Oldest.
L'abuso dell'uso del buso è il pazzo sollazzo del cazzo.
E l'eclettica dattilografia della canna e della banfa.
L'abuso dell'uso del buso è il pazzo sollazzo del cazzo.
ALLE ORE: 09:38
ALLE ORE: 10:05
Le vittorie e le sconfitte non sono state create tutte uguali, alcune valgono di più, altre di meno. Discriminanti fondamentali sono le circostanze, gli avversari, il momento, il modo. Le fasi a gironi, per esempio, le ho sempre ritenute delle scaramucce: si può pareggiare e anche perdere ma poi passare il turno. In regime di scontri ad eleminazione diretta si vedono i veri uomini, quelli che, quando conta, tiran fuori i testicoli.
A volte per farseli calciare.
Mancava solo quest'ultimo pezzo del puzzle per completare l'opera, come nel concerto non può mancare la canzone più famosa, quella più attesa. E come in un concerto d'altri tempi, alziamo tutti i nostri accendini luminosi, con commozione.
ALLE ORE: 11:10
ALLE ORE: 06:56
Anche l'ironia ha una sua architettura. Se analizzata, si possono riconoscere al suo interno degli impianti ben consolidati, delle forme ricorrenti che la caratterizzano. Uno dei metodi per repicarla, ad esempio, è la ripetizione. Un esempio di applicazione è il tormentone che, se utilizzato sapientemente non genera noia ma, dopo aver fatto montare l'aspettativa, regala grande ilarità.
Celebriamo il suo ritorno e, ammetiamolo, ci è tanto mancata. Mi riferisco all'unica vera Inter degna di essere vista e rivista, quella degli alti e bassi, quella che passa nello spazio di un nulla da "Preparate la vasella, che stiamo arrivando!" a "Mi passate la vasella, che mi stanno arrivando?"

ALLE ORE: 15:10
Le aspettative e l'anticipazione sono componenti consistenti ed importanti del calcio. Non potrebbe essere altrimenti per uno sport che vive fondamentalmente dell'attesa di un momento, quello del gol. La genialità di questo sport è che c'è sempre qualcuno che aspetta con cieca convinzione, solo per poi vederselo infilare nel bugigattolo posteriore senza passare per il via.
ALLE ORE: 21:58
ALLE ORE: 02:10
Che si dia una calmata, quest'Inter, che non posso fare una puntata degli 'strali' ogni due giorni. Dopo un po' finirebbe allo stesso modo di quel famoso striscione: "Non so più come insultarvi".
Per fortuna viene in mio soccorso Fiorello con la sua splendida parodia, così posso rifiatare.
Ci mancherai, Gasp, se non altro per i siparietti che ispiravi.
ALLE ORE: 15:00
ALLE ORE: 04:30
Scempio: strazio, deturpazione. Dal latino "exemplu", "esempio", da cui "punizione esemplare".
A volte, due elementi precedentemente compresi ed assimilati (ma mai messi in correlazione prima) risaltano improvvisamente come connessi. È da questo tipo di nuove associazioni che scaturiscono le epifanie. La somma di "È nato prima l'uovo o la gallina?" e "Oggi a me, domani a te" spiega rapidamente l'anima vera dello sfottò. Quando il tifoso di una squadra se la passa male, diviene subito lo zimbello di tutti gli altri, sopratutto degli odiati rivali. In tali periodi di nera disperazione, il tifoso, invece di sviluppare una cultura della pietà, mastica amaro e come una vipera, attende sotto una roccia. Quando, prima o poi, le sorti si ribalteranno, l'ex sbeffeggiato restituirà, possibilmente centuplicata, tutta la bile ingoiata. In questo circolo infinito, all'interno del quale è impossibile individuare la causa primigenia, sembra che l'interista abbia una naturale predisposizione ad essere il classico "pesce nel barile".
Sembra quasi ingiusto concentrarsi solo sulla partita di stasera dopo che, nelle prime tre partite ufficiali, l'Inter ha perso tre volte, prendendo copiosi e possenti calcioni nel fondoschiena . Ma quando vieni sbeffeggiato in casa da una squadra di tappezzieri turchi, tutto il resto tende a passare in secondo piano.
ALLE ORE: 01:19
ALLE ORE: 07:41
Fu anni fa, eppure ricordo ancora distintamente quando Apa mi domandò quali motivazioni mi spingessero a tifare Inter. Al momento mi parve una domanda semplice, se non fosse che si affrettò subito ad entrare nelle specifiche del caso. "La Juventus," mi fece l'esempio " rappresenta le virtù umane della dedizione, del sacrificio, dell'impegno, dell'orgoglio; il Milan è la squadra che più di ogni altra incarna, in Italia, gli ideali del bel gioco d'attacco, del fascino dei grandissimi campioni. L'Inter, invece, cosa rappresenta?" Alla domanda fece poi seguire quello sguardo attento ma perplesso che hanno i canidi quando inclinano la testa di lato, quasi cercassero veramente di capire quel che gli si dice.
Il motivo per cui sono nerazzurro mi venne in mente subito: alle elementari la maggior parte dei miei compagni di classe era interista ed io, che mi sentivo lo sfigato ostracizzato, decisi di cercare di recuperare punti tifando Inter. Nessun profondo motivo, nessun valore morale o affine virtù umana mi spinse a quella scelta, solo mera emulazione e senso di sopravvivenza.
E mentre Apa mi guardava con quel suo fare interrogativo e puro di chi è solo genuinamente interessato alla risposta e non ha alcun secondo fine, alcun desiderio di provare la propria superiorità, mi resi conto che non avevo il coraggio di ammettere la verità, quindi improvvisai:
"Perchè tifare per l'Inter non è facile. Le sconfitte, gli sfottò, l'umiliazione ti temprano. E anche perchè il ruolo del giullare è fondamentale, serve a capire che le cose non vanno prese sul serio."
Era il periodo prima di Calciopoli e l'Inter non vinceva nulla. Apa si limitò ad accettare la mia risposta senza contestarla, chi lo conosce sa che è per lui un atteggiamento del tutto inusuale. Non capii mai se fosse perchè si era accorto del mio bluff, della mia risposta inventata sul momento, o se invece avesse interpretato le mie parole come un segnale di resa, alla stregua del cane che infila la coda fra le gambe, facendogli ottenere una prematura quanto insipida vittoria.
Col tempo ho capito che le sue motivazioni eran certo fighe ed altisonanti, ma tanto posticce quanto quelle che avevo inventato lì su due piedi. Anche lui ha cominciato a tifare Juve per qualche input esterno e solo dopo, in un processo psicologico chiamato "razionalizzazione", ha deciso di fare l'upgrade a motivi più consoni al suo ego.
Oggi, però, posso finalmente rispondere a quella domanda che tanto mi spiazzò, e la risposta è "Scudetto 2006". Perchè sarà anche tutto un "magna magna", ma noi l'abbiamo fatta franca.
Live with it.
ALLE ORE: 20:11

"Qui al Milan non si vince una benedetta mazza; l'anno prossimo vado all'Inter
e me li fotto tutti allegramente"
Assolutamente geniale, almeno quanto il suo omonimo da Vinci.
ALLE ORE: 09:34
Sotto il profilo logico, il tifo si presenta come una pratica irrazionale. Mi è capitato più volte di conversare con persone che, giustamente, ne facevano notare i ridicoli paradossi. Il principale di questi è quello relativo alla reale connessione che c'è fra squadra/società e tifoso, una connessione puramente univoca in cui il tifoso si sente parte di qualcosa, mostra un senso di appartenenza che, di fatto, non ha alcun riscontro se non nella sua mente e nelle sue stesse azioni. Il tifo è fondamentalmente una pratica riflessiva e, per certi versi, onanistica. Suscita una certa ilarità pensare di tifare con ardore, esaltandosi o intristendosi, a seconda dei casi, per le gesta di 11 miliardari dei quali sappiamo tutto ma che di noi non sanno nulla, neanche il nome.
Se studiato da un punto di vista sociale e psicologico, invece, il tifo assume contorni più chiari, essendo espressione congiunta di alcune fissazioni tipiche della natura della nostra specie: il bisogno di appartenenza ad un gruppo; la tendenza a categorizzare tutto, riducendo a dicotomia; la necessità di difendere le proprie idee per difendere il proprio orgoglio. E così, un giorno, per motivi di varia natura, una persona può decidere di tifare per una squadra, compiendo quindi una scelta, prendendo una posizione. Questa scelta la pone in un gruppo, che, per costruzione, si definisce per inclusione ed esclusione. Quindi chi fa parte del gruppo presuppone che la scelta di farvi parte sia giusta e che chiunque scelga, per qualsiasi motivo, di non farne parte compia una scelta errata. Infine, dato che la natura e la società umana, sin da tempi immemori hanno distinto fra vincitore e sconfitto, fra retto ed empio, fra giusto e sbagliato, ecco che ogni persona tende a difendere strenuamente le proprie posizioni per non finire dalla parte meno desiderabile della dicotomia.
Citando Bertolt Brecht: "Mi sedetti dalla parte del torto, perchè tutti gli altri posti erano occupati."
Ecco, quindi, dove risiede la logica perversa del tifo: tifiamo perchè abbiamo fatto una scelta che non accettiamo possa essere avulsa dalla dicotomia giusto/sbagliato, e quindi, in ultima analisi, tifiamo per difendere il nostro orgoglio.
ALLE ORE: 00:10
ALLE ORE: 06:04
Nel calcio abbiamo l'inter, nel wrestling abbiamo questi tizi qui.
Secondo me non e' affatto giusto usare questi trucchetti per vincere, troppo facile cosi'.
Solo che, come fai a fermarli?
Con la loro tecnica sono imbattibili.
Sono sicuro che Moratti li sta gia' cercando per assicurarsi i loro servigi.
ALLE ORE: 07:50