mercoledì, marzo 18, 2009

Negatività

Che coincidenza.
Proprio ieri, dopo un anno di infondate titubanze, sono andata a fare il test dell'HIV.
Proprio oggi, dopo secoli di stronzate, la chiesa ancora vomita fesserie.

Questa coincidenza mi ha reso doppiamente negativa.
Il mio sangue non è immunodeficiente, ma la deficienza è stata spostata altrove:
"E' una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi".
Queste dichiarazioni dovrebbero essere bandite essendo potenziali crimini contro l'umanità che mancano di coscienza storica, sociale e della natura dell'essere umano stesso. Ma alla fine, il vaticano rispetta questi parametri perfettamente.

Ratzinger SHUT THE FUCK UP!

Comunque, per sdrammatizzare un pò quest'ondata di freddo clericale, ecco la foto del distributore automatico più carino che abbia mai visto. Be nice to a girl, buy her a ring! (ma guai se te la fai)

Sintonia





Oggi ho qualcosa. Nello sguardo, nel volto, non so cosa sia.
Magari ho scritto qualche frase buffa sulla fronte.
La gente mi guarda e mi sorride, mi presta attenzione, ammicca.
Mi tengono la porta aperta, mi salutano degli sconosciuti.
La bellissima ragazza al banco informazioni della clinica Sant'Anna mi strizza l'occhio.
Il medico è premuroso, quasi dolce, mi dà del tu, mi tranquillizza, mi dice "Caro Alessandro" ed è la prima volta che lo vedo "il problema, la situazione sta facendo il suo decorso, andrà tutto bene."

Mi prescrive dei farmaci che il farmacista con calore e affetto mi darà, augurandomi sinceramente una buona giornata. Non so cosa sia ma oggi la gente mi vuole bene.

Unica nota negativa sono i farmaci che mi ha prescritto, sono supposte di antinfiammatori. Non so se le prenderò, hanno un saporaccio tremendo.

Ciao Stuzzy




Quello di ieri è stato un triste giorno per l'automobilismo italiano, lo stuzzicadenti di Jean Todt ha infatti annunciato il ritiro da ogni carica in Ferrari.

Noi vorremmo ricordarlo così.. in bilico fra le labbra del francese, ai box accanto a una bella gnocca o al monitor che segna i tempi sul giro.

Google non vorrebbe ricordarlo e basta, trovare delle sue immagini è praticamente impossibile.
Ingrato.

Ciao Stuzzy, goditi questo meritato riposo lontano dalla dentiera transalpina.
Lontano da quel vistoso rosso emblema stesso della casa di Maranello.
E - soprattutto - lontano da noi.

[Nel video la reazione disperata dei tifosi appena saputa la notizia]

martedì, marzo 17, 2009

Latenze - Comunicazione di servizio





Scusate la mia assenza, ultimamente sono molto preso dal cercare di non fare andare completamente a puttane la mia vita e quella dei ragazzi del mio ufficio.
Non mi perdonerei mai se non dedicassi a quel che ci sta succedendo la quasi totalità delle mie attenzioni, per questo mi vedete poco qui, per fortuna c'è sempre il Razzi che mi sostituisce alla grandissima. Il suo problema è che sta lavorando tanto, cinque minuti li troverebbe pure ma ha paura di rovinare la propria immagine, avendo così poco tempo a disposizione, e si blocca.

Quella che non si blocca, di questi tempi, invece, è la mia vita onirica.

Probabilmente sfrutterò quella per un paio di post, in questi giorni.

A presto, e se potete, datemi una mano. Come?

O scrivendo qualche post e tenendo vivo questo "posto" a cui tengo.
O trovando qualche posto di lavoro per me e i miei compari, per esempio a me piacerebbe fare il pirata ai caraibi.
O mandando cinque euro al cc postale 12345PAPPESATAN666

lunedì, marzo 16, 2009

Meglio Charlie che Mike




Biondino, pallido, passo svelto. Entra e saluta con due sguardi la stanza e chi ci sta dentro. Solitamente la prima cosa che colpisce sono gli accostamenti strani di cui fa dono (righe ad minchiam sovrapposte, colori improbabili che secondo lui si assomigliano). Poi inizia a cantare. Di seguito attacca con un racconto. Il film che ha visto la sera prima, un fatto accaduto in treno. Volano un paio di bestemmie, tanto per gradire. A prescindere da ciò che racconta, il modo in cui racconta mi fa già ridere. Poi sta un po' zitto.
È dopo questa fase di silenzio che inizia il periodo rischioso. Metti caso che due compari si mettano a discutere della superiorità dell'universo Marvel rispetto all'universo DC o viceversa. È la fine. Deve partecipare, deve dire cosa ne pensa. Parla, si agita, gli piacciono i paralleli che lui stesso crea. Alza la voce. Si incazza se sbuffo. Va vicino alla finestra e comincia a giocare con il filo che di solito si usa per alzare e abbassare le tapparelle. Lui inizia a farci giochi strani, ci entra manco fosse un hula hoop ma senza salti, i salti sono le ottave della sua voce. La discussione si spegne, si siede e si tranquillizza per un po'.
Poi chiede cosa facciamo per pranzo. Sono solo le undici e un quarto ma lui inizia a spazientirsi, vuole il tabouleh. Poi mi passa accanto e con la faccia strafottente che gli è propria, come se fosse inevitabile, fa cadere calendario e bicchiere di plastica con un solo colpo. Guarda soddisfatto, raccoglie il mio sguardo insofferente e se ne va.
Dopo un po' torna. Contempla orgoglioso il suo Cretino, lo incita a ballare, a guardare la TV, lo insulta quando Il Cretino non comprende che le sue direttive sono sapienti. Ma Il Cretino è ingenuo, si fa gabbare alle corse. E lui cerca di difenderlo dai trucchi, si frappone tra gli inganni e la linea del traguardo. Lui è onesto e così è Il Cretino.
Così passa un'altra giornata.
Rido e torno a casa.
Tutto questo mi mancherà. Lo dico ora, tra due settimane sarò un po' ammutolita quindi meglio approfittare dell'oggi in cui ho anche un compito. Ma alla fine, alla persona che mi ha costretto a suonare il basso per la prima volta sbattendosene della mia esitazione (e dal basso alla batteria il passo è breve) non posso dire molto altro se non che è un adorabile molesto. Adorabile, ma molesto.

Compito del giorno




Devo fare un post.

domenica, marzo 15, 2009

Fatalità.



(due post di byfluss di seguito...è decadenza!)

giovedì, marzo 12, 2009

Sempre verde.

mercoledì, marzo 11, 2009

Babuinette di Marzo, balla che ti passa



Fenomenologia






Andando allo stadio ho sempre trovato affascinante quella che mi piace chiamare la fenomenologia del petardo.
Il notare come in questo miscuglio di invasati variegati alla violenza ci fosse una sorta di gioia infantile nel lanciare razzi e piccoli esplosivi.
Gioia che ho sempre ricondotto allo stupore, al senso di meraviglia di un piccolo gesto, un'azione minuta, che provoca reazioni estreme. Ed è proprio questa, in sintesi, la fenomenologia del petardo: quel brivido che si ha nel perdere il controllo della realtà, con minimo rischio, nell'arco di pochi secondi.
Illusione di onnipotenza, senso di divinità, il tutto in comodo formato starnuto.