mi girano per la testa.
Bambini allo stremo, senza casa, cresciuti come animali.
E ora il mondo è allo sbando per una crisi "finanziaria", una crisi che non vuole dire un cazzo su un sistema che ci siamo creati noi per sopravvivere e che sta andando a puttane. Una cosa che se fossimo gente seria ci diremmo "vabbe', abbiamo sbagliato, rifacciamo tutto da capo". Ma non siamo gente seria.
Siamo gente crudele e avida.

E continuo a pensare cosa posso fare. Vorrei aiutare la gente, ma non ne ho le capacità e probabilmente non ne ho neppure le palle.
Vorrei ribellarmi allora, fare danni al mondo, al sistema.
Ma come. Dove.
Dove posso colpirli dove fa più male.
In che modo posso causare il maggior danno possibile.


E poi capisco.
E decido.

Mi asterrò dal sesso per tutto il 2009.
Let's see the world cope with that!

martedì, settembre 09, 2008

Il Razzi ha anche un po' rotto i cazzi

E il plurale è per far capire che non sono solo in questa battaglia, non solo per amor di rima.

Il Razzi ha rotto il cazzo.
Non solo mi beve tutte le birrette e non me ne lascia una. Neanche una.
Non solo perchè fiuta le patatine in casa mia e le rastrella tutte.

Ma soprattutto perchè dobbiamo sorbire una serie di donnine che si lasciano andare a "Ma che bello che è il Razzi", "Ma che figata che c'era il Razzi", "Razzi è l'anima della serata", "Che figata se c'è il Razzi", "Questi occhiali sembrano fatti per te, Razzi", "Ma che bello il tuo balletto, Razzi", "Ma come canta il Razzi".

E noi chi siamo, i figli della serva?
Noi siamo quelli che vestiamo il Razzi, che lo scarrozziamo, che accendiamo le sigarette di queste donnine, che versiamo loro da bere, e lo facciamo solo per un fugace grazie.

Razzi, sta' attento. Fino a quando ci rubi le patatine, scoli la birra o ti mangi la fetta più grande possiamo chiudere un occhio.

Ma questa tua popolarità ha rotto le palle.
Cerca di non pisciare fuori dal vaso:

Firmato:

Un manipolo di violenti