Ma il sale sulla lingua...
...si è sciolto?
E l'eclettica dattilografia della canna e della banfa.
...si è sciolto?
ALLE ORE: 14:19
ALLE ORE: 22:51
Ho scelto il regalo per il mio compleanno.
Voglio che Apa reinterpreti questo video per me.
Per carità però: lascia la voce di Luciano.
ALLE ORE: 13:29
ALLE ORE: 04:10
ALLE ORE: 06:54
Vi ricordo, cari i miei utenti, che siete sintonizzati su Aparazzi, il regno della banfa. Da noi la sovrapposizione è prassi, la cacofonia diventa eufonia, la ribellione è la norma, l'architettura è mobile, le catene giacciono a terra, spezzate.
E quindi come può un sondaggio imbrigliare la banfa, purosangue selvaggio ed indomabile? Domare gli attacchi di ispirazione di Thesp, flutti incontenibili e travolgenti? Inibire la psiche di hazey, cuore pulsante e tumultuoso?
Non può, non vuole, non deve.
Cede il passo, ma non abbassando il capo. Tradire il risultato di un sondaggio, vorrebbe dire venir meno ad un patto. Aparazzi, pur lasciandosi spesso sedurre dal dolce abbraccio della banfa, torna sempre a mantenere i propri impegni.
Cosa deve fare Ergo per celebrare il compleanno di Apa al meglio?
Compri un biglietto per il Giappone. Una volta là, sa cosa deve fare. 4 (28%)
Pubblichi la solita fotografia di un vecchio nudo, pare Apa gradisca il genere. 2 (14%)
Scriva il classico post commovente, mi piace immaginare Apa che piange. 2 (14%)
Produca un ritratto celebrativo di Apa, possibilmente includendo uno o più delfini. 1 (7%)
Mostri il filmato più imbarazzante di Apa che è in suo possesso. 4 (28%)
Lasci fare i post celebrativi a Thesp, che lui sì che ci sa fare. 1 (7%)
Solita adorabile varietà, verrebbe quasi voglia di soddisfare tutti, ma sarebbe profondamente diseducativo. Sia quindi il filmato.
Sicuramente lo ricordate, il nostro Apa, quando, con malcelato disprezzo, esprimeva quasi pietà per coloro che accoglievano quasi con gioia una tragedia che arrivava a riempire la loro monotona vita. Malati di protagonismo, ci spiegava, costoro erano quasi felici di poter parlare del terremoto in Giappone, di essere, per una volta, oggetto diretto dell'attenzione. Con la sua solita, sottile, acuta capacità analitica e il suo eloquio ricercato, tracciava il loro quadro psicologico, mostrandoci la loro piccolezza.
Alquanto imbarazzante, d'accordo, ma come può questo essere un regalo di compleanno? Come al solito gli aparazzini sono cattivelli ed amano coltivare il loro sollazzo. Tuttavia, in quanto autore di questa celebrazione, mi sembra opportuno dare un segnale concreto. Perchè, Apa, caro amico mio, in noi non c'è traccia di malizia o intento mortificatorio. E siccome siamo sicuri che anche tu ci riservi il medesimo tatto, offriamo il fianco, senza batter ciglio.
Sempre amici?
ALLE ORE: 18:21
Poche persone mi fanno venire i nervi come Apa. La sua spocchia, il fatto che mi conosce e sa dove piantare gli spilli per darmi fastidio, perché si diverte, perché sa come e dove piantarli. Cazzo Apa non sono il tuo bambolotto voodoo.
Stanotte ho fatto un sogno. Stavo facendo una specie di gioco di ruolo, ero con un gruppo di persone ma non c'era nessuno che conosco nella vita reale. A un certo punto arrivavamo davanti a una torre su cui dovevamo arrampicarci. Anche se era un gioco, l'atmosfera non era affatto rilassata, anzi, io mi sentivo un po' agitata, in pericolo. Mi dicevo che era un po' esagerato salire su quella torre per un gioco, anzi, perché stavo giocando? Non volevo giocare. Volevo starmene in un bar a bere. Insomma si arrivava in cima a questa torre e vedevo gli oggetti impolverati della mia stanza di Bari, che rivedo ogni volta che torno. L'armadietto rosso, il violoncello abbandonato, il poster di John Lennon, il posacenere blu con le chiavi del terrazzo. Sembravano essere messi lì apposta per confondermi, ma era troppo strano. La polvere era reale. La torre aveva un che di nuvoloso e lontano e mi ci stavo quasi abituando. Poi qualcosa mi ha riportato a terra, perché stavo camminando con delle persone che non conoscevo, di nuovo, e una persona mi prendeva la mano. Come la fioraia un tempo cieca riconosce il vagabondo, io riconoscevo la mano di Ale. Non ci guardavamo, ma camminavamo vicini e avevamo lo stesso passo. Perché quando non mi pianta gli spilli nei polpastrelli, lui mi tiene la mano.
Pian piano mi sono svegliata e ho pensato che oggi è il suo compleanno.
Tutto è al suo posto oggi ed è bello sentirsi felici.
ALLE ORE: 12:56
Arriva quel giorno di festa e di gioia che viene una volta all'anno.
ALLE ORE: 02:39
Delfini stupratori, vecchi nudi, cazzi volanti di ogni forma e colore, confraternite di contorsionisti autospopinanti, Vampeta in erezione ed ora anche un'obesa inguardabile come banner: è forse giunto il momento che Apa si ponga delle domande sulla qualità della sua navigazione telematica?
Ci facciamo la domanda e ci diamo una risposta nella maniera che più piace ad Aparazzi.
Che il sondaggio abbia inizio!
ALLE ORE: 10:00
Le aspettative e l'anticipazione sono componenti consistenti ed importanti del calcio. Non potrebbe essere altrimenti per uno sport che vive fondamentalmente dell'attesa di un momento, quello del gol. La genialità di questo sport è che c'è sempre qualcuno che aspetta con cieca convinzione, solo per poi vederselo infilare nel bugigattolo posteriore senza passare per il via.
ALLE ORE: 21:58
Giappone, Dicembre 2011, io, Razzi e Thesp siamo ospiti a casa di Apa, un algido cubo di vetro e cemento. I tre piani, di cui uno sotterraneo, sono collegati fra loro da vertiginose scale di chiara ispirazione Maya che tradiscono il medesimo sanguinolento scopo. Thesp cerca di comprovarne la pericolosità ergendosi su di una traballante sedia, in prossimità del baratro, con il fittizio intento di cambiare l'inclinazione di un faretto appeso al soffito. Millanta di voler migliorare l'arredamento luminoso della stanza, in realtà è evidente che stia cercando, nel suicidio, sollievo alla glaciazione in atto in quel nudo parallelepipedo di pietra. Purtroppo Apa lo ferma, tuonandogli contro, ed è in quel momento che comincia la disperata battaglia per il calore che, suo malgrado, Thesp non riuscirà mai a vincere davvero.
Lo so bene io che, arrivato a casa di Apa già da qualche giorno, pur avendo cercato di lanciare qualche messaggio subliminale, non sono riuscito a scongiurare un principio di cancrena alle estremità degli arti superiori ed inferiori. D'altra parte, più che girare per casa con due tute addosso, cappucci compresi, e con il cappotto, non ho il coraggio di fare.
Apa ci spiega che in Giappone il riscaldamento non esiste, che ci sono solo condizionatori convertiti a termoconvettori, e stufette elettriche. Quando sottolinea che l'uso dei suddetti è, ironia della sorte, caldamente sconsigliato, a causa della scarsa convenienza in termini di consumo energetico, mi rendo conto che la guerra sarà lunga e feroce. Questo mi viene subito confermato dagli occhi di Thesp che vedo brillare quando, dopo un furtivo e frenetico saettare, individuano finalmente il telecomando del condizionatore.
Misterioso, lontano oriente, pieno di contraddizioni e segreti. Infatti, pur "non essedoci riscaldamento in Giappone", ogni volta che si entra in qualche luogo che non sia la Fortezza della Solitudine di Umegaoka, ci si ritrova in un clima subtropicale, umido ed accogliente come il ventre di una madre. Addirittura, nei viaggi verso Kyoto e ritorno, la temperatura interna dell'autobus raggiunge tale intensità da incenerirmi completamente i peli pubici. Thesp perderà due centimetri di altezza, a Razzi, invece, cresceranno rigogliose piante in testa, effetto poi scomparso in qualche ora, con sua grande delusione.
Ma torniamo alla cella frigorifera di Tokyo. Per combattere il gelo pungente io mi vedo costretto a comprare un pigiama in micropile di nutria e le ciabattone imbottite di vello; Razzi gira per casa sempre dentro al suo sacco a pelo, come se fosse un Pisolone; Thesp, invece, si appropria di tutti i sistemi riscaldanti della casa e crea un suo personale ed esclusivo termo-fortino, tanto che arriviamo a sospettare che la notte dorma con la testa sul piano cottura. La guerra fra lui ed Apa è spietata e senza esclusione di colpi fra telecomandi nascosti e stufette accese all'alba ma, alla fine, quella casa rimarrà un frigidarium. Nonostante tutti i sotterfugi che la mente di Thesp riesce a partorire per aggirare divieti e controlli, la temperatura non si alzerà mai più di mezzo grado celsius.
Così, pur avendo consumato la stessa energia che serve per muovere Mazinga, Thesp non vincerà mai la sua battaglia con il gelo. Pertanto, la mattina quando io, lui ed Apa andiamo in aeroporto per tornare in Italia, decide di lasciare il termoconvettore acceso in modo che, per sommo sfregio, riscaldi quella Ice Lounge in assenza di Apa per l'intero mese successivo.
Fermamente convinto che da tutto ciò si possano trarre importanti lezioni, mi domando quali possano essere.
ALLE ORE: 23:14
ALLE ORE: 05:27
ALLE ORE: 18:56
ALLE ORE: 18:48
Qualche tempo fa ero sul punto di fare un post sui grandi terremoti in Giappone.
ALLE ORE: 11:09
Abbiamo tutti i nostri problemi, le nostre piccole e grandi tragedie, le nostre paure, le nostre battaglie. Nessuna esistenza è, o sarà mai, facile. In questa valle di lacrime, però, c'è chi trova il suo equilibrio, chi vive con relativa serenità, chi riesce a coltivare una certa pace, se non proprio felicità. Situazioni e prospettive possono aiutare, ma credo sia anche un fatto di predisposizione mentale, di propensione attitudinale.
Infatti c'è anche l'inquieto, l'ansioso, il tribolato. E se devo pensare ad una persona che , nel mio immaginario, sembra sempre impegnata in un insanabile conflitto interiore, che sembra sempre in lotta per farcela, che si sveglia con un peso sulle spalle e sullo stomaco; se c'è qualcuno che mi immagino fieramente in battaglia con l'essere, quale fosse un compito, per quanto ingrato, assolutamente imperativo; se penso a qualcuno che, dopo ogni livido lasciatogli dalla vita, sospira profondamente, poggiando la mano sul ginocchio si rialza e, pulitosi il sangue con la mano, continua ad andare avanti; se penso a qualcuno, quando ascolto "I won't back down" nella versione di Johnny Cash, penso ad Apa.
Ad Apa che oggi compie 33 anni e che andrà avanti dove pure Gesù si è fermato.
"Il mondo intero, ma non dirlo a nessuno, mi vergogno."
ALLE ORE: 00:01
ALLE ORE: 23:57
Bene.
Now what?
Voglio dire, mi sono sposato.
Ho girato e portato in giro Ergo e Rebo.
Sono andato a farmi qualche giorno sul monte Fuji.
Domani altro giretto, ma comunque.
Fatto.
Ora sono qui e che devo dire?
Credo di doverne parlare, alla fine racconto sempre i cazzi miei...
Dovessi seguire il trend generale su matrimoni et similia dovrei raccontare di quanto sia stato emozionante, entusiasmante, bellissimo e fantastico.
Tirarmela un po' che mi sono sposato in Giappone, trasformare in leggende due o tre momenti topici, pubblicare foto romantiche e quant'altro.
Onestamente, non me la sento proprio.
Ho sempre avuto la sensazione che ci fossero molte ragioni che spingessero a vivere il giorno del proprio matrimonio come un qualcosa di esaltante, eccitante, favoloso e favolistico.
La necessità di ottenebrare la mente, una di queste.
La paura, la tensione, il dubbio.
L'inconsapevolezza, forse un'altra.
L'emozione che va a coprire tutti quei punti che la logica, la lucidità, non toccano.
O così mi è sempre parso.
E pure mai mi è piaciuto quel render pubblico, quel celebrare, quell'esaltare e lasciare in pasto ad amici, parenti, baccanti e sicofanti. Quel rivoltare, quello sbudellare qualcosa di intimo, fragile, privato.
E perchè viva me, viva noi? Non ne sento il bisogno. Lo sentono gli altri? I convitati?
Ma è vero che io per certe cose sono fatto un po' al contrario.
Non ero emozionato affatto.
E mi sentivo a disagio con l'attenzione, addosso.
Mi sono divertito, mi sono ubriacato, ho cantato con amici, alcuni persino venuti dall'Italia e che non vedevo da tempo, come avrei potuto. Non divertirmi, intendo.
Emozionato?
Non io.
E mi avrebbe spaventato il contrario.
Mi sono emozionato quando ho, abbiamo, preso questa decisione, quello sì.
Da lì in poi per me è sempre stato uguale. Non lo dico in senso negativo, eh? Tutt'altro. Una costante positiva.
Non ha cambiato molto il di per sé molto pragmatico matrimonio giapponese.
Vai in un ufficio, comunichi loro che quella cosa che prima era due, ora la devono considerare uno.
Che è poi esattamente quello che ho fatto io tempo fa.
Ho capito che questa cosa, che era sempre stata due, la consideravo uno.
In fin dei conti mi sono "sposato" allora con LK.
Quella di questi giorni è stata una gradevole formalità, seguita da una festa. Con qualche amico vero.
ALLE ORE: 12:15
(by Montag and hazey)
L'imponderabile ci attende in qualsiasi momento a ogni angolo di strada.
Un'altra pietra miliare per l'umanità verrà posta oggi in Giappone.
Dopo la circumnavigazione della terra a opera di Magellano, dopo la passeggiata lunare di Neil Armstrong, dopo l'introduzione dei cuori di palma nel menu della fiaschetteria Il Latini di Firenze, due giovani incoscienti attualmente domiciliati a Tokyo daranno senso alle loro esistenze unendosi in un lieto e armonioso matrimonio.
È il 10/10/10.
42 in binario.
"Ho pieno il cervello di domande di cui vi assicuro nessuna delle risposte possibili mi ha mai portato una virgola di felicità; a parte una, LA domanda, l'unica della quale avrei voluto la risposta: è la ragazza giusta? E la risposta non è 42, è sì; indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì." (Arthur Dent)
Auguri Apa e LK.
ALLE ORE: 01:54