Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno
Oggi 12 Luglio 2012, sono passati sei anni e mezzo dalla nascita di Aparazzi. Il movente: offrire un punto di contatto ad un variegato gruppo di conoscenti-colleghi-amici che si trovava nelle fasi iniziali di una diaspora. Col tempo ci sono state aquisizioni e defezioni, ma, per chi è rimasto, questo luogo ha sempre adempiuto a quella sua promessa iniziale.
Duemilaottocentosettatasette post più tardi, dopo un paio di tentativi andati a vuoto, Apa mi ha confidato che presto si chiuderanno i battenti. Mi è sembrato stanco, Alessandro, ormai proiettato mentalmente in una nuova fase della sua vita, sempre più carica di impegni, responsabilità, doveri, impossibilitato a dare al blog quel che vorrebbe. Addolorato nel vedere Aparazzi diventare saltuario, in lui il rifiuto di questa nuova, ridotta realtà.
E mi son reso conto che sarebbe egoismo voler prolungare questo suo spossato dolore, costringerlo a trascinare qualcosa che è vissuto, per sei anni e mezzo, prevalentemente sul suo impegno e sulla sua dedizione. Ogni storia degna di essere raccontata deve giungere ad una fine, concludersi infine, quasi a provare di essere esistita. È giusto, rispettoso, maturo farsi da parte e lasciare che The Apa & Razzi Show esca di scena con dignità.
Let it go.
Per un'ultima volta, però, incontriamoci. Che sia AparazziFest per un'ultima grandiosa volta. E che ci sia più gente possibile, che ci siano Razzi e Thesp, Byfluss e Byflussino, Apa, Ergo, Hazey, Scarlet, Montag, Diable, e tutti coloro che vorranno partecipare, magari addirittura Ignazio. Concordiamo la data e il luogo, mangiamo e festeggiamo, non la fine di Aparazzi, ma il fatto che sia esistito.
Che non sia un gemito, ma un'esplosione.
