lunedì, gennaio 16, 2012

Strali di gufo: identità rubata

Le aspettative e l'anticipazione sono componenti consistenti ed importanti del calcio. Non potrebbe essere altrimenti per uno sport che vive fondamentalmente dell'attesa di un momento, quello del gol. La genialità di questo sport è che c'è sempre qualcuno che aspetta con cieca convinzione, solo per poi vederselo infilare nel bugigattolo posteriore senza passare per il via.

"Prenditelo dietro, zingaro"
Intramontabile De Gregori.


Il derby comincia e si rivela subito una partita tesa e tattica, molto equilibrata, con le squadre molto attente. Ma non per il telecronista Mediaset Bruno Longhi che non fa nulla per dimostrare un briciolo di imparzialità:

"Thiago Silva esce da imperatore, supremazia Milan."
[Mettiti gli occhiali, Bruno.]

"Uno dei rari casi in cui la squadra di Ranieri riesce a costruire qualcosa."
[Fottiti, Longhi.]

"Ibra, colpo dello scorpione!"
[Ha solo fatto un colpo di tacco finito fuori, Bruno, datti una calmata.]

"Esce Nesta, stavolta, l'ovazione è per lui!"
[Vedrai che ovazione quando ti prenderò a bastonate, Longhi.]

"Ibra: numero!"
[È caduto col culo per terra, rincoglionito.]

"C'è tempo per l'ammucchiata: Pato, Ibra, Emanuelson."
[Bruno Longhi sogna di sesso che è una cannonata.]

"Gran numero di Nocerino! Si è addormentatato Maicon."
[Nocerino, il favorito di Longhi al prossimo Pallone D'oro.]

"Ora sarà un'altra partita, con la reazione rabbiosa del Milan."
[Le patetiche speranze del povero Bruno appena dopo lo svantaggio.]

"Ibrahimovic. Cercherà il numero."
[Adesso Longhi si crede anche un vaticinatore.]

"Milan all'arrembaggio!"
[I viaggi psichedelici di Bruno Longhi.]

"Ranieri Ha resuscitato una squadra che era morta."
[Come la tua fava, Bruno.]


Verso il finale della partita, arriva Apa online

Apa: Girami il link alla parta, dai.
Ergo: La vedo qui, con il commento imparziale di Bruno Longhi
Apa: Era interista, ora aziendalista?
Ergo: Parrebbe
Apa: Ma è Piccinini!

. . .

Ah.

Chissà se Bruno Longhi è al corrente del fatto che Sandro Piccinini va in giro spacciandosi per lui.

sabato, gennaio 14, 2012

Endechomenon: Copycat



Forse qualcuno di voi ha già potuto ammirare questa scenetta su facebook, quindi, prima che a Montag parta il suo consueto "old", lasciate che vi mostri cosa è successo appena dopo.

Sono il Telegattone, Maoooooo.

giovedì, gennaio 12, 2012

Sessennale

Photobucket

Il tempo passa e, dopo un po', ci scorre addosso senza che noi ce se ne accorga. Col tempo neanche quei promemoria che sono le ricorrenze sono più sufficienti a risvegliarci dal torpore in cui si cade vivendo la vita. Eppure proprio quello è il loro compito, sono momenti per fermarsi e guardare indietro, per allontanarsi di qualche passo e gettare uno sguardo d'insieme.

Con oggi sono sei gli anni che son passati dal quel primo post del 12 gennaio 2006. In questo tempo Aparazzi ne ha viste di tutti i colori. Ci sono stati bei momenti, altri di stanca, ma riguardando indietro, rileggendolo a singhiozzo qua e là, mi sono reso conto che questo blog è uno splendido diario, un sorprendente album di fotografie, una traccia indelebile nel tempo, una illuminante finestra sul passato. Mi sono reso conto che più investirò in questo luogo, più ne potrò trarre piacere, anche in futuro. Quando, fra altri sei anni, darò una rapida ripassata ai suoi momenti migliori, sono sicuro che mi stupirò e sorriderò ancora di fronte all'istantanea di come eravamo, di come siamo.

Aparazzi è e rimane punto d'incontro e di banfa, in questi giorni, tuttavia, ho scoperto che può anche essere memoria storica e che, in quanto tale, restituisce ciò che gli si dona. Qui anche un post di due righe, col tempo, può diventare una piccola gemma da rimirare.

martedì, gennaio 10, 2012

Strali di gufo: Verginità e sodomia

Lasciamoci alle spalle il Natale sia temporalmente che moralmente: certe soddisfazioni ce le si può togliere solo coltivando un po' di buono, sano odio. Come può capitare di incontrare una persona con la quale ci si trova in sintonia, con la quale c'è affinità, ecco che, a volte, improvvisamente, appare la testa di cazzo. Tutto quel che dice, ogni cosa che fa, ogni aspetto del suo essere stride con tutto ciò che che c'è di buono e giusto. L'arcinemesi ha fatto la sua apparizione ed ogni sua sconfitta, anche minima, diventerà fonte di grande gioia.

Non fosse stato per Lionel Messi, non avrei avuto grandi gioie in questi anni, e invece, grazie a lui, ho potuto godere di una copiosa serie di mortificazioni ai danni di quel truzzo, viziato di Cristiano Ronaldo. Anche oggi, alla premiazione del Pallone D'oro 2012, lo scugnizzo di Madeira l'ha preso dove mi auguravo: fra le chiappe.

Nella medesima occasione, si è potuto anche assistere al patetico tentativo del mondo del calcio di rifarsi la verginità. Il circo ha mostrato agli occhi di curiosi e passanti quel bizzarro e grottesco scherzo della natura che è Simone Farina. Il 29enne che ha rifiutato una combine e denunciato chi gliel'ha proposta, è stato invitato al gala come premio per la sua onestà. In realtà non si è trattato di un premio per il giocatore italiano, ma di una maldestra operazione di marketing messa in atto nella malcelata speranza di apparire onesti solo perchè accompagnati da un onesto. Il tutto ricorda la favola bibblica di Sodoma: Abramo chiede a Dio di risparmiare la città se al suo interno si riusciranno a trovare almeno 50 uomini giusti. Pian, piano Abramo, da grande contrattatore qual'era, riesce ad abbassare la quota di uomini giusti fino a strappare al Signore la promessa di salvare la città anche per l'irrisoria cifra di 10.

Com'è finita lo sappiamo tutti.

domenica, gennaio 08, 2012

Battlefield Tokyo: Fighting Hypothermia

Giappone, Dicembre 2011, io, Razzi e Thesp siamo ospiti a casa di Apa, un algido cubo di vetro e cemento. I tre piani, di cui uno sotterraneo, sono collegati fra loro da vertiginose scale di chiara ispirazione Maya che tradiscono il medesimo sanguinolento scopo. Thesp cerca di comprovarne la pericolosità ergendosi su di una traballante sedia, in prossimità del baratro, con il fittizio intento di cambiare l'inclinazione di un faretto appeso al soffito. Millanta di voler migliorare l'arredamento luminoso della stanza, in realtà è evidente che stia cercando, nel suicidio, sollievo alla glaciazione in atto in quel nudo parallelepipedo di pietra. Purtroppo Apa lo ferma, tuonandogli contro, ed è in quel momento che comincia la disperata battaglia per il calore che, suo malgrado, Thesp non riuscirà mai a vincere davvero.

Lo so bene io che, arrivato a casa di Apa già da qualche giorno, pur avendo cercato di lanciare qualche messaggio subliminale, non sono riuscito a scongiurare un principio di cancrena alle estremità degli arti superiori ed inferiori. D'altra parte, più che girare per casa con due tute addosso, cappucci compresi, e con il cappotto, non ho il coraggio di fare.

Apa ci spiega che in Giappone il riscaldamento non esiste, che ci sono solo condizionatori convertiti a termoconvettori, e stufette elettriche. Quando sottolinea che l'uso dei suddetti è, ironia della sorte, caldamente sconsigliato, a causa della scarsa convenienza in termini di consumo energetico, mi rendo conto che la guerra sarà lunga e feroce. Questo mi viene subito confermato dagli occhi di Thesp che vedo brillare quando, dopo un furtivo e frenetico saettare, individuano finalmente il telecomando del condizionatore.

Misterioso, lontano oriente, pieno di contraddizioni e segreti. Infatti, pur "non essedoci riscaldamento in Giappone", ogni volta che si entra in qualche luogo che non sia la Fortezza della Solitudine di Umegaoka, ci si ritrova in un clima subtropicale, umido ed accogliente come il ventre di una madre. Addirittura, nei viaggi verso Kyoto e ritorno, la temperatura interna dell'autobus raggiunge tale intensità da incenerirmi completamente i peli pubici. Thesp perderà due centimetri di altezza, a Razzi, invece, cresceranno rigogliose piante in testa, effetto poi scomparso in qualche ora, con sua grande delusione.

Ma torniamo alla cella frigorifera di Tokyo. Per combattere il gelo pungente io mi vedo costretto a comprare un pigiama in micropile di nutria e le ciabattone imbottite di vello; Razzi gira per casa sempre dentro al suo sacco a pelo, come se fosse un Pisolone; Thesp, invece, si appropria di tutti i sistemi riscaldanti della casa e crea un suo personale ed esclusivo termo-fortino, tanto che arriviamo a sospettare che la notte dorma con la testa sul piano cottura. La guerra fra lui ed Apa è spietata e senza esclusione di colpi fra telecomandi nascosti e stufette accese all'alba ma, alla fine, quella casa rimarrà un frigidarium. Nonostante tutti i sotterfugi che la mente di Thesp riesce a partorire per aggirare divieti e controlli, la temperatura non si alzerà mai più di mezzo grado celsius.

Così, pur avendo consumato la stessa energia che serve per muovere Mazinga, Thesp non vincerà mai la sua battaglia con il gelo. Pertanto, la mattina quando io, lui ed Apa andiamo in aeroporto per tornare in Italia, decide di lasciare il termoconvettore acceso in modo che, per sommo sfregio, riscaldi quella Ice Lounge in assenza di Apa per l'intero mese successivo.

Fermamente convinto che da tutto ciò si possano trarre importanti lezioni, mi domando quali possano essere.

venerdì, gennaio 06, 2012

Musica Ergonomica Sette

Parlando di musica con Razzi, ci trovavamo a concordare che si tratta della regina delle arti. Nessun altra, ragionavamo, riesce a toccare così profondamente l'animo umano pur rimanendo tanto accessibile ed usufruibile. In parte questo si deve all'ampia modulazione con cui essa riesce a declinarsi, presentandosi in vari e disparati livelli di complessità. In parte credo sia anche perché abbiamo sempre con noi uno strumento per ricrearla: la nostra voce. Eppure, spesso, una musica vale di più per la concatenazione delle sue note e pause, piuttosto che per le parole e i concetti che esprime. Mentre una canzone può toccarci solo grazie alla propria melodia, difficilmente una canzone poco orecchiabile può redimersi tramite il proprio testo.
Tuttavia, quando entrambi gli aspetti funzionano, si crea un'alchimia che eleva la canzone ad un altro livello, e la si ascolta anche per il piacere di vivere, sentire, quelle parole, perché parlano di noi e in esse ci rivediamo.

Pur rischiando il pubblico ludibrio, cito qui due canzoni che rientrano in questa categoria.

As I sat sadly by her side (Nick Cave and the Bad Seeds)
Una canzone su due visioni della realtà, sul pessimismo e l'ottimismo, sulla speranza e sulla paura, sull'utopia e sulla realtà, sul potenziale e sulla delusione, sul trascendente e sul mondo sensibile. Un grandioso crescendo verso un finale non risolutore.

Infinito (Raf)
L'immensità del cielo stellato che genera pensieri e dubbi sul futuro. Il vuoto diventa specchio della paura ed inadeguatezza dell'umanità.

Niente finale frizzante ma, qui di seguito, le vostre proposte, spero.

giovedì, gennaio 05, 2012

mercoledì, gennaio 04, 2012