Prenderla bene
Ma anche ridere, ridere fortissimo, perche' la mia risata e la mia gioia crescono con il crescere del rumore delle loro rosicate da trogloditi.
E l'eclettica dattilografia della canna e della banfa.
ALLE ORE: 06:13
La forza di gravità è un monito silenzioso all'umiltà, essenziale ma ineluttabile promemoria: più in alto ci si arrampica e più male ci si fa quando si cade. Eppure ci sono ancora illusi che sopravvalutano le proprie capacità e si cimentano in scalate fuori dalla loro portata. Poco male, la gravità non ha fretta, sa essere paziente, sa aspettare il momento giusto. E così questa coppa del mondo finisce proprio come ci auguravamo, con dei sempliciotti "spetasciati" in terra.
Oggi festeggiamo sua maestà l'Olanda, regina della sconfitta, fontana di lacrime, prima inter pares dei perdenti. Come un pugile scarso, consapevole di non avere il colpo da "knock out", gli arancioni cercano comicamente di rimanere in piedi fino all'ultimo round, sperando di vincere ai punti. È stupendo vederli stramazzare al suolo a pochi secondi dal gong, maldestramente incapaci di fermare il jab che li mette al tappeto. E quale irresistibile spasso vederli piagnucolare, increduli di essersi visti sottrarre l'agognata lotteria dei rigori. Risate a crepapelle, coi pagliacci!
ALLE ORE: 08:44
Ad una competizione strutturata secondo la logica del "uno contro uno", male si addice il concetto "primo, secondo, terzo". Risulta posticcio, inutile. Nel tennis, infatti, una finale terzo/quarto posto non è mai stata presa in considerazione. Nel calcio, tuttavia, assume un senso se vista come pretesto per sollazzare il pubblico. E che goduria vedere due pezzenti che si sfidano per le briciole in modo che si possa stabilire chi sia "sfigato" e chi "più sfigato".
Che esoso, questo Uruguay, fa di tutto per mettersi in mostra, come un undicenne trascurato che cerca in tutti i modi di farsi notare. Ci riesce splendidamente ritagliandosi l'intramontabile parte dell'unica squadra capace di perdere due partite della fase ad eliminazione diretta, uno spassoso ed irrinunciabile paradosso. Non male per una nazionale che aveva cercato di convincere tutti che il terzo posto contasse qualcosa.
ALLE ORE: 15:36
La prima, eclatante, saporosa defezione di questa "Coppa del mondo dei pipponi" è stata quella dei mangiarane. Un po' di rammarico, per non averli potuti sfottere a dovere, mi rimane, ma i tempi non erano maturi.
In questa sede vorrei invece gettar luce sul misterioso regno di Raymond "Frate Indovino" Domenech. Com'è possibile che quest'uomo, che anche l'occhio di un distratto passante riconoscerebbe per il cretino che è, sia diventato il CT della Francia e, soprattutto, lo sia rimasto per sei anni sei? Pure il fatto (innegabile) che egli rappresenti l'archetipo del francese , non giustifica come quest'uomo non sia stato cacciato a gran pedate nel culo anni orsono. Poi capita di vedere per caso una fotografia del presidente della Ligue de football professionnel e vice-presidente della Fédération française de football: Fredric Thieriez...
ALLE ORE: 09:07
Toh, ma chi si rivede! Venga, venga, non sia timido, e si metta lì, sul palco, in modo che la possano vedere tutti. Fazzoletto? No? Suvvia, lo prenda, se non per asciugarsi le lacrime almeno per pulirsi il moccio. Queste grasse risate? Sono tutte per lei. No, rimanga lì e se le prenda. Si ricorda quando era lei a ridere? Non avrà davvero pensato che ce ne saremmo dimenticati, vero? Ecco questo è il suo benvenuto, bentornato nel club degli illusi. Per me è un vero piacere consegnar a lei, trombato illustre, la tessera onoraria d'oro.
Quando mai si è vista, nel calcio moderno, una squadra che vincesse il mondiale elargendo goleade a destra e manca? Dopo i poker calati negli ultimi due turni e quello nel girone, i crucchi avrebbero dovuto intuire che la pacchia stava per finire. Ma il tedesco è fatto così, non si fa domande (come la storia ci insegna) e quando c'è di mezzo "kloria di krande Cèrmania", non capisce più un cazzo e comincia a sbavare (o rigurgitar birra, non ho mai capito). E così i mangiacrauti ci deliziano con il loro cavallo di battaglia, sconfitta in semifinale, un classico che non stanca mai.
ALLE ORE: 10:30
Ed eccoci alle semifinali, il momento della verità in cui si distinguono coloro che sono destinati alla vetta e quelli che invece no, rimarranno ancora nella moltitudine dei "mi piacerebbe ma non posso". Nelle semifinali ancora non la vedi, l'agognata coppa, ma puoi sentirne il dolce profumo. Per fortuna per qualcuno resterà solo quello, con un persistente accento di inculata.
E finalmente ce li siamo levati dai coglioni. Lasciatemelo dire, è stata una vera liberazione, ci mancava solo che arrivassero in finale, servendoci un insipido anticlimax. Questo Uruguay ci ha dimostrato come, con un po' di culo e qualche lampo di genio (mitico Suarez), tutti possano arrivare in semifinale. Per fortuna è stata anche la dimostrazione che, quando c'è da vincere veramente qualcosa, gli scartini scaldano le poltrone davanti alla TV.
L'incontestabile ilarità della disperazione altrui.ALLE ORE: 16:08
I detti popolari sono pillole di buon senso che, proprio perchè facilmente accessibili, sembrano latori di consigli scontati, di saggezza spiccia. Invece è illuminante notare come, seppur comprendendone la logica e il messaggio, solo vivendoli, se ne carpisca la verità intrinseca e più profonda, lo spirito che li anima. I cinesi già lo sapevano: "Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare i cadaveri dei tuoi nemici."
Aggiungerei: "E potrai pisciarci sopra."
A questo turno salutiamo l'Argentina che ci regala una splendida lezione di calcio facendosi umiliare in maniera totale, incondizionata, esaltante ed esilarante. L'Argentina del "il suo è culo, la mia è classe, caro il mio coglionazzo." si becca nell'ordine: "Rovescio ad effetto dalla trequarti con striscio di testa" ; "Passaggio da terra senza chieder fallo per rinterzo a porta vuota"; "Discesa imperiosa fra birilli in garuffa centrale" e il colpo partita "Rinquarto di calcio al volo da contropiede all'italiana." Ragionier Germania 4, Direttore Conte Argentina 0.
ALLE ORE: 14:50
Sono stati solo due giorni, ma mi sono sembrati un'eternità. Chiunque abbia detto che il gioco è bello quando dura poco, è chiaro che fosse seduto in panca a tre sostituzioni già avvenute. Non fa che migliorare, questo mondiale, quando pensi che l'apice sia già stato raggiunto ecco che ti sorprende con nuove, splendide sorprese. Perchè a volte anche il "come", piuttosto che il "chi", può essere motivo di gustoso scherno.
Ad ogni mondiale il Brasile parte per spaccar mari e monti e, contando che hanno vinto 5 delle 19 edizioni, 3 volte su 4 finiscon loro con il deretano spaccato. E come non godere vedendo i gol che prendono e la gente che mandano in campo e che l'arbitro è costretto a rispedire negli spogliatoi. In questo momento il mio pensiero va a Marcello Lippi che immagino seduto su una poltrona, a braccia conserte e occhi chiusi che annuendo dice, fra sè e sè: "L'avevo detto io che chi vince la Confederations Cup non vince i mondiali."
Coraggio, "Smilzo", c'è sempre McDonald's.ALLE ORE: 02:24
Ridendo e scherzando, siamo già al quarto appuntamento. Sorprendente come il tempo voli, quando ti diverti. Grande, irripetibile giornata, oggi, ed è tutto merito di un paio di personaggi le cui personalità totalizzanti uniscono i tifosi di tutto il mondo. Arroganti, antipatici, vanagloriosi, spocchiosi, egocentrici, questi due ci hanno regalato la più grande gioia: il trionfo della giustizia.
E le nippomenate, e "la dignitosa cortesia di Tokyo", e i photopost, e "un giorno vi racconterò di Kyoto", e "APArtment jAPAnoise", e "la calura cambia in fresco in quel modo che solo in Kansai", e "Shinjuku la conosco come le mie tasche", e "Forza Blue Samurai"... devo continuare? E allora diciamolo, Aparazzini tutti, diciamolo a squarciagola: "Dritto nel retto, Apa, a te e al tuo cazzo di Giappone!"
ALLE ORE: 02:29
Ogni serie ha le sue puntate sotto tono, meno avvincenti, magari, ma indispensabili per gettare le basi dei successivi climax narrativi. Oggi, perciò, ci leviamo dai testicoli le comparse il cui ruolo di "carne da cannone" serve solo ad aumentare tensione ed aspettativa.
È sempre una soddisfazione veder spazzati via coloro che hanno osato eliminiarti, figuriamoci quando hanno fatto passare la cosa come un'impresa. Quel che ci ricorderemo, di questa Slovacchia, è l'emblematica combinazione senza soluzione di continuità: rigore sgnato / triplice fischio. la speranza, sempre ultima a morire, il 2-1 non l'ha neanche visto, era già all'obitorio. Fantastico.
ALLE ORE: 03:51
Continua la fortunata serie che ventila la nostra frustrazione su coloro che, tronfi del passaggio del turno, credevano di vincere la coppa e che, presto o tardi, saranno destinati a tornarsene a "baita" a calci in culo.
E proprio 4 calci in culo si è presa oggi l'Inghilterra. Sono esilaranti, questi inglesi, che ogni volta ci credono, ci credono davvero, con la stolida ingenuità del bimbo che crede in Babbo Natale. La gemma odierna è stata entrare in un supermercato, appena dopo la conclusione della partita, e notare l'addetto agli addobbi che si affrettava a far sparire tutte le promozioni e le bandierine che inneggiassero "Come on, England", probabilmente per correggerle in "Come home, England".
E adesso chi glielo dice che anche Topolino non esiste?ALLE ORE: 00:13
Ok, ricominciamo a parlare del mondiale.
ALLE ORE: 15:22
l'Italia è stata eliminata, diciamolo e mettiamocelo alle spalle.
La bile in questi due giorni è fermentata al punto giusto per la fase ad eliminazione diretta, dove troverà, da qui alla finale, ripetuti momenti di sollievo in cui poter godere delle disgrazie altrui. Sì, perchè se è vero che l'Italia (quattro stelle sul petto) la coppa non la può più vincere, da qui in poi sarà un florilegio di sogni infranti, di gente che, prima o tardi si dovrà accasciare sul manto erboso e piangere le calde lacrime dello sconfitto o, come piace chiamarle a me: le lacrime della merdaccia.
Oggi, tanto per scaldarci, ci godiamo la cacciata dei Coreani che se ne tornano per direttissima in Asia con grande giubilo di chi ama il calcio e di chi venera Citalock, il Dio delle cose al posto giusto. Godo, in particolare, perchè i miei vicini di casa, coreani appunto, oggi, sul loro inutile 1-1, ululavano quali cani rabidi. E invece: a casa a stirar hanbok e a produrre film del cazzo che piacciono solo ad Apa.
ALLE ORE: 01:24
Mi spiace davvero per voi Italiani, ma è stata una goduria qui per noi passare il turno.
Forza, Blue Samurai!
ALLE ORE: 04:17
Tra parentesi, mi ha sempre fatto morire come i francesi abbiano creato un fumetto su di un piccolo villaggio di galli che mette in ginocchio,e in ridicolo, l'impero romano.
Mi è sempre sembrata psicologicamente molto significativa.
ALLE ORE: 05:41

Andiamo da Brusca.
Non il mafioso.
E' un posto dove fanno bruschette.
Mixed feelings sul locale.
Sembra molto carino. Entro e appesa c'è la maglia dell'inter. Non un buon segnale per il calcio.
Mi siedo e vedo che c'è un'offerta speciale sulla birra castello. La birra friulana.
Chiedete al Razzi, come di tutte e sette le cose friulane, è capace di parlarvene per ore.
Tipo i Befed.
Ma non c'entra.
La prendo come un buon segno.
Parlo con LK di quanto tema Cannavaro e le sue minchiate.
Si siede davanti a me una tizia con la maglietta di Cannavaro. Pessimo segno. E la partita me ne darà ragione. Ma è solo giusto, è giusto che non solo gli juventini, ma tutti gli italiani, godano delle gesta del bel Fabio nazionale.
Poi il locale si popola.
Alla mia sinistra si siede un Neo Zelandese smilzo e alto due metri che chiacchiera di continuo.
Proprio mentre mi domando cosa spinga un NZ a venire a seguire una partita di calcio contro l'Italia in un locale italiano...dice che l'allenatore è una specie di eroe nazionale in Nuova Zelanda. Credo che per essere eroe nazionale in NZ basti saper trattenere il fiato sott'acqua per oltre due minuti, o allevare una pecora di dimensioni significative. La NZ mi dà l'idea di un posto così. Semplice.
Con solo mezza pretesa di essere ritenuto una nazione normale. Infatti sulla bandiera ci tengono a mettere anche quella inglese. E hanno come simbolo un kiwi. Un uccello che venerano come quasi mitologico ed altro non è che un pollo bislacco con il nome di un frutto. Ma chiedete al Razzi di parlarvi anche di questa. Anche se non riguarda il Friuli.
Il NZelandese continua, esalta le doti tecniche dei suoi con la semplicità di un bimbo. Non parla di calcio, non ne capisce un cazzo di calcio, parla di qualcos'altro, pare di epica. Quel tizio scurino lì, dice, è il più veloce dell'isola. Oltre a essere suo cugino. Come il resto della squadra, credo.
Al gol della NZ si esalta come un pazzo.
Ma non mi fastidia, sono impegnato a bestemmiare contro Cannavaro.
Che mi fastidia è il gruppo di francesi dietro di me.
Che ridono, esultano, per ogni fallo sugli italiani con quel fare spocchioso che li ha resi un po' simpatici a tutti sbottano "Ah, la comedie de les italiennes". O comunque si dica nella loro lingua di merda.
Parlano di Zidane, e lì rido io.
Gli brucia.
Gli brucia ancora.
E al nostro gol è un piacere ricordar loro che siamo ancora, "le champion du monde".
ALLE ORE: 10:37