venerdì, novembre 13, 2009

Casoncelli






Quanto mi mancano.

martedì, novembre 10, 2009

Oedo Line






La odio.

Oedo line di merda.

Dieci rampe di scale mobili per entrare, dieci per uscire.

Il dubbio è che si arrivi al centro della terra, si facciano due metri in treno e poi si risalga a destinazione.

E ovunque si vada, si deve tenere a mente che ci vogliono altri 10 minuti per uscire dalla stazione.

Il mio attuale appartamento si trova proprio sopra una fermata della suddetta linea.

Un motivo in più per cambiare casa.

domenica, novembre 08, 2009

Codardo




Formaggio di fossa






"Una bara in casa può sempre servire.
Eppure la gente solitamente la compra soltanto a decesso avvenuto, a morto caldo.
Io ne ho una persino in cantina, ci metto dentro i formaggi.
Non sai come si conservano bene.."

- L'addetto alle onoranze funebri un attimo prima di regalarmi l'ennesima penna biro.

Pulling a Razzi on you






Lo so.
Vi sto tirando una Razzata.
Sono sparito, assente.

Scusate ma in questi giorni la mia vita giapponese mi sta prendendo più del solito.

E poi non succede nulla di che.

Lavoro.
Incontro porno starlette che girano intro ai loro DVD monografici per le strade di Nishishinjuku.
Incontro lottatori falsi wrestling e le solite sgarzoline giapponesi mezze nude, vestite da Yu, Creamy, Api maya, Arale.
Ho discussioni surreali su mie potenziali nuove case che si concludono "Scusa ma sono confuso, non capisco." e la risposta dell'agente immobiliare "Se sei confuso... allora sono confuso anche io ora!".

Ma soprattutto lavoro.

Ma la settimana prossima sarà diverso, vedrete.

martedì, novembre 03, 2009

Cartelli stradali






.. old?

What's love got to do with it







Qualcuno potrebbe pensare che, vista la scelta di vita che ho fatto, io abbia una cieca passione per il Giappone.
Beh, ci sono cose che invece mi fastidiano, mi addolorano, mi colpiscono profondamente.

Come certi movimenti razzisti, certe manifestazioni di disprezzo verso la cultura occidentale, per esempio leggete cosa è successo la notte di halloween in occasione di una festa organizzata sulla yamanote line.

Da rimanerne sconcertati, affranti.

Ma ci sono cose che odio ancora di più di questo paese.

Come la loro maniacale, sistematica ossessione per impacchettare singolarmente i singoli biscotti.
La quantità di cartacce e rifiuti che produci per mangiarti un cazzo di biscotto o merendina è impressionante.

Oltre al fatto di aprire una confezione di Oreo e trovarsi con CINQUE e dico CINQUE biscotti.



lunedì, novembre 02, 2009

Rapimenti giapponesi






Certi giapponesi ti rapiscono.
Chiedi un'informazione, e la loro lentezza, la loro attenzione alle regole, la loro affettata disponibilità ti ruba il resto della giornata. I bancari. Le poste. I tassisti che si perdono REGOLARMENTE e che non sanno usare il navigatore satellitare.
Credo che in Giappone per fare il tassista basti avere dei guantini bianchi.

In banca. Ore a parlare.
Solo per scoprire alla fine che quello che mi interessava di più, non potevano offrirlo.
O che i documenti che ho, forse non sono sufficienti. FORSE.

Ma la volta migliore è stata quando sono finito per sbaglio al municipio di meguro o sarcazzo invece che all'ambasciata italiana.
Ho chiesto quindi, dov'è?

Il tizio mi ha preso per il braccio, tirato, portato nel suo ufficio. Ogni mio tentativo di liberarmi era inutile, se solo dicevo "ma non serve grazie", mi afferrava, per lui ero un gaijin pazzo che non capiva che mi stava aiutando.
Come se fossi un animale spaventato e lui un veterinario, qualcuno che sapeva molto meglio di me cosa fosse giusto per me e io quasi incapace di intendere e di volere.

Mi sorrideva con accondiscendenza, mi teneva saldamente il braccio.
Ha chiamato tutto il suo team a raccolta, evidentemente era un pezzo grosso, hanno aperto una mappa della città, e hanno tracciato un itinerario. Mi hanno poi dato un indirizzo che avevo già.

Il mio avvocato mi aspettava venti minuti prima.

Ci metto due ore a uscire dal tentacolare municipio, esco, vedo un taxi, salvezza.

Salgo sul taxi e gli dico dove devo andare.
Gli mostro l'indirizzo scritto in giapponese sul mio cellulare (l'avevo dall'inizio).
Gli mostro la mappa.

Mi guarda.

Con quello sguardo da tassista giapponese che non ha capito esattamente un cazzo.
Ha degli splendidi guantini bianchi e mi guarda scoppiare a piangere sul sedile posteriore.

Il gobbo




Non so cosa aveva questa donna, qualcosa di inquietante e insieme di buffo, infantile. Una figura di Ciprì e Maresco al femminile, le rimaneva un cappotto che non le andava più. Una sigaretta in bocca, troppo grossa per le sue magie, rossetto sbavato e orecchini di perle smunte su parole che ti lambiccano la testa fino a che non te la gratti per bene. Un cappotto stretto per l'inverno non le serve più.



Dalla solita sponda del mattino
io mi guadagno palmo a palmo il giorno:
il giorno dalle acque così grigie,
dall'espressione assente.
Il giorno io lo guadagno con fatica
tra le due sponde che non si risolvono,
insoluta io stessa per la vita
... e nessuno m'aiuta.
Mi viene a volte un gobbo sfaccendato,
un simbolo presago d'allegrezza
che ha il dono di una stana profezia.
E perché vada incontro alla promessa
lui mi traghetta sulle proprie spalle.



Alda Merini

domenica, novembre 01, 2009

Per fortuna...

...che dalla sodomia di un asino su una zebra non nasce nulla.
Sennò sai che mostro....