sabato, gennaio 24, 2009

Exploding head

Ci sono. Eccomi ci sono arrivata.
Proprio a quel punto, temuto da anni, abbandonato con la speranza che si dissolva nel tempo, un pò coscientemente atteso ed incoscientemente ignorato come un uragano in florida. Devo prendere una decisione importante. La Decisione. Quella vera cazzo. Il Rischio, great and scary at the same time; e Il Buonsenso, comodo e soffice.

Il Rischio
La scelta del Rischio mi porterebbe in Sudafrica, dove ho un lavoro che mi piace tantissimo, che mi motiva, che mi fa viaggiare, paga bene, mi realizza come persona e fa del bene alla società. Allo stesso tempo è un lavoro che parte bene ma non si sa dove, e soprattutto se, arriva. Un paese che adoro per la sua difficoltà e la sua energia, per la bellezza soffocante dell'oceano e delle valli immense, per la motivazione intrinseca nella società che ti porta a 'voler cambiare le cose'. Un paese allo stesso tempo instabile, che non offre sicurezze. Il Rischio comporta alto livello di sbattimento: trovare una casa, comprare una macchina, star dietro a tutta la burocrazia della vita (sanità, visto lavorativo, banche, etc.), pensare che la pensione me la sogno. Last but not least, il Rischio mi porta a riabbracciare colui che, dopo tanti anni, forse sta riuscendo a farmi innamorare (ma anche qui siamo sul 'parte bene ma non si sa dove, e sopratutto se, arriva').

Il Buonsenso
La scelta del Buonsenso mi fa fermare in Trentino, dove ho un lavoro che mi piacerebbe pure nonostante il suo essere totalizzante in ore e responsabilità e paga super bene. Allo stesso tempo è un lavoro che mi chiude in un ufficio e indirizza la mia mente ad una sola cosa: profitto. Il Buonsenso implica una vita che mi offre già una casa mia mia, una macchina mia mia, un sicurezza solida offerta non solo dal fatto di avere una famiglia a due passi (e degli amici di cui mi posso fidare sempre e comunque) ma anche dal fatto di avere 'the holy' Provincia Autonoma di Trento, che mai mi lascerà su di una strada. Il livello di sbattimento qui è zero. E, da non dimenticare, il Trentino è una regione certamente un po' noiosa, ma anche piena di natura, montagne, laghi. Il Buonsenso mi porta all'accettazione del piccolo spazio intorno a me, della mia 'bella vita', e probabilmente mi renderà cieca del resto. O meglio, non cieca, ma disimpegnata. Last but not least, il Buonsenso farebbe di mio padre un uomo felice, che vede in me, l'unica persona di cui si fida veramente, la sola capace di contitnuare il lavoro per cui ha sputato sangue per anni.



Io in realtà ho già deciso, nonostante le mie continue titubanze.
Però vi pongo questo dilemma, questo rompicapo esistenziale, per avere un giudizio 'unbiased', ovvero obiettivo, senza pregiudizi (a differenza dei giudizi dei miei amici o familiari).
Secondo voi, qual'è la scelta più folle?

Ritorsioni





Il mondo fa schifo.
Le immagini di Gaza, dell'Africa, quelle più intime di certi ricordi del sud est asiatico mi girano per la testa.
Bambini allo stremo, senza casa, cresciuti come animali.
E ora il mondo è allo sbando per una crisi "finanziaria", una crisi che non vuole dire un cazzo su un sistema che ci siamo creati noi per sopravvivere e che sta andando a puttane. Una cosa che se fossimo gente seria ci diremmo "vabbe', abbiamo sbagliato, rifacciamo tutto da capo". Ma non siamo gente seria.
Siamo gente crudele e avida.

E continuo a pensare cosa posso fare. Vorrei aiutare la gente, ma non ne ho le capacità e probabilmente non ne ho neppure le palle.
Vorrei ribellarmi allora, fare danni al mondo, al sistema.
Ma come. Dove.
Dove posso colpirli dove fa più male.
In che modo posso causare il maggior danno possibile.


E poi capisco.
E decido.

Mi asterrò dal sesso per tutto il 2009.
Let's see the world cope with that!

venerdì, gennaio 23, 2009

The Agile Aardvark Bathed with Beauties

Probing






Questo post è dedicato a Cecilia.

Mattinata intensa, di visite mediche. Al laboratorio Fleming c'è una selva di vecchi. Devono aver sparso la voce, sembra una specie di raduno mal organizzato.
Si intrufolano dappertutto, spuntano dalle fottute pareti. Fanno domande. "Questo ambulatorio è attivo?" "lo sportello quattro?".
Le fanno a me.

Mi piange il cuore a non avere le risposte che cercano.

La cosa bella di certi anziani è che si trattano l'un l'altro come se fossero dei bambini rincoglioniti. Hanno entrambi 90 anni, sono entrambi confusi e spaesati, ma trattano l'altro come se fosse un povero rimbambito, come se fosse messo molto peggio di loro. Sorridono, annuiscono, gli parlano come se fosse scemo, lo accompagnano con il braccio.

Finalmente le infermiere mi fanno accomodare.
Mi metto seduto nell'ambulatorio.
Attendo.

Assieme ad un'infermiera.
C'è una sensazione strana nell'aria.
Quella sensazione strana che si crea fra due estranei entrambi consapevoli che tra pochi minuti il loro livello di intimità subirà una strana svolta.
Nell'istante esatto in cui uno dei due si abbasserà i pantaloni e non per qualcosa di divertente.

Io vorrei fare conversazione... Ma devo ammettere che il pensiero che tra un po' quella signorina mi infilerà un ferretto su per l'uretere in un certo qual modo mi blocca.

L'infermiera se ne va.

Entra un vecchio. "Ma qui c'e' nessuno?"
"Ci sono io".
Ancora una volta non era la risposta che stava cercando.

Torna l'infermiera.
Attendiamo.
"Lei non urina da almeno due ore, vero?"
"Certo. Non è per assicurarvi di questo che mi state facendo aspettare, vero?"

Ride.

Aspettiamo.
Arriva la dottoressa.
Non voglio nemmeno descriverla.
Parla dei cazzi suoi, mi fa segno di sistemarmi a pantaloni calati sul lettino.
Continua a farsi i cazzi suoi, parlottare di sua cugina.

Sarò sempre io, all'antica. Ma c'è qualcosa di strano nel trovarsi in una stanza con due tizie, seduto su di una poltroncina, vestito, coi pantaloni calati e i gioielli di famiglia fuori. Soprattutto se queste continuano a parlare dei cazzi propri.

"Lei non urina da almeno due ore, vero?"
"Sì, ma non me lo ricordi, per piacere." In fin dei conti ho saltato la sacrosanta minzione mattutina.

E si comincia. Infilano il ferretto, avvitano, girano, raschiano. Una seconda. Una terza volta.
Non è particolarmente bello.
Ma soprattutto non è particolarmente bello che mi informino che tanto questo test non servirà a nulla perchè sono troppo "sotto all'antibiotico" e che il mio medico è pazzo.

Esco sconsolato.

La verità?
Ci sono rimasto male che non hanno fatto neppure un commentino positivo.

giovedì, gennaio 22, 2009

mercoledì, gennaio 21, 2009

TETTE

pensiero del giorno:
voi uomini dovreste avere le tette.
delle belle, grosse tette.

martedì, gennaio 20, 2009

Fabbisogni






Ok, c'è bisogno di me.
Devo tornare solido.
Devo tornare cattivo.
Devo riuscire a tornare indistruttibile, impermeabile, strafottente.

Al solito.
Lo stimolo che mi salva è pure quello che mi ammazza.

lunedì, gennaio 19, 2009

Centomila







Abbiamo superato i centomila contatti. Ok, sono farlocchi, ok il contatore è attivo da meno di due anni, ok, non sono tantissimi.

Però non vedo l'ora che arrivi il bellissimo post celebrativo che il Razzi sta di sicuro preparando!

Epifania

Le nuove idee non sono altro che nuovi collegamenti, nuove giustapposizioni di elementi già esistenti. È sorprendente notare come, a volte, questi collegamenti diventino improvvisamente chiari e lampanti e, nel momento in cui li scopriamo, ci sembri quasi impossibile non averci pensato prima. Erano lì, di fronte ai nostri occhi, e nella loro limpidezza erano assolutamente invisibili. Quasi non riusciamo a credere di non aver visto prima quel che era lì, pronto ad essere colto, così ovvio, così perfetto, così semplice.
Ma va bene così. Ci siamo saturati fino alla nausea con Jordan di qui e Jordan di là. L'ultimo sondaggio ne è lampante dimostrazione. E allora e' il momento del passaggio di consegne, un passaggio avvallato dallo stesso Micheal Jordan, come da prova fotografica.



E dunque sia, non più Jordan, bensì Matrix.



E Matrix fu.

sabato, gennaio 17, 2009

Ultime cene









Così, per non dimenticare.
Alcune pietanze della mia ultima cena in Giappone.