mercoledì, luglio 21, 2010

Babuinette estiva


D'estate, non può mancare. Il calippo intendo.

Proprietà transitive





Tumori e bimbi.

"La Radio Vaticana presenterà al più presto le proprie considerazioni e le controdeduzioni dei propri consulenti tecnici, il prof. Umberto Veronesi e la dott.ssa Susanna Lagorio.
E’ bene ricordare che secondo la letteratura scientifica internazionale in materia non è stata mai dimostrata l’esistenza di un nesso di causalità come quello ipotizzato – a quanto sembra – dalle conclusioni della perizia, che non vanno quindi ritenute assodate. "

Mi piace come, improvvisamente, ciò che non è scientificamente dimostrato non abbia assolutamente valore.

martedì, luglio 20, 2010

Sacchi di teste




Capita di camminare per Tokyo e trovare per strada un sacco pieno di teste.

lunedì, luglio 19, 2010

Sono tornato.

Badesi Mare -Olbia in un'ora e sedici minuti:
Alboreto is nothing.

Ora recupero il perduto: tremate!

sabato, luglio 17, 2010

Akiba mon amour



Non sono mai stato un patito di Akihabara, l'ho sempre ritenuta una zona da turisti, da fan dei fumetti e delle minchiatine, un pezzo di Giappone falso, preconfezionato, che viveva nel nome più che nei fatti.
Ma ci ero stato sempre e solo di sfuggita.

Akihabara, per chi non lo sapesse, è il centro "Manga/videogioco/nerd/PC" di Tokyo. Un grosso mercato, una serie di negozi infinita, colori, donne vestite da eroi dei fumetti.

Ci sono tornato di recente, e mi devo assolutamente ricredere.
Arrivi e mignotte come se piovessero.
Ma non mignotte qualsiasi, mignotte giapponesi.
Ovvero mignotte che non sai bene se sono mignotte, quelle mignotte che al fascino del puttanesimo aggiungono anche il brividino del misterioso.
Perchè se fossero davvero mignotte, potrebbero darti mai dei volantini che le pubblicizzano, lì, all'uscita della stazione?

Leggi e vedi, che puoi "noleggiare" ragazze vestite da maid, da cameriera francese, per un'ora, per due ore, perchè ti accompagni per akihabara, perchè venga al bar con te. Non si capisce mai se c'è del sesso di mezzo.
Da altre parti, visto che il rapporto sessuale vaginale è vietato "venderlo", pare che pubblicizzino "rapporti anali". Quello va bene.
Maid che massaggiano.
Il bar di Gundam.
Altre maid che servono, in un bar, e che fanno gesti assurdi, per darti da bere. (Vedi il filmato).
Club privè con le maid che ballano e cantano e chissà che altro fanno.
E poi questo qua sopra, un negozio in cui se vai, ti fai vedere mentre provi i vestiti. Ti fai fotografare in completo intimo. Firmi la foto, poi ti fanno uno sconto dal 20/30%. Il tutto descritto con simpatici fumetti in cui lui non capisci se è un gentile commesso o un mezzo maniaco.

Un po' come il giapponese medio.

Ed ecco il filmato promesso.



Che dire.
Akihabara, a un quarto d'ora da casa mia, mi è entrata nel cuore. Con una kamehameha.

venerdì, luglio 16, 2010

Swan Dive!

Dovrei chiudere quella merda di sondaggio e invece ho trovato il deodorante perfetto per Apa.



Enjoy ladies!

giovedì, luglio 15, 2010

Giusto per riportarlo




Mi sembrava giusto riportarlo, giusto per farlo girare un po', così, mi pare giusto che si sappia.
Visto che quando è scoppiato lo scandalo la preoccupazione principale del vostro presidente del consiglio è stata di ribadire che lui fosse prestante a letto.
E ci metto anche la mia foto di Berlusconi preferita.

Rubo dal blog di Luttazzi

Fa talmente caldo che Berlusconi si fa pisciare addosso dalle sue troie. * (Salvatore Lobina)

* Il precedente vero è raccontato da Oliviero Beha:
" (...) la D'Addario a fotografare il premier a Palazzo Grazioli nel leggendario "lettone di Putin" con tanto di registrazione delle telefonate e dei momenti hard. Dovessi sceglierne una, opterei per la registrazione dello scambio in cui Lui la richiama perchè "è tornato forte come un toro", Lei accorre ma lo trova "inadeguato", Lui risolve con un "Beh, allora pisciami addosso." (Oliviero Beha, Dopo di Lui il diluvio, pag.118)
Nessun giornale ha riportato quel dialogo, nessun giornale ha recensito l'ottimo libro di Beha. Libertà di informazione.

mercoledì, luglio 14, 2010

Un grande classico sempre di moda



Shaggy l'ha sempre sostenuto di essere un grande artista.
E come tutti i grandi artisti sarebbe stato capito col tempo.

Nel duemila, ben dieci anni fa, se ne uscì con questa canzone, che solo ora sembra essere stata compresa appieno.

La casa di Scajola? "It wasn't me".
Vescovo in Belgio con foto pedopornografiche nel computer? "It wasn't me."


E sembra funzionare.
Evidentemente Shaggy lo sapeva che prima o poi la gente sarebbe stata talmente presa, stupida, confusa, distratta da bersi anche questa.

Lo sapeva anche Huxley.

lunedì, luglio 12, 2010

Strali di gufo 10/7

La forza di gravità è un monito silenzioso all'umiltà, essenziale ma ineluttabile promemoria: più in alto ci si arrampica e più male ci si fa quando si cade. Eppure ci sono ancora illusi che sopravvalutano le proprie capacità e si cimentano in scalate fuori dalla loro portata. Poco male, la gravità non ha fretta, sa essere paziente, sa aspettare il momento giusto. E così questa coppa del mondo finisce proprio come ci auguravamo, con dei sempliciotti "spetasciati" in terra.

Oggi festeggiamo sua maestà l'Olanda, regina della sconfitta, fontana di lacrime, prima inter pares dei perdenti. Come un pugile scarso, consapevole di non avere il colpo da "knock out", gli arancioni cercano comicamente di rimanere in piedi fino all'ultimo round, sperando di vincere ai punti. È stupendo vederli stramazzare al suolo a pochi secondi dal gong, maldestramente incapaci di fermare il jab che li mette al tappeto. E quale irresistibile spasso vederli piagnucolare, increduli di essersi visti sottrarre l'agognata lotteria dei rigori. Risate a crepapelle, coi pagliacci!

It's not the fall that hurts, it's when you hit the ground

Offrire ad un bambino un lecca-lecca e poi negarglielo, mettendoselo in bocca, rimane una delle mosse più inebrianti ed appaganti che si possano mettere in atto. Quella fronte corrucciata, quegli occhi lucidi, quel labbro inferiore tremolante, tipici di quell'espressione sull'orlo del pianto, sono una visione esaltante, vivificante. Questa è la magia del mondiale.

Il solito anticonformista improvvisato

Ciò che il Mondiale ha unito, il campionato dividerà, ma questa, come si suol dire, è un'altra storia.

domenica, luglio 11, 2010

Strali di gufo 9/7

Ad una competizione strutturata secondo la logica del "uno contro uno", male si addice il concetto "primo, secondo, terzo". Risulta posticcio, inutile. Nel tennis, infatti, una finale terzo/quarto posto non è mai stata presa in considerazione. Nel calcio, tuttavia, assume un senso se vista come pretesto per sollazzare il pubblico. E che goduria vedere due pezzenti che si sfidano per le briciole in modo che si possa stabilire chi sia "sfigato" e chi "più sfigato".

Che esoso, questo Uruguay, fa di tutto per mettersi in mostra, come un undicenne trascurato che cerca in tutti i modi di farsi notare. Ci riesce splendidamente ritagliandosi l'intramontabile parte dell'unica squadra capace di perdere due partite della fase ad eliminazione diretta, uno spassoso ed irrinunciabile paradosso. Non male per una nazionale che aveva cercato di convincere tutti che il terzo posto contasse qualcosa.

Niente di meglio di un palo, quando pesti una merda

A questo punto mi domando perchè fermarci alla "finalina". Essendoci praticamente 72 ore fra semifinali e finali, perchè non fare un bel round robin per determinare quinto, sesto, settimo e ottavo posto? Non poniamo limiti alla miseria.

Nella foto dei perdenti e due uruguagi

Fra poche ore verrà servita la portata principale, è proprio vero che la fame vien mangiando.