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martedì, giugno 07, 2011

Vento dell'est


Lo so. C'e' aria di trionfo nella sinistra. Di compiacimento.
Due/tre piccole vittorie non si sa nemmeno come, e gia' si parla di cambiamenti.
Gente che parla di Obama e Pisapia come se fossero fratelli di latte.

Talmente poco abituato alle soddisfazioni negli ultimi 20 anni, il popolo di sinistra si sente felice, appagato, ottimista. Un po' come se a uno che ha fatto digiuno per 20 giorni lanci un tozzo di pane.
Sara' il tozzo di pane piu' buono che abbia mai mangiato, fatichera' persino a credere che si tratti di tozzo di pane normale.
No no, questo tozzo di pane e' speciale.
Questo tozzo di pane e' da gourmet.
Questo tozzo di pane e' Obama.

A breve c'e' la prova referendum, che come spesso succede in Italia, avviene bene o male contemporaneamente con la prova costume.

Ecco, si fosse votato due settimane fa, per i referendum, avremmo risparmiato centinaia di milioni di euro.
Ma in Italia, va bene lo stesso. Nessuno si lamenta piu' di tanto, tanto il tozzo di pane prima o poi arriva e potro' andare su FB a smerdare tutti gli altri tifosi, Grillini, PDLlini, Comunisti.

C'e' qui questo meccanismo l'ha capito bene, vedi Grillo che dopo che Pisapia vince ai ballottaggi fa un post sul suo blog su Pisapippa. Ora, voleva vincesse la Moratti? No? Non voleva scendere a compromessi?
Ah beh, hanno fatto bene a schierare un ventenne come candidato sindaco allora. Lo vedevo bene a gestire Milano.

Ma parliamo della sinistra compiaciuta e cicciotta, che speriamo non fallisca la prova costume quest'anno.
Io, dal canto mio, non posso votare.
L'ufficio elettorale di Brescia ha pasticciato e mi impediscono di votare.
Fossimo in America potrei denunciarli per miliardi.

Ma c'e' il rischio dell'appagamento, per quella sinistra che vuole cambiare. Un po' come dopo dieci anni di assenza di movimento fisico, fai due flessioni. Bene, basta cosi'. E passano altri dieci anni.

E allora e' bene ricordare che ce n'e' tanta di strada da fare ancora. Per trovare quello spirito, quella voglia.
Capire che si puo' fare ancora tanto, migliorare. Avere un ideale da raggiungere.

Basta guardare quello che la sinistra e' riuscita a fare, nonostante tutto, qui in Giappone.
Vedi foto sotto, scattata da me medesimo.

C'e' poco da fare.
I nostri comunisti, non saranno mai cosi' organizzati.

martedì, febbraio 01, 2011

La roba


Riprendo un po' il post di Thesp, sull'affrancarsi.
Ma anche una routine di George Carlin che parla della roba, la roba di tutti noi. La roba che ci portiamo dietro, la roba che possediamo, che lasciamo a casa.
Di come la casa sia il posto di dove ci sia la nostra roba, dove la custodiamo.
Che il nostro livello di benessere e di rilassatezza dipende da quanto siamo circondati da roba nostra.

Una cosa che mi e' sempre piaciuta dello studiare la storia, la storiografia, e' l'analisi della forma mentis dell'uomo nelle diverse epoche. E' cosi' difficile riuscire a pensare come un uomo di un'altra epoca, non ci viene spontaneo.
Non tanto i concetti, quelli capiamo che sono diversi, ma i meccanismi, i processi mentali, fondamentalmente ci immaginiamo un uomo moderno, con strambe idee sulla religione e sullo stato del mondo e della scienza: ecco l'uomo romano. Niente di piu' sbagliato.

In realta', il rapporto con la "roba", col possesso, e' probabilmente una cosa che era percepita molto diversamente anche solo fino a un paio di secoli fa.
Quando un uomo fondamentalmente considerava proprio possesso quel che portava con se'e quello che lo faceva sopravvivere. Quindi un concetto diverso di tempo.
In cui fondamentalmente l'idea di vita era quella di una gara di resistenza.

Ora le cose sono diverse, ora e' quel che possiedi che ti definisce, o quel che non possiedi.
Anche i radical chic alla Thesp, o gli eremiti alla Razzi.
O i geni alla Apa.

Mi domando perche' e mi rendo conto che se mi stacco dal concetto di possesso, di consumo, mi rendo conto di come mi stiano fregando.
Di come mi stiano nascondendo che io debba morire, e di come mi stiano rubando il tempo per averne di piu'. O meglio, di come mi stiano assotigliando il tempo, annacquandolo. Puoi avere tre volte il tuo tempo, ma lo devi passare alienato dalla tua sopravvivenza, da cio' di cui hai bisogno, sei passato al livello successivo. Ora dai tempo per il tempo, abbiamo creato un sistema talmente complesso che ci ha fottuto.

Non abbiamo abolito la schiavitu', l'abbiamo solo resa universale. Non esistono padroni, non esiste liberta'. Credo ci possa essere qualcosa di meglio di questo.

venerdì, febbraio 05, 2010

martedì, maggio 12, 2009