venerdì, gennaio 16, 2009

Una simpatica idea regalo e la babuinette di gennaio

Le mode passano.
Cambiano.
Si rivoluzionano.

Seni piccoli, enormi, vite strette, fianchi molli.
Nel 700 essere pallidi era segno distintivo di nobiltà e avvenenza. Ora si fa a gara per chi è più abbronzato.

E siamo giunti alla sovversione di un'altra grande tradizioni.
Si diceva "alegher, alegher che el bus l'è semper negher".

Evidentemente non è più così.







A quanto ho potuto vedere, molti qui dentro ne avrebbero bisogno.

giovedì, gennaio 15, 2009

Felicitazioni






E oggi compie gli anni una recente new entry su Aparazzi, ma un mio vecchio carissimo amico.

Per molti versi un maestro, per molti altri un coglione, la cosa più vicina ad un cognato che ho, il che dice molto di lui, ma pure di sua sorella.
Devo ammettere che mi ha insegnato molto, fatto scoprire molte cose, anche di me stesso. Una persona che sono contento di aver conosciuto, quasi per caso, per merito di personaggi oscuri, di coincidenze astrali. Diciamolo, grazie al destino.

Beh, auguri Papero.

E cerchiamo di passare indenni questo 2009.

Uno si dice





Uno si dice "Dai, dormi come un sasso tutte le sere da quando sei tornato dal Giappone.".

Uno si dice "Dai, lo sai che i farmaci come il Lexotan provocano dipendenza.".

Uno si dice "Dai, stasera non prenderlo, vedrai che dormi.".




Ecco, uno dovrebbe impararsi a starsi zitto.

martedì, gennaio 13, 2009

Stella Birarda per te





Razzi canta "Stella Birarda perchè".
Step ha tradito Gin con Baby.
La mia bellissima cugina mi sta cucinando un piatto di bastoncini e sofficini col cappello.

Diventa sempre più difficile trovare il bandolo della matassa.

Endocarditis







Mesi fa ho cominciato a sospettare di aver contratto un'infezione. Inizialmente sembrava ai reni. Si pensa calcoli, febbriciattole, pesantezze. Poi pian piano sembrava spostarsi alla vescica, alle vie urinarie, all'uretere. Per un mesetto circa ne ho avuti i sintomi, mentre ero in Giappone, e mi hanno curato con una serie infinita di antibiotici che, oltre a crearmi una serie di scompensi come perdita totale del senso dell'orientamento e stati di confusione, non hanno curato un [lett.] cazzo. Il quale sembrò guarire da solo.

Essendo però io di natura scrupolosa, ho fatto una serie di esami.

Tramite un tampone uretrale, che consiglio vivamente a tutti in quanto esperienza solleticante e piacevole, salta fuori che ho 'sto batterio, piuttosto raro, che puo' portare a una malattia che secondo me e' spettacolare.

Alcuni degli effetti più folkloristici:

- Infarto cerebrale
- Cancrena delle dita
- Emorraggie oculari

ma soprattutto

- STIGMATE


Le voglio.

lunedì, gennaio 12, 2009

Il compleanno





Gennaio e' storicamente un periodo morto per Aparazzi. Paradossalmente è anche il mese in cui è nato. È lecito dunque dedurre che Aparazzi nasce morto. O muore nato. Abortisce in se stesso. Si supera, è antitesi ossimorica di se stesso, si rifiuta, si odia e si ama.
Sono tre anni.
Un bambino di tre anni è abbastanza intelligente per battere Mak a tic tac toe (tris, filetto, come lo volete chiamare).

Sono tre anni di banfe.
Di minchiate.
Di mie depressioni squisitamente illustrate.
Di assenze di Razzi.
Di evoluzioni deliranti di Hazey.
Di cotillions di Ignazio.
Di rudezze di Byfluss.
Di interventi a gamba tesa di Ergo.
Di apparizioni di RP da ogni angolo del globo.
Di sparizioni di personaggi.
Di miti.
Idee.

Di nulla, fondamentalmente.
Avanti così.

venerdì, gennaio 09, 2009

Discese





La testa è pesante.
Le dita pure, deboli, cadono sulla tastiera, lente, attente, tremanti.
La concentrazione cerca di contrastare l'imprecisione che nasce dal brivido che le trasmettono i deboli polsi.
Gli occhi ciechi.
Innondati di lacrime, involontarie, come per la noia di Baudelaire. Il cervello pulsa, rimbomba nel cranio che pare esserne diventato il nemico, una scatola scomoda, un'abitazione pericolosa.
La gola arde per la temperatura, che sembra salire, non sembra fermarsi. Sono le nove. Sta a trentotto e mezzo. Ogni spasmo che parte dalle gambe è mezzo grado in più. Provo a contarli.
Ma la mente era persa in partenza, schiacciata da quella depressione ciclica che ritorna a ondate sempre maggiori. Il peso dei sensi di colpa, dei rimpianti, delle malinconie. Per aver sciupato o lasciato sciupare cose importanti. Le paure, come morsi.
L'odio solo da poco riconosciuto. Il tempo perso, il tempo che non si riesce a fermare.
Solo la tosse, dolorosa, sanguinante, interrompe il flusso di pensieri sudici e suicidi. Prima con un dolore al petto, poi con una fitta che parte dall'intersecarsi dei seni nasali e a parabola scende nella nuca, attraversando la materia grigia.

Il corpo cede.
La mente prima di lui.

E se la situazione non vi pare abbastanza grigia, vi ricordo che in sala c'è Razzi che canticchia, sbevucchia e mangiucchia.

Già




Bastano dieci minuti per fare cambiare aria in una stanza.

Idee per un brillante futuro





Ho la febbre.
Eppure la mia mente continua a sfornare idee geniali.

Ho pensato a come in giappone essere un comico sia piuttosto facile, basta una semplice dose di idiozia, un minimo di faccia di bronzo, qualche tormentone e soprattutto, come dice Thesp, la mossa.

Sto lavorando a un promo video con Razzi e Ergo che presto lancerà la nostra carriera in oriente.

Stay tuned.

martedì, gennaio 06, 2009

Ultimamente





Mi sembra che le cose mi sfuggano piu' del solito.
Non riesco a fissare idee, piani, progetti.


Oggi, ieri notte per la precisione, è pure morto il mio tamagotchi.
Non aveva un nome. Mi stava anche abbastanza sul cazzo.
In compenso ho il Razzi in casa a tempo indeterminato e ancora 5 giorni di ferie.

Sto aspettando qualcosa, o almeno la sensazione è quella.
Come se il momento vero, la realtà non fosse ora, ma sempre tra un po', tra qualche minuto, qualche giorno, qualche ora.

Mi sento in attesa. Ma, come si dice, finchè la si guarda, l'acqua non bolle.

Il problema è che è più forte di me, stare a guardare, attendere spasmodicamente. Concentrarmi sull'attesa.

E la mia acqua non bolle mai.
Che balle.