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martedì, settembre 25, 2012

INCHIESTA: Ergonomico "Cavaliere senza macchia"? Prima controlliamo le mutande.



Avevo lasciato Aparazzi perche' frequentare Ergo e postare sul blog era effettivamente troppo per me.

Come bere la coca cola e la pepsi assieme. Assurdo. Inutile.


Dovevo fare una scelta, la feci: Ergo.

LOL. "Feci".

Poi arriva l'altra sera, a casa mia, siamo li' che ci godiamo la Juve che fa l'impresa.
Mica Ergo mi deve tirar giu' uno scoreggione sul divano?

"Ops", dice.

Ops...

Well.
Solo gli scemi non cambiano idea.
I am back.
In Japan.

Lontano da Ergo.

sabato, luglio 07, 2012

Ergonomia prorogata

Per motivi diversi, Apa e JUVE CAMPIONE sono poco presenti sul blog in questi ultimi giorni.

Apa sta lavorando senza respiro, senza tregua, perfino ieri sera, quando siete usciti tutti insieme a divertirvi, a godervi la febbre del venerdì sera londinese. Vaffanculo.

Anche JUVE CAMPIONE è messo male. Sì, perché sta in vacanza, sta prendendo un sole con i controcoglioni in qualche super-spiaggia della Micronesia. Nel Pacifico. Poverino.

Beh, nonostante ciò, ci sono cose che un tempo non si sarebbero dimenticati, cose più importanti del lavoro, dell'abbronzatura, delle vacanze, della fighetta. Cose da celebrare prima di ogni altra.

Cose come il compleanno di Ergo.

Un tempo, appunto, perché ieri se ne sono dimenticati.
Almeno qui.

Auguri in ritardo, Ergo. Anche da parte di JUVE CAMPIONE che ieri non si è potuto connettere.

Forza Inter.

lunedì, marzo 05, 2012

Contraccambiare




Ecco, dopo questa serie di post e regali uno cosa deve fare?
Tra un mese  c'è Thesp.
Poi Ergo.
Poi Hazey.

Razzi per fortuna è già passato.

Complenni a raffica.

E io mi devo preparare un poco, organizzare, non posso farmi trovare a mani vuote.

Per fortuna la rete mi aiuta: ho già qualche idea.

venerdì, marzo 02, 2012

Prima che sia troppo tardi

Vi ricordo, cari i miei utenti, che siete sintonizzati su Aparazzi, il regno della banfa. Da noi la sovrapposizione è prassi, la cacofonia diventa eufonia, la ribellione è la norma, l'architettura è mobile, le catene giacciono a terra, spezzate.

E quindi come può un sondaggio imbrigliare la banfa, purosangue selvaggio ed indomabile? Domare gli attacchi di ispirazione di Thesp, flutti incontenibili e travolgenti? Inibire la psiche di hazey, cuore pulsante e tumultuoso?

Non può, non vuole, non deve.

Cede il passo, ma non abbassando il capo. Tradire il risultato di un sondaggio, vorrebbe dire venir meno ad un patto. Aparazzi, pur lasciandosi spesso sedurre dal dolce abbraccio della banfa, torna sempre a mantenere i propri impegni.

Cosa deve fare Ergo per celebrare il compleanno di Apa al meglio?


Compri un biglietto per il Giappone. Una volta là, sa cosa deve fare. 4 (28%)

Pubblichi la solita fotografia di un vecchio nudo, pare Apa gradisca il genere. 2 (14%)

Scriva il classico post commovente, mi piace immaginare Apa che piange. 2 (14%)

Produca un ritratto celebrativo di Apa, possibilmente includendo uno o più delfini. 1 (7%)

Mostri il filmato più imbarazzante di Apa che è in suo possesso. 4 (28%)

Lasci fare i post celebrativi a Thesp, che lui sì che ci sa fare. 1 (7%)

Solita adorabile varietà, verrebbe quasi voglia di soddisfare tutti, ma sarebbe profondamente diseducativo. Sia quindi il filmato.

Sicuramente lo ricordate, il nostro Apa, quando, con malcelato disprezzo, esprimeva quasi pietà per coloro che accoglievano quasi con gioia una tragedia che arrivava a riempire la loro monotona vita. Malati di protagonismo, ci spiegava, costoro erano quasi felici di poter parlare del terremoto in Giappone, di essere, per una volta, oggetto diretto dell'attenzione. Con la sua solita, sottile, acuta capacità analitica e il suo eloquio ricercato, tracciava il loro quadro psicologico, mostrandoci la loro piccolezza.



Alquanto imbarazzante, d'accordo, ma come può questo essere un regalo di compleanno? Come al solito gli aparazzini sono cattivelli ed amano coltivare il loro sollazzo. Tuttavia, in quanto autore di questa celebrazione, mi sembra opportuno dare un segnale concreto. Perchè, Apa, caro amico mio, in noi non c'è traccia di malizia o intento mortificatorio. E siccome siamo sicuri che anche tu ci riservi il medesimo tatto, offriamo il fianco, senza batter ciglio.



Sempre amici?

mercoledì, gennaio 18, 2012

domenica, gennaio 08, 2012

Battlefield Tokyo: Fighting Hypothermia

Giappone, Dicembre 2011, io, Razzi e Thesp siamo ospiti a casa di Apa, un algido cubo di vetro e cemento. I tre piani, di cui uno sotterraneo, sono collegati fra loro da vertiginose scale di chiara ispirazione Maya che tradiscono il medesimo sanguinolento scopo. Thesp cerca di comprovarne la pericolosità ergendosi su di una traballante sedia, in prossimità del baratro, con il fittizio intento di cambiare l'inclinazione di un faretto appeso al soffito. Millanta di voler migliorare l'arredamento luminoso della stanza, in realtà è evidente che stia cercando, nel suicidio, sollievo alla glaciazione in atto in quel nudo parallelepipedo di pietra. Purtroppo Apa lo ferma, tuonandogli contro, ed è in quel momento che comincia la disperata battaglia per il calore che, suo malgrado, Thesp non riuscirà mai a vincere davvero.

Lo so bene io che, arrivato a casa di Apa già da qualche giorno, pur avendo cercato di lanciare qualche messaggio subliminale, non sono riuscito a scongiurare un principio di cancrena alle estremità degli arti superiori ed inferiori. D'altra parte, più che girare per casa con due tute addosso, cappucci compresi, e con il cappotto, non ho il coraggio di fare.

Apa ci spiega che in Giappone il riscaldamento non esiste, che ci sono solo condizionatori convertiti a termoconvettori, e stufette elettriche. Quando sottolinea che l'uso dei suddetti è, ironia della sorte, caldamente sconsigliato, a causa della scarsa convenienza in termini di consumo energetico, mi rendo conto che la guerra sarà lunga e feroce. Questo mi viene subito confermato dagli occhi di Thesp che vedo brillare quando, dopo un furtivo e frenetico saettare, individuano finalmente il telecomando del condizionatore.

Misterioso, lontano oriente, pieno di contraddizioni e segreti. Infatti, pur "non essedoci riscaldamento in Giappone", ogni volta che si entra in qualche luogo che non sia la Fortezza della Solitudine di Umegaoka, ci si ritrova in un clima subtropicale, umido ed accogliente come il ventre di una madre. Addirittura, nei viaggi verso Kyoto e ritorno, la temperatura interna dell'autobus raggiunge tale intensità da incenerirmi completamente i peli pubici. Thesp perderà due centimetri di altezza, a Razzi, invece, cresceranno rigogliose piante in testa, effetto poi scomparso in qualche ora, con sua grande delusione.

Ma torniamo alla cella frigorifera di Tokyo. Per combattere il gelo pungente io mi vedo costretto a comprare un pigiama in micropile di nutria e le ciabattone imbottite di vello; Razzi gira per casa sempre dentro al suo sacco a pelo, come se fosse un Pisolone; Thesp, invece, si appropria di tutti i sistemi riscaldanti della casa e crea un suo personale ed esclusivo termo-fortino, tanto che arriviamo a sospettare che la notte dorma con la testa sul piano cottura. La guerra fra lui ed Apa è spietata e senza esclusione di colpi fra telecomandi nascosti e stufette accese all'alba ma, alla fine, quella casa rimarrà un frigidarium. Nonostante tutti i sotterfugi che la mente di Thesp riesce a partorire per aggirare divieti e controlli, la temperatura non si alzerà mai più di mezzo grado celsius.

Così, pur avendo consumato la stessa energia che serve per muovere Mazinga, Thesp non vincerà mai la sua battaglia con il gelo. Pertanto, la mattina quando io, lui ed Apa andiamo in aeroporto per tornare in Italia, decide di lasciare il termoconvettore acceso in modo che, per sommo sfregio, riscaldi quella Ice Lounge in assenza di Apa per l'intero mese successivo.

Fermamente convinto che da tutto ciò si possano trarre importanti lezioni, mi domando quali possano essere.

domenica, dicembre 04, 2011

Riprendersi sul finale



Che Ergo è esigente.

venerdì, novembre 18, 2011

Il Giappone si prepara per Ergo







Sperm donor with understanding.Ad ID 65990
Date listed  2011-11-15 11:16

Healthy, optimistic, peaceful Caucasian who is happy with his life&work, preferably 180+cm tall (but not vital) sperm donor (=sex partner) in and around Tokyo sought by an attractive and independent SJF. 

Both sperm banks and artificial inseminations are illegal in Japan - please help me become a mother.  
NO obligations required, I am not looking for a husband. Please message me with a brief self-introduction (and a pic. if you don't mind); 
strictly serious and sincere messages only please - time is precious.

venerdì, ottobre 14, 2011

Ergo Spalma


(cliccate sull'immagine per ingrandirla)

Nel 1978 Loro sì che sapevano tutto.
Ps. Ergo scusami, ho trovato per caso questa pubblicità e non potevo tenerla solo per me.

mercoledì, settembre 21, 2011

Il buon giorno si vede dal mattino




Ti alzi e devi andare a lavorare.
Oggi arriva il Typhoon, hai sentito la pioggia battere tutta la notte. Questa mattina e' persino peggio.
Il cielo e' grigio, ma stranamente altissimo. Varia da plumbeo a quasi bianco, a chiazze.
E' bello e fastidioso. Probabilmente e' cosi' che mi vede la gente.
La luce, il rumore, mi ispessisce quel sottile mal di testa che sempre mi accompagna al mattino.

Non ho voglia di andare a lavorare, non ho voglia di pensare, di preoccuparmi, di logorarmi.

Ma so che lo devo fare.

Un bicchiere di latte, due biscotti. Una sigaretta.
Massi', perdiamo tempo, la gazzetta.

LA GAZZETTA!


L'INTER!

E improvvisamente la giornata mi sembra splendida e trovo la voglia di affrontarla appieno.

Non tanto per l'inter, tutti sanno quanto io ami questa squadra e quanto odi vederla perdere, soprattutto contro squadre come il Novara.

Ma piuttosto perche' questo vuol dire che oggi arrivera' un nuovo episodio della mia rubrica preferita, Strali di Gufo!!!

(Mi raccomando, prima che la Juve le prenda a Bologna).

venerdì, agosto 26, 2011

Ergo e Byflo, worlds collide



Arte.
Ed eroticismo.

Si incontrano in questo bellissimo gioiello di pura arte che vede anche il nostro eroticissimo byflu come guest star nel secondo episodio, sotto la pioggia.

sabato, agosto 20, 2011

Dedicato a Ergo - tu come stai?



Ergo non essere geloso, qui ci sono dediche anche per te.
So che apprezzerai.

mercoledì, luglio 06, 2011

Quale regalo migliore



Quale regalo migliore davvero.
E' il compleanno di Ergo.
Avevo preparato un post pregno e curioso e sentimentale. Pieno di emozioni, ricordi. Un post che evocava l'unicita' della nostra amicizia e della persona, le sue idiosincrasie, qualche frecciatina, tanto amore.

Ma ubi maior, minor cessat.

Cosa posso fare di fronte al tempismo di questa sentenza. Tutto sbiadisce.
Quale regalo migliore, e non sono ironico.

Perche' se il 90% degli interisti in questo momento ha il culo che brucia, la schiuma alla bocca mentre dice, come quel signore del loro capo, "Facchetti no", io lo so che Ergo e' li', che se la ride.
Che se la gode anche di piu'.
Che dice "prescritto".
Che improvvisamente sente proprio quegli scudetti, e che li sentira' ancora di piu' se il 18 luglio qualcuno glielo leveranno.

Rubare, vincere, farla franca pur venendo beccati.
Perche' Ergo e' la persona piu' crudelmente buona che conosca.
Uno che ti insulta per dirti che ti vuole bene.
Uno che ti soffoca di frecciatine per ridere di te, con te.

Ma che se solo provi a farlo tu con lui, apre un tondo portale, si infila in un tipico ascensore di Milano, e non lo rivedi piu'.

Ergo, goditi questi 33 anni. Da campione.
Lascia che io sia il tuo Facchetti.

E ora un video che evoca dolci ricordi

venerdì, maggio 06, 2011

I sogni son desideri


Ultimamente sogno di brutto.
Sogni profondi intensi, saporiti e rotondi.
Complessi ed incomprensibili.

Mi sono da poco svegliato e ho sognato di lavorare, cosa che sto facendo troppo ultimamente, in uno studio di quelli vecchi, antichi, che vedevi una volta nei film.
Ottocentesco. Ridondante.
Pieno di libri, intarsi, librerie, velluti e pergamene.

Al lavoro con me c'è Ergo, che mi fa da assistente, tipo.
Dobbiamo chiamare Celentano.
Dobbiamo chiedere di fare qualche tipo di lavoro per noi, ma non mi ricordo cosa.

Lego il fatto, nel sogno stesso, al referendum, ho letto da qualche parte che Celentano sta facendo campagna referendaria. E dico a Ergo che gli dica qualcosa, faccio qualche commento sgradevole dei mie e lui, che sta già telefonando a Celentano, mi porge la cornetta e mi dice diglielo, diglielo.

Poi sente che qualcuno risponde, cambia totalmente tono, parla in inglese, dice che no, non abbiamo il nuovo numero di Adriano, se lo fa dare, ringrazia in italiano e saluta, e ricomincia a fare il pirla con me e bestemmia contro Celentano, reo di non averci avvisato del cambio di residenza e numero telefonico.

Al che realizzo che è un sogno, che sono in Giappone, che mi sono dimenticato di avvisare l'ambasciata sia che sono tornato a Tokyo, sia del MIO cambio di residenza, e che con tutta probabilità questo risulterà nella mia impossibilità a votare per il referendum visto che mi avranno, se l'hanno fatto, mandato tutto all'indirizzo sbagliato.

Torna tutto insomma.
Tranne Ergo.

Ma Ergo è la mia coscienza e la mia curiosità, infatti mi sveglio e mi rendo conto che il personaggio ERGO che ho sognato, era profondo e complesso tanto la mia percezione di Ergo nella realtà. Era completo. Cagava il cazzo per sfottere, era un rompicoglioni per sfizio, brillante e pedante, nel momento di serietà faceva quella faccia e quel tono che fa Ergo in quei momenti lì. Un simulacro, un eidolon perfetto di Ergo nella mia testa.
In genere quando sogno qualcuno non è così, mi rendo conto che sono miei proiezioni. Qui mi son svegliato con la sensazione che fosse proprio lui.

E se chiudo gli occhi lo vedo che mi fa l'occhiolino, ammicca e mi manda a fanculo.
Mi manca.

martedì, maggio 03, 2011

Ad Ergom

"Il sedile ergonomico"



Trovo il commento sul "vivere e lasciar vivere" estremamente egoistico, cieco, e inappropriato.

Sia in un post che parla della morte di un tizio (:P), sia legato al discorso blogging.

Infatti se rimane comprensibile il discorso "si fa quel che si puo'", meno lo e' il concetto del "non mi rompere il cazzo". Nella fattispecie quando e' lo sforzo e l'impegno costante di altre persone quello che permette di esprimersi il peculiare e personale "modo di concepire il blogging" che descrivi.
Infatti, se su queste pagine ci fosse un post ogni quattro mesi, nessuno leggerebbe neppure QUEL post, visto che nessuno si prenderebbe la briga di controllare se il blog sia stato aggiornato. Tranne quelli che usano i feed, ma temo siano pochissimi, su queste pagine. In sostanza il blog, purtroppo, e' creatura che va alimentata, e, ripeto, il discorso "scusa ma non mi va" e' sicuramente accettabile, e alla fine va pure bene, soprattutto se c'e' qualcuno che ci pensa al posto di chi se ne disinteressa. Nessuno chiede alla gente di fare cose controvoglia, per questo, come ho sempre detto, vaffanculo Razzi per ridere, ma anche no, se non gli va, perde di signifcato stare da queste parti. Quello che va meno bene e' il "non rompere le balle" il "lascia vivere", perche', appunto, al di la' persino del disinteresse nel caso questo spazio comune morisse, posizione lecitissima, rimane una posizione da ingrati o comunque da persone miopi dell'altrui e persino maleducate. Un po' come se tua sorella si aspettasse che tu gli crescessi la figlia, tipo. Se lo chiede come favore estemporaneo, se chiede un aiuto e' lecito, se se lo aspetta, se lo richiede, e' poco lecito e poco furbo.





Toh, beccati un po' della tua stessa medicina, Ergo pontificatore di figa. :P

E tienimi aggiornato sul PSN che sto in Corea fino a giovedi'.

mercoledì, aprile 20, 2011

Per seguire virtude e canoscenza


Con questo voglio rispondere al precedente post di Apa (aggravato dal fotofail).
Non fui fatto per star dietro ai tuoi giochi di dubbia arguzia.
Mentre attendevi la replica io ero impegnato, con un mio pari, nella conversazione virtuosa che qui riporto.


me: Fofo
ho una domanda urgente
tu dove abiti a Londra?
10:40 Alessandro: Chalk Farm
me: ok

[omissis]

11:03 Alessandro: Per esempio io pensavo di andare a vedere recitazione di poesie scandinave ermetiche, che so che ti pace.
me: wow
sai che oggi ho fatto una scoperta
stupefacente
anzi
2 scoperte
Alessandro: Il bidet
me: quasi!!!
incredibile
11:04 sei telepatico
allora ero seduto sul cesso
e come mio solito gorgeggiavo
quando a un certo punto
ho sentito che una nota della mia melodia
risuanava dietro di me
e ho riprodotto nuovamente la nota
e la nota continuava
anche dopo che avevo smesso
per qualche secondo
e allora mi sono girato
11:05 Alessandro: In quietante
me: e ho guardato la cisterna dello sciacquone
che ha la forma di una grande pillola
di metallo
Alessandro: hai trovato un topo canterino?
me: le ho dato un colpo di nocca
e come una campana
ha prodotto esattamente quella nota
così mi sono reso conto
Alessandro: L'hai mandata in risonanza?
me: che era la cisterna
che risuonava
11:06 con quella frequenza
non ti dico le ore liete
Alessandro: Immagino
me: passate a far risuonare la cisterna
dopodiché
Alessandro: LOLOL
me: mi sono dilettato a suonarla
al ritmo di una campana da chiesa
alché è arrivata Liuba
Alessandro: battendo o risuonando?
me: e mi ha detto "ma che cazzo fai? esci o no che devo andare in bagno?"
Alessandro: Giustamente
11:07 me: allora l'ho lasciata andare
ma dopo colazione sono tornato
e ho ricominciato
Alessandro: LOLOL
me: a battare la campana
alché si è prodotto
il secondo fenomeno
ancora più stupefacente
Liuba è arrivata
e mi ha detto
smettila!
Questo suono mi fa venire voglia di fare la cacca!
11:08 Alessandro: LOLOLOLOL
me: dopodiché
mi ha cacciato
e si è chiusa in bagno
una seconda volta
nell'arco di mezz'ora
Alessandro: Insomma ora puoi farla cagare a comando
me: ESATTO!
questa è una cosa eccezionale
Alessandro: LOLOLOL
me: pensa che adesso ho risolto un grande problema
cioé come
Alessandro: Che incredibile concomitanza di fattori
me: svegliarla quando la colazione è pronta
11:09 basterà battere sulla campana qualche minuto prima che esca il pane dal tostapane
e lei puntuale
dovrà andare al cesso
Alessandro: francesi, italiani e russi per arrivare ad una catena di eventi che si relazionano fra loro in modo così complesso e compiuto
me: mi dispiace solo che ci sfrattano
Alessandro: c'è la mano divina
me: dovrei portarmi la cisterna
nella nuova casa
11:10 per me questa è una giornata
speciale
Alessandro: O quantomeno segnarti la marca e controllare se anche le altre fanno lo stesso effetto
risonanza-lassativo
11:11 È decisamente un aneddotto per la vita.
me: comunque tutto ciò è semplicemente geniale
Alessandro: come mai vi sfrattano?
me: mi sento Benjamin Franklin
Alessandro: Non puoi far presente la cosa?
me: o Newton
Alessandro: Insomma non capita proprio tutti i giorni
me: Ho deciso
compro uno stock di campane lassative
11:12 e apro il mio negozio online
per stitici
l'audioterapia lassativa
Alessandro: Campane spurganti
me: e poi la cosa geniale
è che si integra con la sua funzione
non solo ti fa venire voglia di cagare
Alessandro: Il tempio audio dellos cat
me: ma poi ti sciacqua la merda
11:13 Alessandro: Dici che sia una vibrazione così intensa da rompere i legami chimici delle feci solidi riducendole a poltiglia liquida?
11:15 me: no
che è lo scarico stesso
che ti fa venire voglia di cagare
quella campana E' lo scarico
11:16 cioé è DOPPIAMENTE scarico
scarico perché ti fa scaricare e perché scarica le feci nella fogna
Alessandro: Sembra proprio che ci sia un piano divino in corso.

Come vedi, caro Apa, mentre tu ti diletti con motti di spirito io con il mio intelletto conduco la nazione verso la luce del progresso.

lunedì, ottobre 25, 2010

domenica, settembre 26, 2010

Strali di gufo - Special APA edition



Capita anche ai migliori di perdere, e sono sicuro che le sconfitte dell'inter di questa e della prossima settimana non incideranno particolarmente sul percorso scudetto dei campionissimi di Moratti.

E di quest'ultimo, vorrei parlare, lasciando parlare di calcio il buon Ergo, ben più competente di me.

Infatti se l'Inter perde sul campo, lo fa probabilmente perchè orfana del presidentissimo, il gran burattinaio infatti non è allo stadio a vedere la sfida con la Roma, come non manca di avvisarci la Gazzetta, organo ufficiale del gruppo telecom, strettamente legato alla squadra nerazzurra.

Infatti la rosea dedica un intero fotoreport con una ventina di foto, ognuna commentata abbastanza tragicamente, accompagnando l'impegno alternativo di Moratti, il matrimonio della figlia Celeste.

C'è la foto di Moratti che guida il maggiolone con la figlia.
Moratti che la aiuta a scendere.
Moratti vicino alla figlia.
Il lancio del riso.

Qualcuno potrebbe persino domandarsi cosa c'entri un servizio così con lo sport.

Due cose.
La prima è che Moratti è il calcio. Moratti è lo sport. Quello onesto.

La seconda è che i più attenti possono cogliere un liet motif tra l'inter squadra e la vita di Moratti.
Basta vedere la foto degli sposi perchè i più smaliziati capiscano molte cose.

Un semplice clic su questo link per vederla.

sabato, settembre 25, 2010

Preparativi



Tra poco più di una settimana, Ergo e Rebo mi raggiungeranno in Giappone.
Organizzati.
Precisi.
Attenti.

Entrambi, rispettivamente, mi hanno chiesto/comunicato poche cose.
Due, la rebo.
Una Ergo.

Nel dettaglio Rebo:
"Funziona la piastra?"
"Devo farmi la pedicure?"

Nel dettaglio Ergo:
"Io vengo per mangiare ramen."

Ecco, il ramen è una sorta di zuppa con spaghetti di grano tendenti al grezzo, conditi con una serie di fette di carne di maiale, uova, cipollotti.
E molto gustoso, saporito, un piatto tra i più amati, in Giappone, ed è molto facile che incontri anche il gusto italiano.

Ce ne sono però di diversi tipi, tonkotsu, miso, shio... ognuno dei quali può anche essere radicalmente diverso dagli altri.

Fatto si è che I am on a quest. Devo trovare le ramen-ya migliori per il mio amico Ergo.

Fra i vari candidati, ieri, ho provato un locale di Shibuya. In genere se devo scegliere tra due posti scelgo sempre il meno grande, il meno sborone e il più tradizionale, ieri eravamo in tre, LK, un mio collega ed io, e abbiamo scelto l'altro.

Ci portano le zuppe, sono decenti, decisamente ricche di carne, anche se non troppo saporite. Cominciamo a mangiare.

Due, tre minuti e il mio collega si ferma.
Sembra assorto.
Sembra incazzato.
Sembra triste.

Sembra uno che si sta cagando addosso.

Per questo per un po' noto questo suo imbarazzo ed evito di chiedere.
Passano un paio di minuti, e non resisto. Chiedo.

"Well yeah... something... happened... But, it's like... I have a moral dilemma, I am not sure I should tell you so not to spoil your lunch."

Io e Lk all'unisono abbiamo la stessa reazione.
Smettiamo di mangiare e allontaniamo la zuppa.

Vogliamo sapere.

Ed ecco che ci mostra un brucotto cicciottelo e ben cotto che galleggia nella sua zuppa, mimetizzato tra un germoglio di soia e un pezzo di maiale.

Due cose mi saltano subito in mente, mentre mi scambio uno sguardo d'intesa con LK.

La prima, che cazzo di moral dilemma è? Dimmelo, e che cazzo. O voi preferireste rimanere all'oscuro?

La seconda, ho trovato il posto per Ergo.

martedì, luglio 06, 2010

Genetliaco Ergonomico


Ed è il compleanno di Ergo.

Giusto qualche giorno fa, in metro, ho visto due bambini. E qui c'è la mia foto a testimoniarlo.
Vestiti come i bambini si vestono qui per andare a scuola.
Da cretini, insomma.
Ma troppo carini.

Ecco, io e Ergo così carini non lo siamo mai stati, ma non è questo che volevo dire.

Ergo lo conosco da quando avevamo quell'età lì. Quell'età in cui conosci la gente che poi mai più vedrai per tutta la tua vita. Questo prima dell'invenzione di Facebook. Ora la rivedi, sei contento per dieci minuti, e poi chi se l'incula.
Comunque, Ergo no. Lo conosco da allora. Magari allora non eravamo amici, lui era amico della Maestra Elena.

Ad ogni modo, a migliaia di KM di distanza, rimane sempre Ergo, per me.
La persona a cui penso quando guardo due bimbi che sfogliano un libro assieme, indicando le figure che li "esaltano" e "gasano".
Perchè questa comunione di passioni idiote, questa sintonia demente e animalesca è il tratto comune di ogni anno, lustro e decennio della nostra amicizia.
Anche ora che siamo adulti o che fingiamo spudoratamente di esserlo.
Anche quando eravamo bambini.
Anche se noi non eravamo così carini.
Ma manco ci vestivamo da pirla, cazzo.