lunedì, agosto 15, 2011
I tempi, e non solo, sono maturi
E' giunta l'ora.
Sono pronto.
Posso finalmente parlarne.
Qualcuno si ricordera' una storia simile, raccontata qui sul blog, di quando su un ascensore una tipa trovo' simpatico ispezionarmi il pacco, alla presenza attonita di LK.
E' successo di nuovo. Il mio fascino strabordante ha colpito ancora.
Di ritorno dal mare, l'Odoriko SuperView era quasi tutto prenotato, per cui io e LK ci siamo divisi, separati dal corridoio centrale, ma molto vicini.
Accanto a me, qualche fermata dopo la nostra, si e' seduta una tizia.
Inizialmente un poco ostile, stranamente per il Giappone, si lamenta della mia valigia che le ingombrerebbe il passaggio.
Si siede.
Leggo.
La tipa mangia e beve .
LK dorme.
Mi offre un mandarino.
Gentilmente rifiuto.
Ripongo l'iPad e smetto di leggere.
Sento una pressione sul braccio. E' la tipa che si appoggia. Il viso sulla mia spalla e mi guarda.
Indica LK, critica i suoi tatuaggi.
Il suo dito scorre sulla mia pelle, mi parla, mi assilla.
Le sue unghie mi graffiano, lo fa consapevolmente, lentamente, guardandomi negli occhi.
A volte mi accarezza, il braccio, la spalla, il petto.
Mi dice che devo lasciar perdere mia moglie.
Si offre lei.
Mi mostra il suo corpo asciutto e magro, le sue gambe lunghe in pantaloni fascianti. Mi parla di lei e chiede di me, ride, grida, si appoggia con il corpo, flirta.
Ogni tanto mi colpisce con la mano, schiaffi, sul braccio, sulla mano.
Mi prende la mano e me la graffia mentre mi sorride.
Mi legge il palmo.
Mi tocca la gamba, si struscia, mi sussurra nell'orecchio sibilando "good italian design, I like".
LK e' sconvolta, incazzata.
Io sono choccato.
Di tutto mi sarei aspettato nella vita, ma vi giuro che essere molestato, a 33 anni da una settantaseienne giapponese non l'avevo considerato nella gamma di possibilita'.
Cosa c'e' dopo la cougar? La sabretooth tiger?
ALLE ORE: 05:00
venerdì, agosto 12, 2011
Strali di gufo: Bye bye Byfluss
Non so se lo sapete ma l'Italia sta messa male. Non mi riferisco alle solite chiacchiere degli emigrati scontenti, alla solita propaganda politica, alla irrinunciabile propensione italica a lamentarsi, siamo oggettivamente messi male. Tanto male che l'Europa, per tenerci e tenersi a galla, ci ha imposto alcune riforme probabilmente necessarie ma che nessun partito avrebbe mai fatto se non, appunto, presi con l'acqua alla gola. Siamo abbastanza nella merda e lo dico senza voler sembrare il saputello che l'aveva detto, in questi vent'anni abbiamo (tutti compresi) mandato le cose abbastanza a puttane (chi vuol cogliere l'ironia del parallelismo con le pratiche del nostro presidente del consiglio faccia pure). Ecco quindi che, sotto dettatura di Europa e Stati Uniti, ora arrivano una serie di riforme draconiane, forse necessarie, sicuramente dolorose.
Una di queste prevede l'abolizione delle province con meno di 300.000 abitanti. Questo provvedimento creerebbe interessanti paradossi: alla Liguria rimarrebbe una sola provincia, al Molise nessuna, La Sardegna ne perderebbe sei su otto. Ma gli effetti che a noi Aparazzini interessano di più e sui quali voglio porre l'accento sono altri ed eclatanti:
Trieste sparisce e si affermera una volta per tutte, in maniera incontrovertibile, la superiorità di Udine, città del Razzi.
Piacenza verrà cancellata e questo porterà ad un inevitabile ridimensionamento di Byfluss che non potrà più fare tanto lo spavaldo.
E questo è solo l'inizio.
ALLE ORE: 22:08
Per la serie Ergo spiegaci l'arte
Ecco un'artista che per far vivere l'anima del cavallo dentro di se' o per comunicare con la natura o che cazzo ne so, si inietta il sangue di un cavallo (o meglio, credo, il plasma del sangue di un cavallo).
Il messaggio sembra abbastanza chiaro quanto abbastanza falsamente profondo. Una di quelle cose che, credo, faccia pensare alle menti stupide "wow, che cosa intelligente".
E questo concetto sublima quando si mette i trampoli con gli zoccoli. Li' si'! Li' si' che ha toccato l'apice della cavallitudine. Mi sentivo erbivora, dice, dopo mesi di iniezioni di cavallo.
Mi piace, mi piace molto vedere la faccia del pubblico.
Mi rimane da dire che secondo me l'hanno pensato in molti, che se proprio voleva un cavallo dentro di se', Ilona Staller ci ha insegnato modi migliori e piu' soddisfacenti.
ALLE ORE: 01:49
giovedì, agosto 11, 2011
Fight fire with fire
Il WE scorso sono andato al mare.
Ryokan, albergo tradizionale Giapponese, di fronte alla spiaggia.
Onsen, bagni termali, privati, nel senso che li abbiamo prenotati la sera per me e LK.
A farci compagnia, in questa rilassante vasca termale fatta di rocce, cascate e bambu', all'aperto, un simpatico, enorme ragno, pressapoco come quello nella foto. Sulla parete, se ne stava tranquillo in panciolle.
Normalmente i ragni non mi fanno schifo ne' paura, ma faccio volentieri un'eccezione quando il ragno e' grande pressapoco come la mia mano.
Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, sempre con un occhio al muro, diciamo che rilassarsi non e' stato facile.
Torniamo in camera, futon, snack, libri, tv, ci riposiamo.
LK si appisola, io vado a prendermi qualcosa da bere. Lungo le scale che conducevano in un'antichissima sala da te' rimasta praticamente intatta, ritrovo il nostro simpatico amico.
O suo fratello gemello.
Prendo da bere e me ne torno in camera con quel fastidio lungo la spina dorsale.
Qualcosa di antico, atavico, radicato nel nostro DNA, quella cosa che ci ricorda che serpenti e ragni volevano molto probabilmente dire morte.
Appena in stanza lo dico a LK che mi dice, mezza addormentata "Chiudi la porta a chiave allora!"
Rido. A chiave.
Come se il ragno altrimenti potesse aprire la porta.
Il giorno dopo, al suo risveglio la sfotto per questa cosa. Sapete poi come sono.
Ho passato la giornata, a sfotterla.
Bene.
Ora sono pronto. Pronto a confessare.
Salito quelle scale di merda, dove quella cazzo di tarantola se ne stava, sono entrato in camera e il mio primo pensiero semilucido e' stato quello di chiudere quella cazzo di porta a chiave.
E quel rumore, lo scatto della serratura, mi ha messo tranquillita'.
Due pianeti dell'inconscio che si incontrano. L'illusione della sicurezza e la paura primordiale.
Soluzione irrazionale per una paura irrazionale, provatelo, funziona.
ALLE ORE: 06:00
martedì, agosto 09, 2011
Questo mondo
Parlavo col Razzi di questo mondo.
Della fine di questo mondo.
Del tramonto del capitalismo occidentale, di un'idea di vita e di benessere.
E' forse quello che sta accadendo e un po', lo devo ammettere, mi spaventa. Mi spaventa l'idea di essermi preparato quanto possibile a questo sistema... l'idea che mi cambi sotto i piedi mi mette un certo tipo di angoscia.
Un po' la stessa sensazione che ebbi, qualche anno fa, quando da una serie di indizi cominciai a capire che le cose in EA stavano cambiando.
Mi ricordo ancora il pomeriggio in cui confrontai il mio capo con una serie di elementi e lei mi disse, ti chiamo dal cellulare. E poi che si', avevo ragione, stavano per chiudere tutto ma lo avrebbero solo annunciato dopo alcuni mesi. Di non dirlo a nessuno.
Ricordo che mi chiusi nella sala riunioni e mi sdraiai sul tavolo, guardando un soffitto per una decina di minuti. E ne uscii con la risoluzione di rendere il tutto il piu' dolce possibile ai miei colleghi, ai miei amici, di instillare l'idea che tutto potesse finire piano piano, ridendoci su.
Ne uscii con la convinzione che per quanto stesso finendo un mondo, io, nessuno, sarebbe finito con esso.
Un poco mi sbagliavo, certe cose sono finite. Ma alla fine ho imparato ad avere un certo distacco verso certe cose, verso la stabilita'. Non ho mai capito se si trattasse di una vittoria o di una sconfitta, se ne fossi uscito "fluido" o "spezzato".
E ora un po' mi ricordo quei sapori.
E mi manca quel tavolo e quel soffitto.
Anche se poi, riflettendoci bene, non e' che poi questo mondo, questo sistema mi sia poi mai andato molto a genio.
Voglio dire, prendiamo la mia mattina di ieri.
Mi alzo alle sei, mi infilo nel caldo, salgo su un treno, attraverso la citta', mi perdo in un ospedale e tutto cio' per pagare un tizio che poco capisco per infilarmi un dito ricoperto di lattice nel buco del culo.
Che razza di mondo e'?
ALLE ORE: 21:22

