Visualizzazione post con etichetta Situazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Situazioni. Mostra tutti i post

venerdì, settembre 30, 2011

Endechomenon



Qualcuno piu' intelligente di me ha intitolato questa foto "baby-sitter".

Ci sarebbe tanto da dire.

Bad parenting? Threesome? Hello world?

Non saprei.
Di sicuro mi piacerebbe seguire lo sviluppo emotivo e sessuale di quel giovane virgulto.


giovedì, giugno 09, 2011

C'e' qualcosa che non va



Sono qui, alla mia scrivania, che mi bevo il mio bel Nespresso VOLLUTO. O credo sia VOLLUTO, perche' con le legende a colori non mi ci sono mai trovato bene.
Lo sorseggio e mentre il suo gusto vollutato mi avvolge lingua e palato, sento che c'e' qualcosa che non va.

Ed e' che non mi sento affatto come George Clooney. Mi sento come Alvaro Vitali.

O c'e' qualcosa di sbagliato nella pubblicita', o c'e' qualcosa di sbagliato in me.
Credo la seconda, altrimenti Nespresso sarebbe gia' fallita da tempo.

venerdì, gennaio 08, 2010

Endechòmenon






Nuova rubrica fotografica dedicata a quelle situazioni che non hanno ragion d'essere ma sono.
La contingenza.
L'ενδεχόμενων.
La mano invisibile del caso. Il caos che non lo è.

mercoledì, dicembre 09, 2009

Allarmi






Sono in uno studio di registrazione.
Si registra canzoncine per bambini in giapponese.
Belle.
Carine.
Dolcine.
Vorrei dire due palle, ma anche no.

Visto che sonoo, bene o male. accessorio a tutto il processo, mi confinano su uno sgabellino.
Piccolo.
Nero.
Scomodo.
Col mio laptop.

E avete presente la mirmicia? Quando si addormentano, informicolano le gambe.
Quella sensazione fastidiosa, ai limiti del sopportabile?

Ecco.
A mi si è addormentato il cazzo.

martedì, dicembre 01, 2009

Lettere da un desaparecido






Mi scrive Razzi, chiedendo di pubblicare la sua lettera.
Ancora in viaggio, ancora alla ricerca di qualcosa che gli sfugge. Ma questa volta è un viaggio diverso, come lui stesso spiega.


Caro Apa,
Continua il mio viaggio, continuano le mie peregrinazioni, ma questa volta non mi perdo per le vie del mondo, piuttosto mi lascio andare per i dolorosi, scoscesi sentieri della memoria.
Basta poco, i tramonti del castello di Caporiacco, il profumo del frico, un vecchio ubriaco, ma poche cose sono poderose come una fotografia, proprio come dicevi tu.
E questa foto che ti mando ha risvegliato in me ricordi sopiti, sfogli un libro ed esce, ed eccomi qui, 15, 16 anni fa, ancora con i capelli lunghi, in un momento spaesato e felice, come ce n'erano tanti, con i miei amici di allora. Quello tatuato è Sergio, quello ricciolo è Palombo. Non li sento, non li vedo più.
Ho pensato quasi di chiamarli, quando ho trovato questa foto, ma poi non ce l'ho fatta. Voglio ricordarmeli così, voglio che Sergio e Palombo siano per me bloccati in questo momento, con Palombo che mi costringe generosamente i genitali e io che faccio altrettanto con Sergio.
Ma cosa è successo a quei periodi spensierati? L'unica risposta che so darmi è che è successa la vita. Il lavoro. Le scelte di diventare maturo, di proteggere la mia immagine, di curarla. Il lavoro. Il tempo che non ho per tutti voi, per noi.
Perchè diciamolo, se non ho avuto tempo per Sergio e Palombo, perchè mai dovrei averlo per voi stronzi?



Maledetto Razzi.
Sa sempre andare dritto al cuore.

sabato, novembre 28, 2009

Gente di un certo tipo




Ecco.
Non so.
Mi verrebbe da ridere, da fare due o tre battutine.
Magari coinvolgere Hazey, che il tedesco l'ha studiato.
O qualche vecchia conoscenza mia, di Byfluss, di Papero, che sosteneva, in modo piuttosto originale, una certa superiorità del popolo, della cultura, della lingua tedeschi.

O farli passare per amici del Razzi, visto che la musica di sottofondo è tra i suoi generi preferiti.

Ma... la verità?

Ho paura che se lo sfotto poi questo mi venga a cercare.
Voglio dire, fino a che mi trovo il Mak sotto casa posso anche gestirla come cosa in qualche modo, ma qui temo che mi troverei di fronte ad un muro di incomunicabilità.

lunedì, luglio 06, 2009

Fiducia




Prendendo la storia per vera...
Come biasimarla, chi non si sarebbe fidato di quel tizio?
È proprio vero che spesso il diavolo si traveste da angelo.