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mercoledì, maggio 02, 2012

Il mio viaggio VIP



In modi e per motivi che non vi devono interessare, mi sono ritrovato nella sala di attesa VIP dell'aeroporto di Dublino.
Non nella lounge business/prima classe di una compagnia aerea, a quella ci siamo tutti abituati. Nella sala VIP dell'aeroporto. Quella riservata a rockstar e politici. E a gente come me, a quanto pare.

Ci si arriva direttamente in auto. Ti accoglie una stangona, ti accompagna alla tua stanza, al salotto arredato, televisione, giornali, champagne, cibo, birra, bevande.

Perche' sono uno che ha una certa immagine ordino un the.

Mi riposo e rilasso, sorseggio il mio the, arriva una bionda e mi comunica che, quando siamo pronti, quando vogliamo, ci possono accompagnare all'aereo.

Ci alziamo, e ci accompagnano in una saletta in cui tre gentilissimi individui ci fanno il security scan privato.

Poi, si apre una porta e ci fanno accomodare su una mercedes.

La bionda sale al posto di guida, e ci chiede i passaporti. La prima tappa e' la dogana, la donna scende e porta i nostri passaporti al controllo. Attendiamo in auto.

Ritorna, e ci porta, in auto, all'aereo.

Un terrificante biplano della cityjet, solo economica, praticamente un volo ryanair. Ma la mia esperienza VIP, che potrebbe, non finisce qui. Infatti salgono due omaccioni che si siedono ai miei fianchi, praticamente incastrandomi. Quello alla mia sinistra poi passa le due ore del volo a scapperarsi e poi giocare con le sgneppole che recupera.

Insomma. Living large. Living the life.


giovedì, ottobre 01, 2009

lunedì, luglio 27, 2009

Due come noi





Viaggio.
Con me c'è un negro uguale a Chris Rock.
C'è anche Kevin Federline, l'ex di Brittney Spears. Cappello, camicia, barba. Un bel ragazzo.

Più là c'è un tizio che è talmente anni 80 che il solo guardarlo mi fa venire in testa la colonna sonora di the breakfast club. Pantaloncini fighetti, all star, maglietta bianca larga, bretelle sottili che si incrociano, polsiera, occhialoni. Ma sono i pantaloncini con le bretelle che mi comunicano molto.
Molto disagio.

Scendo e vedo un tizio, egiziano, a torso nudo.
Sembra un orso. Grasso e muscoloso, un fisico animalesco e imponente, sotto alla pelle che sembra cuoio, sotto al pelo, sotto al grasso fasce di muscoli imponenti, massicce. Non mi sento sessualmente attratto, ma un certo tipo di curiosità, di fascino, lo suscita in me.
Sto diventando forse ricchione?

Ricomincio a camminare e ribecco Kevin Federline e mr Eighties, procedono innanzi a me fumando una sigaretta entrambi in modo molto fico.
Mi domando, sono davvero tanto "unico", o sono come loro sembrano a me, esagerati, inquadrati, ribelli improvvisati.

Due domande esistenziali nella stessa mattinata, non va bene.

Decido di comprarmi delle sigarette, le fumerò in modo molto fico alla fermata del tram.