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giovedì, giugno 21, 2012

Oldest.


L'abuso dell'uso del buso è il pazzo sollazzo del cazzo.

martedì, marzo 27, 2012

Strali di Gufo - Spy Story Edition



Moratti a Branca:"Dobbiamo scoprire perchè il Milan da trent'anni continua a vincere, eppure sono cambiati tutti: allenatori, giocatori, presidenti, medici..." Branca:"Mi ci faccia pensare un attimo, eminenza...HO TROVATO!!!c'è una sola persona che negli anni non è cambiata: SILVANO RAMACCIONI!!!" Moratti:"Bravo suddito! Allora anche noi, e dobbiamo fare anche di più!" "Ok, esoneriamo Ranieri e...". Il resto è storia recentissima. Sì, credo proprio sia andata così.

mercoledì, marzo 14, 2012

Strali di gufo: climax

Le vittorie e le sconfitte non sono state create tutte uguali, alcune valgono di più, altre di meno. Discriminanti fondamentali sono le circostanze, gli avversari, il momento, il modo. Le fasi a gironi, per esempio, le ho sempre ritenute delle scaramucce: si può pareggiare e anche perdere ma poi passare il turno. In regime di scontri ad eleminazione diretta si vedono i veri uomini, quelli che, quando conta, tiran fuori i testicoli.
A volte per farseli calciare.

Mancava solo quest'ultimo pezzo del puzzle per completare l'opera, come nel concerto non può mancare la canzone più famosa, quella più attesa. E come in un concerto d'altri tempi, alziamo tutti i nostri accendini luminosi, con commozione.

Endechomenon

Illuminante il commento di un compagno di sventura interista: "A marzo fuori da tutto e al settimo posto in campionato, sapevo che Ranieri fosse un perdente, ma non immaginavo fino a questo punto."

La famigerata fitta al culo

La messa è finita, andate in pace.

mercoledì, marzo 07, 2012

Maledetti milanisti



Hanno fatto tremare i polsi ai cugini interisti che speravano in una nuova Istanbul.

giovedì, febbraio 16, 2012

Pensiamo agli interisti






Che a quanto pare torneranno presto ad occuparsi di calcio estivo e smettere di seguire il campionato a gennaio.

Un nuovo appassionante sport. Pare che presto anche vecchie glorie dell'inter come Materazzi e Vampeta, se non assunti come direttori tecnici, potrebbero partecipare al campionato UTB.

martedì, febbraio 07, 2012

Strali di gufo: un ritorno tanto atteso

Anche l'ironia ha una sua architettura. Se analizzata, si possono riconoscere al suo interno degli impianti ben consolidati, delle forme ricorrenti che la caratterizzano. Uno dei metodi per repicarla, ad esempio, è la ripetizione. Un esempio di applicazione è il tormentone che, se utilizzato sapientemente non genera noia ma, dopo aver fatto montare l'aspettativa, regala grande ilarità.

Celebriamo il suo ritorno e, ammetiamolo, ci è tanto mancata. Mi riferisco all'unica vera Inter degna di essere vista e rivista, quella degli alti e bassi, quella che passa nello spazio di un nulla da "Preparate la vasella, che stiamo arrivando!" a "Mi passate la vasella, che mi stanno arrivando?"

Allora siamo d'accordo: chi perde fa pompini a tutti.

La partita di domenica ci restituisce, con quattro poderosi colpi pelvici, una delle più classiche ed amate maschere della commedia italiana: Interista Frignone. Temevamo di averla persa, invece era solo la pausa prima della battuta.
Ora ditemi che non vi viene da ridere.

lunedì, gennaio 16, 2012

Strali di gufo: identità rubata

Le aspettative e l'anticipazione sono componenti consistenti ed importanti del calcio. Non potrebbe essere altrimenti per uno sport che vive fondamentalmente dell'attesa di un momento, quello del gol. La genialità di questo sport è che c'è sempre qualcuno che aspetta con cieca convinzione, solo per poi vederselo infilare nel bugigattolo posteriore senza passare per il via.

"Prenditelo dietro, zingaro"
Intramontabile De Gregori.


Il derby comincia e si rivela subito una partita tesa e tattica, molto equilibrata, con le squadre molto attente. Ma non per il telecronista Mediaset Bruno Longhi che non fa nulla per dimostrare un briciolo di imparzialità:

"Thiago Silva esce da imperatore, supremazia Milan."
[Mettiti gli occhiali, Bruno.]

"Uno dei rari casi in cui la squadra di Ranieri riesce a costruire qualcosa."
[Fottiti, Longhi.]

"Ibra, colpo dello scorpione!"
[Ha solo fatto un colpo di tacco finito fuori, Bruno, datti una calmata.]

"Esce Nesta, stavolta, l'ovazione è per lui!"
[Vedrai che ovazione quando ti prenderò a bastonate, Longhi.]

"Ibra: numero!"
[È caduto col culo per terra, rincoglionito.]

"C'è tempo per l'ammucchiata: Pato, Ibra, Emanuelson."
[Bruno Longhi sogna di sesso che è una cannonata.]

"Gran numero di Nocerino! Si è addormentatato Maicon."
[Nocerino, il favorito di Longhi al prossimo Pallone D'oro.]

"Ora sarà un'altra partita, con la reazione rabbiosa del Milan."
[Le patetiche speranze del povero Bruno appena dopo lo svantaggio.]

"Ibrahimovic. Cercherà il numero."
[Adesso Longhi si crede anche un vaticinatore.]

"Milan all'arrembaggio!"
[I viaggi psichedelici di Bruno Longhi.]

"Ranieri Ha resuscitato una squadra che era morta."
[Come la tua fava, Bruno.]


Verso il finale della partita, arriva Apa online

Apa: Girami il link alla parta, dai.
Ergo: La vedo qui, con il commento imparziale di Bruno Longhi
Apa: Era interista, ora aziendalista?
Ergo: Parrebbe
Apa: Ma è Piccinini!

. . .

Ah.

Chissà se Bruno Longhi è al corrente del fatto che Sandro Piccinini va in giro spacciandosi per lui.

lunedì, dicembre 05, 2011

E' un po' che non vedo Ergo




Mi pare invecchiato male.

domenica, ottobre 30, 2011

Finalmente



Dopo una lunga serie di risicati pareggi, finalmente la Juve riesce a fare i tre punti con le squadre di bassa classifica!


giovedì, settembre 22, 2011

Strali di gufo: riciclo

Che si dia una calmata, quest'Inter, che non posso fare una puntata degli 'strali' ogni due giorni. Dopo un po' finirebbe allo stesso modo di quel famoso striscione: "Non so più come insultarvi".

Per fortuna viene in mio soccorso Fiorello con la sua splendida parodia, così posso rifiatare.



Ci mancherai, Gasp, se non altro per i siparietti che ispiravi.

mercoledì, settembre 21, 2011

Il buon giorno si vede dal mattino




Ti alzi e devi andare a lavorare.
Oggi arriva il Typhoon, hai sentito la pioggia battere tutta la notte. Questa mattina e' persino peggio.
Il cielo e' grigio, ma stranamente altissimo. Varia da plumbeo a quasi bianco, a chiazze.
E' bello e fastidioso. Probabilmente e' cosi' che mi vede la gente.
La luce, il rumore, mi ispessisce quel sottile mal di testa che sempre mi accompagna al mattino.

Non ho voglia di andare a lavorare, non ho voglia di pensare, di preoccuparmi, di logorarmi.

Ma so che lo devo fare.

Un bicchiere di latte, due biscotti. Una sigaretta.
Massi', perdiamo tempo, la gazzetta.

LA GAZZETTA!


L'INTER!

E improvvisamente la giornata mi sembra splendida e trovo la voglia di affrontarla appieno.

Non tanto per l'inter, tutti sanno quanto io ami questa squadra e quanto odi vederla perdere, soprattutto contro squadre come il Novara.

Ma piuttosto perche' questo vuol dire che oggi arrivera' un nuovo episodio della mia rubrica preferita, Strali di Gufo!!!

(Mi raccomando, prima che la Juve le prenda a Bologna).

giovedì, settembre 15, 2011

Strali di gufo: Scempio Ediscion

Scempio: strazio, deturpazione. Dal latino "exemplu", "esempio", da cui "punizione esemplare".

A volte, due elementi precedentemente compresi ed assimilati (ma mai messi in correlazione prima) risaltano improvvisamente come connessi. È da questo tipo di nuove associazioni che scaturiscono le epifanie. La somma di "È nato prima l'uovo o la gallina?" e "Oggi a me, domani a te" spiega rapidamente l'anima vera dello sfottò. Quando il tifoso di una squadra se la passa male, diviene subito lo zimbello di tutti gli altri, sopratutto degli odiati rivali. In tali periodi di nera disperazione, il tifoso, invece di sviluppare una cultura della pietà, mastica amaro e come una vipera, attende sotto una roccia. Quando, prima o poi, le sorti si ribalteranno, l'ex sbeffeggiato restituirà, possibilmente centuplicata, tutta la bile ingoiata. In questo circolo infinito, all'interno del quale è impossibile individuare la causa primigenia, sembra che l'interista abbia una naturale predisposizione ad essere il classico "pesce nel barile".

Sembra quasi ingiusto concentrarsi solo sulla partita di stasera dopo che, nelle prime tre partite ufficiali, l'Inter ha perso tre volte, prendendo copiosi e possenti calcioni nel fondoschiena . Ma quando vieni sbeffeggiato in casa da una squadra di tappezzieri turchi, tutto il resto tende a passare in secondo piano.

Nel culo nooooooooo!

I nerazzurri, poverini, ci hanno anche provato ma, per qualche motivo, l'organizzazione e i movimenti che hanno messo in campo li hanno fatti sembrare undici pazienti appena risvegliatisi dal coma.

Poi, invece, c'è anche chi è in coma irreversibile.

Nonostante tutti gli imprevisti, Razzi, potremmo finire a ritrovarci al Friuli per seguire Udinese-Inter in Europa League.

Aspettando STRALI DI GUFO...



E c'e' quella flebile speranza che tutto sia tornato come dovrebbe essere per legge naturale.

giovedì, luglio 21, 2011

Quelle cose che un po' riassumono i momenti



Tipo vedersi arrivare i tipi della TV via cavo, che ti chiedono se vuoi fare l'abbonamento, decidere di farlo, chiedere della serie A, sentirsi dire, tutti tronfi, che si', c'e' inter channel.

Tornare a casa e vedersi questi due giappi che sulle note di "Pazza Inter amala" discutono di Pagliuca, di Vieri, di Zenga.

Nella mia testa mi faccio l'idea che stessero elencando i piu' testa di cazzo dell'universo esaltati come non mai per il fatto che fossero tutti giocatori dell'Inter. (Come se poi fosse un caso).

Poi non hanno detto "Materazzi", quindi evidentemente stavano parlando di altro.


venerdì, luglio 15, 2011

Strali di gufo: Meglio di così...

Fu anni fa, eppure ricordo ancora distintamente quando Apa mi domandò quali motivazioni mi spingessero a tifare Inter. Al momento mi parve una domanda semplice, se non fosse che si affrettò subito ad entrare nelle specifiche del caso. "La Juventus," mi fece l'esempio " rappresenta le virtù umane della dedizione, del sacrificio, dell'impegno, dell'orgoglio; il Milan è la squadra che più di ogni altra incarna, in Italia, gli ideali del bel gioco d'attacco, del fascino dei grandissimi campioni. L'Inter, invece, cosa rappresenta?" Alla domanda fece poi seguire quello sguardo attento ma perplesso che hanno i canidi quando inclinano la testa di lato, quasi cercassero veramente di capire quel che gli si dice.

Il motivo per cui sono nerazzurro mi venne in mente subito: alle elementari la maggior parte dei miei compagni di classe era interista ed io, che mi sentivo lo sfigato ostracizzato, decisi di cercare di recuperare punti tifando Inter. Nessun profondo motivo, nessun valore morale o affine virtù umana mi spinse a quella scelta, solo mera emulazione e senso di sopravvivenza.

E mentre Apa mi guardava con quel suo fare interrogativo e puro di chi è solo genuinamente interessato alla risposta e non ha alcun secondo fine, alcun desiderio di provare la propria superiorità, mi resi conto che non avevo il coraggio di ammettere la verità, quindi improvvisai:

"Perchè tifare per l'Inter non è facile. Le sconfitte, gli sfottò, l'umiliazione ti temprano. E anche perchè il ruolo del giullare è fondamentale, serve a capire che le cose non vanno prese sul serio."

Era il periodo prima di Calciopoli e l'Inter non vinceva nulla. Apa si limitò ad accettare la mia risposta senza contestarla, chi lo conosce sa che è per lui un atteggiamento del tutto inusuale. Non capii mai se fosse perchè si era accorto del mio bluff, della mia risposta inventata sul momento, o se invece avesse interpretato le mie parole come un segnale di resa, alla stregua del cane che infila la coda fra le gambe, facendogli ottenere una prematura quanto insipida vittoria.

Col tempo ho capito che le sue motivazioni eran certo fighe ed altisonanti, ma tanto posticce quanto quelle che avevo inventato lì su due piedi. Anche lui ha cominciato a tifare Juve per qualche input esterno e solo dopo, in un processo psicologico chiamato "razionalizzazione", ha deciso di fare l'upgrade a motivi più consoni al suo ego.

Oggi, però, posso finalmente rispondere a quella domanda che tanto mi spiazzò, e la risposta è "Scudetto 2006". Perchè sarà anche tutto un "magna magna", ma noi l'abbiamo fatta franca.


Live with it.

lunedì, maggio 09, 2011

Il Colpo di Genio.




"Qui al Milan non si vince una benedetta mazza; l'anno prossimo vado all'Inter
e me li fotto tutti allegramente"
Assolutamente geniale, almeno quanto il suo omonimo da Vinci.

mercoledì, aprile 06, 2011

Strali di gufo: la scelta e l'orgoglio

Sotto il profilo logico, il tifo si presenta come una pratica irrazionale. Mi è capitato più volte di conversare con persone che, giustamente, ne facevano notare i ridicoli paradossi. Il principale di questi è quello relativo alla reale connessione che c'è fra squadra/società e tifoso, una connessione puramente univoca in cui il tifoso si sente parte di qualcosa, mostra un senso di appartenenza che, di fatto, non ha alcun riscontro se non nella sua mente e nelle sue stesse azioni. Il tifo è fondamentalmente una pratica riflessiva e, per certi versi, onanistica. Suscita una certa ilarità pensare di tifare con ardore, esaltandosi o intristendosi, a seconda dei casi, per le gesta di 11 miliardari dei quali sappiamo tutto ma che di noi non sanno nulla, neanche il nome.

Se studiato da un punto di vista sociale e psicologico, invece, il tifo assume contorni più chiari, essendo espressione congiunta di alcune fissazioni tipiche della natura della nostra specie: il bisogno di appartenenza ad un gruppo; la tendenza a categorizzare tutto, riducendo a dicotomia; la necessità di difendere le proprie idee per difendere il proprio orgoglio. E così, un giorno, per motivi di varia natura, una persona può decidere di tifare per una squadra, compiendo quindi una scelta, prendendo una posizione. Questa scelta la pone in un gruppo, che, per costruzione, si definisce per inclusione ed esclusione. Quindi chi fa parte del gruppo presuppone che la scelta di farvi parte sia giusta e che chiunque scelga, per qualsiasi motivo, di non farne parte compia una scelta errata. Infine, dato che la natura e la società umana, sin da tempi immemori hanno distinto fra vincitore e sconfitto, fra retto ed empio, fra giusto e sbagliato, ecco che ogni persona tende a difendere strenuamente le proprie posizioni per non finire dalla parte meno desiderabile della dicotomia.
Citando Bertolt Brecht: "Mi sedetti dalla parte del torto, perchè tutti gli altri posti erano occupati."

Ecco, quindi, dove risiede la logica perversa del tifo: tifiamo perchè abbiamo fatto una scelta che non accettiamo possa essere avulsa dalla dicotomia giusto/sbagliato, e quindi, in ultima analisi, tifiamo per difendere il nostro orgoglio.

Ecco cosa vuol dire saper perdere con classe.


Ve la ricordate? È proprio la caratteristica
posizione dell'infornata del Frankfurter.

In retrospettiva, quando alle elementari decisi di diventare interista, credo feci la scelta sbagliata.

sabato, febbraio 26, 2011

L'inter su Carrasco



Giocatore cileno under 20.
Ha conquistato con il proprio stile Moratti.
In effetti e' in linea con le linee guida dell'inter.

sabato, febbraio 05, 2011

Interismi



Nel calcio abbiamo l'inter, nel wrestling abbiamo questi tizi qui.
Secondo me non e' affatto giusto usare questi trucchetti per vincere, troppo facile cosi'.
Solo che, come fai a fermarli?
Con la loro tecnica sono imbattibili.

Sono sicuro che Moratti li sta gia' cercando per assicurarsi i loro servigi.

lunedì, novembre 22, 2010