
Spesso mi domando come la gente possa credere all'oroscopo, anche se ovviamente riesco ad ammettere che l'idea sia di per sè affascinante. Tranne per il Razzi, il Razzi ha smesso di anche solo considerare l'esistenza degli oroscopi nel 1976, con la semplice motivazione "è sciocco e lede alla mia immagine".
Quello che io mi domando è se davvero esistono dodici tipi di persone al mondo, ognuna individuata dal corrispettivo segno zodiacale. Voglio dire, chi di noi non si è mai riconosciuto in qualche descrizione del proprio segno? Che forse qualche senso lo abbiano?
Di fronte a me è seduta una tizia scalmanata. Vestita come se fosse un personaggio di una sit-com, ha sessant'anni ed è vestita in modo sgargiante, volutamente cromaticamente esagerato. Ha un cappello di strasse,violaceo, che le cade molle su un lato della testa.
Sembra una hippie postmoderna, di quelle che sono biologicamente sopravvissute all'adolescenza ideologica ma non l'hanno superata.
Ha una suoneria molesta, il telefono le squilla di continuo e lei, ridendo, se ne scusa con tutti, mentre mi tira un calcione, mi pesta un piede e la sua borsa mi rovina addosso.
Lei non se ne cura, mi lascia così. Il che mi mette in un piccolo, breve, momentaneo empasse: la naturale resistenza che ho nel toccare, manipolare, spostare, oggetti che non mi appartengono.
Quando mi infila, allungandola, la gamba addosso decido che devo intervenire, mi sfilo gli auricolari e la sento rispondere al telefono. "Grazie! Eh sì cominciano a essere tanti. Sì mi sanno chiamando tutti per farmi gli auguri."
Compie gli anni oggi. Il mio stesso giorno.
Mi reinfilo gli auricolari mesto e un po' vergognandomi. Se davvero è nata nel mio stesso giorno, è ben più che del mio steso segno, è mia gemella astrale.
Chissà quanti calcioni ho rifilato io senza accorgermene!