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venerdì, giugno 22, 2012

giovedì, maggio 03, 2012

Strali di gufo: rivincite

Fra i molti difetti che mi contradistinguono ce ne sono due che formano una combinazione esplosiva: il primo è farsi delle aspettative, il secondo, essere rancoroso. 

Quando, ieri, Apa mi chiede se ho intenzione di vedere la partita, gli rispondo che cercherò di fare il mio meglio  per arrivare a casa il prima possibile. La partita in questione è Juventus-Lecce. Qualcuno si potrebbe legittimamente domandare come possa, tale insipida partita, interessare ad un interista. Il punto è che si tratta di un'occasione di sentire, parlare, banfare con un amico che, per il momento, vive dall'altra parte del globo. Pertanto, di rientro dall'aeroporto, rinuncio a far la spesa per precipitarmi a casa.

Dove Apa si nega. Skype gli succhia la banda, ma possiamo sempre chattare. Quattro righe distratte, poi il nulla. A quel punto, venuto a mancare il motivo primo di interesse della partita, mi godo la debacle dell'Inter.

È con una gioia vera, irrefrenabile e fanciullesca che apprenderò più tardi della papera del portiere della Juve: pareggio, avversari ad un punto, errore di una delle bandiere. E nonostante il cinismo in cui viviamo, per una volta ci credo, alla giustizia divina, al principio del bene assoluto che alla fine vince, al concetto che quel che semini, poi raccogli.


Contrizione da cappella atomica

E penso allo scorno, alla delusione, al fastidio, alla paura che quel pezzo di merda di Apa (come mi piace chiamarlo amichevolmente) deve aver provato. E godo, godo forte, di una goduria totale ed inebriante, piena, assoluta.

A volte l'ira sa essere uno dei peccati più appaganti. Delio Rossi ne converebbe con me.



Il piede di Buffon
 
E quando Apa se ne uscirà con qualcosa sulla falsariga di: non ho visto perchè dormivo / stavo male / avevo l'insonnia / mi hanno rapito gli alieni; godrò anche di più.

lunedì, marzo 12, 2012

Ho scelto!

Ho scelto il regalo per il mio compleanno.



Voglio che Apa reinterpreti questo video per me.
Per carità però: lascia la voce di Luciano.

venerdì, marzo 09, 2012

Fascino inalterato 2






E' bello ricevere conferme sul proprio sex appeal e sapere che il proprio fascino rimane inalterato, soprattutto in una specifica fascia demografica.

Qui in ufficio da me ci sono tante receptionist, giovani, carine. E tante "vicine" di ufficio. Sempre giovani, carine, vanno dallo sciatto al tiratissimo.

Poi c'e' il tecnico IT, gay. Un bel ragazzo. Che mi blocca ogni volta che mi vede, che mi dice che ha scoperto che il due marzo e' anche il giorno del mio compleanno, non solo del suo. E che forse abbiamo altro in comune.

giovedì, marzo 08, 2012

Fascino inalterato




E' bello ricevere conferme sul proprio sex appeal e sapere che il proprio fascino rimane inalterato, soprattutto in una specifica fascia demografica.

Qui in ufficio da me ci sono tante receptionist, giovani, carine. E tante "vicine" di ufficio. Sempre giovani, carine, vanno dallo sciatto al tiratissimo.

Poi c'e' la vecchia che viene a ritirare i bicchieri e le tazze per lavarli. Quella alla quale ieri ho detto "Scusi, aspetti un secondo... si ho una tazza da darle" e che ha risposto "Finalmente sento la tua voce".

Per poi aggiungere arrossendo "E' proprio come me la immaginavo: molto sexy".

venerdì, marzo 02, 2012

Prima che sia troppo tardi

Vi ricordo, cari i miei utenti, che siete sintonizzati su Aparazzi, il regno della banfa. Da noi la sovrapposizione è prassi, la cacofonia diventa eufonia, la ribellione è la norma, l'architettura è mobile, le catene giacciono a terra, spezzate.

E quindi come può un sondaggio imbrigliare la banfa, purosangue selvaggio ed indomabile? Domare gli attacchi di ispirazione di Thesp, flutti incontenibili e travolgenti? Inibire la psiche di hazey, cuore pulsante e tumultuoso?

Non può, non vuole, non deve.

Cede il passo, ma non abbassando il capo. Tradire il risultato di un sondaggio, vorrebbe dire venir meno ad un patto. Aparazzi, pur lasciandosi spesso sedurre dal dolce abbraccio della banfa, torna sempre a mantenere i propri impegni.

Cosa deve fare Ergo per celebrare il compleanno di Apa al meglio?


Compri un biglietto per il Giappone. Una volta là, sa cosa deve fare. 4 (28%)

Pubblichi la solita fotografia di un vecchio nudo, pare Apa gradisca il genere. 2 (14%)

Scriva il classico post commovente, mi piace immaginare Apa che piange. 2 (14%)

Produca un ritratto celebrativo di Apa, possibilmente includendo uno o più delfini. 1 (7%)

Mostri il filmato più imbarazzante di Apa che è in suo possesso. 4 (28%)

Lasci fare i post celebrativi a Thesp, che lui sì che ci sa fare. 1 (7%)

Solita adorabile varietà, verrebbe quasi voglia di soddisfare tutti, ma sarebbe profondamente diseducativo. Sia quindi il filmato.

Sicuramente lo ricordate, il nostro Apa, quando, con malcelato disprezzo, esprimeva quasi pietà per coloro che accoglievano quasi con gioia una tragedia che arrivava a riempire la loro monotona vita. Malati di protagonismo, ci spiegava, costoro erano quasi felici di poter parlare del terremoto in Giappone, di essere, per una volta, oggetto diretto dell'attenzione. Con la sua solita, sottile, acuta capacità analitica e il suo eloquio ricercato, tracciava il loro quadro psicologico, mostrandoci la loro piccolezza.



Alquanto imbarazzante, d'accordo, ma come può questo essere un regalo di compleanno? Come al solito gli aparazzini sono cattivelli ed amano coltivare il loro sollazzo. Tuttavia, in quanto autore di questa celebrazione, mi sembra opportuno dare un segnale concreto. Perchè, Apa, caro amico mio, in noi non c'è traccia di malizia o intento mortificatorio. E siccome siamo sicuri che anche tu ci riservi il medesimo tatto, offriamo il fianco, senza batter ciglio.



Sempre amici?

Scusate ma volevo scrivere qualcosa anche io oggi anche se il video di auguri è bellissimo e dovrebbe andare al posto della tizia inguardabile sulla destra

Poche persone mi fanno venire i nervi come Apa. La sua spocchia, il fatto che mi conosce e sa dove piantare gli spilli per darmi fastidio, perché si diverte, perché sa come e dove piantarli. Cazzo Apa non sono il tuo bambolotto voodoo.
Stanotte ho fatto un sogno. Stavo facendo una specie di gioco di ruolo, ero con un gruppo di persone ma non c'era nessuno che conosco nella vita reale. A un certo punto arrivavamo davanti a una torre su cui dovevamo arrampicarci. Anche se era un gioco, l'atmosfera non era affatto rilassata, anzi, io mi sentivo un po' agitata, in pericolo. Mi dicevo che era un po' esagerato salire su quella torre per un gioco, anzi, perché stavo giocando? Non volevo giocare. Volevo starmene in un bar a bere. Insomma si arrivava in cima a questa torre e vedevo gli oggetti impolverati della mia stanza di Bari, che rivedo ogni volta che torno. L'armadietto rosso, il violoncello abbandonato, il poster di John Lennon, il posacenere blu con le chiavi del terrazzo. Sembravano essere messi lì apposta per confondermi, ma era troppo strano. La polvere era reale. La torre aveva un che di nuvoloso e lontano e mi ci stavo quasi abituando. Poi qualcosa mi ha riportato a terra, perché stavo camminando con delle persone che non conoscevo, di nuovo, e una persona mi prendeva la mano. Come la fioraia un tempo cieca riconosce il vagabondo, io riconoscevo la mano di Ale. Non ci guardavamo, ma camminavamo vicini e avevamo lo stesso passo. Perché quando non mi pianta gli spilli nei polpastrelli, lui mi tiene la mano.
Pian piano mi sono svegliata e ho pensato che oggi è il suo compleanno.
Tutto è al suo posto oggi ed è bello sentirsi felici.

Apaversario 2012

Arriva quel giorno di festa e di gioia che viene una volta all'anno.

In quel giorno vorremmo condividere le emozioni con i nostri amici, quelli più cari.
A volte i nostri amici sono lontani e ci troviamo come api sparpagliate in apili che non sono i nostri.

E poi una forza, una ispirazione: nell'occhio della mente appare una visione completa.
La potenza della volontà è una potenza invincibile e unisce quelle vite che erano scritte per essere intesse inseparabilmente.

Questa è la nostra visione, questa è la nostra forza.
Celebriamo l'unione celebrando la vita del nostro eroe.

Tutto gridi BUON COMPLEANNO APA!

in hd peraltro


martedì, febbraio 14, 2012

Una brutta china

Delfini stupratori, vecchi nudi, cazzi volanti di ogni forma e colore, confraternite di contorsionisti autospopinanti, Vampeta in erezione ed ora anche un'obesa inguardabile come banner: è forse giunto il momento che Apa si ponga delle domande sulla qualità della sua navigazione telematica?

Ci facciamo la domanda e ci diamo una risposta nella maniera che più piace ad Aparazzi.

Che il sondaggio abbia inizio!

lunedì, gennaio 16, 2012

Strali di gufo: identità rubata

Le aspettative e l'anticipazione sono componenti consistenti ed importanti del calcio. Non potrebbe essere altrimenti per uno sport che vive fondamentalmente dell'attesa di un momento, quello del gol. La genialità di questo sport è che c'è sempre qualcuno che aspetta con cieca convinzione, solo per poi vederselo infilare nel bugigattolo posteriore senza passare per il via.

"Prenditelo dietro, zingaro"
Intramontabile De Gregori.


Il derby comincia e si rivela subito una partita tesa e tattica, molto equilibrata, con le squadre molto attente. Ma non per il telecronista Mediaset Bruno Longhi che non fa nulla per dimostrare un briciolo di imparzialità:

"Thiago Silva esce da imperatore, supremazia Milan."
[Mettiti gli occhiali, Bruno.]

"Uno dei rari casi in cui la squadra di Ranieri riesce a costruire qualcosa."
[Fottiti, Longhi.]

"Ibra, colpo dello scorpione!"
[Ha solo fatto un colpo di tacco finito fuori, Bruno, datti una calmata.]

"Esce Nesta, stavolta, l'ovazione è per lui!"
[Vedrai che ovazione quando ti prenderò a bastonate, Longhi.]

"Ibra: numero!"
[È caduto col culo per terra, rincoglionito.]

"C'è tempo per l'ammucchiata: Pato, Ibra, Emanuelson."
[Bruno Longhi sogna di sesso che è una cannonata.]

"Gran numero di Nocerino! Si è addormentatato Maicon."
[Nocerino, il favorito di Longhi al prossimo Pallone D'oro.]

"Ora sarà un'altra partita, con la reazione rabbiosa del Milan."
[Le patetiche speranze del povero Bruno appena dopo lo svantaggio.]

"Ibrahimovic. Cercherà il numero."
[Adesso Longhi si crede anche un vaticinatore.]

"Milan all'arrembaggio!"
[I viaggi psichedelici di Bruno Longhi.]

"Ranieri Ha resuscitato una squadra che era morta."
[Come la tua fava, Bruno.]


Verso il finale della partita, arriva Apa online

Apa: Girami il link alla parta, dai.
Ergo: La vedo qui, con il commento imparziale di Bruno Longhi
Apa: Era interista, ora aziendalista?
Ergo: Parrebbe
Apa: Ma è Piccinini!

. . .

Ah.

Chissà se Bruno Longhi è al corrente del fatto che Sandro Piccinini va in giro spacciandosi per lui.

domenica, gennaio 08, 2012

Battlefield Tokyo: Fighting Hypothermia

Giappone, Dicembre 2011, io, Razzi e Thesp siamo ospiti a casa di Apa, un algido cubo di vetro e cemento. I tre piani, di cui uno sotterraneo, sono collegati fra loro da vertiginose scale di chiara ispirazione Maya che tradiscono il medesimo sanguinolento scopo. Thesp cerca di comprovarne la pericolosità ergendosi su di una traballante sedia, in prossimità del baratro, con il fittizio intento di cambiare l'inclinazione di un faretto appeso al soffito. Millanta di voler migliorare l'arredamento luminoso della stanza, in realtà è evidente che stia cercando, nel suicidio, sollievo alla glaciazione in atto in quel nudo parallelepipedo di pietra. Purtroppo Apa lo ferma, tuonandogli contro, ed è in quel momento che comincia la disperata battaglia per il calore che, suo malgrado, Thesp non riuscirà mai a vincere davvero.

Lo so bene io che, arrivato a casa di Apa già da qualche giorno, pur avendo cercato di lanciare qualche messaggio subliminale, non sono riuscito a scongiurare un principio di cancrena alle estremità degli arti superiori ed inferiori. D'altra parte, più che girare per casa con due tute addosso, cappucci compresi, e con il cappotto, non ho il coraggio di fare.

Apa ci spiega che in Giappone il riscaldamento non esiste, che ci sono solo condizionatori convertiti a termoconvettori, e stufette elettriche. Quando sottolinea che l'uso dei suddetti è, ironia della sorte, caldamente sconsigliato, a causa della scarsa convenienza in termini di consumo energetico, mi rendo conto che la guerra sarà lunga e feroce. Questo mi viene subito confermato dagli occhi di Thesp che vedo brillare quando, dopo un furtivo e frenetico saettare, individuano finalmente il telecomando del condizionatore.

Misterioso, lontano oriente, pieno di contraddizioni e segreti. Infatti, pur "non essedoci riscaldamento in Giappone", ogni volta che si entra in qualche luogo che non sia la Fortezza della Solitudine di Umegaoka, ci si ritrova in un clima subtropicale, umido ed accogliente come il ventre di una madre. Addirittura, nei viaggi verso Kyoto e ritorno, la temperatura interna dell'autobus raggiunge tale intensità da incenerirmi completamente i peli pubici. Thesp perderà due centimetri di altezza, a Razzi, invece, cresceranno rigogliose piante in testa, effetto poi scomparso in qualche ora, con sua grande delusione.

Ma torniamo alla cella frigorifera di Tokyo. Per combattere il gelo pungente io mi vedo costretto a comprare un pigiama in micropile di nutria e le ciabattone imbottite di vello; Razzi gira per casa sempre dentro al suo sacco a pelo, come se fosse un Pisolone; Thesp, invece, si appropria di tutti i sistemi riscaldanti della casa e crea un suo personale ed esclusivo termo-fortino, tanto che arriviamo a sospettare che la notte dorma con la testa sul piano cottura. La guerra fra lui ed Apa è spietata e senza esclusione di colpi fra telecomandi nascosti e stufette accese all'alba ma, alla fine, quella casa rimarrà un frigidarium. Nonostante tutti i sotterfugi che la mente di Thesp riesce a partorire per aggirare divieti e controlli, la temperatura non si alzerà mai più di mezzo grado celsius.

Così, pur avendo consumato la stessa energia che serve per muovere Mazinga, Thesp non vincerà mai la sua battaglia con il gelo. Pertanto, la mattina quando io, lui ed Apa andiamo in aeroporto per tornare in Italia, decide di lasciare il termoconvettore acceso in modo che, per sommo sfregio, riscaldi quella Ice Lounge in assenza di Apa per l'intero mese successivo.

Fermamente convinto che da tutto ciò si possano trarre importanti lezioni, mi domando quali possano essere.

mercoledì, luglio 27, 2011

Meccaniche cerebrali



Sto diventando abitudinario.
Non in cio' che faccio in generale, ma nelle piccole azioni quotidiane. E devo dire che un poco la cosa mi spaventa.

Il mio cervello, asfissiato da task di alto livello, cerca di liberare la propria RAM associando  a piccoli gesti delle meccaniche automatiche che si sviluppano a livello quasi inconscio.

Non ci sono abituato, convinto come sono che la piu' alta delle virtu' e delle qualita' sia  la consapevolezza, ho sempre prestato la massima attenzione ad ogni cosa, provando persino un certo tipo di fastidio fisico quando non mi e' stato possibile in passato.
Paragonabile ad una goccia di sudore che scivola lungo la schiena e si infila con precisione nella cavita' delle natiche.
O alla sabbia nelle mutande.

Per dire, in vita mia, non ho mai perso quasi nulla. Solo cappelli.

Inoltre sono per natura caotico e disordinato, nella mia vita, e complicatamente sistematico nel mio modo di ragionare, alterno a singhiozzo zoom e grandangolo, lucidita' a emotivita' e analisi ed intuito. In modo convulso ma in un certo modo, per me, sensato. Consono.
Piu' o meno coscientemente alimento l'officina del mio stress e della mia ansia, con la mia stessa natura.

Per questa ragione, per disabitudine, per natura, spesso i meccanicismi li incasino di brutto. Come appunto i cappelli. E ora mi ritrovo ad aprire chiudere casa e infilare le chiavi nella tasca della borsa senza riflettere. La PASMO per la metro me la gioco tra borsa e tasche a seconda della tappa nel mio tragitto quotidiano e l'alterno con il badge dell'ufficio. Stessa cosa con il portafogli.
Per ora non e' successo nulla, ma non ho controllo, e nessuna fiducia in me stesso, su tutte queste e mille altre azioni quotidiane, potrei invertire i fattori. I tempi. Gli oggetti con i soggetti.

Ma quello che temo di piu' e' quando verra' il giorno in cui piscero' prima di averlo tirato fuori.

(il finalino)

mercoledì, aprile 20, 2011

Per seguire virtude e canoscenza


Con questo voglio rispondere al precedente post di Apa (aggravato dal fotofail).
Non fui fatto per star dietro ai tuoi giochi di dubbia arguzia.
Mentre attendevi la replica io ero impegnato, con un mio pari, nella conversazione virtuosa che qui riporto.


me: Fofo
ho una domanda urgente
tu dove abiti a Londra?
10:40 Alessandro: Chalk Farm
me: ok

[omissis]

11:03 Alessandro: Per esempio io pensavo di andare a vedere recitazione di poesie scandinave ermetiche, che so che ti pace.
me: wow
sai che oggi ho fatto una scoperta
stupefacente
anzi
2 scoperte
Alessandro: Il bidet
me: quasi!!!
incredibile
11:04 sei telepatico
allora ero seduto sul cesso
e come mio solito gorgeggiavo
quando a un certo punto
ho sentito che una nota della mia melodia
risuanava dietro di me
e ho riprodotto nuovamente la nota
e la nota continuava
anche dopo che avevo smesso
per qualche secondo
e allora mi sono girato
11:05 Alessandro: In quietante
me: e ho guardato la cisterna dello sciacquone
che ha la forma di una grande pillola
di metallo
Alessandro: hai trovato un topo canterino?
me: le ho dato un colpo di nocca
e come una campana
ha prodotto esattamente quella nota
così mi sono reso conto
Alessandro: L'hai mandata in risonanza?
me: che era la cisterna
che risuonava
11:06 con quella frequenza
non ti dico le ore liete
Alessandro: Immagino
me: passate a far risuonare la cisterna
dopodiché
Alessandro: LOLOL
me: mi sono dilettato a suonarla
al ritmo di una campana da chiesa
alché è arrivata Liuba
Alessandro: battendo o risuonando?
me: e mi ha detto "ma che cazzo fai? esci o no che devo andare in bagno?"
Alessandro: Giustamente
11:07 me: allora l'ho lasciata andare
ma dopo colazione sono tornato
e ho ricominciato
Alessandro: LOLOL
me: a battare la campana
alché si è prodotto
il secondo fenomeno
ancora più stupefacente
Liuba è arrivata
e mi ha detto
smettila!
Questo suono mi fa venire voglia di fare la cacca!
11:08 Alessandro: LOLOLOLOL
me: dopodiché
mi ha cacciato
e si è chiusa in bagno
una seconda volta
nell'arco di mezz'ora
Alessandro: Insomma ora puoi farla cagare a comando
me: ESATTO!
questa è una cosa eccezionale
Alessandro: LOLOLOL
me: pensa che adesso ho risolto un grande problema
cioé come
Alessandro: Che incredibile concomitanza di fattori
me: svegliarla quando la colazione è pronta
11:09 basterà battere sulla campana qualche minuto prima che esca il pane dal tostapane
e lei puntuale
dovrà andare al cesso
Alessandro: francesi, italiani e russi per arrivare ad una catena di eventi che si relazionano fra loro in modo così complesso e compiuto
me: mi dispiace solo che ci sfrattano
Alessandro: c'è la mano divina
me: dovrei portarmi la cisterna
nella nuova casa
11:10 per me questa è una giornata
speciale
Alessandro: O quantomeno segnarti la marca e controllare se anche le altre fanno lo stesso effetto
risonanza-lassativo
11:11 È decisamente un aneddotto per la vita.
me: comunque tutto ciò è semplicemente geniale
Alessandro: come mai vi sfrattano?
me: mi sento Benjamin Franklin
Alessandro: Non puoi far presente la cosa?
me: o Newton
Alessandro: Insomma non capita proprio tutti i giorni
me: Ho deciso
compro uno stock di campane lassative
11:12 e apro il mio negozio online
per stitici
l'audioterapia lassativa
Alessandro: Campane spurganti
me: e poi la cosa geniale
è che si integra con la sua funzione
non solo ti fa venire voglia di cagare
Alessandro: Il tempio audio dellos cat
me: ma poi ti sciacqua la merda
11:13 Alessandro: Dici che sia una vibrazione così intensa da rompere i legami chimici delle feci solidi riducendole a poltiglia liquida?
11:15 me: no
che è lo scarico stesso
che ti fa venire voglia di cagare
quella campana E' lo scarico
11:16 cioé è DOPPIAMENTE scarico
scarico perché ti fa scaricare e perché scarica le feci nella fogna
Alessandro: Sembra proprio che ci sia un piano divino in corso.

Come vedi, caro Apa, mentre tu ti diletti con motti di spirito io con il mio intelletto conduco la nazione verso la luce del progresso.

martedì, marzo 22, 2011

Cambiamenti


Saranno le radiazioni, sara' la vecchiaia, ma il mio corpo sta cambiando.
I miei capelli sembrano meno ribelli, quasi malleabili, anche ora che hanno una certa lunghezza.
Sono passato da pisciare una, due volte al giorno al massimo a svegliarmi la notte, verso le quattro, le cinque, per barcollare verso la tazza.

Ma la cosa che mi preoccupa di piu' e' la frequenza con la quale mi capita questo strano fenomeno per cui se mi siedo a lungo su certi tipi di sedili... mi si informicola il cazzo.


Cosi', per mantenervi aggiornati sul mio stato di decadimento fisico.

venerdì, marzo 11, 2011

Omens

Qualche tempo fa ero sul punto di fare un post sui grandi terremoti in Giappone.

Poi ho pensato che sarebbe stata una mossa poco carina nei confronti di Apa.

Sembra però che il nostro caro amico si sia dato una mano di iettatura da solo, per quelli che non lo sapessero il post precedente è infatti stato pubblicato PRIMA del terremoto.

Apa sostiene di aver avuto una premonizione: una cefalea "strana" che normalmente gli viene in concomitanza con repentini cambiamenti climatici.

Ho raccolto una testimonianza fotografica di questo intenso momento di attività medianica


Siamo felici che tu stia bene e siamo anche più tranquilli perché ora abbiamo la dimostrazione che saprai scampare a qualsiasi pericolo grazie al tuo superpotere.

Avvisaci prima la prossima volta.

mercoledì, marzo 02, 2011

Eroicamente

Abbiamo tutti i nostri problemi, le nostre piccole e grandi tragedie, le nostre paure, le nostre battaglie. Nessuna esistenza è, o sarà mai, facile. In questa valle di lacrime, però, c'è chi trova il suo equilibrio, chi vive con relativa serenità, chi riesce a coltivare una certa pace, se non proprio felicità. Situazioni e prospettive possono aiutare, ma credo sia anche un fatto di predisposizione mentale, di propensione attitudinale.

Infatti c'è anche l'inquieto, l'ansioso, il tribolato. E se devo pensare ad una persona che , nel mio immaginario, sembra sempre impegnata in un insanabile conflitto interiore, che sembra sempre in lotta per farcela, che si sveglia con un peso sulle spalle e sullo stomaco; se c'è qualcuno che mi immagino fieramente in battaglia con l'essere, quale fosse un compito, per quanto ingrato, assolutamente imperativo; se penso a qualcuno che, dopo ogni livido lasciatogli dalla vita, sospira profondamente, poggiando la mano sul ginocchio si rialza e, pulitosi il sangue con la mano, continua ad andare avanti; se penso a qualcuno, quando ascolto "I won't back down" nella versione di Johnny Cash, penso ad Apa.

Ad Apa che oggi compie 33 anni e che andrà avanti dove pure Gesù si è fermato.



"Il mondo intero, ma non dirlo a nessuno, mi vergogno."

(Takashi Mitsuhashi)

domenica, gennaio 30, 2011

Strali di gufo: Scontro fratricida, quando l'amicizia non ha più dignità

I fili con i quali la storia tesse la sua tela non si intrecciano mai in maniera scontata, formano trame a volte tragiche, a volte poetiche, spesso memorabili. La storia non si cura dei concetti ai quali l'uomo così disperatamente si aggrappa, non riconosce morale, giustizia, pietà. È così che ci regala storie di profonda, ingiusta, inebriante umiliazione.

Due fili, uno vorrebbe intrecciarsi, disegnar un mirabile arazzo, complesso, lussureggiante, grandioso; l'altro si nega, latita, ignora. A niente valgono i richiami, le preghiere, i punzecchiamenti, sordo ad ogni supplica, si eclissa.

Quando si presenta l'occasione della rivincita, essa arriva con i colori del bianco e del nero. La storia, cieca di valori, infierisce senza malizia e senza gioia. I doni che porta non li può assaporare, l'umanità sola può percepire il gusto agrodolce della comicità che scaturisce dalla mortificazione finale.


Uno dei due è un vincente bianconero, l'altro solo uno juventino

domenica, dicembre 19, 2010

Loacker, che bontà!




Ahahahahahahahah, ma chi è?

sabato, ottobre 16, 2010

Now what?




Bene.
Now what?
Voglio dire, mi sono sposato.
Ho girato e portato in giro Ergo e Rebo.
Sono andato a farmi qualche giorno sul monte Fuji.
Domani altro giretto, ma comunque.
Fatto.

Ora sono qui e che devo dire?
Credo di doverne parlare, alla fine racconto sempre i cazzi miei...

Dovessi seguire il trend generale su matrimoni et similia dovrei raccontare di quanto sia stato emozionante, entusiasmante, bellissimo e fantastico.
Tirarmela un po' che mi sono sposato in Giappone, trasformare in leggende due o tre momenti topici, pubblicare foto romantiche e quant'altro.

Onestamente, non me la sento proprio.

Ho sempre avuto la sensazione che ci fossero molte ragioni che spingessero a vivere il giorno del proprio matrimonio come un qualcosa di esaltante, eccitante, favoloso e favolistico.
La necessità di ottenebrare la mente, una di queste.
La paura, la tensione, il dubbio.
L'inconsapevolezza, forse un'altra.
L'emozione che va a coprire tutti quei punti che la logica, la lucidità, non toccano.

O così mi è sempre parso.

E pure mai mi è piaciuto quel render pubblico, quel celebrare, quell'esaltare e lasciare in pasto ad amici, parenti, baccanti e sicofanti. Quel rivoltare, quello sbudellare qualcosa di intimo, fragile, privato.
E perchè viva me, viva noi? Non ne sento il bisogno. Lo sentono gli altri? I convitati?


Ma è vero che io per certe cose sono fatto un po' al contrario.
Non ero emozionato affatto.
E mi sentivo a disagio con l'attenzione, addosso.
Mi sono divertito, mi sono ubriacato, ho cantato con amici, alcuni persino venuti dall'Italia e che non vedevo da tempo, come avrei potuto. Non divertirmi, intendo.

Emozionato?
Non io.
E mi avrebbe spaventato il contrario.
Mi sono emozionato quando ho, abbiamo, preso questa decisione, quello sì.
Da lì in poi per me è sempre stato uguale. Non lo dico in senso negativo, eh? Tutt'altro. Una costante positiva.

Non ha cambiato molto il di per sé molto pragmatico matrimonio giapponese.
Vai in un ufficio, comunichi loro che quella cosa che prima era due, ora la devono considerare uno.

Che è poi esattamente quello che ho fatto io tempo fa.
Ho capito che questa cosa, che era sempre stata due, la consideravo uno.
In fin dei conti mi sono "sposato" allora con LK.
Quella di questi giorni è stata una gradevole formalità, seguita da una festa. Con qualche amico vero.

domenica, ottobre 10, 2010

42

(by Montag and hazey)

L'imponderabile ci attende in qualsiasi momento a ogni angolo di strada.
Un'altra pietra miliare per l'umanità verrà posta oggi in Giappone.
Dopo la circumnavigazione della terra a opera di Magellano, dopo la passeggiata lunare di Neil Armstrong, dopo l'introduzione dei cuori di palma nel menu della fiaschetteria Il Latini di Firenze, due giovani incoscienti attualmente domiciliati a Tokyo daranno senso alle loro esistenze unendosi in un lieto e armonioso matrimonio.

È il 10/10/10.
42 in binario.

"Ho pieno il cervello di domande di cui vi assicuro nessuna delle risposte possibili mi ha mai portato una virgola di felicità; a parte una, LA domanda, l'unica della quale avrei voluto la risposta: è la ragazza giusta? E la risposta non è 42, è sì; indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì." (Arthur Dent)

Auguri Apa e LK.