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martedì, novembre 17, 2009

Orologiao






Quand'ero bambino i miei genitori non mi lasciavano guardare Drive in.

No, non è un post in cui parlo di come a colpa di ciò le mie pulsioni onanistiche si siano quindi rivolte a fantasie su Orazio e Clarabella e questo mi crei ancora oggi degli scompensi.

Voglio parlare di umorismo.

Ovviamente essendo stato drive in quello che è stato, nonostante non me lo lasciassero guardare, è capitato che lo vedessi. O quando fuori a cena, o quando da solo, o in età più avanzata.
Ricordo che trovavo particolarmente divertente Beruschi. Beruscao.
Aveva una storia o storiella.
Faceva le facce buffe.
Era rassicurante.

E questa è una di quelle cose che nella mia memoria definisce l'evoluzione del mio senso dell'umorismo.
Ricordo, per fare altri esempi, una cosa che mi faceva morire dal ridere.
Ed era Paperino che, entrando in un hotel, lasciava come nominativo "Signor Cippirimerlo". Avrò avuto sei anni, e ogni volta che rileggevo quella vignetta, ridevo.

Mi domando come sarebbe la mia vita se il mio senso dell'umorismo fosse rimasto così. Più per Beruschi che per Cippirimerlo.
Probabilmente ora sarei tipo il Mak.
Magari più simpatico, ma tipo il Mak.

Ad ogni modo, ricordo quando ho cominciato ad avere la percezione che il mio senso dell'umorismo stava per cambiare, affinarsi.

Ed è legato sempre alla televisione.

In prima istanza a blob, che guardavo perchè facevano vedere i cartoni animati, prima. Ricordo ancora un video di qualche gruppo punk d'assalto che aveva come sottotitolo "andiamo tutti all'oratorio".

E in seconda istanza a Luttazzi su Magazine 3.

Probabilmente tra vent'anni riderò per Pippo Franco e guarderò il commissario Rex in DVD.
La cosa positiva è che posso osservare il Razzi, e farmi un'idea di cosa mi aspetta tra quindici anni.

domenica, dicembre 09, 2007

Incomprensione

 

Nell'ultima riunione a casa Paglia abbiamo parlato di Decameron. Oggi la trasmissione di Luttazzi è già chiusa.
La satira politica era diretta, simpatica, brillante, diretta, diretta e diretta. Secondo me, il punto forte del contenuto.
A contrappunto una serie di sequenze recitate. Scenette grottesche, immorali, di pessimo gusto, male interpretate dagli attori ignoti.

Partendo dall'incontrovertibile assunto che Luttazzi sia estremamente intelligente ho pensato questo:


  1. Luttazzi farcisce la sua trasmissione di umorismo da latrina perché ha avuto il permesso di farlo. L'unico motivo per cui ha deciso di utlizzare metà del tempo allo scopo di imbarazzare lo spettatore è semplicemente perché può. Come a dire: "sono tornato e adesso faccio il cazzo che voglio". La spocchia dei giusti.

  2. Luttazzi sta cercando di aprire gli occhi agli spettatori della televisione pubblica. Il suo è un gesto profondamente educativo. Quello che vuole dirmi è questo: con un contenuto così originale e qualitativamente superiore, per rientrare negli standard della televisione pubblica è necessario controbilanciare aggiungendo tonnellate di cagate insopportabili. Se da un lato raggiungo vette mai visitate dalla trasmissione italiana media, dall'altro scavo solamente poco sotto il cratere consolidato dagli inveterati minatori di merda dei palinsesti nazionali.

  3. Ultima ipotesi, meno plausibile. Luttazzi ha pensato ai bambini. Ai bambini la politica non interessa, annoia. Sono abituati a quelle cose lì e lui gliene offre a piene mani, negli anni '80 compravamo Lo Sporcaccione, oggi i nostri cuginetti si guardano le parti più succose di Decameron.



Tutto inutile comunque, nessuno ha voluto capire, si chiude bottega di nuovo.





Oggi Luttazzi scrive sul suo blog:

Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron? Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta.

Sento che tornerà, continuerà a tornare e avrà un fegato sempre più grosso, una bile sempre più verde.
Grazie Luttazzi, secondo solo al Razzi.