venerdì, luglio 09, 2010

Strali di gufo special: Mistero transalpino

La prima, eclatante, saporosa defezione di questa "Coppa del mondo dei pipponi" è stata quella dei mangiarane. Un po' di rammarico, per non averli potuti sfottere a dovere, mi rimane, ma i tempi non erano maturi.
In questa sede vorrei invece gettar luce sul misterioso regno di Raymond "Frate Indovino" Domenech. Com'è possibile che quest'uomo, che anche l'occhio di un distratto passante riconoscerebbe per il cretino che è, sia diventato il CT della Francia e, soprattutto, lo sia rimasto per sei anni sei? Pure il fatto (innegabile) che egli rappresenti l'archetipo del francese , non giustifica come quest'uomo non sia stato cacciato a gran pedate nel culo anni orsono. Poi capita di vedere per caso una fotografia del presidente della Ligue de football professionnel e vice-presidente della Fédération française de football: Fredric Thieriez...

Ho vinto qualcccheccossa?

... e i contorni si fanno più nitidi.

giovedì, luglio 08, 2010

Strali di gufo 8/7

Toh, ma chi si rivede! Venga, venga, non sia timido, e si metta lì, sul palco, in modo che la possano vedere tutti. Fazzoletto? No? Suvvia, lo prenda, se non per asciugarsi le lacrime almeno per pulirsi il moccio. Queste grasse risate? Sono tutte per lei. No, rimanga lì e se le prenda. Si ricorda quando era lei a ridere? Non avrà davvero pensato che ce ne saremmo dimenticati, vero? Ecco questo è il suo benvenuto, bentornato nel club degli illusi. Per me è un vero piacere consegnar a lei, trombato illustre, la tessera onoraria d'oro.

Quando mai si è vista, nel calcio moderno, una squadra che vincesse il mondiale elargendo goleade a destra e manca? Dopo i poker calati negli ultimi due turni e quello nel girone, i crucchi avrebbero dovuto intuire che la pacchia stava per finire. Ma il tedesco è fatto così, non si fa domande (come la storia ci insegna) e quando c'è di mezzo "kloria di krande Cèrmania", non capisce più un cazzo e comincia a sbavare (o rigurgitar birra, non ho mai capito). E così i mangiacrauti ci deliziano con il loro cavallo di battaglia, sconfitta in semifinale, un classico che non stanca mai.

I signori hanno ordinato Einz brüstel?

Non credo sarà necessario specificare, a questo punto, dove dovrà trovare il coraggio di infilarselo, il simpatico e spiritoso popolo tedesco, il suo "Alemania per la gloria". Comunque, già che ci sono, butto lì un piccolo indizio.

La folkloristica posizione dell'infornata del Frankfurter

Domenica, in prima serata, trasmettono il remake di "Una poltrona per due". Non vedo l'ora.

mercoledì, luglio 07, 2010

Strali di gufo 7/7

Ed eccoci alle semifinali, il momento della verità in cui si distinguono coloro che sono destinati alla vetta e quelli che invece no, rimarranno ancora nella moltitudine dei "mi piacerebbe ma non posso". Nelle semifinali ancora non la vedi, l'agognata coppa, ma puoi sentirne il dolce profumo. Per fortuna per qualcuno resterà solo quello, con un persistente accento di inculata.

E finalmente ce li siamo levati dai coglioni. Lasciatemelo dire, è stata una vera liberazione, ci mancava solo che arrivassero in finale, servendoci un insipido anticlimax. Questo Uruguay ci ha dimostrato come, con un po' di culo e qualche lampo di genio (mitico Suarez), tutti possano arrivare in semifinale. Per fortuna è stata anche la dimostrazione che, quando c'è da vincere veramente qualcosa, gli scartini scaldano le poltrone davanti alla TV.

L'incontestabile ilarità della disperazione altrui.

L'Uruguay è come il membro del quale gli altri iscritti si vergognano un po', ma che è riuscito ad entrare nel circolo solo perchè iscrittosi ai tempi della fondazione. E così, causa due mondiali vinti nel Precambriano, dobbiamo tenercelo, anche se speravamo tutti che non si facesse notare, rimanendo nel dimenticatoio.

Mi sa tanto che stasera non si scopa.

E stasera, finalmente, una partita che rappresenta in modo esemplare questa rubrica. Mi sento come un bimbo, indeciso fra tiramisù e meringata. Slurp!

Apa no natsu




La mia prima estate in Giappone.

Umidità al 95%.

Non ne posso già più.

martedì, luglio 06, 2010

Genetliaco Ergonomico


Ed è il compleanno di Ergo.

Giusto qualche giorno fa, in metro, ho visto due bambini. E qui c'è la mia foto a testimoniarlo.
Vestiti come i bambini si vestono qui per andare a scuola.
Da cretini, insomma.
Ma troppo carini.

Ecco, io e Ergo così carini non lo siamo mai stati, ma non è questo che volevo dire.

Ergo lo conosco da quando avevamo quell'età lì. Quell'età in cui conosci la gente che poi mai più vedrai per tutta la tua vita. Questo prima dell'invenzione di Facebook. Ora la rivedi, sei contento per dieci minuti, e poi chi se l'incula.
Comunque, Ergo no. Lo conosco da allora. Magari allora non eravamo amici, lui era amico della Maestra Elena.

Ad ogni modo, a migliaia di KM di distanza, rimane sempre Ergo, per me.
La persona a cui penso quando guardo due bimbi che sfogliano un libro assieme, indicando le figure che li "esaltano" e "gasano".
Perchè questa comunione di passioni idiote, questa sintonia demente e animalesca è il tratto comune di ogni anno, lustro e decennio della nostra amicizia.
Anche ora che siamo adulti o che fingiamo spudoratamente di esserlo.
Anche quando eravamo bambini.
Anche se noi non eravamo così carini.
Ma manco ci vestivamo da pirla, cazzo.

lunedì, luglio 05, 2010

Strali di gufo 6/7

I detti popolari sono pillole di buon senso che, proprio perchè facilmente accessibili, sembrano latori di consigli scontati, di saggezza spiccia. Invece è illuminante notare come, seppur comprendendone la logica e il messaggio, solo vivendoli, se ne carpisca la verità intrinseca e più profonda, lo spirito che li anima. I cinesi già lo sapevano: "Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare i cadaveri dei tuoi nemici."
Aggiungerei: "E potrai pisciarci sopra."

A questo turno salutiamo l'Argentina che ci regala una splendida lezione di calcio facendosi umiliare in maniera totale, incondizionata, esaltante ed esilarante. L'Argentina del "il suo è culo, la mia è classe, caro il mio coglionazzo." si becca nell'ordine: "Rovescio ad effetto dalla trequarti con striscio di testa" ; "Passaggio da terra senza chieder fallo per rinterzo a porta vuota"; "Discesa imperiosa fra birilli in garuffa centrale" e il colpo partita "Rinquarto di calcio al volo da contropiede all'italiana." Ragionier Germania 4, Direttore Conte Argentina 0.

Uacciu uari, Uacciu uari uari.

Il Paraguay, del quale ci aspettavamo una rapida esecuzione, ci sorprende proponendoci l'immortale scena di Pulp Fiction della pistola scaricata sul muro invece che sui sicari. Questi si guardano la camicia, controllano il compagno, si guardano negli occhi e poi freddano lo sprovveduto. Applauso.

Lo sguardo intenso di chi sa cogliere certe occasioni.

Here we are, born to be kings, we're the princes of the universe.

Ergo!

E allora?

sabato, luglio 03, 2010

The REBOlution


Ogni anno la stessa storia.
Rebo è distratta, confusa, ha la testa per aria.
Ogni anno ci casca sempre.

E pure quest'anno, puntualmente, stesso errore.
Il 3 di luglio compie gli anni. E cominciano a essere tanti.

E se va avanti così, diventa sempre più difficile rimorchiare adolescenti in palestra.

Rebo, datti una regolata.

E tanti auguri, tesoro.

So che volevi feseggiarli di nascosto, questa quantità spropositata di anni, da sola. Ma non lo dicevi per non offendere nessuno.
Ma sai come sono, me ne sbatto il cazzo.

Strali di gufo 5/7

Sono stati solo due giorni, ma mi sono sembrati un'eternità. Chiunque abbia detto che il gioco è bello quando dura poco, è chiaro che fosse seduto in panca a tre sostituzioni già avvenute. Non fa che migliorare, questo mondiale, quando pensi che l'apice sia già stato raggiunto ecco che ti sorprende con nuove, splendide sorprese. Perchè a volte anche il "come", piuttosto che il "chi", può essere motivo di gustoso scherno.

Ad ogni mondiale il Brasile parte per spaccar mari e monti e, contando che hanno vinto 5 delle 19 edizioni, 3 volte su 4 finiscon loro con il deretano spaccato. E come non godere vedendo i gol che prendono e la gente che mandano in campo e che l'arbitro è costretto a rispedire negli spogliatoi. In questo momento il mio pensiero va a Marcello Lippi che immagino seduto su una poltrona, a braccia conserte e occhi chiusi che annuendo dice, fra sè e sè: "L'avevo detto io che chi vince la Confederations Cup non vince i mondiali."

Coraggio, "Smilzo", c'è sempre McDonald's.

In uno scontro all'apparenza poco stuzzicante, il Ghana (in campo con la maglia del Lecce) ci regala il sempre irresistibile pezzo del bimbo poco sveglio al quale rubano il gelato. All'ultimo secondo dei supplementari stanno quasi per segnare il gol vittoria quando il centravanti uruguagio para il pallone: espulsione e rigore. Le gambe tremano, palla sulla traversa, fine dei supplementari, rigori, sconfitta. Amo il calcio.

Mal di testa? Bella scusa, vedremo se se la bevono.

Ambarabàciccicoccò, sei squadrette sul comò, prima o poi stai a vedere, chi lo prende nel sedere, nel sedere s'infilò, Ambarabàciccicoccò.

venerdì, luglio 02, 2010

Secanze semantiche



In un certo qual modo è bello scoprire dopo un anno di permanenza in Giappone che l'espressione usata fino ad ora per tradurre un comune "per cortesia", ha un'accezione leggermente diversa da quella intesa.

Per cui "kudasai" intende sempre il ricevere fisicamente qualcosa, esprime una sorta di desiderio, non un ringraziamento.
Quello è "onegaishimasu".

Per cui tutte le 1000 telefonate in cui ho chiesto di qualcuno, a quanto pare, ho in realtà espresso il mio desiderio fisico, con connotazioni erotico/sentimentali per quella persona.

Ora capisco la perplessità delle centraliniste di Konami, quando chiamai per comunicar loro la mia passione per tizio, caio e semprogno.