venerdì, settembre 29, 2006

Astinenza

È circa un mesetto che non faccio sesso e che neppure mi dedico con particolare attenzione al sempre caro hobby dell'onanismo.

La cosa ha, bene o male, due conseguenze.
La prima è che mi ritrovo un pene veramente rigoglioso e baldanzoso.
Proprio sta bene. Sembra sorridere.

La seconda è che le donne mi sembrano più belle.

giovedì, settembre 28, 2006

Ambrosiana Internazionale

Fonte inesauribile di soddisfazioni.
Grazie di esistere.

mercoledì, settembre 27, 2006

M.

M. ha fatto un brutto sogno. Era in un posto X dove alcune persone facevano casino e ci si è trovato in mezzo. Poi è arrivata la polizia, l’hanno portato via e scortato lungo le pendici di una montagna. Arrivato in cima gli hanno messo un sacchetto nero della spazzatura in testa e l’hanno riempito di mazzate.

M. sostiene che l’incubo dipende dalla salsiccia. Perché la salsiccia deriva dal maiale e i maiali sono animali che hanno sofferto. Che muoiono soffrendo. La sofferenza del maiale morente si trasmette all’uomo sognante, e scatta l’incubo.

Dopo avermi detto questo, M. ha buttato le salsicce comprate da Todis (hard discount romano) nella spazzatura. Tutte. Dice che ha fatto un grosso errore a mangiarle, perché è in una fase spirituale.

Prima dell’incubo si era preparato un panino con formaggio e salsiccia che poi ha deciso di buttare. Ma per qualche ragione il panino non è finito nella spazzatura, l’ha dimenticato sopra il frigorifero. M. sostiene che anche questo ha un significato spirituale.

Questa è una storia vera.

Parole, parole, parole...

Visto che stiamo continuando con la banfa delle parole a fine post: Sapevate che

Sparvagnsaktiebolagsskensmutsskjutarefackforenings_
personalbeklandnadsmagasinsforradsforvaltaren (spezzo per evitare un overlap...)

E' la parola piu' lunga del mondo? E che significasse: "direttore del magazzino approvvigionamento uniformi per il personale dei pulitori dei binari della compagnia tranviaria" lo sapevate?

Adesso si, ringraziatemi.


Ah! Dimenticavo,

"sfigmomanometro"

martedì, settembre 26, 2006

Where did they do it?



Video courtesy of Gambaro...

I could smell my little day away

C'è un odore di provola affumicata che si diffonde per casa mia. E' inquietante visto che sto lavorando su Champions Fucking League e che ovviamente non c'è nessun altro in casa.

Ho postato questa cosa perchè un giorno, quando finalmente ci accorgeremo che ho un cancro al cervello, qualcuno potrà dire "effettivamente c'erano delle avvisaglie".

Epifania portami via


Mi sono appena reso conto che tutte le volte che negli ultimi dieci anni ho interrotto una relazione stavo leggendo per l'ennesima volta Sandman di Gaiman per la sua interezza, e proprio mentre mi avvicinavo alla fine dell'opera così ponevo fine, in un modo o nell'altro, alla mia situazione affettiva del momento.

Ora, o Sandman porta sfiga o ha un'influenza negativa sulla mia persona. O forse positiva.

O forse è solo un caso.

Dedicata ad Ergonomico

A VALEDICTION FORBIDDING MOURNING.
by John Donne


AS virtuous men pass mildly away,
And whisper to their souls to go,
Whilst some of their sad friends do say,
"Now his breath goes," and some say, "No."

So let us melt, and make no noise, 5
No tear-floods, nor sigh-tempests move ;
'Twere profanation of our joys
To tell the laity our love.

Moving of th' earth brings harms and fears ;
Men reckon what it did, and meant ; 10
But trepidation of the spheres,
Though greater far, is innocent.

Dull sublunary lovers' love
—Whose soul is sense—cannot admit
Of absence, 'cause it doth remove 15
The thing which elemented it.

But we by a love so much refined,
That ourselves know not what it is,
Inter-assurèd of the mind,
Care less, eyes, lips and hands to miss. 20

Our two souls therefore, which are one,
Though I must go, endure not yet
A breach, but an expansion,
Like gold to aery thinness beat.

If they be two, they are two so 25
As stiff twin compasses are two ;
Thy soul, the fix'd foot, makes no show
To move, but doth, if th' other do.

And though it in the centre sit,
Yet, when the other far doth roam, 30
It leans, and hearkens after it,
And grows erect, as that comes home.

Such wilt thou be to me, who must,
Like th' other foot, obliquely run ;
Thy firmness makes my circle just, 35
And makes me end where I begun.


La traduzione QUI

lunedì, settembre 25, 2006

La pioggia e Mimosa

Al solito non ho dormito un cazzo. Mi sveglio, è già tardi, devo ritirare i copioni che ho stampato.
Scendo.
Motorino.
Piove.
Diluvia.
Ritiro i copioni e volo in stazione.
Passaggio a livello.
Diluvia.
Treno.
Arrivo a Milano, non ho soldi, mi servono per il taxi.
Coda per il Bancomat.
Cambio bancomat: prelievo non disponibile.
Coda per il Bancomat.
Carità della Carbarello, dieci euro sacri.
Coda per il Taxi.
Un tizio si imbuca con la nonchalance di un cretino.
Lo fermo.
Mi dice che era lì da prima.
Il tizio dietro di lui, quello a cui aveva inculato il posto, un giovane pelato e peloso con l'ipod dice "Boh, sì... mi sembra... sì". Gli dico, vivi sempre a pieno la tua vita mi raccomando, ragazzo.
Coda per il taxi e pioggia.
Con la tipa dietro di me che mi guarda e mi sorride dolce e mi dice due parole, sembra che abbia avuto il vaiolo e le sorrido alzando il volume del mio fido Creative Zen Vision M 2006 SXP Atomic new Extra, che mi dice che stamattina si ascoltano i Pixies.

E penso alla signora Mimosa che balla nel suo bar, alla sua figlia procace in vendita, alla grecia.
"Ella ella" signora Mimosa.
"Ella ella...."

sabato, settembre 23, 2006

Un piccolo paese, con un grande cuore? (Get The Fuck Out Of This Country)



Da circa una settimana calco nuovamente il suolo italico.
La famiglia, gli amici, il parmiggiano.
Grandi presagi precedono il mio rientro. Sull'aereo, tra quei 4 o 5 pixellosi film, riesco a vedermi MissionImposibolTre, ennesima produzione del cazzo targata Tom Cruiis. Il film si propone come una valida alternativa al viaggio sereno, ennesimo pastone ollivuddiano condito da una produzione multimilionaria. Si distingue per una parte girata a Roma.
Prima scena sul set italiano: tom cruiis e l'altro cretino iniziano a protestare, da buoni italiani, ad ampi gesti in mezzo alla strada, poi fingono di avere un guasto al camioncino. Gli altri automobilisti, bloccati dal tom cruis, si lamentano ad ampi gesti (questa volta gli attori sono romanacci autentici) con frasi tipo "eddaie, ma sposta sto' coso che jera famo tutti".
Nel gulliver azzerato dalla necessità di sonno germoglia un dubbio. Non è possibile, l'Italia non è così, non può essere un paese di peracottari lamentosi.

Atterro in Lombardia. A differenza di tutti gli altri aereoporti del mondo, Malpensa è stato concepito per essere il più scomodo possibile per chi deve raggiungere il suo centro abitato di riferimento, in questo caso: Milano.
Per arrivare nella metropoli bisogna impiegare un'ora di tempo, a differenza dei 10 minuti di Parigi o Madrid, pagando dai 5 ai 10 euro per prendere uno sfavorevole autobus o un treno delle Ferrovie Nord.
Salgo sull'autobus. Ce ne sono due. Lusso, pensai. Uno dei due autisti, spinto da un impulso competitivo, mi segnala: "Vieni vieni, io parto cinque minuti prima". Bella zeeo. Deposito la valigia. Salgo sull'autobus sperando che non me la pitonano. Sostiamo al Terminal 2 dove parte la caccia degli ultimi 5 posti rimasti. Arrivano a branchi: "ciero prima io!", "la signora sono 5 autobus che perde", "dai capo, chiudi un occhio", "aspetto da due ore".
Ma dove cazzo siamo? A Baghdad?

Qui c'è da lavorare, e non poco. L'altro giorno ho saputo che Prodi è andato in Oriente con altre 1000 persone, a spese nostre, per discutere sul commercio di armi con la Cina.
Allora mi sale spontanea una frase dal basso ventre, una frase tipica del milanese: "Get the fuck out of this country". E restateci.