domenica, aprile 29, 2007

APA


Come ti può cambiare la vita


Stavo facendo il barbecue, nel mio solito angolino, qui sul balcone della mia casa di Kyoto. Dovete anche sapere che è difficilissimo e costosissimo da queste parti trovare una bella fiorentina come dico io. Comunque, fatto sta che per aizzare le fiamme stavo allegramente soffiando sulle braci, ad una buona distanza, quando il carbone comincia a fare reazioni strane. Sì, fermenta, è in subbuglio... scoppietta. Un tizzone ardente parte con una velocità decisamente sostenuta verso la mia faccia. Per istinto o per culo chiudo in quel momento l'occhio destro, il proiettile incandescente si scontra con la mia palpebra scoppiando e frantumandosi come una cluster bomb e ustionandomi la pelle.

Ora sono bello e affascinante con una cicatrice lungo l'occhio, ma per un decimo di secondo avrei potuto avere uno splendido occhio di vetro con uno smiley.


Per fortuna mi sono bastati un paio di bicchieri di birra per attenuare il dolore e scordarmi della brutta avventura. Ora spero mi rimanga la cicatrice.

sabato, aprile 28, 2007

Giochi di società

Mi è venuta in mente questa splendida idea per un gioco di società, ho deciso di chiamarlo "La gara dei clisteri".

L'idea è appunto quella che in una casa con X bagni ci siano X+K partecipanti. I partecipanti dovranno poi riunirsi in una stanza comune con serratura a tempo (settata sui 45 secondi) e applicare ognuno un potente clistere.

Non ho ancora deciso se vince chi arriva al bagno o chi resiste più a lungo... La cosa garantita è che ci saranno K personaggi in casa pervasi da uno splendido odore di lavanda. Gastrica, però.

L'idea bene o male è questa, va elaborata e poi sono sicuro si possono trovare centinaia di variazioni divertenti.

A volte è dura trovare idee per un post.

mercoledì, aprile 25, 2007

Constatazioni di antropologia da 4 soldi

Vivendo in diverse realtà si riesce piano piano a percepire l'evoluzione della "cultura di massa", del graduale inglobamento di life-style diversi sotto un unico grande ombrellone.
Negli ultimi anni ho vissuto in diverse parti della Germania, e solo ora posso permettermi, se non osare, di fare una specie di analisi pseudo-antropologica delle diverse realtà che mi hanno accolto: Germania dell'Est e dell'Ovest.
La Germania dell'Est, come sapete, è spesso presa in considerazione come la zona meno evoluta, quella che da poco più di 15 anni si può considerare come "occidentale". Un luogo formato da un'impressionante differenziazione sociale, ma non per quanto riguarda la diversità di culture che la compongono (il fenomeno di immigrazione in Germania dell'Est è ancora in via di sviluppo), più per quanto riguarda la diversità tra persone che sono nate nello stesso posto e conducono, più o meno, la stessa vita. Est che mi ricorda i punkabbestia per strada (ovunque), i vecchietti che rimpiangono i bei tempi del comunismo (altro che nostalgia del Duce!), i casoni di periferia dove la gente sembra uscita da una festa popolare degli anni 80, i gruppi neonazisti che non si sà se abbiano più odio o birra nel sangue.
La Germania dell'Ovest è un altro mondo. La società, nonostante la maggioranza di diversità razziale e culturale, pare molto più eterogenea, meno visibilmente chiassosa. Molto più piatta, normale, sterile. Raramente ci si gira per strada ad osservare qualche personaggio controverso. E', personalmente parlando, sicuramente molto più vivibile, ma meno interessante. Tutti si vestono uguali, ascoltano la stessa musica, si conformizzano alle stesse abitudini. Tutti belli, bravi, puliti.
Probabilmente nel giro di 10 anni questa globalizzazione sociale toccherà anche il più piccolo paesino ai confini con la Repubblica Ceca. Ma quindi "evoluzione", "occidentalizzazione" significa proprio conformismo? Quindi, dato che seguiamo ciecamente questo processo, siamo noi, popolo x, tendenti a conformarci con la massa per vivere meglio? E' un bisogno che nasce da noi o è una cosa che siamo indirettamente costretti a seguire?

Ritoccherò questo argomento, tra qualche mese, quando sarò dall'altra parte del mondo.

Teorizzazioni sociali: la soglia


La teoria della soglia è molto semplice. Il maschio della specie umana ha una soglia, una soglia che se superata lo porta ad essere completamente in balia dei propri istinti e tendenze più basse.

Mi spiego meglio.

Poniamoci in una situazione K dove la donna X2 volesse concupire un uomo Y. In questo specifico caso, per rendere l'esempio più significativo, Y è fidanzato ed innamorato di X1, non ha interessi particolari per X2 (nè fisici, nè sentimentali), è sessualmente appagato... Insomma, non se la vuole chiavare a X2.


Ma questo non significa che per X2 non ci siano speranze, infatti le servirà solamente conoscere, consapevolmente o meno, quella che viene comunemente riconosciuta come teoria della soglia.
Deve solo sapere, dunque, che dovrà solo spingere i tasti giusti per vedere crollare ogni resistenza di Y.
Ovviamente poi da uomo a uomo il livello della soglia può cambiare, così come da situazione a situazione. L'importante, fondamentalmente, è che :
1 La donna non sia proprio repellente.
2 Che ci si trovi in una sorta di "rifugio" per l'uomo, che l'ambiente lo spinga a rilassarsi e lo metta a suo agio, tipo a casa sua.
3 Che ci sia una situazione di normalità grazie la quale la donna X2 possa ad un certo punto fare la mossa detta del cormorano reale: afferrargli il pesce.

La fedeltà per l'uomo diventa quindi un concetto relativo, costruirsi insomma dei sistemi di salvaguardia che gli impediscano di far trovare una donna X2 qualsiasi a tu per tu con la propria soglia.

Il corollario della soglia poi ci dice che un uomo che flirti senza provarci "del tutto" (per non sbilanciarsi, per evitare di compromettere il rapporto, per timidezza o incapacità) non dovrà far altro che continuamente e più o meno delicatamente mostrare la soglia alla concupita, con un atteggiamento atto a rassicurarla sul fatto che la serratura dela succitata soglia scatterà oliata e senza porre resistenza, all'irrobustito polso di lei.
Un po' come fa Mak con Ignazio, e un po' come fa Ignazio con Mak, visto che Ignazio è palesemente sessualmente confusa.

martedì, aprile 24, 2007

Storia e gloria del cappero - Intervista in esclusiva.



* Buonasera sig. Capparis Spinosa.
- Se vuole può chiamarmi semplicemente cappero.
* Cosa fa nella vita? dove abita?
- Faccio il profumiere. Aromatizzo un pò qui e un pò lì. Vivo sei mesi a Pantelleria e sott'olio fino alla data di scadenza.
* Sig Cappero lei ha una compagna?
- Col cappero!
* Suvvia, non sia timido. I nostri lettori vogliono sapere.
- Capperi, mi sta rompendo le olive!. Andiamo oltre.
* Va bene. Cosa ne pensa del blog?
- Invero non serve ad un cappero. Ci sono foto di babuinettes, fds, mds ma niente capperine succinte. Se non fosse per programmi porno come la prova del cuoco non potrei mai dare libero sfogo al mio erotismo.
* Quindi lei é un fruitore di prodotti porno. E - restando in tema - qual'è la sua pratica sessuale preferita?
- storione in acqua fervente con capperi e uvette. Amico, questa é classe. Le uvette generalmente sono un pò timide ma i capperi fanno vivace il coito.
* Ci congediamo chiedendole qual'è la sua massima preferita.
- Quei che mangeranno capperi non hauran dolore di milza, ne di fegato...son contrari alla melanchonia, proucano l'ourina...

Publicità ingannevole


Io credo che questa pubblicità lasci pochi dubbi. Voglio dire "Felicità dall'alto". BJNEWLIFE. BJ... Blow Job... E quel "punto ORG"?

Insomma, i contenuti del sito mi sembravano ovvi... E invece. "Ministero dei libri cristiani gratuiti".

Ma vaffanculo.

Era ora, senza rubare (?)

Era ora che l'inter vincesse qualcosa di serio in Italia.

L'ultima volta la compagine nerazzurra vinse lo scudetto sul campo: il vostro affezionato ero pischello alle medie, gli arbitri erano vestiti come Squadristi del Duce, i palloni di cuoio duro da trauma cranico, i pali quadrati.

Oltre ai tacchetti, il gesso delle righe e l'erba più o meno verde degli stadi, mi piace vedere il calcio come un eterno duello.
Senza temere la pugna o periglio alcuno, i duellanti esibiscono tutti facce serene, simpatiche, pulite, come queste:



Infine, vincere senza rubare è bello..

...ma solo fino a prova contraria.

Come ci si sente nello scoprire che le vittorie celebrate negli anni sono frutto di magheggi proibiti?

Non lo so ancora... chiedete a Ggiuventini o Milanisti, loro sono sicuramente più preparati di me.

lunedì, aprile 23, 2007

Parentesi quadra

Sera calda d’aprile, verso le dieci. Il cancello sbatte dietro di me. Attraverso la piazza silenziosa. Luci amiche del buio. Cammino lentamente, con calma e con le mani in tasca. Buio tiepido lungo le pareti delle narici. Un ragazzo con i capelli lunghi, dall’aria trasandata, passa senza guardare. Un gatto fa le fusa ad un’inferriata. I suoni risuonano e il silenzio mi fa le fusa. Imbocco la via. Il tipo del cinema Missouri appiccica le locandine con lo scotch. L’insegna del bar è come un fuoco d’artificio e il bar è chiuso. Infilo la banconota nella fessura e, bzzzz, viene risucchiata da una dolce zanzara elettrica. Segue un denso tonfo metallico e un’armonia di monete: il suono confidenzialmente metropolitano di un distributore automatico dell’ultima generazione. Mentre scarto il pacchetto osservo il profilo di un vaso di fiori, incollato al rettangolo incandescente di una finestra. Riprendo il cammino verso casa. Passa uno scooter e apre una ferita nel silenzio che si cicatrizza istantaneamente. Chiave del portone nella serratura del cancello, poi quella giusta. Poi l’abbraccio fresco del vialetto d’ingresso, bagnato dalla luce dei lampioni. Chiave del cancello nella serratura del portone, poi quella giusta. A pochi metri di distanza i tacchi di una donna tormentano un marciapiede e gli fanno il solletico.

Aparazzi è partecipazione e se non hai nulla da dire tanto vale parlare del nulla.

A volte ritornano




Sarà vera gloria... Di nuovo?

Intanto io me lo sto procurando in ogni caso, sono troppo curioso...