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mercoledì, settembre 21, 2011

Il buon giorno si vede dal mattino




Ti alzi e devi andare a lavorare.
Oggi arriva il Typhoon, hai sentito la pioggia battere tutta la notte. Questa mattina e' persino peggio.
Il cielo e' grigio, ma stranamente altissimo. Varia da plumbeo a quasi bianco, a chiazze.
E' bello e fastidioso. Probabilmente e' cosi' che mi vede la gente.
La luce, il rumore, mi ispessisce quel sottile mal di testa che sempre mi accompagna al mattino.

Non ho voglia di andare a lavorare, non ho voglia di pensare, di preoccuparmi, di logorarmi.

Ma so che lo devo fare.

Un bicchiere di latte, due biscotti. Una sigaretta.
Massi', perdiamo tempo, la gazzetta.

LA GAZZETTA!


L'INTER!

E improvvisamente la giornata mi sembra splendida e trovo la voglia di affrontarla appieno.

Non tanto per l'inter, tutti sanno quanto io ami questa squadra e quanto odi vederla perdere, soprattutto contro squadre come il Novara.

Ma piuttosto perche' questo vuol dire che oggi arrivera' un nuovo episodio della mia rubrica preferita, Strali di Gufo!!!

(Mi raccomando, prima che la Juve le prenda a Bologna).

martedì, febbraio 24, 2009

Appuntamenti fissi con ferretti abrasivi





E ovviamente la mia salute peggiora e ovviamente devo tornare a fare analisi. Come sempre la più interessante è il tampone uretrale.
Mi aspetta la mia amica, quella dottoressa espansiva, vecchia, bionda, truccatissima.
Oggi l'accompagna Paolo, sarà lui il testimone.

Battutine che si sprecano e poi si comincia ad ignorarmi e a parlare dei cavoli loro.

Vengo così candidamente informato dei disturbi gastrointestinali della dottoressa. Nei dettagli.
Frequenza (altissima), consistenza (bassa), intensità (alta) delle sue defecazioni. Ne parla tranquilla, quasi fosse orgogliosa.

Poi passa a me. O meglio a Jordan. Stavolta commenta, ma non capisco se parli a me o a lui.

"Bello. Eccolo bello. Bello e morbido. Sa tutto, lui."

Credi parli proprio a Jordan.
E sì, sa tutto, lui. E mi guarda con l'occhio triste di chi sta per subire l'ennesimo sopruso.
E io gli dico di farsi coraggio, che sono al suo fianco, e che se proprio si andrà a fondo, io sarò con lui.

martedì, gennaio 27, 2009

giovedì, dicembre 04, 2008

Trasloco



E così, dopo solo un anno, mi ritrovo di nuovo a impacchettare la mia casa e la mia vita per trasferirle fra altre mura e altri paesaggi.
Mi guardo in giro e piovono ricordi.
Sorrisi, chiacchierate, parole crociate fino a tarda notte, l'ashisha, mostri con maschere di fango, i miei mille pigiami, vecchine che salutano dalle finestre (fra l’altro la vecchina che ora ha un nome, Signoralina, ha passato l’estate a monitorare ogni mia mossa dalla finestra ed è riuscita a dire a mia madre “La controllo io!”, ovviamente ha perso tutta la mia stima), profuma-ambienti che ora hanno solo l'odore dei ricordi, foto di amici nuovi, amici di sempre, ex amici, foto della vacanza che mi ha cambiato la vita, dvx che non ho mai guardato perche mi sono dimenticata di scrivere cosa ci avevo messo dentro, fiori ormai appassiti che non ho mai buttato via, biglietti di concerti, indirizzi scritti solo su foglietti e mai su buste… E’ come se tutto si alzasse in aria e vorticasse attorno a me. Alcune cose mi accarezzano, altre mi feriscono, tutte mi fanno scendere una lacrima.
E’ la decima volta che trasloco (mi piace cambiare…) e credevo che almeno questa non sarebbe stata così difficile come tutte le altre.
Questa volta non lascio nessuno, mi sposto solo per alcuni mesi.
Questa volta non sto scappando, mi sacrifico per realizzare un sogno.
Allora perché fa così male?

venerdì, agosto 29, 2008

Chi le avrà messe li?

Dall'African Press Agency, 14/08/08:

APA-Maputo (Mozambique) A Mozambican woman, Virginia Matavele, gave birth to three teacups in the southern province of Gaza, an incident described by traditional healers as normal and a natural phenomenon, independent television station STV reported here on Thursday.
The station showed the footage of the crockery and said the 18-year-old woman who lives in Nhakutsi locality of Xai Xai gave birth to the teacups on her way to a hospital after she had complained of labour related pains.
Images of the teacups were shown on the television statio, where the woman reported she was previously three months pregnant.
No scientific explanation was given for the strange occurrence but the Mozambican association of traditional healers, Ametramo, told the station that there was nothing strange about the issue.
“This is not strange. It’s common in Africa where supernatural powers are stronger,” said Aulerio Demoraz, president of Ametramo.
“Similar cases have occurred in some parts of the world due to witchcraft,” he added.
He said there was need to treat the woman with traditional medicines in order to exorcise “evil spirits” which had resulted in her giving birth to the teacups.

martedì, giugno 24, 2008

Funziona così.

Ci sono momenti, nella vita, in cui hai mille pensieri. Tutto ti cambia attorno e tu devi correre per non perdere le occasioni, per non perdere di vista i traguardi, per non perdere te stesso.
Corri, la tua mente corre, tutto attorno a te sembra non arrestarsi mai.
Ma quando ti fermi un secondo e distogli lo sguardo dalla tua vista incasinata ti accorgi improvvisamente che manca qualcosa, o meglio qualcuno.
E’ proprio in quei momenti che ti rendi conto di chi sono veramente i tuoi amici. Quelli che hanno saputo aspettarti perché ti conoscono, ti vogliono bene, ti appoggiano e sanno che se non ci sei stato per un po’ era solo perché in quel momento eri tu ad avere la priorità. Quelli che ti chiamano, o ti mandano un messaggio, solo per sapere come stai e non perché hanno bisogno.
Purtroppo però ti rendi conto anche di quante sono le persone che, prese solamente dal loro enorme ego, non sentendoti, non avendo più effettivamente bisogno di te, terrorizzate da una tua possibile e improvvisa richiesta di aiuto, ti hanno lasciata sola. Ti hanno chiuso fuori dalla loro vita.
Le cerchi.
Il silenzio.
Chiedi loro una spiegazione.
Si offendono.
Ci stai male per un po’ fino a quando finalmente non ti rendi conto che non c’è nulla da fare. Anche se non riesci a cancellarle dalla tua vita, ti metti il cuore in pace e semplicemente sorridi pensando ai bei momenti passati assieme e a tutto quello che avete condiviso. Nessun rancore. Solo un po’ di amaro in bocca. Comunque siano andate le cose, però, sono persone che ti hanno dato qualcosa e che sia stato importante o meno non ha nessuna importanza, tutti loro, chi più chi meno, hanno lasciato un segno.
Ringrazi e saluti.
Forse in un’altra vita la vostra amicizia avrà un valore diverso.

C’è poi chi, oltretutto, ti pugnala alle spalle. Ma questa è un’altra storia.

venerdì, giugno 06, 2008