martedì, marzo 06, 2007

Ignazio Owned




lunedì, marzo 05, 2007

io, una Price.



La mia storia con Benjamin è nata nel lontano 1992. Ci siamo piaciuti a prima vista, io e Benjamin. Mi ero trasferita da poco in Giappone. Mi ero iscritta ad un corso estivo presso la scuola di Niupi, un piccolo paesino ai piedi del monte Fujiyama, per diventare una “persona delle arti”, comunemente chiamata Geisha. Durante le mie ore libere mi piaceva passeggiare, nonostante nei primi tempi avessi i piedi indolenziti dall’uso delle Geta, le classiche calzature di legno giapponesi. Un giorno, per caso, passai vicino al campo di calcio del paese e vidi che c’era in corso una partita tra le due squadre rivali della zona: la New Team e la San Francis. Decisi di avvicinarmi per vedere meglio come si stesse svolgendo la partita: in fin dei conti, il calcio mi è sempre piaciuto, nonostante non avessi mai potuto, in quanto aspirante “persona delle arti”, giocarlo in maniera agonistica. “Non bisogna imitare gli uomini, ma servirli”, mi dicevo.
Fu così che lo vidi la prima volta. Era bello, bellissimo. Rimase stupita, con lo stesso sguardo meravigliato dei bambini che vedono i pavoni che aprono la coda colorata. Non scorsi subito il suo sguardo, nonostante lo cercassi avidamente, nello stesso tempo imbarazzata e impaziente. Lo contemplai a lungo. Mentre si sistemava i guantoni da portiere, mentre sbatteva con i talloni le scarpe sui pali della porta per far cadere il fango rimasto tra i tacchetti delle scarpe nere, mentre beveva nervosamente dalla borraccia posta a lato. Vidi la sua purezza, celata dal berrettino rosso che portava sempre con la visiera calata sopra gli occhi, come per celare le sue paure, le sue debolezze. Col tempo m’innamorai di questo suo modo di interfacciarsi con la realtà: una specie di dialettica hegeliana fatta da una Tesi di determinatezza, sicurezza di sé e spavalderia nei confronti dell’avversario e dei suoi stessi compagni di squadra, un’Antitesi di timidezza e timore di svelare la vulnerabilità e il candore della propria anima al mondo, che si risolvono in una Sintesi di equilibrio tra i primi due che rasenta la perfezione.
Benji mi rapii letteralmente, ed io ero presa da una Sindrome di Stoccolma senza precedenti. Mi diceva “Kimi o ai shiteru”, poi mi baciava e mi diceva che sarei stata la sua Geisha, “solo la sua Geisha”.
Patty, una delle mie più grandi amiche giapponesi, invidiava la nostra idilliaca storia d’amore. Lei aveva più volte provato a farsi notare da Holly, ma, come ben sapevo io e tutti gli altri della squadra, Holly aveva una relazione clandestina con Roberto (pensate che quando lui lo lasciò per tornare in Brasile, pensò pure di abbandonare il calcio definitivamente e diventare un eremita ad Okinawa.. poi per fortuna incontrò Tom Becker, che gli fece ritrovare non solo delle giovani e lunghe erezioni ma anche il sorriso). Cercai di dirlo più volte a Patty. Ma lei non voleva crederci e nemmeno farsene una ragione. Povera. Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa. Una sera, ubriaca, decise pure di buttarsi nelle braccia di Mark Lenders, ma lui la rifiutò dicendole che era “semplicemente patetica”. Mark è sempre stato un buon amico. Ci siamo allontanati solo per un breve periodo io e Mark. Un sera, tentò di baciarmi pregandomi di non dire nulla a Benji. Ammetto di avere avuto una debolezza per Mark: il suo corpo bronzaceo e scultoreo era senza dubbio attraente, cosa che trovavo molto più sensuale delle continue lamentele di Benji per il suo ginocchio sempre dolente. Ma oramai gli ero legata da un sentimento che solcava i confini della sensibilità, che saltava a gran balzi quella siepe che Leopardi rimirava scrivendo la sua “L’Infinito”.
E’ così che può nascere un amore malato, morboso, ma nello stesso tempo sublime come la melodia di un pianoforte che accompagna un violino, come la panna sulla cioccolata calda, come il temporale d’estate.

Il potere della banfa

Ci sono dei giorni in cui hai un sacco di cose da fare ma non te ne passa manco per il cazzo di fare nulla. Giorni in cui basta digitare un paio lettere a caso per trovare cose come questa.

E aver subito voglia di condividerle con gli amici del blog.


No se falta

C’è una cosa buona nel diventare grandi. È che diventi sensibile alle sfumature più sottili, capace di percepire sottigliezze che da “giovane” non sapresti. Diventare adulti è un piacere sottile, poco appariscente. Il rumore ti sta sul cazzo e non ti servono cose nuove, solo cose giuste.

Godetevi l’atmosfera deliziosa, a bassissimo profilo, di questo disco, mentre scopate o mentre guardate il muro:
Ry Cooder – Chavez Ravine

E se proprio volete qualcosa di “nuovo”, andate fino in fondo:
Tv on the Radio – Return to cookie mountain

domenica, marzo 04, 2007

Finisterre


Mai sentito parlare di Alejandro Finisterre prima d’ora, ma avrebbe potuto tranquillamente scalzare TheChamp come capo supremo di Aparazzi.

Poeta, filosofo, editore, rivoluzionario, dirottatore di aerei, ballerino di tip tap e inventore del biliardino...

Un genio della banfa, insomma. Uno di quelli che ci piacciono.

Uno che si merita una Aparazzi Laurea ad Honorem, purtroppo postuma.


Poesia Seborghina - Aparazzino Adamantino

APARAZZINO ADAMANTINO




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S'affaccia e compare molesto al mattino
Diventa più saldo all'idea di un pompino
Mi giro e il tuo corpo lo fa adamantino...
Mi metto all'opera, con fare felino.
Il piano è deciso, facciamo un bambino.
Il nome è già pronto: Aparazzino.


Ma aspetta... Sopresa! E' un altro buchino!




sabato, marzo 03, 2007

Metti in circolo il tuo amore

L'amore é un sentimento spesso tempestoso.
C'é chi ama e non é ricambiato, chi ha già formato una coppia ma per motivi logistici/economici/personali si trova a fare i conti con una realtà grama e assassina..
eppure..
.. eppure ci sono eventi in grado di infonderci una sana e palpabile speranza.
Eventi come questo.

Torno a giocare a Seasons olé :-)))

Il mio compleanno

Ho compiuto 29 anni.
La cosa comincia a farsi seria, per fortuna sono una persona che non ha mai temuto la serietà.

Più passa il tempo, però, e più mi rendo conto di come diminuiscano le possibilità che si trovi una cura per l'unica vera piaga dell'umanità: la morte. O che si trovino troppo tardi. Dio me ne scampi che si trovi una cura all'invecchiamento quando avrò, che ne so, l'età del Razzi... o peggio ancora di Montag... o di Byfluss, cazzo! Ovvero quando ormai sarà troppo tardi per poter desiderare di continuare a vivere.


Comunque l'ho festeggiato cucinando per me e Francesca una cenetta deliziosa.
Trofie con coda di rospo al whiskey, delicate e profumate.
Tzatziki fatto in casa con verdure.
Filetto di manzo in salsa di carciofi e senape, una nuova SuperPaglia Idea(TM), una cosa spettacolare, uno dei miei piatti meglio riusciti di sempre.

Sono sempre stato un po' triste il giorno del mio compleanno, devo ammetterlo. Per motivi familiari, personali, sono spesso state giornate difficile e pesanti.

Ma avere il Razzi che di prima mattina ti telefona e ti canta in vivavoce Happy Birthday, Thespian che ti chiama imperterrito a mezzogiorno per cantarti la versione italiana della stessa... (più una terza persona canterina che credo preferisca rimanere anonima)...ricevere una marea di auguri... e passare una dolce serata intima e perfetta con Francesca... Insomma.

Questo pare essere un buon anno.

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e che intendono partecipare.

venerdì, marzo 02, 2007

Viva Apa!


Oggi è un giorno importante per il blog e per il Paese. Oggi si celebra il 29esimo compleanno di un personaggio controverso chiamato Apa. Un tipo brillante, dotato, che si diverte a mostrare le chiappe e creare scompiglio. Uno che è ancora ventenne, ma al tempo stesso maturo. Un fenomeno, insomma.


Buon compleanno Apa!


giovedì, marzo 01, 2007

L'Ammmericaaaaa, l'Ammmericaaaa


In quel di Baghdad si aggira da tempo immemorabile un individuo soprannominato America.
America ha un rapporto controverso con le donne, tanto da obbligarle a scappare ogni volta che entrano in contatto con lui. Del resto chi non si volatilizzerebbe nel giro di due nanosecondi se un tizio ti corresse incontro urlando mefistofelicamente "le donne sono tutte bip! E tanto passerete tutte sotto le mie mani". Ah - per dovere di cronaca - il gentil signore esercita la professione di becchino.
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America beve. Beve tanto, tanto, tanto, tanto, tanto perché gli piace tanto, tanto, tanto, tanto, tanto (doh, una canzone idiota). Alle otto del mattino il suo tasso etilico é già così alto che può stenderti con una sola alitata... a volte anche mezza. E - dettaglio importante - alle otto del mattino é già vestito di tutto punto. Le sue mise quotidiane sono parche ed eleganti.. difatti spesso indossa cappelli da jocker con relativo vestito da jolly, tube alte due metri, elmi vichinghi, completini da aviatore dell'anteguerra (tipo barone rosso), vestitini da lupo mannaro (con tanto di pelazzi vari e otto portachiavi della Trudi a mò di anello).
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Pensate cosa significa trovarsi al mattino presto a tu per tu con America urlante vestito da lupo. Immaginate la corsa per infilarsi in un bar proprio come Pacman che cercava di andare negli angolini per mangiare la pallina magica (ed evitare i fantasmini). Fffatto? Bene, ora visualizzate un'altra figura accanto alla porta salvavita del locale. Osservate Sputacchino, il vecchietto che sputa manco avesse il mirino. Dovete evitarlo per forza, allora cambiate strada e contenti di aver evitato il cecchino, felici di aver quasi seminato America chi scorgete.. chi? chi? chi? Provolino e Provolina, celebre coppia di fidanzatini cacacazzo. Fatti fino alla punta dei capelli, bevuti quasi quanto America e pronti a tutto per estorcerti tot euro. Prendete una strada secondaria, evitate miracolosamente la coppia ed arrivate a destinazione. Finalmente.

Baghdad é una giungla... altro che Milano.