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sabato, ottobre 30, 2010

Sposarsi e risposarsi all'estero



Come dimostra questo video, è scelta per gente coraggiosa.


La storia è di questa coppia di svizzeri che ha voluto confermare il proprio legame con un rituale locale alle Maldive, pare essere cosa abbastanza in voga.

Solo che non conoscendo la lingua locale... In pratica i tizi non fanno altro che chiamarli maiali, infedeli e quant'altro.


Ma io dico, ma come si fa a pensare di sposarsi all'estero?

sabato, ottobre 16, 2010

Now what?




Bene.
Now what?
Voglio dire, mi sono sposato.
Ho girato e portato in giro Ergo e Rebo.
Sono andato a farmi qualche giorno sul monte Fuji.
Domani altro giretto, ma comunque.
Fatto.

Ora sono qui e che devo dire?
Credo di doverne parlare, alla fine racconto sempre i cazzi miei...

Dovessi seguire il trend generale su matrimoni et similia dovrei raccontare di quanto sia stato emozionante, entusiasmante, bellissimo e fantastico.
Tirarmela un po' che mi sono sposato in Giappone, trasformare in leggende due o tre momenti topici, pubblicare foto romantiche e quant'altro.

Onestamente, non me la sento proprio.

Ho sempre avuto la sensazione che ci fossero molte ragioni che spingessero a vivere il giorno del proprio matrimonio come un qualcosa di esaltante, eccitante, favoloso e favolistico.
La necessità di ottenebrare la mente, una di queste.
La paura, la tensione, il dubbio.
L'inconsapevolezza, forse un'altra.
L'emozione che va a coprire tutti quei punti che la logica, la lucidità, non toccano.

O così mi è sempre parso.

E pure mai mi è piaciuto quel render pubblico, quel celebrare, quell'esaltare e lasciare in pasto ad amici, parenti, baccanti e sicofanti. Quel rivoltare, quello sbudellare qualcosa di intimo, fragile, privato.
E perchè viva me, viva noi? Non ne sento il bisogno. Lo sentono gli altri? I convitati?


Ma è vero che io per certe cose sono fatto un po' al contrario.
Non ero emozionato affatto.
E mi sentivo a disagio con l'attenzione, addosso.
Mi sono divertito, mi sono ubriacato, ho cantato con amici, alcuni persino venuti dall'Italia e che non vedevo da tempo, come avrei potuto. Non divertirmi, intendo.

Emozionato?
Non io.
E mi avrebbe spaventato il contrario.
Mi sono emozionato quando ho, abbiamo, preso questa decisione, quello sì.
Da lì in poi per me è sempre stato uguale. Non lo dico in senso negativo, eh? Tutt'altro. Una costante positiva.

Non ha cambiato molto il di per sé molto pragmatico matrimonio giapponese.
Vai in un ufficio, comunichi loro che quella cosa che prima era due, ora la devono considerare uno.

Che è poi esattamente quello che ho fatto io tempo fa.
Ho capito che questa cosa, che era sempre stata due, la consideravo uno.
In fin dei conti mi sono "sposato" allora con LK.
Quella di questi giorni è stata una gradevole formalità, seguita da una festa. Con qualche amico vero.

domenica, ottobre 10, 2010

42

(by Montag and hazey)

L'imponderabile ci attende in qualsiasi momento a ogni angolo di strada.
Un'altra pietra miliare per l'umanità verrà posta oggi in Giappone.
Dopo la circumnavigazione della terra a opera di Magellano, dopo la passeggiata lunare di Neil Armstrong, dopo l'introduzione dei cuori di palma nel menu della fiaschetteria Il Latini di Firenze, due giovani incoscienti attualmente domiciliati a Tokyo daranno senso alle loro esistenze unendosi in un lieto e armonioso matrimonio.

È il 10/10/10.
42 in binario.

"Ho pieno il cervello di domande di cui vi assicuro nessuna delle risposte possibili mi ha mai portato una virgola di felicità; a parte una, LA domanda, l'unica della quale avrei voluto la risposta: è la ragazza giusta? E la risposta non è 42, è sì; indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì." (Arthur Dent)

Auguri Apa e LK.

mercoledì, agosto 18, 2010

Indovinello


Ok.
Ho la data del mio matrimonio.
La posso condividere con voi, ma tanto nessuno di voi è invitato, visto che mi sposo qui in Giappone.

A parte Ergo, ma quello è pazzo e vabbè.

Ad ogni modo, la data, se vista da un punto di vista di un codice che ha a che fare con il mio lavoro, è la risposta alla domanda fondamentale su: la vita, l'universo e tutto quanto.

Fin troppo facile.

giovedì, aprile 09, 2009

Non tutto il male vien per nuocere





Leggo sul giornale di oggi, il 50% dei matrimoni e’ macchiato dall’onta del tradimento.
Uno su due.

In ufficio ne abbiamo giusto due. Scarlet Speedster, Ali. Non si scappa. O lui o lei.

Leggo poi, il tradimento si consuma spesso con colleghi e compagni di lavoro.
Mi guardo attorno.
Guardo con sospetto Ali ridere con Diable Blanc.

Leggo ancora, in aumento i tradimenti a sfondo omosessuale.
Guardo con sospetto SS ridere con E-steba.

Forse... forse la chiusura e’ arrivata nel momento migliore.
Forse era giusto così. Forse questi li riusciamo a salvare.

lunedì, settembre 08, 2008

Matrimoni e sposalizi

Sono appena tornato da un Week End di festa nelle Langhe piemontesi.
E mi trovo in difficoltà a descrivere i fatti, gli avvenimenti.

Le malelingue diranno che è perchè faccio uso ed abuso di droghe e la mia memoria non è più come una volta, ma non è così. Non solo così, almeno.

Non ce la faccio perchè mi sono divertito.
Perchè è stato quasi commovente, e per me, credetemi, è davvero tanto.
Perchè è stata una bellissima esperienza sotto cento e cento punti di vista, personali, intimi, ma anche "universali".

E la difficoltà nel descrivere queste cose sta appunto in quanto mi sia venuta a noia la retorica di chi non fa altro che descrivere con quel grezzo e sciocco entusiasmo quasi ogni cosa che fa.
Le feste. Le bevute. Le albe. I tramonti. La musica. Le serate. Basta, per dio. Che noia.

Nulla è più "normale". Tutto deve essere esagerato e, soprattutto, comunicato.

E non so se io ho vissuto troppe cose per ritenere che ci siano avvenimenti che valgano questi toni, o sono troppo stronzo nel vedere in chi parla una punta di disperazione biasimabile... Fatto si è che non ce la faccio ad accodarmi a questo trend.

Quindi beccatevi due delle poche foto che ho fatto, per chi c'era bene, per chi non c'era amen.






Auguri ancora agli sposi :)