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mercoledì, agosto 18, 2010

Kant


Un mio amico fa il DJ, qui in Giappone, e mi ha raccontato questa storiella su di una coppia mista.
Lei mezza giappa, lui fully non giappo ma non so di dove.
Lei beve, lui no.

Ora, il bere qui, in jap, è una cosa strana.
Anche da noi si esce a bere, figurarsi, c'e persino gente che ne fa un'abitudine, vedi il Razzi.
Ma nessuno mai, neppure il succitato Razzi, risponderebbe alla domanda "Che ti piace fare?" con "Bere".
Nessuno mai definirebbe con "bevo" il proprio stile di vita.

Nel paese delle categorie rigorose, degli hobby predefiniti e delle classi rigide, invece è cosi.
C'è a chi piace andare al cinema, a chi piace ballare, a chi piace bere.
E mille ragazze te lo dicono. Il mio stile è "bere alcohol".
Roba che in Italia, nel costante conflitto tra i sessi (il meladai/nontelado) verrebbe preso come un segnale di risoluzione del conflitto con una resa unilaterale.

Qui, dicevo, è normale. Che fai tu di bello? Bevo.

Dunque lei beve, lui e astemio.
Lei gli dice, se vuoi uscire, stare con me, devi bere. Perché? Perche io bevo. E' il mio stile di vita.
Lui dice OK. Ci provo.
Qui in effetti è facile cominciare.
E cosi comincia.
Lui beve, e non lo regge.
Insomma è spesso sverso. Lei pure, lui di più. Nel senso lui perde pure il controllo, non sa dov'è.

Capita una sera che non si sa bene cosa succede ma lei viene vista piangere a dirotto con un'amica.
E lui è collassato su di un divanetto, con una tipa attorcigliata attorno alle gambe.
La tipa, ovviamente, non è la lei della nostra storia.

Epilogo, si mollano. Due anni di relazione, convivenza, e si mollano.
Lui a malapena sa cosa ha fatto.
Lei non lo perdona.

Mi domando, c'è un colpevole in questa storia? Lui che perde il controllo? Lei che lo obbliga a bere?
O forse un colpevole non c'è, non c'e neppure una colpa, ma è semplicemente una cosa.
Una cosa che succede.
Che è successa.
E il trovare un equilibrio "morale" alla realta è una mia personale perversione.

sabato, giugno 20, 2009

L'estate






Non mi ha mai convinto, l'estate.
L'estate italiana, quella che sa di spring break americano, quella che sa di idiozia, di bevute, sesso, sole, mare.
Quella che sa di spensieratezza, trasgressione ed eccessi.
Quella che sa di gente che si prepara all'estate, all'alcool, al divertirsi per forza, al non stare soli, al tradire, al ridere, al fare l'alba.
Questa adolescenza adulta che io non ho mai vissuto, che ho saltato in qualche modo, sempre preso da qualcosa di diverso, e mi domando se il difetto non sia in me, in qualche forma di invidia, o se sia in qualche tipo di idiozia generazionale esterna al mio senture.
Quella punta di disprezzo, compatimento e confusione che provo di fronte a questi entusiasmi, da dove mi deriva? Sono il malinconico Tonio Kroger, sono un nerd superbo, sono una persona bloccata sulla soglia tra serietà e intima filosofica idiozia, sono un invidioso? Dove giace l'errore. Dove si nasconde il germe del difetto che corrode e rosicchia quel senso di armonia al quale la natura umana in qualche modo sembra tendere.
Sono io sbagliato? Sono io che mi separo, supponente. È quel mondo che la fa troppo semplice, troppo stupida, sciocca.
Come mi definisce l'indefinito rigetto che provo, il trovare in qualche modo abietta e nauseante l'abitudine eccessiva al godere di incontri pubblici, feste, festine, festini.

Ma soprattutto, ne avete mai viste di tette così in inverno?

sabato, gennaio 24, 2009

Ritorsioni





Il mondo fa schifo.
Le immagini di Gaza, dell'Africa, quelle più intime di certi ricordi del sud est asiatico mi girano per la testa.
Bambini allo stremo, senza casa, cresciuti come animali.
E ora il mondo è allo sbando per una crisi "finanziaria", una crisi che non vuole dire un cazzo su un sistema che ci siamo creati noi per sopravvivere e che sta andando a puttane. Una cosa che se fossimo gente seria ci diremmo "vabbe', abbiamo sbagliato, rifacciamo tutto da capo". Ma non siamo gente seria.
Siamo gente crudele e avida.

E continuo a pensare cosa posso fare. Vorrei aiutare la gente, ma non ne ho le capacità e probabilmente non ne ho neppure le palle.
Vorrei ribellarmi allora, fare danni al mondo, al sistema.
Ma come. Dove.
Dove posso colpirli dove fa più male.
In che modo posso causare il maggior danno possibile.


E poi capisco.
E decido.

Mi asterrò dal sesso per tutto il 2009.
Let's see the world cope with that!

giovedì, ottobre 02, 2008

Ain't that violent?

Aiuto.

Sto perdendo la testa, le notti, ore di lavoro, attenzione, concentrazione, stabilità fisica ed emotiva.

Per uno che poi trovo anche un pò noioso nella sua brillantezza e nel suo ingerire proteine, nel suo calore periferico e nel suo sguardo distante, nel prepararmi il caffè la mattina e poi suonare con la chitarra versi scritti dall'amico che è diventato una rockstar fallita mentre io mi preparo allo specchio, nel guardarmi con i suoi occhi mezzi verdi mezzi marroni con un'intensità sfuggente, nel suo avere un PhD in fisica e bere vino rosso parlando di psicologia cognitiva, nella sua consistenza un pò anglosassone un pò rhodesiana, nel dire davanti al migliore amico di come sia difficile per lui trpovare una ragazza che gli piace, ma quella che gli piace gli piace davvero, nel prendermi la mano sotto il tavolo e cercare costantemente di appoggiare il ginocchio al mio mentre i miei meccanismi affetti da un caos statico di pietra non sanno più se fa senso funzionare in senso orario o all'incontrario e le mie implicite richieste di vetro soffiato sono talmente trasparenti che la loro vulnerabilità diventa aria senza peso.

Ora come ora mi farei una dozzina di doppio martini bianco senza ghiaccio ma con tante olive.

Mi faccio un bagno in bianco e nero.

giovedì, giugno 12, 2008

lunedì, ottobre 08, 2007

Dilemma lacerante

Come molti di voi sapranno sono attualmente a Pasadena, California, dove sto seguendo un corso di illustrazione in una delle più prestigiose ed elitarie università del globo. Questo naturalmente non è un problema, anzi la cosa mi riempe di orgoglio. La cosa però diventa un problema nel momento in cui Apa, Pan e Razzi decidono di andare a fare una bella vacanza di tre settimane in Giappone. Diventa un problema perchè da un lato dovrei seguire le lezioni di questo trimestre, dall'altro ho l'intenso desiderio di bigiare due settimane e seguirli nel paese del Sol Levante. Apa, oltretutto, vorrebbe aquistare ad Akihabara una videocamera in uscita proprio in questi giorni. Ed io trovo ancora più allettante la possibilità di comprarla a mia volta per fare i registi gemelli.
Ora capite il mio dilemma? Da un lato rimanere, dall'altro partire con la prospettiva registi gemelli.
Voi cosa pensate dovrei fare?
Kevin, Ignazio, cosa faccio?