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giovedì, giugno 17, 2010

"Che è meglio!"



I più arguti l'avranno capito dalla citazione nel titolo.
A Ignazio sarà servita anche la vignetta.
A Mak lo spiego, ho messo gli occhiali.

Dopo una vita a vantarsi della propria vita perfetta, vado dall'ottico per un paio di occhiali riposa vista e scopro di essere astigmatico, dove credevo di essere solo antipatico.

Non devo portarli sempre, anche se mi danno un tono affascinante.
La mia vita sta cambiando pian piano.
Porto gli occhiali.
Bevo alcool sempre di più.
Prendo psicofarmaci.
Mangiucchio patatine, nutella, cose che disdegnavo fino a qualche tempo fa.
...

Cazzo, non sto solo invecchiando, mi sto trasformando nel Razzi!

Ci penso, rido.
La natura aborre il vuoto, la sua assenza si sta rivelando per me fatale, mi sto inrazzendo.

La prendo sul ridere ancora, poi abbasso lo sguardo.
L'effetto ottico delle lenti degli occhiali mi fa sentire, sembrare, significativamente più basso...

Cazzo ma allora...
Meglio che mi vada a controllare se sto perdendo anche i capelli va'.

venerdì, gennaio 09, 2009

Discese





La testa è pesante.
Le dita pure, deboli, cadono sulla tastiera, lente, attente, tremanti.
La concentrazione cerca di contrastare l'imprecisione che nasce dal brivido che le trasmettono i deboli polsi.
Gli occhi ciechi.
Innondati di lacrime, involontarie, come per la noia di Baudelaire. Il cervello pulsa, rimbomba nel cranio che pare esserne diventato il nemico, una scatola scomoda, un'abitazione pericolosa.
La gola arde per la temperatura, che sembra salire, non sembra fermarsi. Sono le nove. Sta a trentotto e mezzo. Ogni spasmo che parte dalle gambe è mezzo grado in più. Provo a contarli.
Ma la mente era persa in partenza, schiacciata da quella depressione ciclica che ritorna a ondate sempre maggiori. Il peso dei sensi di colpa, dei rimpianti, delle malinconie. Per aver sciupato o lasciato sciupare cose importanti. Le paure, come morsi.
L'odio solo da poco riconosciuto. Il tempo perso, il tempo che non si riesce a fermare.
Solo la tosse, dolorosa, sanguinante, interrompe il flusso di pensieri sudici e suicidi. Prima con un dolore al petto, poi con una fitta che parte dall'intersecarsi dei seni nasali e a parabola scende nella nuca, attraversando la materia grigia.

Il corpo cede.
La mente prima di lui.

E se la situazione non vi pare abbastanza grigia, vi ricordo che in sala c'è Razzi che canticchia, sbevucchia e mangiucchia.