martedì, febbraio 09, 2010

Saggezze orientali





Da un menu di un ristorante di sushi.

Endechomenon





Questa foto ha una morale.
Ed è "A volte, nel percorso della vita, è il caso di guardarsi alle spalle, e ponderare con serenità su tutte le occasioni mancate".

Farinella, voce regina





Pronti via, mi faccio subito cattolico.
Ne parlai già allora, ma vederlo in video, fa un bell'effetto.

lunedì, febbraio 08, 2010

Back to bad being good or otherwise







C'è un'idea che mi fa pensare che le idee sulle cose non siano mai una bella cosa.
Volevo dire "non siano mai una cosa ideale", ma avrei superato il limite massimo di figure retoriche per frase che mi autoimpongo da sempre, una deontologia rigorosa.

Comunque. Questa idea è che ci sia un percorso, nelle nostre vite.
Nelle nostre giornate.
Ed è un'idea falsa. E dannosa.
Ti alzi, esci dal letto, calpesti qualcosa, l'acqua della doccia è fredda, sei in ritardo, ti contestano l'immondizia, prendi il treno sbagliato ed è una giornata di merda.

Ci vedi trama e ordito di un dio o della sfiga, o delle stelle o del destino o della sorte.
Ci vedi qualcosa dove qualcosa non c'è perché ti pare far comodo l'idea che ci sia qualcosa. E invece ti fa torto.

Poi cambia tutto, fai ottimi affari, incontri gente bella e decente, mangi bene, ti cambia l'umore.
E pari pensare che il disegno sia cambiato.

E ancora sbagli, perchè non è così.
Sbagli perchè ti consoli, ti consoli spegnendo il cervello, come fa l'occhio con la zona cieca, immaginando quello che dovrebbe esserci, ma non percependolo in realtà.

E così sono le idee sulle cose, e ti accorgi che ne hai senza saperlo davvero, a bizzeffe, che ti fottono la verità. Sulle persone, sul tempo, su te stesso e quel che fai.
Pensieri pigri, stereotipi che incanalano le tue energie lungo passaggi mentali spenti e rituali, in categorie abusate e ormai false.

E pensi.
Che scrivi sempre più spesso per piacere invece che per piacere.

A voi scoprire quale sia il verbo e quale il sostantivo.

venerdì, febbraio 05, 2010

Che sia ben chiaro!

giovedì, febbraio 04, 2010

Come trovare un buon demonologo






Ovvero le normali domande che chiederesti ad Anselmi.
Un decalogo per un, attenzione, TEAM DI CACCIATORI DI DEMONI, per scegliere il demonologo giusto.

Preso da www.infernaltruth.com

FINDING A REAL DEMONOLOGIST


Finding the right demonologist can be hard.


Vangelo.Soprattutto di questi tempi. Tutti cacciatori di vampiri, ma pochi demonologi.

So us here at The Infernal Truth have made a list of qualifications to look for in a person who claims to be a demonologists. It is also good to put out a job description for looking for a demonologist and have them fill out a job application. Seek a resume also, this way you can get more applicants and choose from a wide variety of people.

Vero. O di essere internato. Una delle due.

Some characteristics to look for from a true demonologist should be the following:


1. How many homes have you blessed? (Whose home?)


Nessuna pietà per i novellini.

2. Have you ever witnessed an exorcism? (If so give details and references)

Ovvio, anche perchè giustamente, fossero veri, uno ti parla tranquillamente dei demoni e di chi era posseduto.

3. Have you ever practiced the occult or have connections to occult members? (This can be both good and bad depending upon their own theological beliefs.)

Certo, se pratica la religione del ti inculo a sangue, è bad.

4. What religion are you? (The majority of demonologists are Christian. Something also to keep in mind is that the majority of "families" you help are Christian. So your demonologist should pratice Christianity if you ever want to see your clients again.)

Ok. Questa magari andrebbe chiesta prima della precedente. Ma quello che mi piace è che consigli di farsi un demonologo cattolico, così da tenersi i clienti.
Cioè se i demoni esistono, allora direi che una delle varie religioni è quella vera, non capisco quindi, se chi parla è un demonologo, come possa ritenere non falsi quelli di altre religioni.

5. Are you clergy? (If so ask for a copy of their license. If they can't produce one or have obtained it online, don't accept them.)

Mai fidarsi di chi si spaccia per prete. Segnatevelo.

6. Tell us your story. (Every real demonologist has "real own sotry" on how they got into the field. This can also help you find a connect with your own expereinces and your groups.)

"Every real demonologist" mi fa ridere ogni volta che la leggo


7. Give a story with a single outcome you are looking for. Know the answer but don't tell them until they answer how they would handle the case. (Have a real demonologist or exorcist write up a story for you of a demonic haunting with the answer to the solution. Give this story to the one you are interviewing but don't provide the answer.)

In pratica una domanda trabocchetto, uno scenario, se il demone Gargiulo ti attacca con la frusta urticante, tu che fai?
Ecco. Mi ricordo che un mio amico una volta ebbe LA risposta.
Alla domanda "E se incontrassi un fantasma, cosa faresti, scusa?"
Rispose "Sparerei i raggi dagli occhi e lo sconfiggerei."
Pensateci.



8. Ask if they would seek networking or other exorcist or demonologist help if they can't find the solution to a case. (If they don't network don't take them in. The majority of demonic hauntings are solved because a demonologist becomes hubble and asks for help.)

La maggior parte delle possessioni demoniache viene risolta perchè il demonologo diventa umile e chiede aiuto.
Credo si riferisca all'aiuto psichiatrico.
Così non fosse, perchè non assumere direttamente il demonologo a cui hanno chiesto consiglio e che ce la sapeva?


9. Have them give the 5 Levels of Poltergeist manifestations. (If don't know the levels they are not a true demonogist.)


Sì, ma chi non li conosce, dai?


10. Ask for personal background. (This can tell you a lot about a person and what they truly practice.)


Ma no! Scommetto che non ci aveva pensato nessuno. Chiedergli informazioni generali.

11. Ask what kinds of tools they use on demonic cases. (If they use any occult tools don't take them in.)

Ah, la domanda trabocchetto. Vogliamo solo demonologi che non usino neppure il telefono durante i casi. E che spezzino le corna ai demoni a mani nude.

mercoledì, febbraio 03, 2010

La logica






La logica.
Mi ricordo una barzelletta sulla logica che mi faceva morire dal ridere.
Finiva con "E allora sei ricchione!".

Ma non c'entra.
Quel che c'entra è questo video. Potrei sviluppare il post in due modi, o rapido e dolcemente sarcastico, o in modo critico, con una spruzzatina di humour.
Scegliete voi quello che vi va di leggere oggi.

Modo rapido e dolcemente sarcastico.

Eh, bella botta per la "tesi" evolutistica, questo sì che metterà a tacere quei maledetti darwiniani e le loro offensive insinuazioni su di noi e le scimmie.

Modo critico con una spruzzatina di humour

Che dire, una logica stringente. Mi sentirei di consigliare a hi parla di fede di evitare di usare la logica come argomento, ma piuttosto il suo contrario. Ma è vera una cosa, che chi usa questo tipo di logica, bassa, sciocca, stupida, lo fa per tornaconto, per impressionare gente superstiziosa. E non a caso il tipo di cui sopra va in giro per l'America a farsi pagare esorcismi e libri e letture sui demoni. Prossimamente vi posto la sua guida per un buon esorcista.

In conclusione, evitate di ascoltare chi parlando di fede usa la logica, è un truffatore. Ed evitate anche chi parlando di fede usa la fede stessa, non ascolterà la vostra logica.

Azz.
Ho dimenticato la spruzzatina di humour.

martedì, febbraio 02, 2010

Sempreverdemente (cit.)




Montag in tedesco significa lunedì. Anche in tedesco, come in italiano, Montag è il giorno della luna.
In effetti Montag, il nostro, lunare lo è. Prima di tutto la sua carnagione testimonia l'evidenza: Monty ha aspettato molti anni prima di accettare l'idea di esporsi al sole. Finalmente l'estate scorsa ci è riuscito e l'ha presa seriamente, tanto che in una sola settimana si è guadagnato da mio padre il soprannome di "uomo d'acciaio", quasi un titolo d'onore, detto da un veterano del sole e dello scirocco come lui.
Ma Montag è una strana luna. Si sa che la luna, oltre a fare cantare i pastori e fare addormentare le pecore, è vaga e nasconde. Cela, anche a se stessa, una parte di sé. Anche Montag fa così. A volte ti inganna e ci credi.
Ma quando hai finito di contare le pecore e poi anche loro si sono contate e addormentate, lui si sveglia e ti scuote, ma piano. È lieve, gentile. E si sveglia anche lui.
Certo, è un tipo difficile. Intransigente, radicale. A volte mi fa venire il prurito alle mani ed è insopportabile, peggio di byfluss.
Preferisco specificare che a volte non lo sopporto, perché poi Montag dice che io faccio revisionismo storico e mi dimentico tutte le nostre liti e il fatto che fondamentalmente siamo due opposti.
Ma che vuoi farci, la luna è vaga e ti rende vago. Cioè te ne invaghisci.

Lui l'ho conosciuto proprio un lunedì, due anni fa. Montag di nome e di fatto.

Oggi è il suo compleanno e vorrei festeggiarlo insieme a voi. A proposito di revisionismi, cose vere e nascoste, avevo pensato di rivelarvi la sua vera età. La leggenda narra che abbia 14 anni, o 75. Altri dicono che è da 13 anni che ne ha 21.
Ma in realtà non me la sento, sarebbe come guardare davvero dall'altro lato. E che resta della luna se le togli quello che non si vede, disegnando ciò che vedi?
Lasciamo a Montag il suo profilo sconosciuto, i suoi numeri e i suoi soprannomi. Ci piace già quello che vediamo, ci piace ancora di più quello che a volte si può solo intuire.

Buon compleanno, Monty mio.

lunedì, febbraio 01, 2010

Donne delle pulizie






Non sono molto abituato a fare le pulizie in casa.
Ho sempre pagato qualcuno che le facesse per me.
Viziato?
Forse.
Privilegiato?
Forse.
Farvi i cazzi vostri?
Mai.

Ad ogni modo, appena ho affittato questa casa ho avuto due rapidi e paralleli movimenti mentali.
Il primo che mi diceva "Bravo, ora dovrai tirarti su le maniche e sistemare casa.", il secondo che già si arrendeva e cercava di scoprire come funzionasse in Giappone.
Esito della ricerca?
Non funziona in Giappone.
Sembra non esistere o quasi la figura della colf.
Chiedo, nessuno mi capisce, di annunci non ce ne sono.
Sembra un mito, una leggenda.
O meglio, sembrava.

Perchè oggi esco, apro la cassetta delle lettere e ci trovo un intricato volantino che spiega che se vuoi vivere la tua vita da donna, da madre, da professionista, ci sono queste maid.

Spiegano che fanno, e ci sono le foto.
Tutte giovani e carine.
E la tariffa. Se ho ben capito 100 euro per due ore.

Guardo le foto.
Guardo il costo.
Non sono sicuro di capire che cosa mi stiano offrendo per quel prezzo, ma credo che qualunque cosa sia, per un motivo o per l'altro, se le chiamassi LK mi staccherebbe le palle.

Endechomenon

Avete mai cliccato sul link Next Blog là in alto?
Questo è il risultato che mi sono trovato di fronte e visto che sono un po' un Apa-wannabe ho istintivamente sentito l'esigenza di condividere l'esperienza.
Contingenza, tutt'attorno a noi.

Edit: nella fretta di postare una cosa qualsiasi mi stavo dimenticando di commentare l'immagine, dopo aver rimproverato casi precedenti.

Questa fotografia gioca a ridefinire il significato della parola grottesco. Mai avrei pensato che la speleologia potesse prendere una tinta così sexy: marrone, lucida e venosa.
L'estemporanea inventiva del fotografo riesce a stupire regalando un'impressione dai forti contrasti simbolici, la claustrofobia e il fango contro la liberazione della gioia del corpo nel suo anelito erotico. Nei parallelismi il night club e la grotta, lo sporco morale e a fronte lo sporco materiale.
In più il mistero: una sacca gialla, che cosa ci sarà dentro? Cosa accade nell'istante successivo? Morta la luce del flash le tenebre tornano a sommergere la grotta, e poi?
La ragazza di sinistra ha un sorriso complice e la mano nuda, ma quella di destra sembra castigata da qualcosa, come forzata nell'azione.

Cosa ci vedete voi?

sabato, gennaio 30, 2010

Un libro è cultura (dedicato ad Apa, Thesp, Ergo ed emigranti sparsi)



Sono convinta che qualcosa dell'Italia vi manca.
E' normale, è il richiamo della patria, del sangue, della pasta.

Non solo.

E' il richiamo del Silvio.

E' per questo che Peruzzo Editore ha pensato bene di far uscire in edicola - al modico prezzo di 9.90 euro - un libro fotografico dedicato al nostro Signore.

Comunque sarà mia premura omaggiarvi di una copia del prezioso volume, so che gradirete.

A presto, a soreta.



Dimenticavo, a breve un'altra uscita prestigiosa nell'editoria italiana:

"NOI AMIAMO IGNAZIO"

Se volete posso spedirvi anche questa, eh.

venerdì, gennaio 29, 2010

Aparazzi Mix 02 - Le donne





L'Aparazzi Mix di questo mese è dedicato alle donne.

Il mio rapporto con le donne è iniziato per davvero solo il giorno prima dell'attacco alle torri gemelle.
Fino a quel momento non conoscevo niente della figa, dal giorno dopo però avevo già capito che era una cosa pericolosissima.

Sì può dire che a scatenare la guerra al terrore sia stata quella voglia di qualcosa di buono a cui la contessa non sapeva resistere, quella voglia che io in veste di Ambrogio ho cercato di soddisfare.

Se facciamo un ulteriore passo indietro possiamo accusare di tutto quell'inconveniente un medico, uno in particolare.
La settimana prima, preoccupato dei miei problemi di minzione che andavano aggravandosi, avevo preso appuntamento dall'andrologo.

La scena

Nella sala d'aspetto cerco di trovare un'analogia tra la parola minzione e la parola munzione, come se il vocabolo in sé possa contenere già la radice del problema.

Durante il colloquio mentre la mia intimità viene rispettosamente violata da questo erudito signore immagino le possibili diagnosi, una meno bella dell'altra.

Quando mi chiede se faccio sesso per un attimo ho il dubbio che mi stia per proporre qualcosa. Ai miei tentennamenti capisce che sono molto famigliare con la parola e molto poco con la sua manifestazione pratica. Come quelli di famiglia credente, ma che veramente in chiesa non ci sono mai andati. Magari sono passati all'oratorio, magari hanno sentito l'odore dell'incenso da fuori, ma pucciato il dito nell'acquasanta mai.

Il problema è quello dice, la mia prostata ha bisogno di allenamento e senza non mi devo aspettare che l'idrante continui a funzionare a pieno regime.
Io cerco anche di spiegargli che l'allenamento lo faccio e diligentemente, ma non ce n'é.
E' come essere campione al simulatore di volo e poi pretendere di manovrare un 747, bene che ti vada combini qualche guaio serio e ti fai male. Bam!

Ecco qua che il medico prende il foglietto intestato e scrive:

SCOPARE
2 volte / sett. x 12 mesi.

E io cosa posso fare se non fidarmi?
Invito quindi un'amica a casa e le spiego la situazione, le mostro il foglietto timbrato e insomma se un amico non sta bene e lo puoi aiutare perché no.
Così è iniziata la cura.

Certo è che il giorno dopo in quel crollo di proporzioni colossali io ci ho letto un messaggio, perché non poteva essere che un simbolo di castrazione.
Ma la cosa che ancora oggi non ho capito è perché DUE?
L'unica spiegazione che riesco a darmi è che qualcuno da qualche parte ne aveva combinata una uguale. Avrei quello che si direbbe in gergo tecnico un fratello di sperma simbolico.

Sulle parentele di sperma ci soffermeremo qualche altra volta, non immaginate nemmeno che grande famiglia siamo, concludiamo invece il discorso sulle donne.

Le donne che cantano sono sempre belle ed è facile innamorarsene anche se non sono proprio principesse. La cantante dei Gossip ad esempio rientra in una categoria sicuramente appetitosa, ma ad elevato rischio valanghe.


Ricordo una notte in un ostello di Amsterdam, molto prima della mia storia, avevo incontrato un brasiliano venuto a visitare le bellezze locali del distretto rosso.
Ecco lui dice che fare all'amore con una donna grassa dona un piacere doppio.

Il primo quando lo fai.
Il secondo quando si leva.

Ora potrà sembrare dal mio discorso che stia mettendo in secondo piano i valori intellettuali delle nostre compagne di vita, ma non è così. Se qualcosa di cattivo ho detto diamo la colpa alla mia profonda paura di confrontarmi col bagaglio affettivo delle relazioni uomo-donna.

Se non basta diamo la colpa anche a Internet e a come mercifica la femmina. Se riesco una volta invito anche un esperto per entrare nel dettaglio.

Tornando al fascino femminile vi devo dire che Parigi è una pessima città per essere fidanzati, anzi potrei consigliarvi caldamente di venire a visitarla ogniqualvolta siate in procinto di intessere una nuova relazione.

Quando dicono che è la città degli innamorati parlano della metà maschile della popolazione, appollaiata sui seggiolini fuori dalle brasserie a contemplare il vento di gambe, profumi e crine che invadono la primavera parigina. Non a caso è la città degli artisti, ogni momento un'ispirazione ti viene addosso a spettinarti il cervello.

La musica di questa compilation è stata scelta con molta meno perizia della precedente e quindi mi aspetto che riscuota maggior successo.
Il sondaggio invece vi mette al centro dell'eterno dibattito su quale parte del manzo sia la più pregiata, così riportiamo il livello del sondaggio a un piano più famigliare al lettore medio.

Se qualcuno avesse bisogno di una prescrizione jolly credo di poter recuperare il numero del mio andrologo.
Fatemi sapere.

Ah, l'ultima canzone è dedicata al Razzi, auguri!

Sondaggio



Vi siete mai chiesti cosa succede quando Daltanious incontra qualcuno che è sia debole che stupido?
Perché la sua canzone dice questo:

odia gli stupidi
aiuta i deboli
dagli invasori ci difenderà

Di fronte a questo dilemma cosa fa Daltanious? Lo schiaccia come un insetto o scioglie dolcemente il suo pugno in una mano amica?
Quale etica anima un robot da quarantamila tonnellate?
Diventa importante ricordare che dentro a quel colosso di metallo batte un piccolo cuore umano, sì pieno d'amore, ma infiammato anche da passioni brutali.

Il sondaggio di questo mese insegna a riconoscere l'ordine naturale e l'ordinamento sociale di Aparazzi.

Riguardo all'ordine naturale conforta la specularità con il mondo biologico.
Nella nostra valle prosperano carnivori, erbivori e un sottobosco vegetale che vive bene fintanto che il sole sorge e qualche goccia d'acqua arriva al suolo.

Nell'ordinamento sociale si conferma quello che molti hanno appreso inconsciamente da tempo: siamo una monarchia.
Il monarca regna e tutte le monete hanno la sua faccia, attorno uno stretto anello di aristocratici detta le regole e decide quel che è bello e giusto, a margine della sala un personaggio illuminato proietta silenzioso le sue aspirazioni e fuori oltre il perimetro del potere e del sapere gravita e si dibatte la folla indistinta.

Una folla di deboli, una folla di stupidi e una folla di individui doppiamente dotati.

Vi suona razzista, cinico, arrogante? Tutte e tre le cose?
Se avete risposto sì consolatevi con l'acquisita conoscenza che vi salverà la vita: quando alzando lo sguardo capirete che ciò che vi ha tolto il sole non è un albero o un palazzo e i suoi occhi gialli vi fisseranno immobili, in quel momento saprete leggere oltre il metallo il suo umano dilemma e prima che il verdetto cada sarete fuggiti lontano, sottoterra.

Non bastasse la consolazione ricordiamo che questo blog si fonda proprio sul razzismo, sul cinismo e sull'arroganza, insomma sul male in generale. Non si spiegherebbe altrimenti in alcun modo la fotografia del Razzi spalmato di cheddar. Se qualche esegeta arriva a conclusioni diverse si faccia pure avanti.

Per provare comunque la larghezza delle mie vedute, aprirò il ventaglio delle intepretazioni così:

Versione 1
Di cosa ti nutri?

Sono carnivoro: 9 (40%)
Sono erbivoro: 11(50%)
Non rispondo, sono una pianta: 2(9%)


Versione 2
Se fossi nato nel medioevo saresti:

A corte: 9 (40%)
Servo della gleba: 11(50%)
lo scemo del villaggio: 2(9%)


Versione 3

Hai buoni gusti?

Sì: 9(40%)
No: 11(50%)
Mi piace Internet Explorer: 2(9%)


Tempo fa la mia ragazza stava dando un esame di sociologia su un certo Pierre Bourdieu.
L'autore parlava di arbitrarietà della cultura, affermando che la cultura dominante è una cultura arbitraria, una cultura imposta dalla classe dominante attraverso quella che chiama una violenza simbolica.

[..] una violenza "dolce", invisibile, che viene esercitata con il consenso inconsapevole di chi la subisce e che nasconde i rapporti di forza sottostanti alla relazione nella quale si configura.

Quello che stiamo cercando di fare qui è proprio questo: violentarvi dolcemente.
Stiamo spruzzando l'aria di un profumino talmente lieve da rimanere impercettibile ma diluendo l'operazione nel tempo e con pazienza riusciremo a sostituire completamente la vostra atmosfera, senza che ve ne accorgiate.

E allora i vecchi amici verranno a trovarvi ma non sarà più lo stesso, sarà come aprire la stanza in cui il Razzi è chiuso da otto ore a lavorare.
In mutande, con un cimitero di sigarette spente e una birretta in mano, sarà un odore insopportabile: l'odore della classe dominante.

Daltanious vince.

Holy Shit! That's Razzi!



Quante volte abbiamo punzecchiato il Razzi? Quante volte lo abbiamo bacchettato per la sua latitanza? Una latitanza che, ci tengo a dirlo, fin troppo spesso aveva il sapore del menefreghismo. Che fossero richieste gentili o feroci sfoghi, lui ha sempre continuato sulla sua strada, insensibile ai richiami, strafottente. Neanche il disperato grido "Razzi merda" l'ha scalfito, continua con il suo distacco, con la sua assenza fatta di silenzi, di non-post. E che amarezza dover subire questo vuoto, questa gelida indifferenza.

Oggi, 29 Gennaio, in corrispondenza del suo compleanno, si squarcia il velo di falsità e finalmente molte cose cominciano ad avere un senso. Il Razzi si serve di un artificio, simula distacco ed apatia per non dover confessare ben altro segreto. Per lungo tempo, grazie all'alto livello culturale del blog, la dissimulazione è riuscita, ma oggi cala il sipario sulle sue bugie, oggi sappiamo.

Il Razzi non può partecipare assiduamente al blog in quanto sta partecipando al Grande Fratello sotto il falso nome di "Mauro". Si trucca per apparire più bello, indossa una parrucca e imita l'accento veneto, ma le espressioni, il savoir faire, la classe, l'eleganza lo tradiscono. Quello è il Razzi.



Auguri Razzi, da oggi tiferò per te.

giovedì, gennaio 28, 2010

Tende






Non ho fatto a tempo di levare il cartone dalla finestre e mettere delle simpatiche tende nere che già un'allegra famigliola si è trasferita nell'appartamento a fianco.

Con una piccola mossa ho rivalutato il valore degli immobili della zona.

Posso ritenermi soddisfatto.